In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Talvolta i contribuenti vengono tirati in ballo senza ragione, con difese d’ufficio che rischiano di aizzare la già scarsa voglia di pagare. Questo succede quando governi e banche centrali tirano fuori soldi per salvare banche o imprese: questi fondi, dicono politici critici o rincarano la dose quei media che amano frasi a effetto, sono “soldi dei contribuenti”, attraverso maggiori tasse, e poi usati per puntellare banche, imprese o Paesi traballanti. Niente di più falso. Questi soldi sono frutto di un allargamento del deficit di bilancio: lo Stato si indebita presso i risparmiatori, e i contribuenti non c’entrano; oppure sono soldi emersi dal nulla, quando le banche centrali erogano prestiti alle banche o comprano titoli stampando liquidità. In ogni caso, si tratta in massima parte di operazioni finanziarie: si fanno prestiti o si comprano titoli o azioni. I contribuenti potrebbero essere compromessi in futuro se queste operazioni Finanziarie, quando si trattasse di chiuderle, venissero a configurare una perdita.” (F. Galimberti)

 

Per l’ennesima volta Fabrizio Galimberti sostiene che il contribuente (in inglese si usa, molto meno ipocritamente, il termine “taxpayer”) sia tirato in ballo a sproposito quando il deficit pubblico viene gonfiato per andare in soccorso di questa o quella società.

I soldi, infatti vengono o dai risparmiatori che sottoscrivono i titoli del Tesoro, oppure direttamente dalla stampante della Fed. Ma non sono soldi buttati via: Galimberti ricorda che “si fanno prestiti o si comprano titoli o azioni”, per cui i contribuenti “potrebbero essere compromessi in futuro se queste operazioni finanziarie, quando si trattasse di chiuderle, venissero a configurare una perdita”.

Sono davvero degli incompetenti che “amano frasi a effetto”, allora, quelli che parlano di “soldi dei contribuenti”? A mio parere, no.

L’emissione dei titoli del Tesoro per finanziare il deficit dovuto ai salvataggi di imprese insolventi rappresenta in ogni caso una passività che dovrà essere rimborsata, con tanto di pagamento periodico di interessi.

Secondo Galimberti, se il salvataggio riesce la rivendita dei titoli acquistati dallo Stato può generare un flusso di denaro più che sufficiente a rimborsare i titoli emesse a causa dell’incremento iniziale del deficit.

Ciò può essere vero, ma l’operazione può anche portare a una perdita parziale o totale della somma utilizzata per il salvataggio, nel qual caso i contribuenti dovranno pagare con maggiori tasse la “sfortunata” operazione finanziaria decisa dallo Stato.

In ogni caso, resta il fatto che il contribuente è obbligato a fare da garante a un’operazione finanziaria, a prescindere dal suo parere in merito, a condizioni alle quali sul mercato nessuno farebbe quella stessa operazione (altrimenti non sarebbe necessario il salvataggio da parte dello Stato).

Ma i motivi per cui essere contrari a questo tipo di operazioni da parte dello Stato non finiscono qui. Per sostenere che il contribuente non paga nulla al momento del salvataggio, Galimberti ricorda che i soldi vengono o da risparmio, o dalla stampante della Fed.

Nel primo caso l’operazione non ha impatti inflattivi, ma è indubbio il fatto che quegli stessi soldi, assorbiti dallo Stato, non possono essere utilizzati per finanziare iniziative di mercato. In sostanza, si vede l’uso che ne fa lo Stato, a condizioni alle quali sul mercato nessuno farebbe quella stessa operazione; ma non si vedono le iniziative che avrebbero potuto essere finanziate volontariamente e a condizioni di mercato con quegli stessi soldi, e che non vengono poste in essere.

Nel secondo caso, invece, l’aumento della quantità di moneta sostituisce la carenza di capitale necessario per il salvataggio. In molti (troppi) sono convinti che sia possibile creare ricchezza dal nulla, semplicemente perché così hanno stabilito lo Stato e la Fed. In realtà, l’unica cosa che è cambiata rispetto all’istante prima che il denaro creato dal nulla fosse immesso nel sistema economico è, appunto, la quantità di moneta.

Evidentemente i primi che ottengono quel denaro ne traggono benefici, e così pure chi vende beni o servizi a costoro. Il fatto stesso, però, che nulla sia cambiato se non la quantità di moneta, crea una pressione al rialzo dei prezzi dei beni o servizi ai quali quel denaro è indirizzato.

Non necessariamente i prezzi debbono salire, potrebbero anche non scendere o scendere; in ogni caso, in assenza degli acquisti generati da quel flusso di denaro creato dal nulla, quei prezzi sarebbero stati più bassi.

Gli effetti, quindi, sono principalmente due: da un lato, una variazione della struttura dei prezzi non dovuta alla domanda e offerta di mercato; dall’altro, una redistribuzione di ricchezza, anche’essa non dovuta al processo di mercato, a favore dei primi percettori del flusso di nuovo denaro. A danno di chi? Di coloro che quel flusso di denaro non lo ottengono. Che in buona approssimazione possono essere identificati con i contribuenti.

