In Economia, Esteri

L’articolo di oggi è un buon sunto di quale sia davvero l’inghippo dietro il crac del dollaro e di conseguenza degli USA. L’unica cosa che non condivido è l’accusa alla de-regolamentazione come causa scatenante. Ovvero, credere che se ci fosse stata una certa presenza di regole avremmo potuto evitare i disastri che oggi ci tocca affrontare. Non è così. Anche perché la nascita del settore bancario ombra (nato proprio per aggirare le regole), ad esempio, è antecedente a questo avvenimento. (Comunque, per una confutazione approfondita di questa posizione sul Glass-Steagall consultare il libro di Tom Woods Rollback.) E comunque, regole o non regole, resta il salvataggio della FED di coloro che hanno agito in maniera sconsiderata. Potremmo essere d’accordo sui derivati, invece, per i quali si potrebbe dire che non contenessero un’adeguata lista di esclusioni come accade per le assicurazioni ordinarie. Ciò non toglie, però, la loro utilità in un mercato. Per il resto, l’articolo fotografa esattamente la fragile situazione in cui navigano gli USA, con un dollaro in caduta libera ed una popolazione in costante risveglio dall’incubo statalista. Il sistema statale è condannato.
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DI PAUL CRAIG ROBERTS

Il “baratro fiscale” è un’altra bufala progettata per spostare l’attenzione dei politici, dei media e del pubblico attento da problemi enormi verso quelli di piccole dimensioni.

Il “baratro fiscale” consiste in tagli alla spesa automatici e aumenti delle tasse al fine di ridurre il deficit di un ammontare insignificante nei prossimi dieci anni, almeno se il Congresso non agisce il tal senso prima. In altre parole, il “baratro fiscale” avverrà in entrambi i casi.

Il problema con il “baratro fiscale,” dal punto di vista dell’economia tradizionale, è che equivale ad una dose doppia di austerità iniettata in un’economia vacillante e in recessione. Sin dai tempi di John Maynard Keynes, la maggior parte degli economisti non crede che l’austerità sia una risposta alla recessione o alla depressione.

Indipendentemente da ciò, il “baratro fiscale” riguarda numeri piccoli rispetto allo Tsunami dei Derivati o alla bolla del mercato obbligazionario e del dollaro.

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Il “baratro fiscale” richiede che il governo federale tagli la spesa di $1.3 bilioni nei prossimi dieci anni. Il Guardian ci dice che questo significa che il deficit federale deve essere ridotto di circa $109 miliardi l’anno o del 3% del budget attuale. Più semplicemente, basta dividere $1.3 bilioni per dieci e si arriva a $130 miliardi l’anno. Basterebbe semplicemente che Washington si prendesse una vacanza di tre mesi ogni anno dalle guerre.

Lo Tsunami dei Derivati, la bolle obbligazionaria e quella del dollaro sono di una grandezza diversa.

Lo scorso 5 Giugno a “Collapse At Hand” ho fatto notare che secondo il rapporto del quarto trimestre 2011 dell’Office of the Comptroller of the Currency, circa il 95% dei $230 bilioni di derivati a cui gli USA sono esposti è detenuto da quattro istituzioni finanziarie Americane: JP Morgan Chase Bank, Bank of America, Citibank, e Goldman Sachs.

Prima della deregulation finanziaria, in sostanza l’abrogazione del Glass-Steagall Act e della non-regolamentazione dei derivati – un risultato congiunto dell’amministrazione Clinton e del Partito Repubblicano – Chase, Bank of America, Citibank erano banche commerciali che prendevano i depositi dei depositanti e facevano prestiti alle imprese e ai consumatori e acquistavano titoli di stato con tutte le riserve supplementari.

Con l’abrogazione del Glass-Steagall queste banche commerciali oneste sono diventate dei casinò, come la banca d’investimento Goldman Sachs, scommettendo non solo il loro denaro ma anche quello dei depositanti su tassi di interesse, tassi di cambio, mutui, prezzi delle materie prime e delle azioni.

Queste scommesse non solo superarono molte volte il PIL degli Stati Uniti, ma anche quello mondiale. In effetti, le scommesse di JP Morgan Chase Bank sono pari solo al Prodotto Interno Lordo del mondo.

Secondo il rapporto del primo trimestre 2012 del Comptroller of the Currency, l’esposizione totale ai derivati delle banche Americane è scesa di poco rispetto al trimestre precedente: $227 bilioni. L’esposizione delle 4 banche degli Stati Uniti sopracitate rappresenta la quasi totalità di questa cifra ed è di gran lunga superiore ai loro asset o al loro capitale di rischio.

