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2 Responses

  1. depaoli.fabrizio@liberi.it
    depaoli.fabrizio@liberi.it 30 novembre 2012 at 22:09 | | Reply

    Son piemontese e son d’accordo, “strappi forti” altrimenti non ne usciremo mai.
    Un saluto e un augurio a Leonardo: non sei solo.

  2. firmato winston diaz
    firmato winston diaz 1 dicembre 2012 at 12:17 | | Reply

    “Secondo: invece della pagliacciata della commissione giuridica, si organizzi una simulazione di referendum, ma con l’imprimatur della Regione Veneto”

    Infatti, per chi c’era, e ricorda, nei primi anni 70, il settimanale “l’espresso” organizzo’ una raccolta firme per promuovere la legge del divorzio o l’aborto o entrambe, questo non lo ricordo bene.
    Si doveva, tramite posta, _informalmente e senza limiti di tempo_, mandare una semplice cartolina di adesione al giornale (“carta canta”), che in ogni numero allegava in qualche copia da ritagliare stampata su del cartoncino.
    Da quella iniziativa, che ebbe grande successo (l’espresso allora era un giornale dell’antipotere, non del potere come adesso, e nel bene e nel male rappresentava il rinnovamento, con molti “fiancheggiatori” che ne propagandavano dal basso le istanze), partirono poi i referendum veri e propri.
    Se non ricordo male.
    Ma se non era proprio cosi’, potrebbe esserlo adesso.
    A distruggere dall’alto una qualsiasi organizzazione piramidale ci mettono mezzo secondo con una qualsiasi trasmissione di finta inchiesta, come avete visto con Di Pietro, o Bossi stesso, diventati scomodi per il nuovo ordine.
    In ogni caso, volendo coinvolgere il popolo dei piccoli produttori, che attualmente e’ ignorante e completamente privo di rappresentanza o, diciamoci la verita’, rappresentato da una parte da poveri deficienti, e dall’altra vittima designata di piccole potenti minoranze organizzate con le leve del potere e dell’informazione in mano, i mezzi ci sono, e dovrebbero essere mezzi che, oltre a raccogliere il consenso, lo creino attraverso l’informazione capillare e “carbonara” dei promotori delle istanze di rinnovamento.
    Dico lo creino, il consenso, perche’ secondo me il “popolo veneto”, e probabilmente lombardo, ha le idee MOLTO confuse su un’organizzazione sociale diversa da quella che adesso ha, esso al massimo esprime desiderio di distruzione della classe dirigente attuale, per sostituirla pero’ con un’altra che e’ palesemente, da una rapida occhiata, molto peggiore e con idee molto piu’ microcentralistiche e illiberali di quella gia’ esistente. Insomma il popolo veneto, e credo anche lombardo, e’ lontano anni luce dalla civilta’ del “vivi e lascia vivere” elvetica. Il nostro popolo e’ intrinsecamente fascista, non dimentichiamolo, basta una chiaccherata di 10 minuti con l’elettore medio perche’ la cosa balzi evidente all’occhio.

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