In conclusione, non mi pare che quando lo Stato fa deficit, con o senza stampa di denaro, il contribuente sia tirato in ballo senza ragione.

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Mostrati 4 commenti
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Ma questo Galimberti ci è o ci fa?
    E la gente che lo legge se la beve tutta fini in fondo senza spernacchiarlo mai?
    E un giornale che lo ospita, vista l’abilità nell’arrampicarsi sui vetri di cotanto editorialista, che autorevolezza può avere?

  • Maximus
    Rispondi

    Che lo stato sia finalmente con l’ acqua alla gola mi sembra evidente.

    Eppure ci sono migliaia e migliaia di LAUREATI che vivono tra le nuvole.

    Mi riferisco a coloro che hanno RISCATTATO gli anni di università pagando all’

    INPS decine di migliaia di euro.

    A questi signori io chiedo : compreste le azioni di una ditta che ogni anno , da

    decenni , chiude i propri bilanci con buchi che variano dai 70 ai 90 miliardi di

    euro , puntualmente ripianati con la fiscalità generale da uno Stato governato in

    maggioranza da ladri e mafiosi ?

    Comprerete queste azioni in cambio di un DIVIDENDO che incomincerete ad incassare

    tra venti o trent’ anni ?

    Certo che no , mi rispondereste.

    Ebbene , riscattando i vostri anni di università è proprio quello che avete

    fatto.

    La vostra totale imbecillità è inoltre priva di attenuanti : un LAUREATO

    qualunque , è una persona che ha studiato come minimo 20 anni e , se è un medico

    , anche di più.

    Ora , che lo Stato italiano riesca a fottere un povero cristo semianalfabeta , io

    lo posso anche capire ma un laureato no , non posso giustificarlo.

    Non avete visto , in tutti questi anni , quante volte lo Stato si è rimangiato le

    promesse fatte ?

    Posso anche capire un cittadino che viene OBBLIGATO a versare tasse e contributi.

    Posso capire un cittadino a cui viene effettuato un prelievo forzoso sul proprio

    conto corrente.

    Ma non posso capire VOI , miei cari laureati del cazzo e sapete perchè ?

    Perchè voi , i vostri soldi li avete letteralmente gettati in bocca a questo

    stato malefico.

    Certo , voi avete studiato tanto : avete studiato come un seminarista , AVETE

    STUDIATO DA DIO SENZA CAPIRE UNA MADONNA !

    Avete letto solo le righe ma non avete mai letto TRA LE RIGHE.

    E poi , mi domando , non vi suona un poco da STATO MAFIOSO il verbo adoperato in

    tale circostanza ?

    Il verbo RISCATTARE puzza di TERRONE LONTANO UN MIGLIO.

    Nei sequestri di persona , purtroppo , capita talvolta che il sequestrato non

    venga restituito ai suoi cari.

    Questo mi pare ciò che sta avvenendo.

    Anche se tale proposta verrà ritirata io voglio solamente dirvi che VI

    MERITERESTE DI PRENDERVELA IN CULO anche se, spero che ciò non accada.

    Lo stato fa bene a provare a fottere degli idioti come voi , tanto , se non lo fa

    lui, lo farà il primo mariuolo che passa per strada .

    Buona giornata , se vi riesce.

  • Mauro
    Rispondi

    Ragazzi ! Dai! I soldi si creano con la stampante ,quindi non costano nulla,i bambini li porta la cicogna,le piante prendono l’anidride carbonica dalle radici,le specie autoctone ci sono sempre state e sempre ci saranno,la terra gira intorno al sole e quest’ultima è piatta.
    Ma perchè vi appassionate tanto ?

    I dinosauri erano troppo grossi per potersi estinguere,secondo me in qualche foresta ci sono ancora,vivi e vegeti,salvati da un’emissione di “Dino-bonds”!

  • Giovanni Moretti
    Rispondi

    Questo Galimberti e’ un ottimo venditore di fumo e aria fritta!

    Lo Stato esiste perche’ esistono i contribuenti, senza di essi lo Stato non esisterebbe. Quindi quando lo Stato stampa soldi oppure li chiede in prestito ai risparmiatori per salvare il posteriore di tizio o caio, lo fa in nome dei contribuenti, chiamati loro malgrado a sottoscrivere questi finanziamenti. I soldi non sono mai gratis, neanche quelli stampati dal nulla.

    Forse qualcuno dovrebbe prendere il Galimberti e dirgli che da domani lui DEVE tirare fuori una certa somma per finanziare il Sig. Rossi che sta per andare in bancarotta, se questa somma non la possiede sul suo conto la DEVE chiedere in prestito da qualche parte, quindi SE le cose andranno bene per il Sig. Rossi il Galimberti ricevera’ indietro il suo denaro, decurtato ovviamente dei corrispettivi spesi per l’erogazione del prestito. Se poi il Sig. Rossi nonostante tutto finisce a gambe all’aria, si potra’ dire al Galimberti che dovra’ configurare una perdita.

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