In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI HANS SENNHOLZ*

La tassazione progressiva federale e statale, in combinazione con gli elevatissimi tassi inflattivi, alimenta fortemente l’economia sommersa. Ma la ragione primaria delle iniziative commerciali sommerse non è tanto l’evasione fiscale, quanto il diritto inalienabile alla vita e alla proprietà, cioè il diritto a sostenere vita e proprietà attraverso il lavoro onesto. Il diritto alla vita e alla proprietà è un diritto fondamentale che antecede e destituisce ogni regola tesa a negarlo: precede le leggi che irrigidiscono i salari verso il basso, le leggi che regolamentano le autorizzazioni a fare business, le leggi afferenti al funzionamento delle organizzazioni sindacali e molti altri imperativi [della cosiddetta legge] che ostacolano il diritto a lavorare.

È indubitabile che l’economia sommersa sia in sostanza occupazione. Quando e dove il governo causa disoccupazione, il mondo sommerso offre innumerevoli opportunità occupazionali. Offre lavoro a coloro che sono ufficialmente disoccupati; offre lavoro malgrado sia assediato dai funzionari governativi e dai loro portavoce nei media; funziona egregiamente nonostante sia intralciato da un sistema legale che non solo nega protezione alle parti negoziatrici, ma minaccia anche di multarli e sbatterli dentro.

Le leggi sulla retribuzione minima consistono in intimazioni emanate dal governo che prescrivono l’obbligo di un lavoratore a ricevere un compenso non inferiore a quello legalmente statuito. Se non è possibile l’ottemperanza a tali imperativi, la prestazione lavorativa non può avere luogo. Questa coercizione può però negare a milioni di persone il diritto di lavorare, che corrisponde al diritto essenziale di dedicare le proprie risorse alla conservazione della propria vita. Che cosa può fare un lavoratore che non abbia l’addestramento e l’esperienza necessari per percepire lo stipendio minimo garantito? Se è giovane e in salute può unirsi alle forze armate; se è intelligente e operoso può cercare l’addestramento che gli permetta di percepire lo stipendio minimo garantito. Ma se non ha queste caratteristiche (giovinezza, buona salute, intelligenza e operosità) l’immobilizzazione di un minimo salariale obbliga l’aspirante lavoratore a una vita vuota sorretta dall’assistenza sociale. L’economia sommersa sospende questa pena, aprendo alla persona nuove aspettative e nuove opportunità.

Molti cittadini statunitensi accedono al mercato del lavoro attraverso il mondo defiscalizzato. Da bambini possono svolgere piccoli lavori, guadagnando così qualche dollaro e imparando a essere premurosi, alacri e risoluti. Molti genitori sono dell’avviso che i bambini debbano lavorare per essere felici e in salute. Ma se lavorano, stanno probabilmente infrangendo la legge sul lavoro minorile. E se non compilano il modello tributario relativo alla tassa reddituale, non adempiono gli obblighi fiscali. Sicuramente esiste un importo reddituale minimo non soggetto a imposizione; tuttavia, la tassa sul lavoro autonomo, che prevede la formazione di fondi per il mantenimento dei benefici della previdenza sociale e del servizio sanitario nazionale, è applicata a redditi a partire da 400 USD per annum e da 1,13 USD al giorno. Diversi studenti delle scuole superiori e del college guadagnano più di questo.

In un regime di stagnazione e declino della produzione, il mondo sommerso assolve una funzione socioeconomica essenzialmente benefica. Occupa milioni di lavoratori volenterosi, offre opportunità di apprendimento e addestramento e insegna l’importanza dell’iniziativa individuale. L’economia sommersa è una significativa valvola di sicurezza che allevia scontento e tensione in un mondo massacrato dai tumulti della politica.

Durante gli anni Sessanta e Settanta il governo nazionale, in cooperazione con le amministrazioni statali, distrusse milioni di posti di lavoro, elevando artificialmente il costo del lavoro mediante cospicui incrementi delle tasse welfaristiche[1], delle tasse introdotte per contrastare la disoccupazione, delle spese di Workers’ Compensation[2], delle spese relative all’Occupational Safety and Health Act[3], etc. Queste intensificazioni fiscali causarono inevitabilmente il decremento della domanda di lavoro, provocando un aumento della disoccupazione e la decurtazione della retribuzione dei lavoratori occupati in conseguenza del trasferimento dei nuovi costi sui lavoratori stessi. Entrambi gli effetti, l’aumento della disoccupazione e la riduzione del salario netto, stimolarono fortemente il lavoro defiscalizzato.

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Molti giovani sono attratti dal mondo defiscalizzato perché particolarmente colpiti dalla stagnazione economica; reagiscono alla frustrazione e alla noia puntando ad attività defiscalizzate che, sebbene incostanti, garantiscono entrate. Imparano così ad apprezzare la loro nuova libertà e stile di vita, trasformano una necessità in opportunità per migliorare le loro abilità e acquisirne fino a sentirsi realizzati. Molti di questi giovani, ai margini della società regolamentata, sono imprenditori promettenti che non solo hanno un reddito intoccato dalle ritenute fiscali e dai costi artefatti, ma ottengono anche profitti di respiro imprenditoriale. Sono ovunque, in città e in campagna, e se ne contano a centinaia di migliaia.

