In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI*

Nuovo aumento delle accise sulle sigarette nel decreto Milleproroghe, per dare 3 milioni di Euro all’Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. L’incremento è stato votato dalle commissioni Bilancio e affari costituzionali del Senato. Un primo incremento era stato inserito alla Camera per un totale di 15 milioni per coprire finanziariamente le pensioni dei precoci e degli esodati.” (ANSA)

Pur non essendo un fumatore, apprendo sempre con grande disappunto notizie come quella riportata, che è stata battuta dall’agenzia ANSA.

Ogni volta che serve qualche milionata di euro per finanziare una delle innumerevoli voci di spesa, governo e parlamento aumentano le accise sulle sigarette e/o quelle sui carburanti. Dato che la mazzolata sui carburanti negli ultimi mesi è stata già pesante e le proteste sono più diffuse, tanto vale bastonare i fumatori, avranno pensato i membri delle commissioni Bilancio e affari costituzionali del Senato.

E così ecco che anche l’Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano riceverà l’ennesimo cadeau a spese di chi si macchia della colpa grave di fumare. Non voglio mettermi a discutere sul talento degli orchestrali e sul loro alto valore artistico e culturale.

Ciò detto, però, non vedo per quale motivo debbano ricevere finanziamenti pubblici. Chi vuole assistere al frutto del loro lavoro dovrebbe pagare l’intero costo della prestazione offerta dall’orchestra. Se il prodotto tra il numero di coloro che volontariamente sono propensi a pagare per andare a teatro e il prezzo massimo che sono disposti a sborsare non è sufficiente per remunerare l’orchestra, i casi sono due: o gli orchestrali accettano una decurtazione dei loro compensi, oppure, se ritengono che non in tal caso non sarebbero sufficienti a condurre una vita dignitosa, devono accettare l’idea di trovarsi (anche) un’altra occupazione per guadagnarsi da vivere.

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Sono milioni gli individui in tutto il mondo con passioni che coltivano solo come hobby, pur dedicandovi grande impegno, perché non ne ricaverebbero abbastanza per vivere. Non è una cosa deplorevole, ma il semplice risultato della legge della domanda e dell’offerta.

Non vedo per quale motivo in Italia tale legge non debba valere ogni volta che la parola “cultura” (nel senso attribuitole da coloro che poi di solito non pagano il conto) viene tirata in ballo. Sarebbe già indigeribile in momenti di vacche grasse, a maggior ragione sarebbe meglio evitare in una fase di crisi piuttosto marcata.

Credo (spero) che non solo i fumatori siano d’accordo con me.

* Tratto da www.lindipendenza.com

 

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Showing 10 comments
  • Borderline Keroro
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    Ex fumatore, quindi la vedo da entrambe le parti.
    Direi che la gente dovrebbe preoccuparsi
    a) se proprio non riesce a smettere, limitare l’acquisto di tabacchi italiani
    b) di smettere di fumare (non è così difficile)
    siccome se tutti dovessero limitarsi e/o smettere con il fumo lo Stato si troverebbe costretto a tassare qualcos’altro,
    c) smettere di mangiare
    Abbiamo proprio dei bei politici

  • iano
    Rispondi

    Libertà vuol dire essere liberi di fumare.in “Santa”pace Ma l’italiano ha il brutto vizio di rompere i coglioni al prossimo !!!ecco se c,è un vizio che ci dobbiamo togliere è proprio quello….(vietato vietare)

  • iano
    Rispondi

    Sempre più gente ha difficoltà a pagare le tasse,a causa della crisi e disoccupazione.Lo Stato a deciso che anche questi in qualche modo devono pagare,Ma per farlo serve qualche pretesto.Ecco che tirano in ballo la (corruzione,e l,evasione)sempre la solita menata !!!Allora bisogna intensificare la dittatura fiscale e (individuale)con un abile giro di parole e con la complicità di “certe”testate di informazione,Vogliono calcare la mano per colpire anche le famiglie in difficoltà.il sig. Befera la sempre detto (non possiamo guardare il lato umano).Spesso corruzione significa poter portare a casa la borsa con la spesa.(la gente non riesce più a campare)..E questi che ti corrono dietro a chiedere sempre più soldi. (vergognatevi Miserabili !!!)

  • Forces Italiana
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    Insaziabile voracità fiscale e paternalismo di Stato senza freni: mala tempora currunt. Altro splendido articolo di Matteo Corsini, prontamente linkato sulla nostra pagina Facebook e sul nostro sito internet. Un grazie a Movimento Libertario per la sensibilità e l’attenzione alle libertà individuali anche sotto il profilo degli stili di vita.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Ho appena assistito a un belllissimo concerto dell’0rchestra Verdi, che avevo già avuto modo di apprezzare in altre occasioni Sarei davvero dispiaciuto se dovesse chiudere per mancanza di finanziamenti, e deploro che i suoi membri, in un recente passato, siano rimasti senza stipendio per parecchi mesi.Ciò detto, io che sono appassionato di musica e non ho mai fumato, sono in tutto e per tutto d’accordo con le osservazioni contenute nell’articolo. Per ascoltare un bel concerto come quello dell’altro ieri, sarei ben contento di pagare quattro, cinque, sei volte il prezzo attuale, senza rubare dalle tasche di chi fuma e magari vede la musica come…il fumo negli occhi!. Gli altri non ci stanno? Vuol dire che amano poco la musica e vanno ai concerti per altre ragioni E allora , signori, si chiude, per mancanza di domanda, a meno che non si faccia avanti qualche mecenate privato (uno di quelli che gli analfabeti chiamano “sponsor”,con un barbarismo inglese mal mutuato dal latino) Mal che vada, mi consolerò coi CD… Il mercato offre mille soluzioni.

    • Raffalele
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      Risposta equilibrata e con argomenti interessanti: molto superiore al livello medio di questo sito… fossero questi lo stile e i contenuti di tutti i libertari forse ci sarebbe speranza.

  • Lorenzo
    Rispondi

    Le persone che vanno ai concerti di musica classica HANNO I SOLDI per pagarseli.

    • Nicola
      Rispondi

      Premettendo che ognuno i soldi li spende dove vuole (e mi sembra giusto), non è che se uno va ad un concerto di musica classica sia più ricco di uno che va vedersi la finale di Champions League. Non scadiamo nel banale, iniziando a ragionare per slogan.

  • Roberto Porcù
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    Condivido in pieno con Matteo Corsini. Il fatto è che da noi è tutto rovesciato e non è il mercato che pilota l’incontro tra domanda ed offerta, ma una pletora di figuri che, per il fatto di disporre di una poltroncina pubblica, si arrogano il diritto di decidere ciò per cui i Cittadini debbano optare.
    Penso che se il reddito personale ed aziendale non fosse così fiscalmente decurtato, tutti potremmo permetterci delle serate di buona musica al giusto prezzo.

  • daniele
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    bella questa si aumentano le sigarette per pagare l’orchestra di beppe verdi invece perchè non aumentiamo il bollo auto per pagare lo staff di uomini e donne!? sarebbe uno spettacolo…ahahahahahahahahhahahahahaha

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