In Anti & Politica, Economia

DI CLAUDIO ROMITI

Oramai per evitare le numerose  tagliole normative di un fisco demenziale non basta più la classica sfera di cristallo. Ad una prima visione del nuovo redditometro, infatti, forse servirà una tecnologia che consenta di viaggiare a ritroso nel tempo per risultare tributariamente congrui secondo i criteri di questa amministrazione ballerina. Tutto ciò a causa della barbara propensione della relativa legislazione, usa ad infrangere regolarmente il principio cardine di ogni diritto moderno, da sempre basato sul famoso detto latino secondo cui “nullum crimen sine lege”. Ossia che nessuno dovrebbe mai sottostare ad una sanzione se il fatto contestato sia avvenuto prima che una certa norma fosse stata emanata.

Ma tutto questo viene con sempre maggiore disinvoltura eluso da un regime politico-burocratico sempre più alla caccia disperata di risorse. Per chi interpreta la democrazia solo come una ripartizione predatoria delle risorse sottratte a chi produce vera ricchezza tutto fa brodo, pur di accontentare la voracità crescente del popolo dei pubblici assistiti, nomenclatura politico-sindacal-burocratica inclusa. Ed è con queste inquietanti premesse che dal primo gennaio è entrato in vigore il nuovo redditometro.

Un sofisticato strumento infernale di verifica fiscale che comprende ben cento voci di riferimento. In pratica il limone spremuto del contribuente verrà passato al setaccio e, ripeto, retroattivamente a partire dall’anno d’imposta 2009. Dunque chi fino ad oggi si è, per modo di dire, sentito al sicuro da ogni contestazione di Equitalia, fidandosi della legislazione vigente, dal primo gennaio dovrà rifare tutti i calcoli, cercando di riportare alla mente -eventualmente con l’ausilio di uno psicoanalista- ricordi di spese effettuate in tempi remoti. D’altro canto, se proprio vogliamo dirla tutta, all’interno di una forma di democrazia rappresentativa illimitata (teoricamente il nostro Parlamento potrebbe legittimamente deliberare l’esproprio dell’intero reddito nazionale) non può esserci alcun paletto di natura temporale a tutela del cittadino-bancomat.

Quando chi occupa la stanza dei bottoni si sente investito del diritto divino di compiere il bene comune, mi sembra evidente che contestare la retroattività arbitraria e infame di una legge fiscale non può che essere derubricata al rango di pura questione di lana caprina. Cosa volete che valga un banale principio giuridico di fronte all’obiettivo quasi raggiunto di una società ricca e perfetta per tutti? Così parlavano gli scagnozzi di Stalin quando cercavano di convincere sulla punta delle baionette i riottosi contadini russi ad entrare nei “favolosi” kolchoz. Poveri noi!

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Mostrati 8 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Ho visto che tremonti ha preparato dei modelli per chiedere la restituzione dell’imu e per sostenere la richiesta presso le commissioni tributarie provinciali.
    Li ha pubblicati sul suo sito lavoroeliberta.
    Se non ricordo male, però, fu sotto la sua guida alle finanze che venne introdotta questa imposta che avrebbe dovuto rimanere in periferia.
    Ma sempre tassa era.
    In nome di un federalismo da operetta.
    E se non ricordo male sempre sotto il suo coordinamento è stata introdotta o reintrodotta la mortale norma del “solve et repete”.
    Non so bene, ma anche qualcosa tipo redditometro o porcate del genere mi vengono in mente al sentire il nome di tremonti.

    Ma questo socialista come può credere di avere un seguito presso i poveri servi della gleba?
    La boria non gli manca.
    E’ carente del tutto di idee liberali e libertarie.
    E’ semplicemente obsoleto.

  • gabriella
    Rispondi

    TUTTO QUELLO CHE HA FATTO IL GOVERNO MONTI ERA GIA’ PREDISPOSTO DA TREMONTI. D’ALTRO CANTO ANCHE TREMONTI FA PARTE DEL BILDERBERG COME MONTI E COMPANY.

    • Albert Nextein
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      Io non avrei mai una faccia tosta del genere.
      Mi chiedo il perchè di tali comportamenti.
      E’ gente benestante, hanno tempo per sè stessi.
      Sono relativamente non vecchi.
      Che si tratti di una forma particolare di psicopatia?

  • ggg
    Rispondi

    Però tremonti è l’unico ministro del’economia della storia d’italia ad aver abbassato le tasse. Mi riferisco alla legislatura 2001-2006 in cui fu ridotta l’ires, l’irap e l’irpef e tolta la tassa sulla morte. Tutto fu poi cancellato da prodi nel 2006.

    • Albert Nextein
      Rispondi

      E’ vero, pur trattandosi di bazzecole rispetto al peso della raschiatura usuale.
      Ma ricordo che tremonti fu anche quello che introdusse gli studi di settore, con la promessa di abolire al contempo documenti fiscali come scontrini, fatture,ricevute,e simili.

      Oggi abbiamo studi di settore, e tutti gli altri documenti fiscali.
      E la guardia di finanza presso le sedi delle attività a farne il controllo.

  • Rispondi

    Tremonti è anche il geniale ideatore della presunzione di reddito per spese non giustificate.

    Solo in Italia….

  • mark
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    Siamo sotto la dittatura fiscale. Ce ne rendiamo conto o no?

  • Massimo74
    Rispondi

    @Albert Nextein

    Gli studi di settore sono un idea di visco, trecconti è invece l’ideatore del redditometro che comunque rappresenta di fatto un estensione degli studi di settore a tutta la popolazione italiana.

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