In Economia

DI STEFAN ZWEIG

Finita la Grande Guerra, lo Stato fece lavorare i suoi torchi per improvvisare, secondo la ricetta di Mefistofele, tutto il denaro possibile, ma non riuscì più a tenere il passo con l’inflazione.

Allora ogni città, ogni borgata, alla fine anche ogni villaggio, cominciò a stampare un proprio ‘denaro’, che non era più valido nel villaggio vicino e che più tardi, quando ne fu riconosciuto il valore nullo, fu senz’altro buttato via, Quel caos assunse forme sempre più fantastiche.

Ben presto, nessuno ebbe più un’idea dei prezzi che facevano continui sbalzi. I borsaneristi ne trassero grandi vantaggi. Ognuno voleva sostanza, non carta. Tutti accorrevano a comprare qualunque cosa, anche se non ne avevano bisogno.

Si andò verso l’assurdo e l’immoralità. Chi per 40 anni aveva risparmiato e aveva per di più collocato i risparmi nel prestito di Guerra (Titoli di Stato, ndr), diventò un mendicante”.

TRATTO DA “Il Mondo di Ieri”

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