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  • Fabio
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    Cambiare dall’interno non sempre è possibile, sopratutto in posti come l’italia con la costituzione che vieta il voto sulle tasse. Toccherebbe accontentasi fino a quando non diventa intollerabile, ma nel frattempo affondano le radici e diventa sempre più difficile. Siamo come alberi, più affondano le radici e più sarà difficile spostarci.

    E quale alternativa? Se la situazione diventa insopportabile, resta la mitica frontiera che più è vicina meglio è. Ma dove andare? cosa cercare?

    “Il potere corrisponde alla proprietà a disposizione dell’individuo”: quindi i posti in cui si dovrebbe vivere meglio sono quelli con le tasse più basse, dove è più forte il rispetto di proprietà e ricchezze dell’individuo.

    Se la guerra è la salute dello Stato Onnipotente, bisogna cercare i posti che rifiutino la guerra, quantomeno quella di conquista o di “difesa preventiva”; che nella storia hanno teso alla neutralità belligerante.

    Ogni Stato propone la sua ricetta, alcuni danno polpette avvelenate. Qualcuno tasse basse ma è imperialista. Altri meraviglioso clima ma è ostaggio dei militari (ancorché nascosti dietro una pseudo democrazia parlamentare). Oppure bello il clima ma mafia ed attentati, oppure clima di merda ma …. e poi ricominciare con abitudini nuove, amicizie, lingua nuova, lavoro, qualificazioni…..

    Più è difficile o svantaggiosa la ricollocazione, peggio lo Stato tratterà i sudditi approfittando del vantaggio.

  • Guglielmo
    Rispondi

    Il commento di Facco mette in luce l’attualità del capitolo 8 del libro di Chodorov “L’imposta sul reddito. La radice di tutti i mali” (https://www.libreriadelponte.com/?product=frank-chodorov-limposta-sul-reddito-radice-di-tutti-i-mali)

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