In Anti & Politica, Economia

DI CLAUDIO MARTINOTTI DORIA

Lo stato italiano, oligarchico, parassitario, corrotto, clientelare, incompetente, liberticida, ecc., dopo aver applicato come strategia di mantenimento del potere il solito e millenario “divide et impera” e ” panem et circenses”, integrato con la ricerca di capri espiatori per colpevolizzare altri del proprio totale fallimento, ultimamente ha alzato il tiro contro gli evasori fiscali, dimenticandosi ipocritamente che i maggiori evasori sono proprio le organizzazioni e corporazioni colluse con lo stato oppure lo stato stesso, “forte coi deboli e debole coi forti”.

In proposito oltre a ricordarvi che lo stato italiano è quello che ha la maggiore pressione fiscale al mondo, mi permetto di elencare le categorie degli evasori e quanto evadono, perché i numeri a volte, anche privi di commento, chiariscono meglio di qualsiasi analisi tecnica ed erudita.

la categoria degli evasori è così composta secondo L’Associazione dei Contribuenti Italiani, che potrete trovare anche in un recente articolo su L’Indipendenza, Quotidiano on line http://www.lindipendenza.com :

1) L’economia criminale: 78,2 miliardi di euro l’anno (la Camorra, il clan dei Casalesi, la Mafia, l’Ndrangheta, la Sacra Corona Unita, ecc.)
2) Big company: 38 miliardi di euro l’anno (Grandi aziende, Corporation, Multinazionali, ecc.)
3) L’economia sommersa: 34,3 miliardi di euro l’anno (Extracomunitari, doppio lavoro, lavori occasionali, ecc.)
4) Le società di capitali: 22,4 miliardi di euro l’anno (Srl, SpA, ecc.).
5) Autonomi e piccole imprese: 8,2 miliardi di euro l’anno (idraulici, elettricisti, parrucchiere, piccoli artigiani, ecc.).

Quindi risulta evidente che l’evasione dei lavoratori autonomi è modestissima rispetto alla grande evasione, quella che lo stato non persegue mai, perché è colluso, complice, partner.

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Lo scopo dello stato, come è concepito attualmente in queste finte democrazie (rappresentative solo di oligarchie, soprattutto in Italia), è solo quello di spremere tutta la ricchezza prodotta da coloro che lavorano veramente e seriamente, rischiando in proprio e agendo nel mercato senza favoritismi, per trasferirla ad una casta di parassiti (sempre più numerosi) che gestisce un potere autoreferenziale e gerarchico a vari livelli feudali (con una molteplicità di signorie, microsignorie e consignorie).

Questo sistema aberrante di gestione del potere, di predazione ed accumulo immeritato di ricchezza, crollerà quando collasserà l’economia (processo inevitabile, perché il parassitismo stronca gradualmente ed inesorabilmente l’intraprendenza, e senza impresa non si crea ricchezza) e quando collasserà il sistema monetario basato sulla fiat money (moneta a corso forzoso e senza gold standard, cioè basato solo sulla fiducia, che sta crollando …).

Preparatevi al peggio e buona fortuna.

Tratto da: http://claudiomartinotti.blogspot.it

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Showing 8 comments
  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Sottoscrivo. Se l’esimio rag. Mariugo Montozzi facesse sul serio con mafia & ndragheta, sarebbe già carne di porco trita al profumo di tritolo e plastico.
    Meglio prendersela con la gente comune, che tanto non si rischia di finire arrosto ma alla peggio di non essere votati.

  • Dario
    Rispondi

    Il Popolo è arrivato all’ultimo livello…..dopo c’è la Rivoluzione ! E non c’è mafia o casta che possa difendersi da un Popolo stremato e ridotto ormai in povertà solo per causa di una classe politica fallita e marcia in ogni aspetto.