I produttori sommersi rivitalizzano l’economia dove il governo la sta menomando e imbrigliando. In molti ambiti occupazionali le amministrazioni statali e locali richiedono il possesso di licenze d’impresa o altri tipi di autorizzazione commerciale: questi requisiti sono finalizzati a favorire alcuni produttori a svantaggio di altri, e benché siano imposti con la giustificazione di tutelare il consumatore, in realtà inibiscono la libertà di scelta e soffocano il benessere economico. Autorizzazioni e licenze deprimono l’offerta di beni e servizi e ne aumentano il prezzo. Persone sprovviste di licenza, notando l’incremento dei prezzi, potrebbero essere tentate di soddisfare la domanda di prezzi inferiori attraverso attività defiscalizzate. In molte città, una carenza di taxi autorizzati genera flotte di gypsy cab [taxi irregolari] per soddisfare la porzione insoddisfatta della domanda. Gli operatori privi di licenza devono nascondersi non solo alla polizia locale, ma anche ai collettori di tasse.

Nella maggioranza delle comunità, severe legislazioni edilizie e requisiti abilitanti rendono la costruzione e la ristrutturazione di immobili estremamente costosi. Legislazioni e requisiti sono finalizzati a favorire gli artigiani dotati di licenza, in special modo quelli iscritti alle organizzazioni sindacali, a detrimento (a spese) di coloro che non sono iscritti e dell’utenza. Per evitare spese esorbitanti e salvaguardare la loro situazione finanziaria, molte persone imparano a fare da sé; può accadere che medici, avvocati, contabili, professori e business executive diventino carpentieri, elettricisti o imbianchini nelle loro abitazioni, spesso violando la normativa che impone le caratteristiche indispensabili per operare in un dato settore, o che si rivolgano ad artigiani privi di licenza. Sebbene non sia possibile conoscere l’entità dell’attività defiscalizzata, essa probabilmente riguarda più della metà delle opere di ristrutturazione di locali abitativi. In caso di opere più visibili, la quota defiscalizzata è forse meno cospicua. Ad ogni modo, l’attività edilizia sommersa costituisce una parte rilevante dell’intero settore edilizio negli Stati Uniti.

Le ditte individuali illegali stanno aumentando in tutto il Paese. Persone ufficialmente disoccupate o in pensione, studenti e casalinghe: per alcuni l’insieme di competenze offerte attraverso la formazione di una ditta individuale rappresenta la loro unica occupazione, mentre per altri è un’entrata da aggiungere al reddito principale.

Negli Stati Uniti, molti sono obbligati a far parte dell’economia sommersa a causa del Fair Labor Standards Act [4], che limita a 40 le ore lavorative settimanali ordinarie. Il rapporto retributivo ore ordinarie : ore straordinarie deve essere almeno 1 : 1,5. Ovviamente questa coercizione induce i datori di lavoro a non superare schedule di 40 ore per i loro dipendenti, inibendo la produzione. Tuttavia ci sono lavoratori che sarebbero disposti a lavorare più di 40 ore alla settimana. Essi preferiscono più reddito a più tempo libero, più comfort per le proprie famiglie all’inattività. Desiderando lavorare per appagamento personale potrebbero decidere di entrare nell’economia defiscalizzata.

Si stima che ¼ della popolazione lavorativa statunitense abbia una doppia occupazione [5]: alcuni dichiarano le loro entrate extra e pagano quindi un’addizionale tassa reddituale federale, statale e locale, e ulteriori tasse welfaristiche; altri decidono di non dichiarare le entrate supplementari: essi lavorano nell’economia defiscalizzata. Alcune occupazioni e professioni hanno una lunga tradizione di economia sommersa. Molti insegnanti, poliziotti, vigili del fuoco e custodi lavorano anche come tutor, venditori, operai edilizi, autisti, etc.

È ironico che nelle loro classi molti insegnanti trasmettano la sapienza virtuosa delle regolamentazioni governative quando nelle loro vite private bypassano le regole e lavorano al riparo dall’agenzia delle entrate. Molti poliziotti che arrestano e sanzionano chi viola le norme emanate dal governo, volte alla regolamentazione delle attività economiche, lavorano nel mondo sommerso quando non sono in servizio.

È difficile stimare il numero di ore settimanali lavorate dai moonlighter [6] nelle loro occupazioni supplementari. Probabilmente lavorano da un minimo di poche ore durante i classici giorni lavorativi fino a un massimo di dieci o più ore nei fine settimana e quaranta nelle vacanze. Un’indagine condotta dalla National Education Association (NEA) nel 1981, rilevò che l’11 percento degli insegnanti erano moonlighter. Nel 1971, gli insegnanti moonlighter erano il 6 percento. Un’indagine NEA nel Texas rilevò che quasi il 30 percento degli insegnanti dedicava una media di 12 ore settimanali a prestazioni supplementari [7].

