In Anti & Politica

DI PIETRO AGRIESTI

Una volta passata l’emergenza covid, e la paura che durerà più del covid stesso, secondo voi torneremo alla vita di prima, con piena libertà per tutti di muoversi, viaggiare, andare al ristorante, organizzare feste, ballare, andare allo stadio e ai concerti, ospitare persone a casa, andare al cinema normalmente, etc etc, o parte delle misure adottate resteranno comunque o torneranno ciclicamente?

Per esempio il pass vaccinale, i limiti ai viaggi aerei, le difficoltà negli spostamenti Inter regionali e inter nazionali, gli obblighi di mascherina in certe occasioni, e varie altre limitazioni?

Se le ritenete giuste anche passate l’emergenza, pensate che avremmo dovuto adottarle prima, anche in relazione ad altre malattie?

O che andrebbero adottate in relazione ad altre emergenze? Gli incidenti? Il fumo? L’alcool? L’inquinamento? Il cambiamento climatico?
Secondo voi è una limitazione dei diritti fondamentali, costituzionali, umani o della democrazia restringere tutte queste possibilità fuori da una grave emergenza?

Se le ritenete giuste secondo voi fino a che punto bisognerebbe spingersi, e come dovrebbe essere punito chi non rispetta tali norme?
Se le ritenete sbagliate cosa fareste contro di esse? Manifestazioni? Azioni legali? Disobbedienza civile? Votereste un particolare partito che secondo voi rappresenta questa posizione? Emigrereste?

Chi ha voglia di rispondere, per favore, lo faccia in tono moderato e civile. Faccio queste domande solo per sapere quale è il parere altrui, nella sfera dei miei contatti..

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  • Alessandro Colla
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    Dal momento che ritengo tutto sbagliato quanto adottato fin ora, anche se si fosse trattato di emergenza autentica, personalmente rispondo che contro le decisioni liberticide proverei tutti i suggerimenti di cui sopra ad eccezione dell’emigrazione. Forse sono troppo legato al territorio di appartenenza ma non lo voglio regalare allo stato. Perché anche se non glielo vendo, rinuncio comunque ad usufruirne. Sostituirei invece l’azione emigratoria con la protesta fiscale. Affamare la bestia credo sia la miglior cosa sia sotto il profilo strategico che sotto quello etico. Ho usato il sostantivo “bestia” e l’aggettivo “liberticida”, mi auguro non venga considerato un tono immoderato e incivile di esprimersi.

    • Fabio
      Rispondi

      “Perché anche se non glielo vendo..” Ale, il fatto è quanto chiami proprietà privata che non è roba tua, è Sua e ti è stata solo affidata (in affitto a modico prezzo, vedi tasse sulla “proprietà”) lasciandoti l’illusione d’esserne padrone in modo che tu gliela accudisca conservandola nel migliore dei modi.
      Siamo fatti come le piante, col passare del tempo affondano le radici ed è sempre più difficile spostarci, e questo lo Stato lo sa bene: affetti, amicizie, tomba di famiglia, tutto ci lega al territorio.
      Ma possiamo fare la fine dei kulaki? Per quanto ancora dovremo rifiutare di prendere atto del fatto che lo Stato ha dichiarato guerra alla Società Civile disarmata, usando terminologia, personaggi, provvedimenti ed atteggiamento da tempo di guerra?

      • Alessandro Colla
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        Alle domande che mi poni non sono in grado di rispondere. Sulla prima parte del tuo intervento, tengo a precisare che non mi riferivo al mero diritto di proprietà ma proprio a quei legami affettivi con il territorio e con le sue persone. Per quanto tempo potremo reggere? Fino a quando saremo minoranza, estrema minoranza. Non siamo noi a rifiutare di prendere atto della dichiarazione di guerra, è il resto della cittadinanza babbea che finge ci sia la pace. Ma mi rendo conto che con l’aggettivo “babbea” sono ricaduto in un tono immoderato. Che posso farci? non sono mai stato un moderato.

