In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI LEONARDO FACCO – (Intervento ad Interlibertarians 2012) 

Quando, insieme a Rivo Cortonesi, ho accettato di titolare “LIBERTARIAN IN THE POLICAL ARENA” questa seconda edizione della nostra assemblea, ho fatto violenza contro me stesso. Amo l’anarco-capitalismo perché è un pensiero politico fondato su una teoria rigorosa – soprattutto quella economica – e sono convinto che la vera missione di un libertario è quella di ELOGIARE L’ANTIPOLITICA (opponendosi allo Stato, ignorando lo Stato, disobbedendo allo Stato, facendo arretrare lo Stato), non di competere con quella banda di ladri e briganti che si arrogano il diritto di decidere delle vite altrui, magari per sedere tra gli scranni del Palazzo dove – per dirla con Locke – la tendenza alla corruzione è la regola. Lo capii perfettamente quando pubblicai il libro del professor Sergio Ricossa, “DA LIBERALE A LIBERTARIO”, in cui l’autore ricordava che un anarchico individualista che entra in politica è una contraddizione in termini. Ne ho avuto conferma quando, studiando la storia, mi sono accorto che LA LIBERTA’ NON LA REGALA NESSUNO, NON E’ FRUTTO DI UNA CONCESSIONE DALL’ALTO, MA DI UNA CONQUISTA DAL BASSO. Ogni passo avanti compiuto dall’uomo verso la libertà è quasi sempre stato la conseguenza di scontri al calor bianco con chi deteneva il potere. E perlopiù quegli scontri avevano a che fare con le tasse.

Ciononostante, laddove abito – un paese in via di sottosviluppo a pochi chilometri da qui – gli uomini coraggiosi – che contro lo Stato ci mettono per davvero la faccia – vengono lasciati al loro destino, oppure combattono le loro battaglie insieme ad uno sparuto manipolo di sostenitori. L’Italia è sempre stata, e rimane, il paese dell’ARMIAMOCI E PARTITE di mussoliniana memoria, la mecca dei piglianculo e dei quaquaraquà (per dirla con Leonardo Sciascia), l’emblema del politicante bizantino, del voltagabbana a tempo indeterminato, del “moderato” per necessità propria. Solo in Italia (che come diceva Metternich è solo un’espressione geografica) il LIBERALISMO – che ha conosciuto grandissimi pensatori in passato – è fallito per colpa dei politici liberali, che han promesso rivoluzioni, ma han portato crisi, impoverimento, corruzione morale, tassazione e recessione.

MA AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE! Come non bastasse, oggi, siamo addirittura all’epitome della presa per i fondelli: l’ultima generazione di liberisti (accezione questa tipicamente italofona peraltro), ha subodorato il profumo del potere e si è proposta di fermare il declino con qualche punto in meno di debito pubblico (PER UN LIBERTARIO IL DEBITO PUBBLICO E’ SEMPLICEMENTE IMMORALE!!!), con qualche punto in meno di tasse (PER UN LIBERTARIO LE TASSE SONO UN FURTO!!!) e con qualche paternalistico sussidio a chi è in cerca di lavoro.

Di più, la nuova generazione di LIBERISTI STATALISTI ITALIANI, ha pensato bene di inserire tra le proprie linee programmatiche anche la delazione fiscale! Credetemi, roba da far rimpiangere Berlusconi, che quantomeno sosteneva che evadere le tasse troppo alte è legittima difesa.

Questo è il quadretto che i libertari italici hanno di fronte in vista delle elezioni politiche del prossimo marzo 2013 (non perdo ovviamente tempo a spiegarvi cosa siano i socialisti, i democratici, i fascisti, ma potete immaginarlo da voi).

Per questa ragione, in modo certamente provocatorio (BISOGNA CONOSCERE L’ITALIA PER RENDERSI CONTO CHE IL BUON SENSO LI’ NON E’ DI CASA) ho fondato – insieme ad altri amici – FORZA EVASORI, con la consapevolezza – dato il complicato sistema elettorale ad excludendum in vigore a Pulcinella-Land – che non è dato sapersi se riusciremo a presentare nostre liste e nostri candidati.

Non vi dico quanti nasi si sono arricciati – tra i liberali di cui sopra – quando ho dato quel nome al partito! “Ma come si fa”? “Quella denominazione è troppo forte”! “Mettiamoci le virgolette alla parola evasori almeno”! Stendo un velo pietoso su altri commenti. Ci avrei scommesso che sarebbe stato così. Nulla di non preventivato.

Come scriveva il Manzoni “il coraggio uno non se lo può dare”. Lo avevo previsto, “conosco i miei polli”, sempre più somiglianti a quelli di Renzo. Il problema è che troppe persone non hanno ancora compreso come funziona l’Italia, ma soprattutto come funziona la politica italiana. E troppi libertari hanno paura delle parole, del loro significato reale. Sembrano quasi dei funzionari del Grande Fratello.

Allora vediamo di capirci, CHI E’ L’EVASORE? Vocabolario Treccani alla mano, eccovi cosa leggerete in merito al verbo “evadere”:

1- Scappare, fuggire da un luogo in cui si è rinchiusi;

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2- In senso figurato: liberarsi, uscire da un ambiente, da un luogo, da una condizione in cui ci si sente oppressi, sciogliersi da legami pesanti;

3- Nell’uso burocratico: sbrigare, dar corso, risolvere: evadere una pratica, un affare; evadere una domanda, una lettera, dare risposta.