Alcuni evitano il pagamento in contanti. Scambiano un servizio o un prodotto per un altro, benché il baratto violi le norme relative alla licenza e all’abilitazione e costituisca evasione fiscale: un concessionario automobilistico scambia un macinino per una riparazione elettrica o idraulica a casa sua; un dentista offre i suoi servizi in cambio di un lavoro di ristrutturazione o di una revisione della sua vecchia autovettura. Sebbene le organizzazioni promotrici dello scambio di prestazioni senza la componente monetaria avvisino i loro membri la necessità di ottenere licenze e autorizzazioni per avere l’abilitazione alla prestazione d’opera e l’obbligo di corrispondere all’ufficio tributario la tassa reddituale sul valore ricevuto nella transazione, molti ignorano questi adempimenti sistematicamente .

I mercati delle pulci, che sono negozi o fiere dove si vendono oggetti d’antiquariato, articoli domestici nuovi e usati, abbigliamento, curiosità, stanno prosperando nella periferia dell’economia regolamentata: si sviluppano nelle comunità arretrate che scelgono di non imporre ordinanze governative animate dalla creazione di una filosofia restrittiva del commercio, atte, conseguentemente, alla normativizzazione delle prestazioni d’opera e della vendita all’ingrosso e al dettaglio; fioriscono nei sobborghi delle aree metropolitane progressiste che soffrono a causa di questa normativizzazione e della suddetta impostazione filosofica che la informa. Le amministrazioni statali ingaggiano raid per la disinfestazione delle periferie, esigendo il pagamento delle tasse sulle vendite e imponendo gravi sanzioni sui venditori che violano le norme in questione.

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Numerose massaie amministrano business redditizi fuori dalle loro case: usando garage e cortili per rivendere articoli acquistati altrove, trasformano questi luoghi in imprese proficue. Durante una bella giornata, da marzo a novembre, in una comunità rurale, possono esserci più negozi-garage e negozi-corti che non business autorizzati. La maggior parte delle vendite viola palesemente le zonizzazioni previste dalla regolamentazione, l’obbligo di licenze e autorizzazioni e il possesso di determinati requisiti, nonché, last but not least, il versamento della tassa di vendita e della tassa reddituale federale, statale o locale. Forse solo alcune massaie denunciano le entrate derivanti da negozi-cortili e negozi-garage. La maggioranza di esse, probabilmente, non sa neanche la sua è un’attività sommersa.

Saggio di Hans Sennholz su Mises.org

Link alla prima parte

Link alla seconda parte

Traduzione di Stefano Libey Musumeci

Stefano Libey Musumeci è un traduttore polimatico e ricercatore economico indipendente. Cura il blog libeypolymatth.com).

Note del traduttore:

[1]. T1 Social Security levies. Libey

[2]. Workers’ Compensation è un programma assicurativo regolamentato, pagato interamente dal datore di lavoro in cambio di una deresponsabilizzazione nel caso il dipendente abbia un infortunio nell’ambiente di lavoro. Equivale pertanto a un no-fault system, cioè a un sistema in cui in caso di infortunio o malattia del dipendente, il pagamento di un premio, da parte del datore di lavoro, tutela il dipendente risarcendolo e simultaneamente deresponsabilizza il datore stesso. La Workers’ Compensation Commission è il comitato di arbitrato statale preposto a garantire un trattamento equo al lavoratore in caso di infortunio o malattia. Questa istituzione assicurativa, regolamentata negli Stati Uniti dalle diverse giurisdizioni statali, corrisponde in Italia all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Libey

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[3]. L’Occupational Safety and Health Act è stato emanato dal Presidente Richard Nixon il 29 dicembre 1970.

[4]. Il Fair Labor Standards Act, emanato nel 1938, limitava il numero di ore lavorative settimanali a 44, prevedeva una retribuzione minima nazionale e garantiva in alcune occupazioni il sistema time-and-a-half per le ore straordinarie. Libey

[5]. International Labour Organisation, Information, vol. VIII, no. 5, dicembre 1980, p. 5.

[6]. Il moonlighter è colui che dichiara all’autorità tributaria solo una parte del suo reddito. La descrizione perfetta è quella del lavoratore che, fuori dall’occupazione principale il cui reddito è regolarmente noto all’agenzia delle entrate, dedica tempo a occupazioni supplementari defiscalizzate, cioè non note alla suddetta agenzia. Libey

[7]. The Wall Street Journal, 5 aprile 1983, p. 1.

* TRATTO DA: http://vonmises.it/2013/01/21/5256/

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Comments
  • gastone
    Rispondi

    mi scuso per non aver letto una riga di quanto sopra, ma le mie scarse conoscenze in materia mi suggeriscono che il futuro dell’italia sarà un gigantesco mercato nero, perfettamente regolamentato dalla “corruzione” che ne diventerà il guardiano più attento affinchè l’economia possa in qualche maniera essere funzionante e in grado di fornire un una quantità di beni e servizi sufficienti a farla sopravvivere nel “tempo di mezzo” che la separerà da un nuovo ordine economico.

    l’argentina sopravvive da un ventennio grazie a questa forma insopprimibile di “ordine economico di emergenza”.

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