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di REDAZIONE

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  • Alessandro Colla
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    Difetti? L’eccesso di parolacce. Pregi? La preparazione fuori dal comune, la capacità comunicativa, al genialità nel formulare le idee da parte di Milei. Unico mio personale dissenso è la troppo ottimistica affermazione finale: la libertà, purtroppo, non sta avanzando; si stanno mangiando lentamente anche quella poca che abbiamo o che forse bisognerebbe dire avevamo.

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Bello!
    Nota a margine; traduzione così-così.
    Tra le varie:
    “Inconsistencia” non è inconsistenza ma incoerenza (min. 9:08).
    “Disfrutar” non è sfruttare ma godere (min. 11:10).
    “Collectivo” si traduce con bus e non con collettivo.
    Comunque sia, seguirò il 18 la presentazione del libro.
    W la libertà, cazzo!! (perdonami stimato Colla).

  • vetrioloblog
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    Un molto colorito sunto Bignami delle libertà (con ampi riferimenti al Rothbard, specie “Potere e mercato”). Quanto allo stile a volte “colorito” invito i critici a riferire come si esprimono nel momento in cui vengono borseggiati! Penso sia funzionale a trasmettere il senso di nausea verso l’immoralità dello Stato

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Col pensiero, ad ogni borseggio c’è l’istinto a essere coloriti. Se si viene borseggiati davanti ad altre persone, specialmente se queste sono minori e magari i propri figli, prevale un altro istinto che spinge ad astenersi dai cromatismi. Tutto lì, senza alcuna accezione moralistica. Tranquillizzo Giovanopoulos, che ringrazio per la stima, in merito a questo proposito : in teatro uso spesso anch’io certi colori. A volte anche nei miei stessi testi se il genere è rivistaiolo o cabarettistico. Ma in una conferenza su temi politici evito le coloriture proprio in nome della funzionalità. Sarebbe state gradevoli le volgarità nei testi di Rothbard o di Mises? Chi assiste a eventi come quello di Milei non ha bisogno che gli venga trasmesso il senso di nausea perché la nausea ce l’ha già; altrimenti non parteciperebbe all’evento stesso. Chi si accosta per la prima volta potrebbe rimanere perplesso. L’avversario approfitta per poter affermare: “Ecco, visto? I soliti villani incolti che utilizzano quel linguaggio perché non hanno altri argomenti, i sempiterni populisti demagoghi. Solo noi statalisti siamo forbiti e colti, la sinistra è superiore anche nel linguaggio”. Mi si potrà obiettare che ce se ne può infischiare di questi soggetti che peraltro non disdegnano neanche loro certi eccessi quando sono mascherati dalle porcate prodotte dai loro intellettuali e spacciate per cultura. Non sono d’accordo. Dell’avversario non ce ne si può mai infischiare perché anche se noi ce ne infischiamo quello spara lo stesso e purtroppo come cecchino è anche capace. E’ inutile dire che non si ha paura dei cani perché il cane non lo sa e può mordere lo stesso. Se poi è un cane socialista, quindi rabbioso, il morso può essere letale. Specie in tempi in cui non c’è il siero antirabbica perché gli ospedali sono tutti occupati a “curare” la “sconosciuta” Sars del 2003 spacciata Comitato di Videopolli ( da cui Covid). Ovviamente, se mi sbaglio meglio così. Se alcuni toni sono necessari, meglio un metodo utilitarista che niente.

  • FABIO
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    ma vi risulta esserci una password per collegarsi a zoom ?

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