Ebbene, l’Italia legittima le tre definizioni che ho citato. Non solo è un paese in cui s’è perso il lume regolatore del buon senso, ma è ormai ben peggio di un inferno fiscale (la pressione delle tasse varia tra il 70% e l’84,7%!), è una Cayenna fiscale, il cui reggente è Mario Monti. Evadere, nel senso di fuggire, di cercare la libertà, è diventata una speranza per molti, soprattutto per i giovani e per coloro che appartengono alla categoria dei produttori di ricchezza.

I PARASSITI ADORANO L’ITALIA!!!

Quando ho dato vita a FORZA EVASORI mi son detto: ok, se devo entrare nell’arena politica lo farò dando qualche pugno nello stomaco ai benpensanti e adottando uno slogan libertario: “La legittima difesa è un diritto naturale”.

Il motivo di questa impresa? Non un uno, ma due:

1– Se devo sentirmi accusare da qualche maniscalco dell’informazione di essere un turbo-capitalista o un neo-liberista o un iper-mercatista, tanto vale presentare un programma che per davvero sia tale;

2- FORZA EVASORI è un movimento assolutamente trasversale, di massa, dato che ad odiare il pagamento di tasse da rapina – come quelle italiane – sono un po’ tutti: sia quelli di destra che di sinistra, che quelli di sopra e quelli di sotto e, finanche quelli che si astengono, che votano scheda bianca o che neppure si recano alle urne.

Alle prime uscite in radio, sulla stampa e in televisione mi sono accorto che stava accadendo quel che presumevo: molte persone annuivano a quel nome e qualcuno ha anche sostenuto che nel segreto della cabina avrebbero votato FORZA EVASORI.

E il programma? Semplice, fatto di soli 5 punti (il Pentalogo), non di più:

PUNTO 1- DEL FISCO:

E’ un dovere morale imperativo favorire il risparmio. Quindi:

1- Tassa piatta al 15% sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche. L’8% va ai Comuni, il 4% va alla Regione (o Provincia), il 3% va allo Stato. Gli enti locali potranno riorganizzarsi e ripartire gli introiti come meglio credono. Chi guadagna meno di 10.000 euro l’anno non pagherà imposte sul reddito.

2- Tassa indiretta sul valore aggiunto I.V.A. al 5% su tutti i prodotti e servizi (pubblici e privati). Il 3% ai Comuni, il restante 2% ripartito a metà fra Regione (Provincia) e Stato.

3- Semplificazione del sistema fiscale e burocratico in modo da permettere a chiunque di poter gestire la propria contabilità senza la necessità di ricorrere, obtorto collo, ad un commercialista. Ergo, per calcolare il reddito si detrarranno alle Entrate le Uscite (tutte), sulla rimanenza si paga la percentuale prevista dalla tassa piatta;

4- Abolizione di ogni imposta indiretta afferente carte bollate, timbri e stampiglie varie.

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5- Nessuna patrimoniale è ammissibile sulla prima casa.

6- Introduzione del principio che divide il potere di spendere da quello di tassare. Come in Svizzera, ogni proposta fiscale potrà essere avanzata dai diversi di livelli di potere, ma solo i cittadini con referendum (senza quorum) decideranno se la gabella va applicata.

Questa riforma va approvata entro il primo anno di governo e applicata a partire dal secondo. Qualora ciò non accadesse chiunque ha il diritto di evadere le tasse.

PUNTO 2- DIETA PALEOLITICA PER LO STATO

1- Riduzione – entro due anni – del 50% del debito pubblico vendendo tutto ciò che è vendibile e di proprietà dello Stato (immobili e società). Licenziamento di 2,5 milioni di dipendenti pubblici – anche qui entro i primi due anni di governo – con un anno di preavviso per le persone toccate dal provvedimento. Tutti coloro che smetteranno di lavorare per lo Stato (ente pubblico in genere), potranno reinserirsi nel mercato del lavoro usufruendo di notevoli agevolazioni fiscali: per 5 anni non pagheranno alcuna imposta sul reddito; per i 5 anni successivi pagheranno una flat tax del 5%. Abolizione graduale di tutti i sussidi, partendo da quelli alle aziende e alle associazioni di volontariato (altrimenti non sarebbero tali). Verrà introdotto nella Costituzione il diritto all’autodeterminazione e l’uso dello strumento referendario per esercitare tale diritto.

2- La sovranità monetaria spetta e appartiene direttamente al popolo senza alcuna intermediazione istituzionale. I diritti di proprietà sul denaro godono della massima tutela e protezione. Allo Stato è fatto totale divieto di interferire nel sistema bancario e monetario.

3- Abolizione dei diritti acquisiti (in merito a quel che concerne pensioni, rendite, privilegi, altro di derivazione pubblica).

4- Ricalcolo delle pensioni pubbliche con introduzione del minimo vitale.

5- Ristrutturazione del debito pubblico.

6- Divieto assoluto per gli enti pubblici di qualsiasi grado di contrarre nuovo debito pubblico.

