In Anti & Politica

DI GIOVANNI NEGRI

Stanno arrivando a questo: chiusura obbligatoria di tutti gli alberghi di montagna dal 20 dicembre al 10 gennaio. Basta? Macchè : mentre se vai all’estero e rientri prima del 20 dicembre devi fare il tampone e basta, chi va all’estero tra il 20 dicembre e il 10 gennaio dovrà fare la Quarantena. Perchè? Perchè sì.

Ma se con un tampone si dimostra che sono in perfetta salute perchè devo fare la Quarantena? E che senso ha decretare il fallimento di centinaia di piccoli hotel lungo tutto l’arco alpino? E che senso ha obbligare uno che lavora (dico lavora perchè per vivere bisogna lavorare) anche con l’ Austria, la Francia o la Svizzera a non poterci andare fino al 10 gennaio se non al prezzo di sottoporsi poi agli arresti domiciliari per 14 giorni? E che senso ha impedire che dei francesi, tedeschi, svizzeri, austriaci e gente di qualsiasi altra nazionalità possano venire in Italia se non al prezzo di essere piazzati in quarantena (infliggendo un colpo micidiale anche alle strutture di Roma, Venezia, Firenze e ogni altra città d’arte e regione italiana, semmai fossero ancora in piedi e non già in fallimento)?

E che senso ha giustificare tutto ciò con “Non possiamo fare come a Ferragosto” quando a Ferragosto le frontiere non ci azzeccavano nulla e il nodo furono le discoteche, i traghetti, le spiagge non controllate e poi soprattutto le metropolitane e i bus stracolmi per responsabilità dei dementi che anzichè di trasporti pubblici si occupavano di Banchi Monouso a Rotelle? Domande senza risposta, perchè chiamiamole con il loro nome : sono misure punitive.

E allora cominciamo anche a chiamarlo con il suo nome : questo è uno Stato (Governo) di Polizia, che va sgomberato il prima possibile.

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  • Alessandro Colla
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    Se non si tratta di un’omonimia, saluto con gioia la presenza in questo sito dell’ex vicedirettore de IL TEMPO, già segretario nazionale radicale nonché fondatore de La Marianna. Ci siamo visti di persona una sola volta, tanti anni or sono, a Chianciano in occasione di un convegno; non pretendo, quindi, di essere ricordato. Una domanda: chi firma l’ordinanza di sgombero? Una volta avrei visto, tra i firmatari, Emma Bonino e Benedetto Della Vedova. Oggi che posizione hanno in merito? Non è pervenuta a me perché confuso dalla distrazione oppure tacciono non si sa bene per quale ragione? Se anche i tenaci combattenti di una volta si sfilano dalle battaglie di origine, dubito fortemente che si possa procedere con lo sgombero. Altrimenti quale sarebbe la procedura per vedere soddisfatto questo più che legittimo desiderio di sgombero? E addirittura il prima possibile? Chi sono i finanziatori della rivoluzione? Lo so, da una domanda sono passato a sei ma in fondo sono estremamente collegate.

  • Davide
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    Però diciamo anche che, “a Ferragosto”, non è esploso alcunchè.
    E’ un luogo comune privo di fondamento (meglio: indotto dalla propaganda) pensare che discoteche ed altro abbiano causato problemi, dato che d’estate la diffusione del sars cov 2 non ha fatto altro che calare.
    La realtà è che tale virus si è dimostrato fortemente stagionale; interessanti in tal senso anche i dati del sudamerica, nonostante lockdown durissimi e lunghissimi.
    Parlare di discoteche e spiagge è come parlare oggi, o a marzo scorso, di sci: non ha alcun senso, se non quello di colpevolizzare la popolazione, distruggere la libertà, e sollevare lo stato dalle sue responsabilità (come la gestione delle RSA).

  • Loredana
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    A me piace osservare il “micro” mondo, i dettagl, e quindi anche in questa situazione mi soffermo sugli atteggiamenti e sulle reazioni dal “basso”, cioè da dove è il mio punto d’osservazione. Quindi:
    1- nel quartiere accanto al mio c’è una palestra che ha scritto fuori “CHIUSI PERCHÉ I NOSTRI GOVERNANTI NON CI STANNO CAPENDO NIENTE”, e io avrei voluto aggiungerci un cartello in cui rispondevo: purtroppo invece ci stanno capendo benissimo, è proprio questo lo scopo: far chinare la testa alla piccola imprenditoria, che d’estate saranno le discoteche all’aperto e d’inverno gli alberghi di montagna. Rimarranno i Grandi Centri Commerciali dove tutto è uguale, e i nostri occhi e il nostro cervello vedrà sempre le stesse cose.
    2- al Supermercato del mio quartiere c’era una persona molto abbattuta che si lamentava con un conoscente incontrato lì che avrebbe dovuto rinunciare alla settimana bianca e al suo sport preferito. Io non cado in depressione per questo perché non appartengo a quel ceto sociale, ma chi è abituato? Chi scìa fin da bambino? E questo credo sia un altro degli scopi: abbattere il morale, per rendere le persone più fragili.
    Forse è solo fantasia, però le mie “micro” osservazioni mi fanno venire questi pensieri………come si sgombera tutto ciò? Forse parlandone come facciamo noi, ma non penso basti.

