In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Prendiamo la tesi, spesso ripetuta a destra, secondo cui il sistema previdenziale sarebbe una truffa piramidale, perché si regge su asset reali molto limitati. È vero che il sistema previdenziale è un meccanismo in cui ogni generazione paga le pensioni della generazione precedente, con l’aspettativa di ricevere lo stesso trattamento dalla generazione successiva. Ma anche questo, come la circolazione della moneta, è un processo che può andare avanti all’infinito: non c’è nulla di insostenibile (sì, c’è il problema dell’evoluzione demografica, ma attiene al livello di tasse e pensioni, non alla natura di fondo del meccanismo). Insomma, la previdenza non è una truffa piramidale.” (P. Krugman)

L’uso delle parentesi dovrebbe servire per inserire in una frase un concetto che arricchisce l’argomentazione che si sta esponendo, senza però che tale concetto sia determinante ai fini della sostenibilità dell’argomentazione stessa, oltre che della comprensione da parte del lettore. In sostanza, se il lettore saltasse la lettura di ciò che è scritto tra parentesi, ciò non dovrebbe rendere la frase meno comprensibile, né rendere parziale o diverso il suo significato. Allora delle due l’una: o Krugman non sa scrivere, oppure è erronea la sua argomentazione. Io propenderei per la seconda.

Il concetto che Krugman mette tra parentesi, ossia il problema dell’evoluzione demografica, è infatti fondamentale per spiegare l’insostenibilità intrinseca sia nel caso delle truffe piramidali, sia nel caso di buona parte dei sistemi previdenziali. Finché la popolazione tende ad aumentare, sia le truffe piramidali, sia i sistemi previdenziali cosiddetti a ripartizione sono sostenibili, perché le risorse apportate sono superiori a quelle necessarie per le erogazioni ai beneficiari. Quando il trend demografico si inverte il castello di carte è destinato a crollare, in entrambi i casi. L’unica differenza sostanziale consiste nel fatto che una truffa piramidale implode non appena il trend di nuovi entranti mostra segni di cedimento, mentre il sistema previdenziale viene trascinato avanti ancora per molti anni (a volte decenni). E il motivo fondamentale è che la truffa piramidale, oltre a essere illegittima, è anche illegale, mentre il sistema previdenziale a ripartizione è (a mio parere) illegittimo, ma è istituito e tenuto in vita per legge.

Ne consegue che quando un sistema previdenziale a ripartizione inizia a registrare perdite, il legislatore può decidere di aumentare le tasse (le si chiamino anche contributi, ma la sostanza non cambia) e/o ridurre le prestazioni. Per questo Krugman ritiene che non vi siano analogie tra le due cose e che, di conseguenza, il sistema previdenziale non sia da considerarsi una truffa piramidale.

Il fatto è che se il trend demografico diviene fortemente decrescente, il sistema tende comunque a essere insostenibile, perché la tassazione dovrebbe tendere all’esproprio totale anche a fronte di prestazioni pensionistiche ridotte. Se riflettesse su questo punto, anche Krugman, forse, si renderebbe conto che il sistema previdenziale a ripartizione è una truffa piramidale stabilita e mantenuta per legge. Ma forse è chiedergli troppo.

 

 

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Mostrati 3 commenti
  • stefano vietri
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    al margine piu’ lontano delle discussionni sulla sostenibilita’ del sistema previdenziale in rapporto alla societa’ che inevitabilmente cambia mi piacerebbe che qualcuno mi sciogliesse alcuni dubbi da uomo della strada: i soldi che io obbligatoriamente verso come vengono gestiti, quanto mi costa tale gestione, e’ necessario un cosi’ ampio esercito di burocrati e capi megagalattici per la gestione, perche’ a me non arriva mai un resoconto su come e quanto fruttano i soldi da me versati, perche’ in caso di non sostenibilita’ del sistema pensionistico non vengono come minimo buttati fuori a pedate i cosiddetti Direttori, si riporterebbe il sistema in equilibrio e veramente le generazioni precedenti aiuterebbero le generazioni successive

  • fracatz
    Rispondi

    il problema sorge quando con l’aumentare dell’immigrazione cinese ed est europea in sostituzione dei puri figli di razza spaghettiana, questi nuovi arrivati, forse per origini diffidenti e per la scaltrezza derivata dalla grande fame, evitano con accortezza di pagare tasse e contributi, facendo fallire le ditte artigiane di pura razza, specialmente nei lavori in appartamenti e case private dove non esiste alcun controllo delle autorità preposte.
    Occorrerebbe controllare il territorio e tagliare le mani a chi non rispetta le regole del gioco

  • jimmy
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    Incidentalmente, segnalo agli sbadati che, per qualche giorno, più o meno a fine novembre, mammaRai ha mandato in onda uno spot, durante il quale l’Inps tra le altre amenità pseudo-previdenziali ci ha spiegato che “…bisogna andare in pensione con i propri risparmi…”. E se lo dice addirittura l’Inps, perché non se ne può convincere anche Krugman? Qualcuno lo può avvisare con una mail?
    Solo che un tapino, convintosi della lezione impartita dall’Inps, potrebbe alfine chiedersi (come acutamente osserva Stefano Vietri): la pensione è fatta degli stessi soldi miei? Ma allora perché devo darli mese mese all’Inps? Non mi dice quanto rendono, non mi dice chi e dove li investe, non mi garantisce se e quando me li restituirà, tanto vale che li dò a chi dico io.
    Ma siamo sicuri che quello spot lo ha pagato proprio l’Inps?

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