In Anti & Politica, Esteri, Libertarismo

DI MARCO POLESEL*

L’iniziativa di cui vi parlerò sotto è stata avviata all’inizio di quest’anno attraverso l’aiuto dei social network e sarà rafforzata prima e durante lo svolgimento del censimento, considerato uno strumento illegittimo per il controllo dei cittadini e per la confisca dei beni appartenenti alla popolazione. Le ragioni principali per questo tipo di disobbedienza civile sono l’illegalità e l’illegittimità del regime, messe a nudo attraverso le sue istituzioni e la continua manipolazione dei dati contro la popolazione e a favore del regime stesso.

Il prossimo primo di settembre, il regime cercherà di effettuare il cosiddetto “Censimento 2011” in Venezuela. Il censimento sarà condotto dal “Instituto Nacional de Estadisticas”, un ente che ha dimostrato di essere un organo di propaganda del regime di Hugo Chavez, in collaborazione col regime cubano, e guidato da sostenitori dello stesso presidente, i cui agenti fungeranno come l’ennesimo strumento per il controllo sociale delle persone e il sequestro dei loro beni (pratica assai diffusa in Venezuela, ndr). Contro ogni principio alla riservatezza, i dati verranno utilizzati a favore del regime. Pertanto, non dobbiamo dare alcuna collaborazione, onde legittimare una farsa.

Il Movimiento Demòcrata Liberal (MDL), promotore di questa iniziativa invita i cittadini ad opporsi frontalmente e ad ignorare il funzionario pubblico addetto al censimento, oppure ancora a fornire informazioni distorte. Basta con le denunce e le petizioni, dobbiamo agire, è un passo importante passare all’azione.

Se non posso uscire di casa per colpa della malavita che affligge il paese è chiaro che è meglio non permettere di entrare in casa mia ad alcun estraneo, tantomeno se inviato da questo regime criminale, che è il primo ad incoraggiare e permettere l’insicurezza generale.

La mancanza di credibilità dimostrata dall’Istituto di statistica lo delegittima dal richiedere qualsiasi informazione e dato. Proponiamo, dunque, di boicottare il “Censimento 2011” e coloro che si presentano a nome di questo istituto. Tra settembre e novembre di quest’anno ignorate chi vi busserà alla porta.

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Non dar loro corda significherà non dare loro adito di poter raccontare frottole in futuro per nome e per conto del regime, non permettendogli così di continuare con una propaganda menzognera del tipo “in Venezuela tutto va bene e la popolazione è contenta, la disoccupazione diminuisce, la povertà sta sparendo”. Altrimenti andranno a raccontare che stiamo vivendo nel più bel paese del mondo.

Essi ci cercano di far credere che viviamo nel miglior paese tra i paesi possibili. Sono indignato, è per questo che non dobbiamo prestarci al loro gioco!

*Segretario del Movimiento Demòcrata Liberal – Venezuela

(traduzione di Leonardo Facco)

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Mostrati 9 commenti
  • Ale
    Rispondi

    Informazione di servizio: il Movimiento Demòcrata Liberal ha appoggiato il colpo di Stato di Micheletti in Honduras nel 2009.

  • Al
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    Chavez è un personaggio ridicolo, molto peggio e molto meno presentabile di berlusconi. Un vero presidente da repubblica delle banane.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Il censimento è come i sondaggi: io non ci credo. Non dimentichiamoci che nessuno può e riesce a verificare che le risposte fornite dagli intervistati siano corrette. Il numero di abitanti può essere fornito dalle amministrazioni comunali, il numero di laureati e diplomati, dalle università e dagli istituti scolastici, il numero di lavoratori occupati legalmente può essere comunicato da aziende, sindacati et similia…. quindi, perché mai lo Stato spende 6000 euro ad intervistatore, per l’intervista di 600 famiglie? Se i dati poi servono solamente a livello statistico, non sarebbe più semplice recuperarli laddove ci sono già? E’ vero però che a volte gli enti contattati non vogliono fornire questi dati, in nome della privacy. O forse hanno paura di perdere finanziamenti pubblici et similia, se si scoprisse che in realtà il numero da loro fornito agli enti pubblici, è errato?

    • leonardofaccoeditore
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      io non ho fatto l’ultimo censimento, AUTODENUNCIANDOMI. La storia l’ho già raccontata e devo dire che tu hai ragione quando sostieni che non serve a niente, se non a controllare ulteriormente i cittadini. Nella mia opposizione ai dati che mi chiedevano ho anche scritto al prefetto: “Mi chiedete nome, cognome, dove abito, che macchina ho, ecc. ma se tutto ciò è già registrato in altri enti pubblici, datevi da fare e recuperate i dati”.

  • paolo cintolesi
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    Come sempre, Leonardo, mi hai dato un bello spunto, al prossimo censimento, lo farò anch’io di scrivere al prefetto. Ti saluto

    • Leonardo Facco
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      Saremo in due allora e chissà che anche altri non vogliano partecipare!

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