In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“E’ un peccato che l’imposta patrimoniale evochi un che di confiscatorio e venga considerata come un prelievo millenaristico, cui ricorrere in circostanze disperate. E’ un peccato perché un’imposta patrimoniale dovrebbe essere parte di ogni sistema di tassazione normale. Se, come diceva Colbert, l’arte della tassazione consiste nello spennare l’oca al fine di ottenere la quantità massima di piume con il minimo starnazzo possibile, bisogna distribuire il prelievo su più imposte, così che nessuna tassa sia troppo pesante.” (F. Galimberti)

Ho la sgradevole sensazione che presto Fabrizio Galimberti sarà accontentato in grande stile dal “colbertiano” Tremonti. Ciò premesso, non si può certo tacciare Galimberti di incoerenza: lo Stato e le tasse gli piacciono e non smette di ricordarlo ai suoi lettori. D’altra parte, anche Tafazzi era coerente: continuava con sagacia a percuotersi i genitali, come se la cosa, contrariamente a quanto suggerisce il buon senso, fosse piacevole. Per lo meno, però, Tafazzi non auspicava che lo Stato imponesse ai suoi simili lo stesso trattamento.

Ebbene, per lui sarà pure un peccato, ma per molte persone non solo la patrimoniale, bensì tutte le imposte, evocano “un che di confiscatorio”. E non vedo come potrebbe essere altrimenti, considerando che non si tratta di versamenti volontari, ma di prelievi coercitivi.

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Galimberti ritiene che ogni sistema di tassazione “normale” dovrebbe contemplare una imposta patrimoniale. Cosa significhi di preciso “normale” non è specificato in dettaglio. Tuttavia per qualcuno (ad esempio per me) potrebbe non esserci nulla di normale nel concetto stesso di imposizione fiscale.

Un indizio potrebbe venire dal richiamo a Colbert, secondo il quale “l’arte della tassazione consiste nello spennare l’oca al fine di ottenere la quantità massima di piume con il minimo starnazzo possibile”. Dal che si possono dedurre almeno un paio di cose: 1) che i cosiddetti contribuenti sono assimilati a oche; 2) che per evitare che le oche starnazzino, è bene fare in modo che non si accorgano di quante piume vengono loro strappate.

Considerando che l’oca è in diretta competizione con animali del calibro della gallina nella classifica delle specie più stupide (o diversamente intelligenti, per dirla in modo politicamente corretto), e che generalmente sono i truffatori a cercare di far sì che le vittime dei loro raggiri non si accorgano di essere truffate, io ne deduco che l’imposizione fiscale è, nella migliore delle ipotesi, un tentativo di truffa da parte dello Stato nei confronti dei cosiddetti contribuenti. Che si trasforma in estorsione quando questi ultimi non sono abbastanza oche e si accorgono di quante piume vengono loro strappate.

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Showing 2 comments
  • Borderline Keroro
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    Ma ‘sto Galimberti è cretino? O ha già messo i risparmio al sicuro?
    In realtà in Italia la tassazione in effetti è distribuita su un numero impressionante di voci.
    C’è una tassa su qualunque cosa.
    Solo che la gente si rende conto ormai del peso.
    La sgradevole sensazione che ci sarà una patrimoniale, e presto, ce l’ho anch’io. Ed è ben più di una sensazione.
    Spero che sia la “goccia” che fa traboccare il vaso e che la gente si ribelli.
    Ha ragione chi ha detto che per risanare il paese bisogna:
    1) prendere coloro che sono stati in politica dal 1970 in poi e i loro discendenti
    2) spogliarli di tutti i loro averi
    3) mandarli a lavorare nelle miniere di uranio in Siberia. A mani nude.
    4) fare lo stesso con i banchieri e i loro discendenti
    5) idem per i grandi commis di Stato e i loro discendenti

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