In Anti & Politica, Economia, Varie

DI LEONARDO FACCO

Se fossi in malafede, come il 90% dei giornalisti italiani, non potrei certo parlar male di Guido Rossi, che – a mo’ di Babbo Natale – nel 2006 ha assegnato uno scudetto alla squadra per cui simpatizzo.

Invece, leggendo oggi quanto scritto dall’economista bocconiano a pagina 18 del quotidiano che tira “Sòle 24 ore” al giorno ai suoi lettori c’è da rimanere basiti. Scrive il progressista in grisaglia: “Nel 1944 gli accordi di Bretton Woods tentarono di costruire il sistema economico internazionale… gli accordi produssero una straordinaria calma sui mercati globali, la quale riuscì a scongiurare le crisi finanziarie degli Anni Cinquanta e Sessanta… Quella calma era garantita da un sistema di cambi fissi, ancorati al dollaro… ma negli Anni Ottanta il sistema di Bretton Wood fu travolto dall’ideologia della libertà finanziaria”.

Notate qualcosa di strano in questo passaggio che ho riportato? Se non ve ne siete accorti, l’esimio professorone interista s’è dimenticato di citare un decennio che ha avuto qualche influenza non da poco sull’economia mondiale, costruita da allora sul debito e su bolle e crack a ripetizione. Perché ha dimenticato gli Anni Settanta? Delle due l’una: o lei è complice del regime statalista o lei è deficiente. Escludo categoricamente la seconda ipotesi.

Nel 1971, caro il mio signor Rossi, un tale di nome Richard Nixon – guarda caso presidente degli Stati Uniti d’America (quelli che oggi stampano dollari a nastro) – decretò la fine definitiva del gold standard, ovvero dell’ancoraggio della moneta all’oro. Fu proprio in quel decennio che lei, mister Rossi, ha dimenticato di citare nel suo pippone odierno sul giornale di Confindustria, che si misero in moto le tipografie delle banche centrali di tutto il pianeta e fu sempre in quel decennio che gli economisti straccioni cresciuti a pane e Keynes plaudirono all’idea che la politica dovesse agevolare la crescita fornendo cartastraccia in quantità illimitata.

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Peccato, signor Rossi, che l’incommensurabile boiata risalente a quel nefasto 1971 è la madre di tutte le bolle dell’ultimo quarantennio, è la ragione per cui gli imprenditori fanno investimenti sbagliati sull’onda delle agevolazioni creditizie imposte dallo Stato, è l’origine di leggi demenziali (come quella voluta da Bill Clinton) per cui le banche erano costrette ad accendere mutui per la casa anche al primo straccione che si presentava allo sportello, è la ragione per la quale la Grecia è fallita. Fallita!

Concludo, mirabolante professor Rossi, stigmatizzando la chiusa del suo pezzo. Lei scrive: “E’ oggi necessario che i leader responsabili nella politica e nell’economia, in Italia e altrove, evitino la catastrofe che i molti cultori dell’apocalisse vanno predicando insieme con le teorie del libero mercato per non essere costretti a scendere in piazza con gli indignati da quei leader responsabili creati e sovente eccitati”.

Sappia, che il giorno in cui il governo italiano varerà la patrimoniale per salvare le chiappe a quelli come lei, io sarò il primo a venire a cercarla.

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Mostrati 12 commenti
  • Brillat-Savarin
    Rispondi

    La disonestà intellettuale di questi squallidi personaggi è pari alla loro cupidigia di denaro e di potere. Fanno semplicemente schifo, ancor di più di quella sporca lurida plebaglia ignorante che li porta in palmo di mano.

  • giorgiofidenato
    Rispondi

    Brillat, le tue parole suonano come i comandamenti scolpiti nella pietra.

    • Brillat-Savarin
      Rispondi

      Vielen Dank, Giorgio!