  • Nicola Rossini
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    Si infatti, è il caso di smetterla con le boiate su spiagge e discoteche. Con un’incubazione di pochi giorni e la quarantena di coloro che furono a contatto nelle discoteche, i cosiddetti focolai si sono spenti nel giro di massimo due settimane.
    Quindi se anche fosse vero che ci furono contagi, non sono certo srati il motivo della cosiddetta seconda ondata.
    I politici e gli statalisti in genere sono abituati a scaricare la responsabilità sui singoli, chiamandoli “mercato” quando non individuano una categoria di colpevoli, o scagliandosi di volta in volta contro gli evasori contro i ristoratori, etc etc

    P.s. ne approfitto qua, scusate. Ho sentito l’intervento di Giacomo Zucco a Bologna. Sono convinto pure io che in momenti così pesanti per lo schiacciamento totale della libertà si aprano grandi spazi di conquista delle menti e dei cuori di tante persone. È adesso che in tanti stanno capendo cosa è veramente lo stato. Approfittiamone, organizziamoci, diventiamo le guide di un’azione libertaria concreta e reale.

    • Alessandro Colla
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      In tanti? Quanti? Anche quelli che scrivono quello che Loredana ha letto, assumono quella posizione solo perché tocca direttamente i loro interessi. Un discorso più ampio non lo portano avanti. Io e Loredana viviamo nello stesso quartiere, li conosco i gestori delle attività locali. Si lamentano della loro situazione ma poi approvano le misure che non li coinvolgono in maniera diretta, magari sono favorevoli alla chiusura di cinema e teatri; chissà se risparmiando sulle spese per la cultura a qualcuno non venga voglia di andare in palestra. Fingiamo, comunque, di essere veramente in tanti e approfittiamo pure di questi interessi personali che possono aumentare il dissenso. Rimane la domanda di fondo: come organizzarci? E’ questo che fondamentalmente avevo chiesto a Giovanni Negri. Perché i parlamentari che una volta militavano con lui, oggi tacciono? Da chi deve partire l’organizzazione? Credo rimarremo in vana attesa.

  • Nicola Rossini
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    Con tutto il rispetto, Alessandro, li ho conosciuti anche io gli ex radicali. Nel 2005-2006 con Taradash, Della Vedova, Calderisi, Palma, ed altri meno noti, creammo i Riformatori Liberali, progetto che ahimé servì soltanto come porta secondaria per il rientro in parlamento di alcuni di loro, candidati poi da “indipendenti” nelle file di Forza Italia. Delle giravolte successive di queste persone preferisco nemmeno parlare. Non mi stupirei se oggi fossero attivisti pro-lockdown, per dire.
    Il risveglio che noto è più sotterraneo, a quel livello micro di cui ha parlato anche Loredana. Quando le fiamme lambiscono le proprie chiappe, la musica cambia e si inizia ad aprire un po’ la visione delle cose. Si vede il re nudo, o almeno seminudo. Ed è qui che forse (lo sottolineo, forse) si potrebbero aprire spiragli per noi libertari.
    Abbiamo una solida teoria filosofica, sociale, economica e morale. Non siamo tanti ma se ci attiviamo arriviamo un po’ ovunque. Mancano i soldi, vero, ma anche operando in economia qualcosa la si può fare.
    Stabiliamo obiettivi, strumenti di lavoro e una road map. Decidiamo se vogliamo essere (diventare) un movimento di liberazione palese o semicarbonaro, se unire o meno le forze temporaneamente con altri che vogliono abbattere la dittatura, se e come muoverci a riguardo.
    Creiamo gruppi, incontriamoci, sentiamoci. Non fare nulla in una fase così sarebbe un enorme spreco di opportunità. Apprezzo Leo e chi come lui si sbatte ogni giorno in giro per l’Italia per sostenere chi ha il coraggio di ribellarsi. Ma da solo può poco. Aiutiamolo e facciamo la nostra parte.
    Ho un figlio di 5 anni, sapete… e oltre al fatto che non voglio vivere in una distopia, non mi perdonerei mai di non aver lottato fino alla fine per evitarla.