7- Abolizione del “ruolo” dell’ente pubblico.

8- PACIFICAZIONE FISCALE: Visti i conti dello Stato e degli altri enti pubblici, si rende necessario un condono tombale, grazie al quale – e solo aderendovi – le persone fisiche e giuridiche acquisiscono il diritto ad accedere al nuovo sistema fiscale. Tutti gli introiti saranno utilizzati per abbattere il debito pubblico.

9- La Costituzione verrà riscritta ed adeguata alle proposte elencate nel “Pentalogo”.

PUNTO 3- IL FUTURO E’ MIO E LO DECIDO IO

Riforma del sistema pensionistico, che verrà totalmente privatizzato sul modello di quello cileno. Abolizione del sostituto d’imposta.

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PUNTO 4- ABBASSO LA SQUOLA

Apertura del mercato dell’istruzione secondo queste direttive:

1- Liberalizzazione dell’offerta con conseguente apertura del mercato a imprese che vogliano investire nel settore;

2- Abolizione del valore legale del titolo di studio;

3- Abolizione del Ministero della Pubblica Istruzione e di ogni programma scolastico nazionale;

4- Libertà per chi vuole esercitare l’”homeschooling” (scuola a casa).

PUNTO 5- LIBERTA’ DI PENSIERO E DI CONFESSIONE

Abolizione di ogni rapporto costituzionalizzato fra religioni e Stato. Azzeramento di ogni tipo di sussidio e/o agevolazione ad associazioni religiose.

A questo “Pentalogo” farà anche seguito – in vista della prima grande assemblea generale di Forza “Evasori” – il 26 gennaio del 2013 – la “Piattaforma” con l’intero programma. Verrà proposto il simbolo ufficiale del partito e si procederà a realizzare il sito del partito stesso.

NON SO SE RIUSCIREMO A PRESENTARCI, MA IO NON MI CANDIDERO’ MAI, E’ UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO. PERO’ SE NOI LIBERTARI DOVESSIMO ENTRARE NELL’ARENA POLITICA LO FAREMMO SENZA RINNEGARE MAI I NOSTRI PRINCIPI, ANCHE SE IN ITALIA – COME DICEVA MARK TWAIN – E’ PIÙ FACILE IMBROGLIARE LE PERSONE CHE CONVINCERLE DI ESSERE STATE IMBROGLIATE.

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Mostrati 30 commenti
  • CARLO DALLA
    Rispondi

    Bravissimo!! E le tasse continueremo a pagarle dipendenti e pensionati.
    Aveva ragione il miglior presidente del consiglio che l’itaglia abbia mai avuto – berlusconi – al cui confronto Alcide De Gasperi era una povera pippa, a definire questo un “paese di merda” ed i suoi abitanti, quelli che non votano per lui dei “coglioni”

    • Fabio
      Rispondi

      prendi due persone carcerate dal fascismo, una delle due riesce ad evadere.
      Quella che non riesce con chi deve incazzarsi, col dittatore fascista o con coloro che aspirano a libertà ed evasione??

      riguardo le tasse dei dipendenti, perché non lottare contro le tasse, il sostituto d’imposta, l’oppressione dello Stato?? …già, ma quello mena, ha polizia e guardia di finanza, carceri e tribunali, equitalia e forze tutte armate …. certo …. allora vuoi mettere quanto è più facile dare dello stupido ed utopico ai sti quattro libertari disarmati ed innoqui!!

      • Antonino Trunfio
        Rispondi

        prima ancora che la polizia, la gdf e i caramba e tutti i fantozzi in divisa, c’è che lo stato da da mangiare a milioni di parassisti sulla spalle degli altri. Quindi il tipo che sopra se la prende con i libertari perchè rimarrebbe da solo, dipendenti e pensionati, a pagare le tasse, manco gli passa per la testa, che lo stato deruba pure lui e gli rende le briciole. Gli hanno inculcato invece che lui paga troppo perchè ci sono altri che pagano poco. In fondo è una bugia terribilmente credibile da milioni di imbecilli e beoti parassiti.

  • Damiano Mondini
    Rispondi

    Clap clap!! Avanti Evasori :)!

  • maumen
    Rispondi

    “La libertà ha una figlia. Si chiama tolleranza. La libertà ha un figlio. Si chiama rispetto, rispetto degli altri, rispetto di ciò che è importante per gli altri. Rispetto di ciò che per gli altri è sacro. La libertà non è qundi la libetà dalla responsabilità. La libertà significa sempre la libertà alla responsabilità.”

    • Fabio
      Rispondi

      parole sante.
      nel Libero mercato, dove la Legge è il contratto e non la decisione arbitraria e capricciosa di un manipolo di stronzi, chi rompe paga ed i contratti sono inviolabili.

      purtroppo lo Stato è l’apoteosi dell’irresponsabilità, è la perenne gara a scansare le colpe, sempre ad interferire d’imperio nei contratti tra privati, dal matrimonio al lavoro all’affitto ai finanziamenti alla raccoltadel risparmio ai trasporti, alla sicurezza fino al più piccolo ambito sociale!