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Caro Leo, quando ho visto la foto dell’ex commissario FIGC stava per venirmi un colpo.
    Sapendo delle tue simpatie nerassurde, ho pensato che tu volessi inneggiare all’onestà di Guido Rossi o che ti fossi convertito dopo aver letto delle nostre indagini su ju29ro.com.
    Io lo ricordo per i fatti del 2006, su cui posso dire la mia a ragion veduta, essendo ben informato.
    Ebbene, sono perfettamente d’accordo sul fatto che Rossi sia un grande cantastorie.
    Peraltro nego quanto si dice in giro del suddetto, ovvero che egli sia privo di morale; Guido Rossi un’etica ce l’ha, solo che a me pare sia un paio di tacche sotto quella di un serial killer.
    Non mi è mai piaciuto, l’ho sempre ritenuto ipocrita e falso come Giuda.
    Ed essendo io juventino, dal 2006 mi piace anche meno.
    La scelta come commissario straordinario FIGC è caduta sul Rossi per l’alta morale sempre dimostrata, in tutti gli affari da lui seguiti: era l’uomo giusto al posto giusto.
    Uno in grado di rovesciare la realtà, trasferendo colpe e meriti.
    Tenuto conto che il campionato 2005-2006 NON è stato oggetto di indagine, che i giudizi sportivi hanno comunque escluso che vi fossero stata partite aggiustate da parte della Juve, considerando altresì che il 25 maggio 2006 Recoba e Oriali hanno visto accolta la loro domanda di patteggiamento da parte del Gip del Tribunale di Udine (6 mesi di reclusione poi convertiti in multa) per concorso in falso e ricettazione, mi pare che assegnare uno scudetto per motivi eticisia stata una forzatura bella e buona.
    Lo scudetto degli “onesti”: forse meglio dire, con prosa politically correct, dei diversamente onesti.
    Nell’estate 2006 ci furono delle cose poco “simmppatticche”, forzature, procedure e diritti calpestati, sostituzioni di giudici, indagini svolte a sostegno di una tesi precostituita, fatte in tutta fretta e con l’intenzione piuttosto palese di metterci una pietra sopra quanto prima.
    Seguì il confezionamento di un campionato, quello 2006-07, ad uso di una squadra che non perdeva l’occasione di perdere l’occasione (5 maggio 2002: do you remember?).
    Di queste cose, t’anticipo, qualcuno fra poco renderà conto.
    Chissà che anche Guido Rossi debba rispondere, finalmente, delle sue azioni.
    Un saluto a tutti e, spiacente per te Leo, FORZA JUVE!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Non sono ferrato in economia, men che meno nel calcio e non leggo il Sole 24 ore. Del resto, anche se lo leggessi, un particolare come quello di saltare a piè pari il decennio degli anni ’70, io non lo avrei notato. Complimenti a te, Leo. Mi dispiace che questo signore, che con i soldi di Confindustria riesce a comunicare con tanti imprenditori, sicuramente non sprovveduti come me, ma … non possa essere sbugiardato con analoga diffusione.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Ti quoto, questo, come un Krugman qualsiasi, può dire tutte le minchiate che vuole senza contraddittorio.
      Comunque io non ho parlato di calcio, ma di soldi e giustizia.
      Calciopoli è stata costruita trasferendo le colpe di una squadra non vinceva niente era nelle pesti economiche, ad una che vinceva, aveva il bilancio in attivo (!), e non aveva bisogno di ingraziarsi nessuno.
      Forse questa la sua colpa.
      A quest’ultima oltre ad essere levati due titoli sono stati comprati giocatori importanti (Ibra e Vieira) a prezzi di saldo da chi diceva che la Juve vinceva solo perché telefonava.
      Amico caro, sono sempre i soldi.
      Anche quando si tratta di quotare società in borsa a prezzi gonfiati (quotazione Saras S.p.A. – la società della famiglia Moratti). Sottraendoli al parco buoi.
      Ovviamente non si sa di chi sia la colpa (gli anglosassoni dicono “follow the money”, la magistratura italica però non parla inglese).
      Il collocamento di Saras risale a maggio 2006, prezzo fissato 6 euro per azione.
      Ma nel giorno del debutto in Borsa, il 18 maggio, il titolo crolla del 13,3% scendendo a 5,2 .
      In questo momento la Saras S.p.A. quota 1,12 € circa. (My compliments/mecojoni!).
      In Italia quando ci sono strani accadimenti non si sa mai di chi è veramente la colpa.
      Però, strano a dirsi, Guido Rossi è spesso nei paraggi.