  • Fabio
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    Concordo con Alessandro che non ne hanno fatta una giusta nella gestione di questa pseudo emergenza. Almeno dal punto di vista della popolazione, perché dal punto di vista di statali e statalesi le cose sono andate alla grande.
    In effetti sembra che abbiano fatto apposta a fare sempre il contrario di quanto suggerito dall’esperienza nell’affrontare la situazione… sembra!
    -autopsie per capire come comportarsi? Le vietano/sconsigliano.
    -passeggiate al sole ed aria aperta? State a casa!
    -aspirina ed altri medicinali da pochi centesimi per curare? Aspettare fino alla terapia intensiva, ogni macchina costa 25MILA euro.
    -un po’ di vitamina D (olio di fegato di merluzzo) da grande aiuto? Le vietano/sconsigliano.
    -diffondere il sano contagio tra giovani e giovanissimi, per favorire l’immunità di gregge, aprendo ovunque tutti i loro tipici luoghi d’incontro? scuole, palestre, discoteche, aperitivi, tutto chiuso e distanziamento anche per loro.
    .
    Cosa potremmo fare quindi? Sono molto scettico a quanto sopra proposto, l’esperienza dal dopoguerra in poi dice che è stato un crescendo irrefrenabile di statalismo e parassitismo. Non è la gente ma le leggi, a cominciare dalla legge costituzionale, fatte male apposta per lasciare la popolazione in balia dei potenti e difendere quest’ultimi dalle rappresaglie della gente.
    In italia non cambieranno le cose nè presto né facilmente, come non sono cambiate a cuba o venezuela.

  • Alessandro Colla
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    Il grave problema è che la situazione è così non soltanto in italia ma in gran parte del mondo. Quindi anche emigrare, al di là della sofferenza per ciò che si lascia, risulterebbe inutile.

  • Tom
    Rispondi

    Io personalmente ho smesso di preoccuparmi e imparato ad amare il Grande Reset, che è primariamente finalizzato al genocidio di si lascerà iniettare veleni. Se questo gregge è ridotto alla demenza dei polli di batteria fino a lasciarsi praticare iniezioni letali è cosa buona e giusta fargli l’eutanasia che tanto vogliono. Questi polli sono gli stessi che urlavano dai balconi per farci rinunciare ai nostri diritti umani “per solo 2 settimane” e che poi hanno continuato a rigurgitare la propaganda e a fare gli aspiranti guardiani volontari del campo di concentramento finora. Prima vengono liquidati e meglio è. Lo chiedono pure. Che siano accontentati.

    • Alessandro Colla
      Rispondi

      @Tom: Non sarà eutanasia, soffriranno un bel po’. Ho già una delle mie tre sorelle, tutte vacciniste, che dopo l’assunzione del siero si è presa l’herpes zoster. Il suo medico curante sostiene non vi sia relazione. Io non lo escludo, può anche essere una coincidenza ma chi gliela dà la certezza ai soloni che la relazione non possa esserci? Guarda caso, prima non ne aveva mai sofferto. Sono gli stessi medici che sostengono le vaccinazioni antiesantematiche, ritengono che quel tipo di herpes possa essere causato da mancata vaccinazione contro la varicella e che può verificarsi in caso di situazioni stressanti. E una situazione stressante per il sistema immunitario non potrebbe essere causata da un’inoculazione vaccinale? Non potrebbe essere uno dei tanti effetti collaterali possibili? E’ difficile desiderare che i vaccinisti siano accontentati quando si tratta di parenti. Se avessi figli filovaccinisti come potrei augurarmi la loro liquidazione?

  • Marina Radaelli
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    Non credo che tutti riescano a digerire ancora per molto, divieti e restrizioni senza senso. Io sono una di quelle persone, mi piacerebbe avere dalla mia parte tutti quelli che la pensano come…. Uniti per una lotta di libertà.!!!!

    • Marco Pucci
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      Io lo sono

  • Davide
    Rispondi

    Le limitazioni di libertà continueranno, e verranno estese a molti altri casi.
    Vado oltre: hanno fatto così col covid perchè prima hanno potuto applicare impunemente gli stessi principi liberticidi per molte altre cose, dalle cinture obbligatorie, ai vaccini obbligatori, passando per i seggiolini antiabbandono e dozzine di altri provvedimenti sbagliati.
    E’ da decenni che la libertà viene continuamente distrutta per “ridurre rischi” e per il “bene comune” in modo senza senso e deciso da altri, incuranti della “sovranità individuale”.

    Quindi andrà sempre peggio.
    Ovviamente è tutto profondamente sbagliato dalle fondamenta.