      Che poi è già tanto trovarne qualcuno di responsabile del disastro: della marea di funzionari pubblici chi mai ha pagato col licenziamento in tronco e la condanna a risarcire i danni allo stato?

      con lo stato l’intoccabilità è certa. E quando si riempiono la bocca con parole come meritocrazia (insultando chi davvero fa il suo lavoro con correttezza ed impegno) è solo per rubare ancora di più esercitando l’onnipresente ipocrisia.

  • maumen
    Rispondi

    La libertà ci è stata tolta a fettine, per chi ha la pazienza e la voglia di leggere elenco la serie di amputazioni a cui siamo stati sottoposti.
    • Quando un’ideologia va in crisi, sia che sia collettivista che fascista che oligarchica improvvisamente diventano e si rifugiano tutti nel liberalismo. Questa la magra e triste considerazione a cui decenni di osservazione politica mi portano. Lasciamo che sia il mercato a regolare i rapporti socio-economici. Non esiste un’idea socialista della libertà che vede nello Stato un fattore di liberazione dell’individuo. Lo statalismo è sempre irrazionale. Dobbiamo contrapporre la concezione veramente liberale della libertà basata sul più rigoroso rispetto dei diritti di proprietà e sull’ordine che emerge quando ognuno è protetto nei suoi titoli legittimi. Solo con la proprietà e l’ordine capitalistico che ne risulta sono la condizione necessaria per permettere agli uomini di uscire dalla barbarie. Lo Stato deve limitarsi a garantire il diritto all’integrità della persona, alla libertà d’espressione e alla libertà di movimento. Dobbiamo far retrocedere a tutti i costi questa entità lo Stato che vorrebbe entrare nelle nostre case, nelle nostre camere da letto come ha cercato e cerca di fare la Chiesa. In Italia si vogliono costringere i deboli a partecipare alla menzogna, trasformando l’onestà in viltà. La difesa disperata del piccolo privilegio, del posto di lavoro in mediocrità e bassezza. Ridare dignità al cittadino che viene ancora trattato come suddito.
    • A proposito di impoverimento:
    Hanno speso e dissipato, hanno, avete campato bene, ma la verità è che ci avete mangiato il futuro e fatto marcire il problema delle due Italie. Le misure che hanno rovinato l’Italia e gli italiani ricordo sono:
    1. Il varo delle Regioni 1972, sganciato da ogni raccordo di tipo federalista con lo Stato centrale, fu l’inizio di una moltiplicazione senza freni di burocrazia, privilegi e spesa improduttiva; di fatti le tariffe locali negli ultimi 5 anni sono cresciute mediamente del 108%. Il federalismo fiscale, quindi dovrà partire dai comuni i quali incasseranno le imposte dai loro cittadini. I comuni a loro volta tratterranno una percentuale (60-70%) il resto lo trasmetteranno per Provincia, Regione, Europa.
    2. Il punto unico di contingenza gennaio 1975 (Gianni Agnelli/Luciano Lama): è stato l’emblema ed il culmine dell’egualitarismo esasperato, ha prodotto effetti perversi sia per l’efficienza dei sistema economico (disincentivando la produttività e spiazzando alcune fasce di lavoratori), sia nella contesa sociale (si scatena la rincorsa salariale fra chi ha visto diminuire il proprio vantaggio retributivo e chi vuole difendere le posizioni conquistate). Tra il ’75 e ’81 le retribuzioni degli statali crescono in termini reali di un 5,2 % medio anno contro un 2,5% dei dipendenti privati; la retribuzione media degli operai agricoli sale del 77% in termini reali, mentre il primario ospedaliero vede ridursi il salario reale di un 53%. Ha assopito lo spirito di sacrificio delle nuove generazioni e alimentato la perversa convinzione che la ricchezza ci sarebbe stata comunque, insomma il problema era solo di come dividerla.
    3. Il debito pubblico: passato dal 60% del prodotto interno lordo al 110% durante gli anni del governo Craxi (’83-87) che una congiuntura favorevole avrebbe, invece, dovuto spingere a maggior rigore e cautela nella distribuzione della spesa. E i vari Amato, Intini, Martelli, Prodi, Bobo e Stefania Craxi, sono ancora lì a pontificare senza alcuna vergogna ne ritegno.
    4. La perdita di credibilità dei mercati finanziari internazionali : 1992 viene liquidata l’EFIM, che aveva avuto crediti dal sistema bancario internazionale, sempre Giuliano Amato firma il decreto che consente a Barucci (liquidatore) di rimborsare solo il capitale, ma non l’interesse. La perdita di credibilità del cittadino verso lo Stato: lo scippo nella notte fra l’8 e il 9 luglio 1992 in cui sempre con decreto di Giuliano Amato, sostenuto dall’allora ministro Goria, viene prelevato da tutti i depositi bancari lo 0,6% dei depositi. Qui lo Stato ha perso la sua autorevolezza ed alienato la certezza del diritto.
    5. La legge sull’equo canone, altro attentato al diritto naturale dell’uomo: la proprietà e che bloccò il mercato immobiliare;
    6. La riforma sanitaria 1978 (Tina Anselmi): un capitolo previdenziale dove ci è entrato davvero di tutto, e di più: dall’adeguamento automatico dell’inflazione per gli statali a riposo ai baby pensionati, dalle indennità regalate ai commercianti a quelle extralarge degli invalidi al Sud, fino ai benefici per i combattenti della prima guerra mondiale. Questa riforma che voleva garantire tutto a tutti finì per garantire una sola cosa: mala sanità contenuta in 8 leggi nazionali e 34 regionali.
    7. Aver nazionalizzato l’energia elettrica 1962 (Moro/Nenni): nel miracolo economico del dopoguerra la chimica (che è strettamente dipendente dall’elettricità), la Montedison c’era, eccome: si faceva grande ricerca e grande innovazione, imprese ed università stavano già insieme, lavoravano di comune accordo. Giulio Natta inventò il propilene isotattico (Moplen) che cambiarono il nostro modo di vivere, e vinse il premio Nobel.
    • A proposito di potere:
    Nel libro “La rivolta di Atlante” Ayn Rand descrive: Epidemie di meningite, rifiuti non smaltiti, acciaierie che si incendiano, cervelli che vanno all’estero, omicidi-suicidi in famiglia, etc… Questa è l’Italia di oggi o l’America “alternativa” immaginata dalla scrittrice oltre 50 anni fa fosse proprio quello di dimostrare che non è necessario il comunismo “vero” (quello di cui gli ameicani negli anni 50 già avevano paura e combattevano) ma questa sorta di socialismo democratico che forse è quasi peggiore perché non bene identificabile. Si sentono liberali dire.. “Beh la sanità deve essere pubblica” o “Ai poveri chi ci pensa” etc…
    Il problema è che il potere se è ottenuto con la forza allora non importa, può chiamarsi dittatura, monarchia, comunismo, ma se vuole avere una legittimazione (di facciata) ha trovato nella democrazia – socialista l’arma migliore… “Non sono io… è la maggioranza che vuole così” che, oltre a non essere spesso vero (ad esempio non ci fanno votare contro le tasse)… non legittima comunque nulla (come sappiamo bene noi) in quanto la violenza di molti rispetto alla violenza di uno (dittatore) è sempre violenza e al limite è casomai una violenza più vigliacca.
    • A proposito di potere finanziario/Distribuzione del potere in Italia:
    Unicredit detiene il 3,7% di Generali, Generali il 2,3% di Capitalia, Capitalia il 2,6% di Generali, Intesa il 2% di Capitalia, Capitalia il 9% di Mediobanca, Generali il 2,1 % Mediobanca, che a sua volta detiene però il 14% di Generali; Generali ha il 5% di Intesa; Intesa ha il 2,2 % di Generali e il 2,5% di Unicredit, che a sua volta ha il 9% di Mediobanca. Complicato da seguire?
    “C’è un potere dato dall’intelligenza, dalla capacità di trovare soluzioni. C’è un potere dato dal denaro. C’è un potere dato dal prestigio, oppure in negativo, dall’intimidazione, e fondato quindi sulla debolezza degli altri. Ma questo potere ha dei limiti, più di quel che non si creda.” Non dobbiamo aver paura di aver coraggio.
    Non facciamo diventare questo luogo d’incontro, confronto come dice Shakesperare in Macbeth atto III “Presto via di qui: in questo palazzo ogni sorriso nasconde un pugnale” abbiamo comprensione, rispetto e riconoscimento, ognuno con i propri limiti, reciproco. Siamo qui in quanto convinti che: C’è un potere dato dall’intelligenza, dalla capacità di trovare soluzioni
    Tradotto più semplicemente: dopo le fusioni del 2005-06 le due nuove banche nate dalla fusione tra Intesa, San Paolo, Unicredit e Capitalia detengono circa il 60% del risparmio italiano.
    Quattro uomini:
    1. Antoine Bernheim delle Generali;
    2. Cesare Geronzi di Mediobanca
    3. Giovanni Bazoli a Intesa San paolo;
    4. Alessandro Profumo a Unicredit-Capitalia
    hanno in mano le chiavi del potere economico e finanziario del nostro Paese. A noi cosa resta se non usare l’intelligenza e la capacità di trovare soluzioni?

