In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI MURRAY ROTHBARD

Marx cercò disperatamente una dialettica materialistica della storia, in grado di spiegare tutti i cambiamenti e che condurrebbe, inevitabilmente, alla rivoluzione comunista. Mancando un “nisus” o una mistica spinta interiore che servissero come motore della dialettica, Marx ripiegò sulla lotta di classe insita nel materialismo stesso. Come era tipico nei suoi scritti, questo punto del sistema, insieme ad altre importanti questioni, venne trattato nel corso di paragrafi sparsi  qua e là nei suoi scritti ed  in quelli di Engels. Il sistema, perciò, deve essere costruito su questi passaggi ampiamente separati tra loro.

Di conseguenza, a causa della debolezza strutturale  del ragionamento, la terminologia di Marx è sempre vaga e confusa e i suoi presunti legami con la dialettica praticamente inesistenti. Spesso si tratta di mere affermazioni non supportate. Come risultato, il sistema di Marx non è solo un tessuto di errori ma anche di fragili fallacie e connessioni.

Nessuna teoria economica o sociale è obbligata a produrre sempre previsioni corrette del futuro. Ma la con la dottrina di Marx è diverso. Come i  pietisti premillenari che lanciano sempre la previsione di un imminente Armageddon, Marx afferma di far previsioni attraverso le “leggi della storia”, che, secondo lui, sono “scientifiche” piuttosto che mistiche. Beh, se avesse conosciuto le leggi della storia, allora, Marx avrebbe fatto previsioni corrette sulla base  di tali leggi; eppure tutte le sue previsioni si sono rivelate del tutto sbagliate. A questo punto, i marxisti ripiegano sempre  su un cambiamento di previsione o fanno leva su qualche fattore di compensazione (ovviamente sempre  col senno di poi ) che ha temporaneamente ritardato l’ avverarsi della previsione. Così, come vedremo più avanti, una delle previsioni di Marx, fondamentale per il funzionamento dell’ inevitabile strada verso il socialismo, prediceva l’aumento della sofferenza e della povertà per la classe operaia avrebbe. Quando le classi lavoratrici nel mondo occidentale, al contrario, hanno continuato a migliorare in modo vistoso  i propri  standard di vita , gli apologeti marxiani cambiarono in questo modo l’affermazione: Marx si riferiva solo alla  “povertà relativa” nei confronti della classe capitalista. Ma allora potremmo avere il dubbio: il proletariato, pare, farà una rivoluzione sanguinosa perché costoro hanno solo uno yacht mentre i capitalisti ne hanno una dozzina ciascuno. La “povertà relativa” è un concetto completamente diverso. I marxisti, poi, se ne uscirono fuori con l’idea secondo cui gli standard di vita dei lavoratori occidentali sono in aumento a causa di un ritardo “temporaneo” provocato dall’imperialismo, il quale consente ai lavoratori di essere “capitalisti” a spese dei lavoratori sfruttati del terzo mondo. Il fatto che Marx ed Engels si fossero  espressi a favore dell’imperialismo occidentale, in particolare quello tedesco, da loro visto come una forza progressista, è un fatto spesso taciuto dagli scrittori marxisti.

Dal punto di vista teorico , la strategia dei marxisti è simile. Sempre di più, quando le dottrine marxiste  sono diventate evidentemente troppo assurde per essere prese sul serio – ad esempio il  determinismo tecnologico di tutta la vita o la teoria del valore – lavoro – vengono abbandonate dai marxisti, i quali però continuano testardamente a mantenere la denominazione di “marxisti” e a sostenere che la validità stessa del marxismo. Ma questo è l’atteggiamento di un adepto di una setta mistico religiosa, non di uno scientifico pensatore razionale.

Un’arma fondamentale, spesso usata dai marxisti e dallo stesso Marx, era “la dialettica”. Dal momento che la “dialettica” implica, presumibilmente, un lottare “contraddittorio” fra tendenze diverse, una contro l’altra all’interno di un dato insieme di circostanze, ogni previsione può essere giustificata come il risultato della propria profonda conoscenza  personale del processo dialettico e di quale tendenza è prevalente in un dato momento [1].

In breve, dal momento che sia A che non – A possono verificarsi, i marxisti possono tranquillamente insabbiare le loro previsioni   dimodoché nessuna di queste potrà mai essere falsificata. Si diceva che Gerry Healy, il leader assoluto del movimento trotzkista britannico, fino allo scandalo che  lo travolse nel corso degli ultimi anni, fosse riuscito a mantenere il suo potere sostenendo di avere il potere di “veggente” dell’oscuro e del misterioso funzionamento della dialettica.

Un eccellente esempio di insabbiamento delle proprie  previsioni  da parte di Marx stesso è  riportato in una lettera a Engels. Marx scrive a Engels: ha appena previsto qualcosa nella sua rubrica sul New York Tribune. E aggiunge ,cinicamente, qualcosa di rivelatore:

“E ‘possibile che io possa essere screditato, ma in questo caso sarà ancora possibile farcela con l’aiuto di un po’ di dialettica. Va da sé che ho formulato le mie previsioni in questo modo.. che si sarebbe rivelato essere corretto anche nel caso contrario [2]“.

Articolo di Murray Rothbard su Mises.org

Traduzione di Loris Cottoni

[1] Come ha intelligemente notato Gray, la dialettica spesso sembra

“ai non addetti ai lavori e ai non istruiti assumere la forma di un utile strumento, che consente di considerare qualsiasi oscillazione pendolare come la realizzazione di un magnifico principio filosofico”. Alexander Gray, The Socialist Tradition (London: Longmans, Green, 1947), p. 300.

 

[2] In Igor Shafarevich, The Socialist Phenomenon (New York: Harper & Row, 1980), p. 210.

TRATTO DAL SITO www.vonmises.it

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Commenti
  • Nereo Villa
    Rispondi

    In tutto “Il capitale” di Marx, l’autore mostra di credere nella materia senza accorgersi che ogni sua affermazione sulla materia è in realtà un’affermazione dell’idea della materia. Credere che sia materia e non l’idea di materia è ancora una volta fideismo, cioè scienza mancante di epistemologia, vale a dire mistica della materia.

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