    Votare, disubbidire, emigrare?
    Non so.
    Credo che potrei sposare una strategia che si mostrasse efficace.
    Non ho molta voglia di emigrare, ne ho più di impuntarmi e “combattere”, ma potrebbe comunque essere un’opzione.
    Anche se, purtroppo, non vedo molti paesi dove le cose girino diversamente, per cui non saprei dove.

  • MICHELE
    Rispondi

    Le pecore hanno accettato i lock down, le zone rosse, la domiciliazione forzata (arresti domiciliari), le limitazioni sugli spostamenti, il coprifuoco, la mascherina e il chiudere tutto chiudere tutto che ci porterà alla pandemia economica, Queste limitazioni e restrizioni sono state il banco di prova, il modello zero, il test riuscitissimo, con risultati eccezionali e applausi. Il modus operandi è già stato metabolizzato dalla maggioranza e verrà accettato di nuovo con gli stessi applausi qualora verrà riadottato. Logico che io non lo ritengo giusto a prescindere dalle circostanze eppure è solo una questione di tempo prima del secondo round, qualsiasi sarà le nuova “emergenza” non conta. Come mi difendo? Innanzitutto lasciando pandeficienti a loro stessi e praticando il distanziamento sociale da questi, spero che anche voi abbiate riconosciuto chi siano nelle vostre cerchie e che li evitiate come la peste. Secondo disobbedendo sempre a tutto, io non accetto la “nuova normalità”. Per quello che riguarda emigrare lo farei volentieri, non è difficile da evincere che non ho nessun orgoglio nazionale, io non sono fiero di essere italiano capisco benissimo quale è il d.n.a. culturale della gente qui. Vedo persone in Florida che applaudono il loro governatore Ron DeSantis (https://www.youtube.com/watch?v=I5Y0QnhGyzM&list=WL&index=1) perché lui li difende dalla follia collettiva del covidiotismo, poi tutti gli altri dal South Dakota al Texas, dal Midwest al sud degli Stati Uniti e comprendo che loro supportano chi ha fermato la follia, è garantito che piglieranno un sacco di voti perché gli elettori li premieranno per il modo in cui hanno gestito la vicenda covid e che vinceranno contro gli opponenti pro lock down senza sforzo. Loro come direbbe dispregiativamente Anand Giridharadas per poi essere sfanculato ripetutamente, sono ossessionati con l’idea della libertà non tutti lo so ma una buona fetta si. Se qui ci fosse una cultura individualista, un elogio del libero mercato, un vero ed intenso sentimento di rispetto per la libertà anziché la condanna e il biasimo per questi, anche solo in pochi, sarebbe già qualcosa ma poi vado a vedere chi sono i liberali, quelli che dovrebbero stare perlomeno sulla nostra stessa lunghezza d’onda su queste convinzioni e scopro che fanno fatica ad affermarle, che non gli appartengono in linea di principio, che tentennano, cercano la pacificazione con chi dovrebbero combattere millimetro dopo millimetro con i denti e con le unghie e li mi accorgo che qui le cose così sono e così restano.

  • GIG
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    son completamente d’accordo con tutti voi sopra.
    entro qui per respirare a pieni polmoni idee sane e fresche,fuori dalla mefitica cappa giornaliera che mi circonda.
    grazie a tutti voi e grazie sempre ad Alessandro.

  • Stefano
    Rispondi

    Purtroppo Santoro ha sbagliato di 10volte, la % degli “oppositori” al “Covidiotismo” che sono solo il 3%: noi solo 300 al NPD di Cesena del 12Giu !!!!!

    • Alessandro Colla
      Rispondi

      Attenzione: la partecipazione diretta delle persone potrà essere del tre per cento ma quando parlo con la gente avverto che la cifra sia più alta. Non sono un sondaggista, la mia è una considerazione che potrebbe forse avere caratteri emotivi o speranzosi ma credo che una percentuale del trenta per cento sia possibile. Molti hanno paura ad esprimersi direttamente, non è facile sopportare il peso psicologico nell’essere accusati di arretratezza scientifica. L’abbiamo visto recentemente con uno dei sapientoni che ha giudicato Gianni Rivera come un genio nella professione ma un babbeo nella vita. Ottimo esempio di tolleranza delle opinioni altrui. L’onorevole Rivera può consolarsi pensando al fatto che esistono tanti soggetti che riescono a essere babbei sia nella professione che nella vita e “geniali” solo nella demagogia terroristica; anche in contesti similar – scientifici. Che babbeo quel Matteotti e che genio quel Mussolini!

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