In Libertarismo

DI REDAZIONE

E‘ morto il grande economista e combattente per la libertà Walter Williams. Questa è una notizia davvero triste. Williams era un grande comunicatore di idee e uno scrittore prolifico, provocatorio e senza compromessi. Fu l’illustre professore di economia alla George Mason University. La sua voce, il suo comportamento da guerriero-felice, le sue opinioni cosmopolite, la sua lotta senza fine a favore di coloro che non avevano voce politica e la sua generosità ci mancheranno.

David Henderson scrive della notizia qui.

La Rivista di politica economica offre questo tributo.

È stato autore di oltre 150 pubblicazioni apparse su riviste accademiche come Economic Inquiry, American Economic Review, Georgia Law Review, Journal of Labor Economics, Social Science Quarterly e Cornell Journal of Law and Public Policy e pubblicazioni popolari come Newsweek, Ideas on Liberty, National Review, Reader’s Digest, Cato Journal e Policy Review. È autore di dieci libri: America: A Minority ViewpointThe State Against Blacks, che è stato successivamente trasformato nel documentario della PBS “Good Intentions”, All It Takes Is Guts, South Africa’s War Against Capitalism, che è stato successivamente rivisto per la pubblicazione sudafricana, Do the Right Thing: The People’s Economist Speaks, More Liberty Means Less Government, Liberty vs. e Il disprezzo americano per la libertà.

(Tratto da qui)

GRAZIE WALTER WILLIAMS PER I TUOI INSEGNAMENTI

 

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Showing 4 comments
  • Alessandro Colla
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    Scommetto che i comunisti di etnia caucasica lo considerano di rezza inferiore.

  • Alessandro Colla
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    Errata Corrige: ovviamente “razza” in luogo di “rezza”.

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Aspettiamo un coraggioso Editore per poter leggere in italiano qualcosa di questo intellettuale che scompagina i teoremi, i luoghi comuni e le scemenze liberal progressiste.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Le scemenze non sono mai né liberali né progressiste perché sono sempre l’antitesi del progresso e della libertà. I luddisti si sono appropriati indebitamente di questi due termini nello stesso modo in cui i fascisti hanno abusivamente occupato l’emiciclo destro dello schieramento politico. Un luogo comune, dunque, che gli statalisti siano progressisti e che nel mondo anglosassone si fregino dell’aggettivo “liberal” senza snaturarne il significato. Prima o poi un editore che pubblicherà tradotte le opere di Williams ci sarà; ma i lettori saremo sempre esclusivamente noi, una costosa operazione di massa non è prevista da parte di chi potrebbe e dovrebbe (vero, signor Arcore?). In questo rimangono sempre più bravi loro. Perché sempre chi potrebbe non ha quello scatto d’orgoglio che lo porti al gusto dell’assaporare
    la vittoria. Miserabile vile? Sì, ma a lungo andare anche stolto.

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