    • Alessandro Colla
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      La nostra teoria è solida in quanto basata sulla logica e su un’oggettiva coerenza dellacui presenza sfiderei chiunque a dimostrare il contrario. Ma paradossalmente, sul piano dei consensi, logica e coerenza raramente pagano. Il problema è che vedo solo mugugni finalizzati alla loro stessa esistenza, più che un vero e proprio risveglio sotterraneo. Il dovere etico di tentare non si discute ma sono molto scettico sui risultati. Soprattutto quando sento, dopo aver ricordato che i decessi sono stati tutti o quasi tutti riferibili a persone con forte presenza di altre patologie, frasi del tipo: “E che vuol dire? Dovevano morire per forza? Ci sono cardiopatici che raggiungono i cento anni”. Come se gli scorsi anni non ci siano state persone alle quali il virus influenzale abbia causato la fine della vita in presenza di malattie pregresse, come se i deceduti delle precedenti “morte stagioni” siano stati di gran lunga di numero inferiore quando invece le statistiche fornite dagli stessi allarmisti mostrano il contrario. Abbiamo, Sgarbi escluso, l’intero quadro politico contro; temo il rischio del combattimento contro i mulini a vento. Non so quale possa essere il metodo per stabilire obiettivi e strumenti, ho recentemente dato un mio piccolo contributo finanziario ma è una misera goccia. Non so neanche come si possano creare gruppi, come ci si possa incontrare dal momento che è la prima cosa che hanno vietato; e non credo sia un caso. Unire temporaneamente le forze con altri? Purché non si finisca come i Riformatori Liberali. Chi sarebbero gli altri che vogliono abbattere la dittatura? Fusaro e Agamben? Attenzione: non vogliono abbattere la dittatura ma sostituirsi ad essa, non propagandano certo l’individualismo e la proprietà privata; tanto meno l’abolizione delle istituzioni statali. Sabino Cassese? Non so quanto seguito possieda e quanta voglia avrebbe di impegnarsi direttamente, a parte qualche intervista personale dove si dichiara contrario alle misure prese dall’esecutivo. D’accordo, spariamo alla Gestapo e quindi uniamo le forze partigiane liberali con quelle comuniste. Ma a guerra finita dovremo poi, in caso di vittoria, scontrarci con gli occasionali alleati per evitare che da una dittatura sanitaria si passi al ritorno di quella giudiziaria o all’instaurazione di un nuovo modello statalistico che magari consente di girare senza maschera ma vieta la libera iniziativa e pretende un peso fiscale all’ottanta per cento per quei pochi che eventualmente riescono a resistore agli assalti della collettivizzazione. Anch’io per i miei due figli, undici e mezzo e e dieci anni, avevo sperato in un futuro migliore. Mi ritrovo a sessantadue anni a non avere futuro neanch’io. Della Vedova ha pensato a Futuro e Libertà, proprio un bel modello di garantismo. Lottiamo pure, anche se non so come; perché questa volta le armi ce le ha solo la Gestapo e i partigiani sono disarmati. Il tentare di evitare il peggio è sicuramente un dovere ma se da oltre oceano le armi non arrivano, questa volta vince la Germania anche se oggi si chiama Cina. E non vincerà quattro a tre ma infinito a zero.

      • Davide
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        @Alessandro Colla.
        “Ma paradossalmente, sul piano dei consensi, logica e coerenza raramente pagano.”

        Esattamente. Col 95% della popolazione, la razionalità e la logica sono inutili.
        Penso che ormai sia chiaro, e mi astengo da ulteriori commenti.
        Mentre pagano i messaggi che colpiscono *emotivamente*.
        Per far arrivare i messaggi razionali è necessario prima abbattere la chiusura mentale, che è un fatto emotivo, più che razionale.
        Continuo a chiedermi cosa si potrebbe fare in merito.

  • Loredana
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    I parlamentari a cui si riferisce Alessandro credo ormai sono avanti con l’età, quindi perdono entusiasmo………ma non credo solo questo: sempre guardandomi intorno, vedo anche alcune persone anziane che proprio perché anziane hanno capito quanto sia importante il combattimento per rimanere vivi; credo però anche una cosa diversa: quando inizi a guadagnare 10.000-20.000 Euro al mese la tua vita cambia! Ti “appesantisci” nei tuoi agi e nelle nuove relazioni con i “ricchi”, il metabolismo mentale cambia e ti dimentichi il passato………guardate i 5 Stelle!! Se fosse vivo Orwell direbbe di aver azzeccato perfettamente la figura dei maiali che vogliono fare tanto i rivoluzionari ma poi si imborghesiscono! I “soldi mandano l’acqua per d’in su” dice un proverbio marchigiano; i soldi fanno circolare il sangue e i sentimenti in maniera diversa! Ad Hong Kong i ragazzi che si ribellano hanno 22-23 anni! I loro sentimenti sono veri, non sono appesantiti e rallentati dagli agi del potere. È il bisogno che aguzza l’ingegno, e se non senti il bisogno ti adagi……..forse questa è una delle risposte per gli ex radicali che hanno cambiato bandiera.
    È anche certo che quelli che sentono il bisogno di ribellarsi poi però potrebbero dividersi con il tempo, perché durante la strada si iniziano a sentire bisogni diversi……..però almeno cerchiamo di approfittare del nostro bisogno comune (cioè di chi scrive qui dentro, e io grazie ad Alessandro che m’ha fatto conoscere questo spazio web); approfittiamo di noi, per esempio partecipando a queste iniziative quando vengono fatte nelle nostre città. Sarei andata all’iniziativa di Pesaro se le mie finanze me lo avessero permesso, già il conoscerci direttamente ci può dare un po’ più di energia……..Orwell ha messo in bocca al suo protagonista il pensiero “la speranza viene dai Prolet”, magari c’ha azzeccato per l’ennesima volta!! :-)