      • Massimo74
        Rispondi

        Però perdona,il fatto che l’indagine di calciopoli sia stata fatta male e che altre squadre avrebbero dovuto pagare non cancella totalmente le responsabilità di Moggi & co.Del resto mi pare che lo stesso Palazzi nella sua requisitoria in cui accusa i dirigenti dell’inter di illecito sportivo per la violazione degli art.1 e 6 relativamente ai fatti accaduti durante la stagione 2004/2005 (fatti che come si sà sono ormai coperti dalla prescrizione) ha comunque riconfermato tutte le accuse mosse ai tempi nei confronti di società come Milan e Juve.Pertanto direi che il problema non’è che alcune squadre sono state condannate ma che altre che avrebbero dovuto esserlo sono riuscite ad evitare di finire in giudizio.

        • Borderline Keroro
          Rispondi

          Ok, quali sarebbero state le responsabilità di Moggi?
          Aspetto con fiducia la risposta.

  • Massimo74
    Rispondi

    Bè ad esempio la vicenda delle sim svizzere non’è mai stata chiarita fino in fondo dall’ex dg della juventus.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Le SIM svizzere eh? Moggi ha detto fin da subito perché le avesse.
      Sospettava di essere intercettato da una società concorrente, cosa poi rivelatasi vera (dossieraggi illeciti commissionati da quella squadra : Tavaroli e Cipriani sono due nomi che ti dicono qualcosa?)
      In realtà è stato il maresciallo Di Laroni dei CC che ha fatto un fogliettino banale, a mano, con errori palesi per dimostrare le tesi dell’accusa che Moggi avesse fornito SIM straniere agli arbitri suoi amici.
      Per dirne una : all’arbitro De Santis ne è stata “assegnata” una che risultava essere a Coverciano mentre De Santis si trovava a Roma ad un corso tenuto nella stessa caserma dei CC di via In Selci a Roma (guarda la stranezza: la caserma dei “mgnifici 12” del T.Col. Auricchio!). Quindi i CC hanno cannato in maniera incredibile.
      Di solito quando fai un’indagine, cerchi di verificare i tuoi sospetti. Diverso è forzare i dati per farci entrare i tuoi teoremi. Su questo penso sarai d’accordo.
      Come tu ben sai le SIM straniere, su suolo italiano, passano per i ponti dei nostri gestori e sono pertanto intercettabili (caso Berlusca-Tarantini docet).
      Il sospetto che ho è che Moggi sia stato intercettato anche lì, ma non vi sia niente di utile all’accusa (ad es.: l’intercettazione sulla “grigliata” tra Moggi e Bergamo è avvenuta su SIM svizzera: come mai questa è uscita?).
      Anch’io ho una SIM straniera, non è reato.
      A meno che io non la usi per commissionare omicidi, per esempio, utilizzarla è perfettamente lecito. E comunque non basta il sospetto, devi provarlo.
      Per cui ritorniamo al quesito precedente: quali sono le responsabilità di Moggi?