    • A proposito di fisco e fiscalità generale in Italia:
    1. Il rapporto costo lavoro-compenso incassato dal prestatore d’opera è del 16 % superiore al paese più caro in Europa (Finlandia): dato 100 il costo del lavoro il prestatore d’opera incassa in Italia 48 se fosse in Finlandia incasserebbe 64;
    2. La fiscalità generale pesa sulle aziende e anche qui siamo di un 15% più cari del paese più caro in Europa (Svezia): da noi un’azienda paga il 63% di tasse la stessa azienda in Svezia pagherebbe 48 % sugli utili;
    3. Il costo dell’energia, luce, gas, è del 17% superiore al paese più caro in Europa (Germania);
    Concludendo un’azienda italiana il 1° di gennaio parte con un 50% di handicapp rispetto ad una sua concorrente europea; non parlo di aziende cinesi o indiane.
    • In fatto di energia:
    In fatto d’energia la sostanza è questa: un americano dispone-consuma ca 9.700 Kw a persona-anno, un tedesco 8.700 kw , un italaiano 4.800, uno sloveno 8.200, un cinese 1.200 un indiano 1.100. Come tu sai la crescita economica è data dalla capacità di rendere fruibili beni e servizi, per fare ciò devi rendere tali prodotti, prodotti di massa cioè largamente ed ampliamente fruibili. Per fare ciò hai bisogno di tanta energia. La crescita di cui abbiamo goduto nel secolo scorso la dobbiamo al basso costo energetico ma oggi altri popoli vogliono, a ben diritto, avere il nostro stesso benessere.
    Quindi vedi che se noi fossimo la, cercheremmo di venire in Europa certi di essere trattati almeno come un bovino. Insomma non possiamo passare dalla padella dello statalismo romano alle brage del lobbysmo bruxeliano con un’Europa che destina il 60% delle risorse per il sostegno all’agricoltura;
    • A proposito di recessione:
    La recessione è un ineliminabile riassetto del sistema produttivo, mediante cui il mercato liquida gli errati investimenti improduttivi causati dal boom inflazionistico e ristabilisce la proporzione fra consumo e investimento preferita dai consumatori.
    Quando nel mercato, armoniosamente funzionante, si innesta l’espansione del credito e della moneta bancaria, non appena le banche alimentano l’offerta di moneta e prestano la nuova moneta alle imprese esse spingono il tasso d’interesse al di sotto del tasso naturale o saggio delle preferenze temporali, tasso di libero mercato, che corrisponde alle proporzioni di consumo e investimento decisi volontariamente dal pubblico.
    Come il tasso d’interesse viene abbassato artificiosamente, le imprese prendono a prestito nuovi fondi per espandere la struttura produttiva specialmente nei processi più remoti di produzione: progetti lunghi, macchinari, materie prime etc.. La nuova moneta viene usata per innalzare i salari, altri costi investimenti di più alto ordine. Quando i lavoratori e gli altri produttori ricevono la nuova moneta la spendono con le vecchie proporzioni non avendo modificato le loro preferenze temporali.
    Il che significa che il pubblico non riesce a risparmiare abbastanza per finanziare gli investimenti più alti; il collasso di quelle imprese e di quegli investimenti diventa quindi inevitabile.
    • A proposito di tariffe:
    La verità vera è che il difetto delle privatizzazioni dell’IRI e degli enti di Stato è che, a conti fatti, pochissime aziende sono state veramente vendute a privati: esempio ENI e ENEL sono rispettivamente con il 20% ed il 30% di proprietà del Tesoro più il resto delle azioni parcheggiate presso la Cassa Depositi e Prestiti garantiscono il controllo delle società, escludendo qualsiasi interesse da parte di investitori internazionali. Risultato: come si fa a far scendere le tariffe con quella fame di dividendi che ha il Tesoro? E cosa ne è di: INA, Finmeccanica, Alitalia (53%), Ferrovie, Telecom, Autostrade, Autogrill, Aeroporti di Roma (51,2%), Fincantieri (83%), Tirrenia (80%), Cofiri 93,5%, RAI (99,5%), Fintecna (100%), Sasa Assicurazioni (73,8 %); Sasa vita (50%) legate formalmente a privati ma effettivamente a patti di sindacato che di nuovo assicurano al potere politico il controllo di sempre. Qui si è perduta qualsiasi logica industriale per cui ecco la rincorsa alle ca 600 nomine di dirigenti a cui stiamo assistendo.
    • A proposito di dipendenti pubblici:
    In Italia abbiamo 5,7 poliziotti ogni 1.000 abitanti. La Germania funziona con 2,4, la Francia con 2,2. Chi aveva un numero superiore 7,5 poliziotti ogni 1.000 abitanti era l’Iraq di Saddam Hussein ma si trattava di una dittatura. Forse sarebbe il caso di dire alla gente cosa fa tutta questa gente. Evito di entrare nel settore scuola 1.108.000 dipendenti: esempio classico il bidello figura professionale che esiste solo in Italia.

