In Economia, Esteri

DI MATTEO CORSINI

“Anche la Fed ha chiaro che se la formazione dei tassi fosse lasciata solo al mercato o agli operatori finanziari, il credito diverrebbe scarsamente accessibile e il debito insostenibile. Il deficit spending federale rimedia comunque al pericolo che la liquidità immessa dalla Fed nel sistema resti inutilizzata, come pure è successo. Anche in tal caso, le esigenze dell’economia reale e la stabilità delle finanze federali prevalgono sulle astratte teorie monetarie e sul primato del mercato.”
(G. Salerno Aletta)

Dopo aver trascorso gli ultimi mesi a elaborare piani per investimenti forzosi da imporre agli italiani per ridurre lo stock di debito pubblico, Guido Salerno Aletta bacchetta l’Europa per il suo rigorismo fiscale e monetario (sic!).

Mentre nel resto del mondo stiano tutti facendo correre i deficit pubblici rimediando con la stampante monetaria, pare che in Europa ci si preoccupi solo di sistemare i bilanci degli Stati più traballanti e la Bce sia ossessionata dall’inflazione.

Insomma, parrebbe che in Europa, al contrario che negli Stati Uniti, stessero prevalendo “astratte teorie monetarie” e vi fosse il “primato del mercato”. Che le cose in Europa non vadano bene è abbastanza evidente; che ciò sia dovuto al troppo rigore fiscale e monetario è quanto meno discutibile. La Bce utilizza strumenti diversi rispetto alla Fed, ma sta inondando il mercato di denaro in misura pari a quanto ne chiedono le banche, le quali, a loro volta, hanno come unico limite la quantità di attività utilizzabili come collaterale per i prestiti ricevuti dalla banca centrale. Attività sulle quali la stessa Bce e le banche centrali nazionali hanno a più riprese abbassato i requisiti qualitativi, per ampliarne le dimensioni potenziali.

In teoria, quindi, la Bce potrebbe finanziare fino a tre anni tutto il debito pubblico detenuto dalle banche, oltre ad altri titoli obbligazionari, cartolarizzazioni e portafogli di crediti. E non è un mistero che Draghi abbia recentemente sollecitato le banche a non essere timide in occasione dell’asta triennale del 29 febbraio. Alla faccia del rigore e del libero mercato.

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Pare, tuttavia, che ciò non si sufficiente per Salerno Aletta, il quale guarda con una punta di invidia gli americani, che hanno un governo e una banca centrale che fanno gioco di squadra, giusto per evitare che “la liquidità immessa dalla Fed nel sistema resti inutilizzata”.

E sapete perché? Per far prevalere “le esigenze dell’economia reale e la stabilità delle finanze federali”. Pazienza se il risparmio viene eroso dalle misure inflazionistiche della Fed e se le finanze federali sono comunque in continuo peggioramento. L’importante è che nominalmente ci siano sempre abbastanza dollari per far fronte alle spese.

Proprio come se fosse possibile creare ricchezza con la bacchetta magica, alla faccia delle “astratte teorie monetarie” e del “primato del mercato”.

 

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Mostrati 3 commenti
  • iano
    Rispondi

    Mario !!!!! una volta questo nome mi stava “simpatico”,adesso non più !! Comunque questo articolo è un pò troppo complicato per un (bassoalculturato)come me…..No comment.

  • antonio
    Rispondi

    mentre in europa facciamo gli “austeri alla tedesca”, in brasile aumentano i salari della scuola del 22% (inflazione 2011 6.5%) MENTRE il debito pubblico cala in termini assoluti e relativi (dal 60 al 50% del pil in 2 anni).
    questo grazie al pil che trotta e conseguente aumento del gettito fiscale nominale.
    e il “core tier” delle banche è doppio rispetto a europa e usa.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    leggete se vi riesce l’ultimo libro di Pasca Salin : Ritornare al capitalismo per uscire dalla crisi.
    E’ semplice, immediato e davvero un capolavoro nello smascherare i trucchi e gli illusionismi del potere politico e della FED e BCE a danno di miliardi di cittadini di ogni parte del mondo.

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