  • Massimo74
    Rispondi

    Preciso che sono da sempre tifoso della Juventus e considero la criminalizzazione fatta contro Moggi(e la Juve in generale) di questi ultimi anni una delle pagine più vergognose della storia del calcio.Detto questo, però,sono anche dell’idea che sarebbe altrettanto sbagliato santificare l’ex dg bianconero che comunque dalle prove emerse è stato dimostrato che intrattenesse rapporti diretti e frequenti con designatori e arbitri(cosa che facevano anche altri dirigenti di altre società e su questo siamo d’accordo).Sul fatto poi che usare una sheda telefonica straniera non rappresenti di per sè un illecito sono d’accordo,però è chiaro che qual’ora venga dimostrato che una o più di queste schede fossero state distribuite ad arbitri o assistenti,per la giustizia sportiva (che come sai usa parametri differenti da quella penale) questo basti per configurare un illecito sportivo.Ora da quello che mi pare di aver capito dal processo in corso a napoli,una di queste schede sarebbe stata donata al padre dell’arbitro Paparesta il quale ha poi provveduto a darla al figlio.Ora mi pare che mentre per la giustizia penale ciò non rappresenti un reato,per la giustizia sportiva dove l’onere della prova è a carico dell’accusato,questo sia sufficente per configurare il reato di illecito sportivo.
    Detto questo,devo dire che è semplicemente scandaloso che con tutti i soldi (dei contribuenti) che sono stati spesi per organizzare quella pagliacciata del processo napoletano,i PM Beatrice e Narducci (il primo passato all’antimafia e il secondo divenuto assessore nella giunta de magistris),non hanno chiesto le rogatorie relative a queste schede svizzere,così almeno si sarebbe potuta fare un pò di chiarezza sulla vicenda.Ma ancora più scandaloso rimane il comportamento dell’ex tenente colonnello auricchio che ancora oggi non ci ha spiegato perchè ha occultato alcune intercettazioni che gli stessi carabinieri avevano ritenuto estremaente compromettenti (quelle segnate con le tre “V” rovesciate),mentre ne ha passate altre assolutamente irrilevanti (vedi quella in cui il figlio di Moggi si lamenta del fatto che non è riuscito a farsi la Ilaria D’amico).
    Sul campionato 2005/2006 hai ragione,visto che non’è emerso nulla non si capisce il perchè sia stato tolto alla juventus e assegnato a tavolino all’inter.

