In Anti & Politica

di Leonardo Facco

“Quando c’è da difendere la nostra liberta’, siamo pronti anche a sparare. L’altra notte, all’ingresso della nostra sede torinese di San Salvario, dove c’è un anziano sindacalista che fa volontariato a favore del quartiere, i signori anarco-insurrezionalisti hanno scritto ’25 Aprile. Spariamo’. Io rispondo loro ’25 Aprile. Vi aspettiamo’. Non abbiamo paura di queste minacce, siamo sempre pronti a difenderci e a lottare per la libertà perchè i padani lo hanno sempre fatto nella loro storia”. Chi ha pronunciato queste parole? Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord. Lo ha dichiarato durante una puntata del programma televisivo “KlausCondicio”.

Ieri, in Svizzera, Borghezio ha provato cosa significa andare a rompere le scatole in casa d’altri quando non si è invitati. Riprendiamo dalla cronaca di Ticinonews: “A margine dell’incontro del Gruppo Bilderberg che si teneva presso l’Hotel Suvretta di St Moritz.. Borghezio avrebbe voluto partecipare, in qualità di spettatore, all’incontro del gruppo. Ma di cosa si tratta esattamente? Il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici. Presentatosi al check-in dell’albergo Borghezio avrebbe chiesto di assistere alla riunione esibendo il suo passaporto e il tesserino da parlamentare europeo ma sarebbe stato allontanato in malo modo dall’hotel Suvretta House, dove siedono in riunione quelli che il deputato della Lega definisce i padroni del mondo”.

Ora, che sul gruppo Bildeberg si possa pensare quanto di peggio è legittimo, ma pretendere di entrare a casa loro sventolando un tesserino da europarlamentare (lo sa Borghezio che la Svizzera non fa parte dell’UE?) è tipico di quei provocatori ed usurpatori che lui chiama “anarco-insurrezionalisti”.

L’arroganza e l’arbitrarietà del leghista torinese non sono piaciuti agli organizzatori di quell’associazione privata che annualmente si ritrova in terra elvetica per discutere di massimi sistemi. Ha dichiarato Borghezio alla stampa ticinese: “Io e il mio assistente (Max Bastoni, ndr) ci siamo presentati legittimamente nella hall. Abbiamo chiesto di assistere alla riunione ma siamo stati buttati fuori e malmenati. Io sono stato anche picchiato dalla polizia svizzera”.

Avevano forse un invito lorsignori? Ovviamente no. Ergo, se ne stessero a casa loro han pensato gli organizzatori.

Morale? Una lezione il parlamentare-macchietta del Carroccio l’avrà finalmente imparata: nella terra di Gugliemo Tell non si lasciano prendere per i fondelli dalle sue comparsate. Non avrà mica pensato che quelli del Bildeberg avrebbero aperto le porte ad uno che finisce sui media solo perché va in giro a raccontare che Mladic è un patriota serbo?

Anziché “Bastoni per gli extracomunitari” (questo è stato lo slogan in campagna elettorale del suo collaboratore parlamentare), stavolta, lo slogan è stato “bastonate per Borghezio”! Non c’è un detto popolare e popolano che dice… chi la fa l’aspetti?

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