    • Marco Tizzi
      Rispondi

      Che lavorone! Complimenti…

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    @MAUMEN : ho letto tutto il post, anche i post lunghi + di 3 righe di solito non li legge molta gente. Due domande :
    1. cosa hai fatto di recente per combattere lo stato e riaffermare la tua libertà ?
    2. hai qualche idea semplice e pratica da realizzare domani mattina ?
    grazie

  • W la Libertà
    Rispondi

    Avanti così!

    Anche se ritengo più “libertaria” un’operazione non-democratica, legata ai valori agoristi ed anarchici della disobbedienza civile, avrete il mio voto!

  • Massimo74
    Rispondi

    @maumen

    Ottimo post (anche se ci sono alcune inesattezze),lo condivido in toto.

  • Massimo74
    Rispondi

    @CARLO DALLA

    E quando mai i pensionati(come pure i dipendenti pubblici) avrebbero pagato le tasse?Semmai i pensionati vivono parassitariamente di tasse alle spalle di chi lavora e produce ricchezza.

  • ROCCO
    Rispondi

    CHI DI VOI HA SENTITO COSA DICEVA IL PROF. MASCIANDARO A TG2 DOSSIER, SABATO SCORSO VERSO LE 24:00?

    EBBENE LA PAROLA D’ORDINE DI MASCIANDARO E’ : “LOTTA AL CONTANTE COME STRUMENTO PER COMBATTERE LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA”

    SENZA PAROLE….