Lo Tsunami dei Derivati è il risultato di un pugno di pazzi e funzionari pubblici corrotti che hanno deregolamentato il sistema finanziario Americano. Oggi, soltanto quattro banche Statunitensi hanno un’esposizione ai derivati pari a 3.3 volte il Prodotto Interno Lordo del mondo. Quando ero un funzionario del Tesoro Americano, tale possibilità sarebbe stata considerata al di là della fantascienza.

Gran parte dell’esposizione ai derivati è in qualche modo intrappolata in modo che l’esposizione netta, nonostante sia ancora più grande del PIL di molti paesi, non è nell’ordine delle centinaia di bilioni di dollari. Tuttavia, la situazione è così preoccupante per la Federal Reserve che, dopo l’annuncio di un terzo round di quantitative easing, cioè stampare moneta per comprare bond – sia del Tesoro USA sia asset tossici delle banche – ha appena annunciato che raddoppierà i suoi acquisti.

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In altre parole, l’intera politica economica degli Stati Uniti è dedicata a salvare quattro banche che sono troppo grandi per fallire. Le banche sono troppo grandi per fallire perché la deregolamentazione ha permesso una concentrazione finanziaria, come se l’Anti-Trust Act non esistesse.

Lo scopo del QE è quello di mantenere alti i prezzi del debito, cosa che supporta le scommesse delle banche. La Federal Reserve sostiene che lo scopo della sua enorme monetizzazione del debito serve ad aiutare l’economia con tassi di interesse bassi e con un aumento delle vendite di case. Ma la politica della FED sta danneggiando l’economia privando i risparmiatori, in particolare i pensionati, del margine di interesse, costringendoli a consumare i loro risparmi. I tassi di interesse reali pagati dai CDS, dai fondi del mercato monetario e dalle obbligazioni sono inferiori al tasso di inflazione.

Inoltre, il denaro che la FED sta creando al fine di salvare le quattro banche sta rendendo nervosi i detentori di dollari, sia in patria che all’estero. Se gli investitori abbandonano il dollaro e il suo valore di scambio scende, diminuirà anche il prezzo degli strumenti finanziari che gli acquisti della FED stanno sostenendo, ed i tassi di interesse aumenteranno. L’unico modo con cui la FED potrebbe sostenere il dollaro potrebbe essere quello di lasciar aumentare i tassi di interesse. In tal caso, i detentori di obbligazioni sarebbero spazzati via e gli oneri finanziari sul debito pubblico esploderebbero.

Con una tale catastrofe, in seguito al precedente collasso azionario e immobiliare, quel che rimarrebbe della ricchezza delle persone verrebbe spazzato via. Gli investitori stanno disertando le azioni per i titoli del Tesoro USA “sicuri.” È per questo che la FED può mantenere i prezzi delle obbligazioni così alti in modo che il tasso di interesse reale sia negativo.

La minaccia del “baratro fiscale” è irrilevante rispetto alla minaccia dei derivati e alla minaccia per il dollaro USA e per il mercato obbligazionario rappresentata dalla Federal Reserve disposta a salvare quattro banche Statunitensi.

Ancora una volta, i media e il suo padrone, il governo degli Stati Uniti, nascondono i problemi reali dietro uno falso. Il “baratro fiscale” è diventato il sotterfugio dei Repubblicani per salvare il paese dalla bancarotta, distruggendo la rete di sicurezza sociale messa in atto nel corso degli anni ’30 e integrata dalla “Great Society” di Lyndon Johnson a metà degli anni ’60.

Ora che non ci sono posti di lavoro, ora che i redditi reali delle famiglie sono stagnanti o in declino da decenni, e ora che la ricchezza e il reddito sono concentrati in poche mani è tempo, dicono i Repubblicani, di distruggere la rete di sicurezza sociale in modo da non cadere giù dal “baratro fiscale.”

Nella storia umana, una tale politica di solito produce rivolta e rivoluzione, che è quello di cui gli Stati Uniti hanno tanto bisogno.

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Forse i nostri politici stupidi e corrotti ci stanno facendo un favore, dopo tutto.

*Link all’originale: http://johnnycloaca.blogspot.it/2012/12/il-fiscal-cliff-e-un-diversivo-lo.html

traduzione di Francesco Simoncelli

 

 

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