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Precisiamo una cosa: Moggi non è un santo. Per gestire una società che fa girare milioni, non puoi essere un cuore di panna.
    Dalle prove emerse è chiaro che avesse rapporti con i designatori, cosa che al tempo era considerata normale, tutti lo facevano, i numeri di telefono dei designatori li ha dati la federazione ai vari dirigenti, in quanto ritenuto utile.
    Dalle prove raccolte non è MAI stata trovata una telefonata tra Moggi ed un arbitro: già a quel tempo il CDS considerava i rapporti tra dirigenti di squadre e arbitri un illecito (art. 6 diretto: retrocesione).
    Moggi è stato monitorato per circa 2 anni, Facchetti invece solo di rimbalzo (quando telefonava a gente intercettata). Indovina chi chiamava gli arbitri? Ahhhh: il buon Giacinto! Minchia!
    Addirittura all’inizio delle indagini De Santis aveva dichiarato che Moggi non l’aveva mai chiamato, mentre Facchetti sì: siccome prove non ce n’erano l’ex arbitro si è visto costretto a vergare una lettera di scuse alla famiglia dell’ex presidente nerassuro. Non mi risulta che la famiglia abbia ora ricambiato. Questione di onestà?
    Sulle schede svizzere non è stato dimostrato nulla di nulla.
    Sì, una scheda Moggi l’ha data a Paparesta padre, e il figlio ha telefonato a Moggi con quella: MOggi come ha sentito chi era ha messo giù. Era ancora incazzato per la faccenda di Reggio Calabria.
    A proposito, malgrado quanto asserito dagli incartapesce, Moggi non ha mai chiuso nessuno nello spogliatoio: archiviato perché il fatto dal tribunale, radiato dalla FIGC perché per Palazzi quanto emerso durante il procedimento penale non è utilizzabile quale prova a discolpa. Dimmi tu se è una cosa seria: ho la prova di non aver compiuto un reato ma, alla faccia dell’inversione dell’onere: questa è inversione della realtà.
    L’unico arbitro che ha detto di aver ricevuto una scheda svizzera era tale Danilo Nucini, a suo dire “cavallo di troia” di Facchetti nella cupola moggiana. Ha sostenuto che la scheda era straniera, no italiana, di averla gettata subito, poi di averla usata qualche volta, di non ricordare il numero, poi di ricordarlo (e datolo risultava di un tizio residente a Napoli). Certo è che frequentava Facchetti, la sede dell’inter e varie banche (l’inter gli stava cercando un lavoro per il post carriera: adesso ha una tabaccheria, ci si chiede con che soldi l’abbia comprata, essendo noi sospettosi di natura).
    Credo che questo si beccherà una denuncia per falsa testimonianza.
    Probabilmente anche Auricchio avrà qualche guaio.
    Le rogatorie non sono state chieste, secondo me, perché non conveniva. Ci sono delle intercettazioni che scagionano Moggi, e i PM avrebbero dovuto tenerne conto. Fatto sta che secondo Beatrice quelle intercettazioni non gliele hanno mai portate. Stando a Narducci non erano rilevanti e qui, uno dei due non la racconta giusta.
    Comunque la Juve è stata sanzionata, tra l’altro, per aver avuto Moggi un rapporto esclusivo con i designatori, e oggi si sa che così non era. Inoltre c’è la faccenda dello spogliatoio, della cupola, ecc.
    Per condannarci ci hanno messo 20 giorni, togliendo un grado di giudizio e conculcando i diritti delle difese.
    Se proprio vuoi saperlo Guido Rossi nostro ha pure sostituito i giudici mettendo chi voleva lui.
    Il fatto che un tribunale ordinario accerti l’errore dell’ordinamento disciplinare sportivo, implica che quanto deciso in ambito sportivo debba decadere (quella delle “sentenze sportive” passate ingiudicato è una cazzata, vedasi art. 39 CDS e caso Guardiola).
    Scudetto 2005-06: non è emerso nulla perché non lo si è nemmeno indagato, quindi di per sé regolare, quindi quella di Rossi fu una forzatura.
    Perché è stato fatto? Ti ho detto che l’inter era con l’acqua alla gola: le vuoi sapere tutte?
    Guido Rossi ha fatto lo sconto sulla patrimonializzazione necessaria ad iscriversi alla serie A (l’inter, secondo quanto previsto dai regolamenti, non avrebbe potuto nemmeno iscriversi al campionato, altro che vincerlo: fallimento come la Fiorentina. Altro che “la B non è nel nostro DNA”).
    L’inter ha venduto il suo marchio a una sua società, la inter brand, incamerando 150 mln di attivo (prova tu a cedere il mutuo della casa a te stesso e vediamo cosa ti fanno). Non parliamo di plusvalenze fittizie (Milan-inter), né di legge spalmadebiti.
    La Juventus della triade, antipatica perché vincente, non ha mai dovuto avvalersi di simili scorciatoie. Aveva i conti in ordine, senza peraltro dover chiedere una lira alla famiglia Agnelli.
    Ti svelo un segreto: prima del 2006 ero convinto anch’io che la Juve ricevesse qualche aiutino.
    Non seguendo il calcio (ero il classico tipo che chiedeva “cos’ha fatto la Juve domenica?”) mi fidavo dei vari Sportmediaset e Gazzette.
    Dopo il fattaccio, informandomi a fondo sugli incartamenti e seguendo il processo, ho scoperto che se c’è stata una squadra a cui mettevano i bastoni tra le ruote era la Juve.
    Scoprendo che chi aveva ricavato un utile da calciopoli invece… (e prima del 2006 l’inter era la mia seconda squadra perché tifata dal mio migliore amico)
    Comunque, se hai voglia fatti un giro o un account su “tifosibianconeri.com” e vieni su ju29ro.com, lì trovi tutto.
    A proposito, domani riprende il processo di Napoli e noi lo seguiamo da qui
    http://download.ju29ro.com/processo_live20-09.html
    Sono d’accordo che si sono spesi un sacco di soldi inutilmente per celebrarlo, bastava dire: assolti perché il fatto non sussiste, e invece la pubblica accusa ne ha combinate di tutti i colori per cercare di allungare i tempi.
    Se vuoi, ti aspetto.
    Ah, visto che Leo è nerassuro, meglio che io non aprofitti oltre della sua pazienza (ma lui sa che per la Juve io mi infervoro), tanto ho spiegato a grandi linee tutto.
    Se vuoi discutere, per la Juve mi trovi di là, benvenuti tutti se si dimostra rispetto. Ho lo stesso nick.
    Prossima operazione: vestizione di Leonardo Facco con maglia bianconera.
    Forza Juve!

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