  • Dexter
    Rispondi

    Ritengo che il punto 4 sulla scuola sia il più importante per il futuro. Oggi a scuola non si insegna nulla che vada contro l’interesse dello stato, che viene visto come un ente onnipotente, rassicurante e benefico.
    Bisognerebbe togliere l’obbligo di finanziare la scuola statale con le tasse, in modo tale che ognuno decida di finanziare (e di frequentare) la scuola che vuole. In questo modo nascerebbero migliaia di scuole libere dallo stato e diverse tra loro. Sono certo che ci risparmieremo anche molti soldini, oltre a non farci friggere il cervello.

  • maumen
    Rispondi

    Per Antonio Trunfio:
    ieri domenica: ho mandato a fannculo facebook
    l’altro ieri sabato: sono andato a pescare per procurarmi le vettovaglie per la settimana e dopo la pesca barattato con i cacciatori gli ucellini per lo spiedo di domenica prossima;
    venerdì: Croazia per comperarmi le sigarette per me e amici a 3,0 €;
    giovedì: scritto sui muri del paese che la crisi ci rende schiavi e non c’è libertà senza libertà economica;
    mercoledì: terminata la salamoia di 3 q. d’olive da scambiare con farina per polenta;
    martedì: impostata la settimana borsistica;
    lunedì: non ricordo;
    domenica: accompagnato i clienti brasiliani a Malpensa;
    una settimana fa: regolarizzato extracomunitario e scoperto che a fronte di 4.800 euro netti vi sono 3.091 € di INPS, 2.970€ di IRPEF e 400 € di INAIL da pagare (Stato Ladro);
    due settimane fa: speso gli ultimi 100 € per essere presente al processo di fidenato a Pordenone;
    tre settimane fa: Strasburgo per verifica della denuncia a Trichet e Draghi in merito al comportamento della BCE;
    quattro settimane fa: Riunione a Brescia con l’associazione Diritto di Voto;
    due mesi fa: avendo rinunciato alle ferie estive mi sono permesso qualche giorno in occasione della riunione del partito “Forza evasori” in Piemonte;
    tre mesi fa: non pagato IMU su immobili per 6 milioni di euro;
    sei mesi fa: partecipato a manifestazioni varie con la maglietta “Le tasse sono un furto”;
    un anno fa: organizzato il congresso del Movimento Libertario;
    15 anni fa: cominciata la causa contro lo Stato per la non tassablità della liquidazione;
    30 anni fa: cominciata la causa contro lo Stato per il rimborso dell’IVA sulle autovetture;

    ora aspetto una sua breve distinta di atti libertari……

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Non posso vantare tutte, ma solo qualcuna delle campagne di guerra che lei ha encomiabilmente effettuato. Forse solo per ragioni anagrafiche, unite a quelle comuni ai più, che mi hanno visto come cittadino di questo paese irriformabile, indottrinato sin dalla culla a tutti i temi dell’educazione civica, come la chiamano loro. Ma per tutti c’è una via per Damasco, e un cavallo da cui cadere. E cosi è stato per me, una decina soltanto di anni fa.
      Su facebook ho fatto di meglio. Non mi sono mai iscritto e mi risparmio pertanto la fatica di doverla emulare. A Padenghe c’ero anch’io anche non l’ho organizzata l’assemblea di ML.
      Per il resto della sue eroiche azioni ne manca ancora una : qualche tempo prima di effettuarle, se può, faccia una convocazione qui sul blog di ML e almeno cosi uno è informato può decidere. L’unica che io ricordo di aver visto qui era per Fidenato, ma l’ha fatta lui di persona. Per finire, probabilmente lei sa chi sono io. Il viceversa non vale.
      Per finire, c’è

  • maumen
    Rispondi

    Per Antonio Trunfio
    Oggi lunedì: sono andato al ristorante, al momento di pagare il conto l’ostessa mi ha chiesto se ricevuta o fattura, le ho dato i 20 € e le ho detto che se proprio ci teneva di fare una fattura doppia al prossimo (salviamo gli alberi).

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      già fatto, sistematicamente. Con in più qualche astuzia economica irripetibile qui.

  • Domenico
    Rispondi

    FORZA LEO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Anthem
    Rispondi

    Ma perché non candidarsi, dal momento che si presenta il partito? Tanto vale metterci la faccia, che mi sembra l’unica conosciuta, oltre quella di Fidenato. Infatti ho notato, con molto piacere, che quelle “comparsate” in tv (comparsate nel senso che i conduttori vi hanno fatto veramente parlare poco e nulla) non hanno lasciato indifferenti alcuni miei conoscenti che pensavo estranei a idee libertarie….evidentemente non se ne può più e i meno sprovveduti riconoscono “a naso” da che parte stia non dico La Verità, ma il Buon Senso. Comunque, se si presenta il partito, io corro a farmi dare una copia del certificato elettorale che ho strappato tempo addietro!

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Avrete la mia croce, se davvero avete voglia di usare il vostro preziosissimo tempo per scompaginare un po’ le carte di quel circo con soli pagliacci che chiamano con supponenza “democrazia”.
    Il programma è sicuramente molto moderato (so che lo pensate anche voi), ma è il meglio che ci sia in giro. Aggiungete magari una cancellazione di qualche decina di migliaia di leggi e proponete le aliquote in costituzione modificabili solo con referendum con 66% di quorum e 66% di maggioranza.
    Tanto quello che conta alla fine è l’autodeterminazione, perché un mondo anarchico può nascere solo da un microscopico fazzoletto di terra.
    A livello “sociale” si potrebbe mettere un unico punto: “ognuno faccia quel cazzo che gli pare finché non fa male a nessuno”.
    Poche parole per sostituire tantissime inutili leggi.

