In Economia, Esteri

Oltre al “fiscal cliff,” c’è un’altra bomba a tempo che è pronta a detonare ma che i media mainstream paiono dimenticare: la bolla dei prestiti studenteschiCome descritto in questo articolo precedente, “Ci sono ora circa $914 miliardi in prestiti studenteschi, e secondo i nuovi dati del Dipartimento dell’Istruzione il tasso di default per tutti i college è del 13.4%. Questo significa che ci sono default per circa $122 miliardi in prestiti studenteschi.” I prestiti legati a questo settore saranno i nuovi subprime, innescando una crisi peggiore di quella già vista con la bolla immobiliare (in questo caso la garanzia dietro i prestiti è la persona stessa). Ciò richiamerà in causa di nuovo lo zio Ben che dovrà mettere mano alle rotative per tentare di stabilizzare il più possibile le falle create in prima istanza dai suoi “rimedi” passati. Classe di asset dopo classe di asset i banchieri centrali saranno costretti ad intervenire solo per mantenere una parvenza di normalità mentre le loro azioni faranno peggiorare il panorama economico: svilimento della cartamoneta ed inflazione in peggioramento. Non possono stampare all’infinito, quel denaro lentamente sta uscendo dalle riserve in eccesso e si riversa nell’economia più ampia. L’epitaffio del sistema a denaro fiat sarà il seguente, “L’inflazione Può Essere Gestita a Tavolino.”
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DI RICHARD W. FULMER*

Nel suo libro The Economic Consequences of the Peace, John Maynard Keynes osservò: “Non vi è mezzo più sottile e più sicuro per rovesciare l’attuale base della società, se non quello di svalutare la valuta. Il processo coinvolge tutte le forze nascoste del diritto economico sul lato della distruzione, e lo fa in un modo che nemmeno un uomo su un milione è in grado di diagnosticare.”

L’inflazione — il processo attraverso cui la moneta viene svalutata — è difficile da diagnosticare perché è accuratamente protetta da un esercito di menzogne, molte promosse da Keynes stesso. Far rimanere il concetto nel mistero permette al governo di svalutare la sua valuta senza che i cittadini capiscano che sono sistematicamente derubati.

Nella sua General Theory of Employment, Interest, and Money, Keynes chiarì che capì l’inganno dietro all’inflazione come linea di politica: “La disoccupazione si sviluppa, potremmo dire, perché la gente vuole la luna; — gli uomini non possono essere impiegati quando l’oggetto del desiderio (ossia il denaro) è qualcosa che non può essere prodotto e la domanda per il quale non può essere facilmente soffocata. Non c’è rimedio se non quello di convincere la popolazione che il formaggio verde [il denaro fiat] è praticamente la stessa luna e ha una fabbrica di formaggio verde (ad esempio, una banca centrale) sotto il controllo pubblico.”

Prezzi e Denaro

Forse il pezzo più efficace di disinformazione è stato quello di ridefinire l’inflazione come un aumento del livello generale dei prezzi di beni e servizi. Un aumento generale dei prezzi, tuttavia, è un sintomo potenziale dell’inflazione e non l’inflazione stessa — potenziale perché anche se una valuta viene inflazionata, i prezzi non necessariamente potrebbero aumentare.

L’inflazione non è altro che un aumento della quantità di moneta in circolazione rispetto alla domanda. Se il numero di dollari sul mercato supera la domanda e aumenta rispetto alla quantità di beni e servizi disponibili, il valore del dollaro cadrà ed i prezzi saliranno. Tuttavia, nel corso degli anni ’20, anche se la quantità di moneta aumentò di quasi il 60%, i prezzi rimasero relativamente stabili perché la produttività crebbe in modo significativo durante lo stesso periodo, lasciando il rapporto dollaro/beni relativamente immutato.

Oggi alcuni prezzi sono aumentati (cibo e petrolio) mentre altri sono calati (computer e iPod), ma i prezzi non sono ancora cresciuti in proporzione all’aumento dell’offerta di moneta della nazione. In parte questo è dovuto alla nuova moneta parcheggiata nelle banche e nei conti della Federal Reserve (per le quali la FED paga interessi) e non va in circolazione, grazie alla normativa anti-crescita, alla spesa, e alle politiche fiscali del governo federale.

Un altro mito è che l’aumento dei salari o dei prezzi del petrolio causa inflazione. A prima vista sembra logico. Dopo tutto, energia e lavoro sono incorporati in tutti i beni e servizi, quindi se questi prezzi aumentano, anche i prezzi di tutti i beni e servizi devono salire, giusto? No.

Se c’è un numero fisso di dollari e il prezzo del petrolio sale, le persone o acquisteranno meno benzina oppure meno di qualcos’altro. Forse andranno a piedi o andranno in bicicletta o faranno carpooling o ridurranno i viaggi. O forse ridurranno le spese mangiando a casa più spesso o acquisteranno meno popcorn al cinema. Se i salari salgono, le aziende potrebbero aumentare l’automazione o semplicemente avere un minor numero di lavoratori. Prezzi più alti del petrolio e del lavoro, quindi, non causeranno un aumento generale dei prezzi. Piuttosto, altri prezzi caleranno poiché meno dollari verranno spesi per aggeggi e più per benzina e lavoro.

