In Libertarismo

DI MAURO GARGAGLIONE

Nel 1550 Étienne de La Boétie nel suo “Discorso sulla servitù volontaria”, liberamente scaricabile da internet, si domandò come mai solo l’essere umano tra tutti gli animali del creato riusciva a spegnere il suo istinto di reazione quando veniva aggredito oltre ogni limite. Persino l’animale domestico, il ciuchino caricato di un peso spropositato, oltre un certo limite si ribella insensibile alle staffilate.

Il letterato francese si diede la risposta che non è come si potrebbe pensare, la paura o la vigliaccheria, perchè questo atteggiamento era per lui troppo diffuso nell’umanità tiranneggiata dal potere. La sua risposta fu: l’abitudine alimentata e consolidata dall’educazione. Generazioni che si susseguono ammaestrate ai precetti dell’obbedienza creano individui che eseguono senza farsi domande. Nel 1550 non aveva ancora visto gli effetti dello Stato totalitario di massa che sorgerà nella modernità e in cui viviamo tutti, anche chi pensa di vivere in un regime libero.

Ecco perchè abbiamo potuto assistere alla manipolazione di milioni di persone e ai genocidi del XX secolo. Manipolazione di massa alla quale stiamo assistendo, certamente più in piccolo, anche oggi. Lo si vede dal fatto che nessuno di coloro che vengono massacrati da una tassazione infame e persino impossibilitati a lavorare per guadagnarsi da vivere, organizza uno sciopero fiscale TOTALE o va in bottega e tira su le serrande. Anzi, se qualcuno glielo propone si sente ribattere che senza le tasse e l’obbedienza non ci sarebbe civiltà.

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  • Alessandro Colla
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    Lo schiavo sarà anche educato ma è comunque scemo.

  • Davide
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    Concetto molto interessante, che condivido pienamente, e che personalmente ho “maturato” solo negli ultimissimi anni.
    Quando parlo di riuscire a toccare emotivamente le persone, parlo di un argomento che è strettamente intrecciato con questo.
    La gente non ragiona. Educata, istruita, intelligente non ha alcuna importanza (anzi, non di rado è peggio), comunque non ragiona, non risponde ad alcuno stimolo razionale o fattuale.
    Non ragiona perchè è appunto ammaestrata a credere ed ubbidire all’autorità, senza pensare con la propria testa, per definizione.
    Questo è strettamente collegato all’educazione, ovviamente.
    Ora, un bambino crede ed ha fiducia in genitori ed insegnanti non tanto per scelta (anche se questo si potrebbe sviluppare un po’ meglio, eventualmente in termini di “scelta obbligata” per sopravvivenza), ma per via del rapporto emotivo di dipendenza che si crea.
    E’ uno “schema” di interazione con gli altri che, purtroppo, viene poi traslato o spostato sull’autorità in generale.
    Tipicamente statale, ma certamente vanno aggiunti i media (che “insegnano”) e “la scienza”, indipendentemente dal fatto che dicano cose sensate o no.
    Credo si possa quindi dire che abbiamo a che fare con persone fintamente adulte, ma caratterialmente bambine, cui bisogna far capire emotivamente che la mamma è “cattiva”, perchè possano non dico staccarvisi, ma almeno vederla in modo adulto e non tramite un’illusione infantile.

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