    Se volete salvare la coerenza anarchica potete serenamente dimettervi in caso di raggiungimento del seggio: nessuno ve ne farà una colpa.

    P.S.
    Come funziona il voto, io dovrei avere una scheda elettorale in mio possesso? Ho votato solo due volte, l’ultima una quindicina d’anni fa, proprio non ricordo.

  • Riccardo
    Rispondi

    Sinceramente non so se si debba “scendere in campo” o meno… secondo me il massimo del risultato elettorale ottenibile sarebbe lo 0,1%… non che sia importante questo credo… magari pero’ il presentarsi potrebbe essere l’occasione per fare conoscere le nostre idee meglio e far crescere il movimento… sempre tenendo presente che a mio parere le nostre idee per quanto giuste sono “elitarie”… e le uniche applicazioni “possibili” che vedo sono quelle del tipo “free state project” http://freestateproject.org/
    che ne pensate di tutto cio’?

  • Raffaele
    Rispondi

    Evadere evadere evadere!! Avanti popolo! Evadere!!! Fuoco alle istituzioni corrotte! Fuoco al fisco!!!

  • maumen
    Rispondi

    Antonio Trunfio, non si peoccupi, non sono diventato libertario perchè qualcuno lo è, lo sono sempre stato per natura, per educazione. Quello che ho fatto l’ho fatto solamente perchè sentivo giusto fosse farlo, da solo, pagandone il prezzo che c’era da pagare. Poi per caso e grazie ad internet ho incontrato il ML e non mi son sentito più solo.
    Cordialmente mauro m.

  • STEFANINO
    Rispondi

    Vi voglio bene! Andate avanti e non mollate mai! Morte allo stato ladro

  • jimmy
    Rispondi

    Salve Facco, il Pentalogo mi sembra davvero molto buono. Ma siccome deve evolversi e/o completarsi nella Piattaforma del 26 gennaio (e ci sono solo 2 mesi di tempo, e nel frattempo gli statalisti stanno facendo carne di porco con il nostro futuro se ne abbiamo ancora uno), se i contributi sono graditi vorrei collaborare con qualche colpo di bulldozer contro lo stato canaglia.
    Non voglio sottintendere che il Pentalogo sia insufficiente o insoddisfacente: voglio suggerire invece che un Pentalogo-Piattaforma troverà molti più aderenti e sostenitori se sarà definito nei particolari e credibile nelle soluzioni.
    E prevengo la comprensibile critica: non sto progettando di iper-regolamentare, sto invece immaginando un grappolo di soluzioni libertarie anche ai prevedibili problemi concreti indotti dal Pentalogo: ad esempio, i 2,5 milioni di statali licenziati cosa faranno, come mangeranno, come prevenire che paralizzino la nazione? A me sembra semplice, si dovranno/potranno autoriversarsi in quella enorme platea di soggetti NoTax-NoLex che potranno svolgere la loro attività individuale (dalle professioni al meretricio, dal commercio alla impresa, etc.) in totale autonomia e senza che nessuno li possa vincolare in qualsiasi modo e senza pagare nessuna tassa a nessuno.
    Se Facco-Torre di Controllo desse l’autorizzazione al decollo a me e a tutti quelli che vorranno confrontare le loro idee, io passerei con molto piacere a sganciare il napalm, magari centro qualche bersaglio (ministeri, politici, banchieri, preti, sparo su tutto ciò che stataleggia).
    Complimenti e solidarietà a Facco (ed a Maumen, davvero molto informato ed animato da spirito forte). Resto in attesa

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Mi va bene tutto.
    Nutro perplessità sull’abolizione della patrimoniale (IMU,in sostanza) solo sulla prima casa.
    Secondo quanto capisco , ogni tassa patrimoniale è una confisca pura.
    Io sono per l’abolizione di ogni patrimoniale,su ogni bene mobile ed immobile.
    La tassa sul possesso di Tv, sul possesso di auto e moto e barche ed aerei,e altre sul genere.
    Penso che ogni imposta che tocchi la proprietà privata,qualunque tipo di proprietà, non sia ammissibile.

  • Claudio Zavaroni
    Rispondi

    Sono d’accordo con Albert , le imposte patrimoniali sono un assurdità completa e il fatto di abolirle solo sulla prima casa le rende ancora piò assurde .

  • mark
    Rispondi

    «Se paghi le persone per non lavorare e invece le tassi quando lavorano, non sorprenderti se c’è la disoccupazione».
    Milton FRIEDMAN

  • Fabio
    Rispondi

    SBAGLIATO, E’ STATALMENTE PERICOLOSO!
    LA SOCIETA’ CIVILE E’ BEN ALTRA COSA CHE LA ROBA CHIAMATA STATO

    La sezione penale del tribunale di Cremona riferendosi ad un contribuente imputato di aver sottratto al fisco decine di milioni di euro, ha affermato che l’evasore fiscale incallito va considerato un soggetto “socialmente pericoloso”.

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