Il Mito di una Inflazione Gestibile

Le attuali sventure finanziarie del paese fanno esplodere un altro mito sull’inflazione: l’idea che un basso tasso di inflazione sia sostenibile e gestibile. Il problema è che il nuovo denaro (inizialmente) non si diffonde in tutta l’economia in modo uniforme, conservando intatta la complessa rete del mercato dei prezzi relativi. Invece, entra nel mercato in punti specifici. Dato che la Federal Reserve di solito inflaziona la moneta, espandendo il credito, il nuovo denaro tende a fluire verso cose come le case e le auto che sono sensibili ai tassi di interesse. In risposta, il capitale e il lavoro si spostano nelle industrie edili ed automobilistiche. Quando la FED chiude il rubinetto, però, la domanda crolla e vengono licenziati i costruttori ed i lavoratori nel settore automobilistico. L’economia non si riprenderà completamente fino a che il capitale ed il lavoro, che sono stati investiti improduttivamente nella costruzione di case e nella produzione di auto, non verranno re-impiegati in aree più sostenibili.

Keynes riteneva che uno dei principali ostacoli alla ri-occupazione, a seguito di un bust, erano i salari “viscosi.” L’aumento della disoccupazione potrebbe indicare che i salari sono generalmente troppo alti e devono calare prima che altre persone possano essere assunte. Il problema è che i lavoratori ed i sindacati combattono le diminuzioni salariali ed anche le aziende tendono a resistervi a causa del loro impatto sul morale dei dipendenti. Keynes sosteneva che inflazionando la moneta, i salari nominali sarebbero potuti rimanere alti, mentre i salari reali (potere d’acquisto) sarebbero diminuiti, rendendo più economico il lavoro. Per far funzionare tutto questo, però, i lavoratori dovevano restarne all’oscuro — cosa che possibilmente spiega gli sforzi di Keynes per offuscare la faccenda. Non appena i lavoratori capirebbero l’inganno, richiederebbero aumenti al costo della vita e la festa finirebbe. Questo è esattamente quanto è successo: COLA (aumenti al costo della vita, ndt) non è solo una bibita frizzante nota ad una grande fascia di lavoratori, essendo da tempo diventata una caratteristica standard nella maggior parte dei contratti di lavoro.

Ci sono altre difficoltà in questo gioco delle tre carte. In primo luogo, aggregare tutti i lavoratori in un calderone chiamato “lavoro” è di per sé problematico. Se il tasso di disoccupazione aumenta, alcuni salari possono effettivamente essere troppo alti. Eppure, nonostante gli alti tassi di disoccupazione di oggi, ci sono decine di migliaia di posti di lavoro per ingegneri, contabili, saldatori e macchinisti in tutti gli Stati Uniti. Il problema è una corrispondenza sconnessa tra le competenze richieste e le competenze disponibili, e questa disparità non può essere sanata con la manipolazione della valuta. Inoltre, la manipolazione della valuta incide in ultima analisi sull’intera economia; non può essere strettamente focalizzata solo su quei settori in cui i salari sono troppo alti.

Anche se i Keynesiani tendono a respingere la tesi Austriaca, secondo cui l’inflazione inizialmente non fa aumentare i prezzi in modo uniforme, la “cura Keynesiana ai salari viscosi” dipende precisamente dal nuovo denaro che scorre nell’economia tanto da far calare il salario reale dove era troppo elevato, mentre lo fa restare uguale (anche se nominalmente è aumentato) dove prima stava bene. La cura richiede che il nuovo denaro immesso nell’economia debba influenzare i prezzi con una selettività quasi magica. I prezzi che le aziende possono chiedere per i loro prodotti devono salire mentre i costi, compresi i costi del lavoro, devono rimanere inalterati. (Se i costi di un’azienda dovessero aumentare mentre i prezzi che potrebbe richiedere rimanessero gli stessi, difficilmente ci si potrebbe aspettare che espanda la produzione ed assuma nuovi dipendenti.) Non accade niente di magico se i prezzi di un’azienda sono i costi di un’altra.

Al contrario, gli Austriaci ritengono che il nuovo denaro non porterà ad un aumento generale dell’occupazione, ma ad un cambiamento nel mondo del lavoro da alcuni settori dell’economia ad altri. Inoltre, sostengono che questo cambiamento sarà sostenuto solo fino a quando la nuova moneta continuerà a fluire. Quando i soldi smetteranno di scorrere, la bolla scoppierà e verranno esposti gli investimenti improduttivi causati dalla manipolazione monetaria.

Il formaggio verde non è tanto la luna quanto i dollari fiat non sono risparmi reali. Se così non fosse, lo Zimbabwe, il cui tasso di inflazione mensile ha raggiunto quasi 80 miliardi per cento nel 2008, avrebbe avuto una ricchezza da qui al Mare della Tranquillità.

*Link all’originale: http://johnnycloaca.blogspot.it/2012/11/un-misterioso-enigma-perche-linflazione.html

Traduzione di Francesco Simoncelli

 

 

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