  • Nicola Rossini
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    Cari (posso? In momenti così si sente anche il bisogno di vicinanza con chi affine), io so bene che avete ragione su tutto. Siamo pocos, locos e malos unidos (come furono definiti gli indipendentisti sardi tempo fa), abbiamo strutture e denari pari a zero o quasi, e gli altri hanno le banche centrali, gli eserciti e i media.
    Perciò non auspico certo una guerra aperta, né una guerra classica. Non avrebbe senso, saremmo un moscerino che ritiene di poter abbattere un grattacielo a colpi d’ala.

    Ma sono certo che possiamo fare diverse azioni per mostrare che esiste una via d’uscita, per chi la cerca e la vuole. Dubito si possano convincere i prezzolati, i venduti e i ciechi. Ma ultimamente sto notando che sono sempre più numerose le persone infastidite dalla situazione e che pensano sia giunta l’ora di smetterla con queste misure dittatoriali. Non hanno una vera visione alternativa, e se lasciamo che a guidarli siano i Fusaro fasciocomunistoidi o i Pappalardo, passiamo dalla brace alla padella, ma il sedere brucia lo stesso.
    Siamo sicuri di non essere in grado di impegnarci in nessun modo? C’è l’associazione IoPenso di Gianluca Spina che ha organizzato gruppi locali, ad esempio. Io mi sono pure offerto di moderare il canale telegram sardo, ma devo ammettere che non essendoci una base ideale comune, il rischio reale è che ci finisca dentro qualsiasi cosa… e anche se io cerco sempre di far presenti le incoerenze stataliste anche quando vanno contro i lockdown e l’attuale dittatura, preferirei 1000 volte avere a che fare con libertari, ancap e panarchici, in un gruppo nostro. Diciamo che nella disperazione ho fatto un passo verso questo gruppo, in cui devo ammettere di aver conosciuto persone intelligenti.
    Ma se facessimo gruppi di attivisti libertari il mio impegno sarebbe molto molto maggiore, perché sarei certo di non sprecare il mio tempo appresso a qualcosa che non so dove può andare a parare.
    Purtroppo le limitazioni ai movimenti ci mettono i bastoni tra le ruote (non sono potuto essere a Bologna, per dire) ma credo di non dire un’eresia se avanzo l’idea di iniziare a creare canali social in cui poter discutere tra noi, e contarci anche per capire chi siamo e quanti siamo.
    Sono sicuro che Leonardo abbia tanti contatti sparsi per l’Italia, e msgsri anche un database di iscritti vecchi e nuovi. Si potrebbe partire da lì

  • Loredana
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    Sì io partecipo!!

  • Fabio
    Rispondi

    Loredana, Nicola, e gli altri: avete avuto modo di ascoltare la registrazione di interlibertarians2020 ?
    https://www.youtube.com/watch?v=D3_aJRDc3lA
    ok, sono 5 ore ma mica dovete sciropparvela tutta assieme, a rate è comunque assolutamente gustosa.
    .
    Domani sera l’ing. Trunfio sarà invitato alla trasmissione su rete4 di Del Debbio, speriamo che lo facciano parlare, avrete modo così di conoscerlo.

    • Nicola Rossini
      Rispondi

      Grazie Fabio, la ascolterò molto volentieri.
      Conosco Antonino Trunfio, avevamo avuto modo di scambiarci qualche mail nel periodo dell’iniziativa dei Liberi Comuni.
      Mi scuso se ho detto cose che sono già state trattate nelle sedi di precedenti incontri, comunque.

      • Fabio
        Rispondi

        Macché scuse :D non voleva essere un riprendere qualcuno il mio post, anzi mi devo scusare io allora.
        Non ti preoccupare assolutamente che ripetere giova sempre :)

  • Loredana
    Rispondi

    Grazie, allora guarderò Trunfio in tv

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