  • scaramuzza primo
    Rispondi

    la mafia e la conseguenza della poverta indotta tramite tasse da schiavitu

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Quel tipo di mafia non è diversa come concetto dallo stato. Per certi versi è persino meno dannosa.
    Ma sia ben chiaro che essendo un’organizzazione volta a limitare la libertà e depredare ricchezza a chi la produce è condannabile al pari dello stato.
    La lotta tra mafia e stato sembrava volta a contendersi le ricchezze di chi lavora, ma quale modo migliore che aggirare la competizione se non quello di allearsi?
    La mafia in quanto tale riesce a svilupparsi proprio grazie alla presenza dello stato sociale.
    Eliminando lo stato si uccide anche la mafia e se in quelle persone,vittime di entrambe le organizzazioni, si radicasse il concetto che la proprietà privata va difesa e rispettata, anche la mafia piu “classica” avrebbe seri problemi ad affermarsi.
    Un saluto .

  • Riccardo
    Rispondi

    Lo stato è semplicemente una forma di mafia che ha dalla sua parte le leggi. Tra un mafioso che rischia la pelle e uno che se ne sta dietro una scrivania sfruttando il lavoro altrui, circondato da un alone di rispettabilità in giacca e cravatta, protetto da magistrati e poliziotti vari, imponendo gabelle da fame che altro non sono se non un pizzo di stato, io scelgo il primo. Se non altro ha le palle.

  • gastone
    Rispondi

    sfortunatamente ogni aspetto sociale dell ‘ordine spontaneo sembra essere caduto irrimediabilmente preda della retorica che costituisce l’unico linguaggio co il quale si esprime l’ignoranza della politica.

    il bisogno pù importante degli individui che cooperano involontariamente in un ordine sociale spontaneo è quello della difesa della propria vita, ed è l’unico sul quale da sempre gli individui concordano delegare a qualcuno il compito di fornirlo.

    la mafia, e tutte le mafie relativamente moderne, ne sono in qualche modo espressioni locali di quel bisogno che l’uomo ancora non ha imparato ad organizzare seriamente, lasciando spazio ad organizzazzioni coercitive se pur dotate di codici morali più o meno manifesti. (la vecchia mafia siciliana ne aveva uno esemplare da far invidia a buona parte degli attuali stati nazionali)

    lo stato se pur in qualche misura sempre più somigliante ad una organizzazzione mafiosa nella tecnica della riscossione, differisce da questa sostanzialmente per due aspetti:

    non è in nessun modo una organizzazzione dotata di alcun codice morale ne consegue che i suoi interessi sono perfettamente antitetici a quelli degli individui componenti la società sottomessa coercitivamente.

    la sua origine è verosimilmente coincidente con i molteplici tentativi di organizzare il primo bisogno, che ha visto una serie crescente di organizzazzioni in competizione tra loro.
    dunque i continui tentativi di impadronirsi della capacità di disporre del monopolio della violenza ha finalmente generato una forma più evoluta e stabile nell’esercizio della stessa,
    pertanto lo stato origina dalla violenza dal saccheggio e dalla rapina e non ha nessuna pretesa di protezione se non quella sua, avendo fatto ormai delle prime la sua vera vocazione, successivamente legalizzandola e vestendola sapientemente di retorica di cui è strapieno in misura rivoltante lo stato mercantile sovrano moderno.

    l

  • Fabio
    Rispondi

    con la mafia è in società, tra voto di scambio e gestione di privilegi

    con le multinazioneli, con le spa e grandi imprese c’è lo scambio faccio finta di non vedere l’evasione ed anzi ti aiuto con finanziamenti e chiudendo tutti gli occhi su abusi e distruzione del territorio, tu fai lavorare creando anche indotto, assumi chi dico io o comunque non licenzi gli inutili e zavorre, non stronchi le sacche di improduttività.

    autonomi e piccole srl hanno meno difese e meno cose da scambiare col potere invece dei soldi. Non possono proteggere i frutti del lavoro dando qualcos’altro in cambio, quindi devono pagare senza scampo.

    • depaoli.fabrizio@liberi.it
      Rispondi

      Fabio, concordo. Non solo, magari avendo un senso più elevato di moralità, buonsenso ed indipendenza, non VOGLIONO cedere ad accordi paralleli.
      Un saluto .

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