In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“E’ inconcepibile che un governo affidabile non riesca a ottenere rendimenti di gran lunga superiori ai costi trascurabili a cui prende a prestito investendo in beni fisici e umani, per conto proprio o insieme al settore privato. Allo stesso modo è inconcepibile che l’indebitamento dello Stato mirato ad accelerare la riduzione della massa del debito privato, a ricapitalizzare le banche e a sventare il rischio di un tracollo immediato della spesa non produca rendimenti di gran lunga superiore ai costi… Quello che conta è come vengono usati i soldi presi in prestito… La necessità è quella di combinare un indebitamento a tassi bassi ora, con misure credibili di riduzione della spesa sul lungo periodo… L’opinione diffusa è che risanando i conti pubblici si rilanceranno gli investimenti e la crescita. Una visione alternativa è che soffrire è bello. La prima è un’assurdità, la seconda un’immoralità.” (M. Wolf)

Ho riportato queste parole di Martin Wolf non perché siano particolarmente originali; in fin dei conti, i concetti espressi nei suoi articoli sono più o meno sempre gli stessi. In sintesi, che i governi e le banche centrali devono continuare a sostenere l’economia, avendo finora fatto troppo poco.

Argomentazioni che qualsiasi keynesiano esprime in questa fase in cui, tra stimoli e stabilizzatori automatici, i debiti pubblici si sono gonfiati e l’economia continua a essere moribonda.

Le ho riportate per evidenziare come Wolf non senta alcuna esigenza di spiegare perché un ulteriore indebitamento da parte dei governi che riescono a raccogliere a tassi di interesse particolarmente bassi (come Stati Uniti e Germania) dovrebbe avere benefici superiori ai costi per i cosiddetti contribuenti.

A suo parere “è inconcepibile che un governo affidabile non riesca a ottenere rendimenti di gran lunga superiori ai costi trascurabili a cui prende a prestito”. Il suo tono è perentorio, come se dubitare di ciò che dice fosse possibile solo non capendo nulla dell’argomento in discussione.

Pazienza se l’evidenza storica fornisce numerosi esempi in cui ciò che lui ritiene inconcepibile è stato concepito.

Dopodiché, arrivano due classici dei sostenitori degli stimoli fiscali.

1) “Quello che conta è come vengono usati i soldi presi in prestito”.

Ovviamente anche in questo caso Wolf non sente l’esigenza di spiegare perché i burocrati governativi dovrebbero essere sempre infallibili e onesti. Come se la spesa pubblica non avesse mai alimentato parassitismo o malaffare.

2) “La necessità è quella di combinare un indebitamento a tassi bassi ora, con misure credibili di riduzione della spesa sul lungo periodo”. Questa è un’altra cosa che viene data per scontata, come se ridurre la spesa pubblica (portatrice di clientele e voti) fosse l’attività preferita dei politici. Di solito i keynesiani citano a sproposito Sant’Agostino (“Signore rendimi casto, ma non subito”), ma non vedo grandi attitudini alla santità in chi governa (e non solo in Italia, dove la mia affermazione si presta a un evidente doppio senso).

Infine, Wolf arriva a sostenere che per qualcuno “soffrire è bello”, considerando tale posizione “un’immoralità”. Io non conosco nessuna teoria economica (ma potrebbe essere una mia lacuna) che sostenga che “soffrire è bello”. Sono convinto, però, che in fasi come questa soffrire sia inevitabile, se si vuole cercare di risolvere i problemi. Ciò non significa che sia piacevole, ma a questo servono le recessioni dopo lunghi periodi di crescita drogata da credito/debito facile. Pubblico o privato che sia.

Francamente, mi sembra molto più immorale auspicare l’accumulazione di altro debito pubblico senza fornire l’avvertenza che le vie d’uscita potranno essere solo una grande inflazione, una repressione fiscale o il default che adesso si cerca di evitare.

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Commenti
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Spero il default! Doloroso, ma comunque meno di iperinflazione e repressione fiscale.
    E rapido, mentre le altre due sono delle agonie.
    Quindi sarà una delle altre due.

    Proprio in questi giorni il governo, viste le proteste dei cittadini, ha detto che:
    “Cittadini! Fino ad oggi noi trombavamo e voi la pigliavate in culo. Ma ora basta le cose cambieranno: finalmente voi la piglierete nel culo e noi tromberemo” (adattamento da “il Vernacoliere”)

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