In Anti & Politica

DI REDAZIONE

“E’ con una disperazione profonda che ho rassegnato le mie dimissioni da Fare per Fermare il Declino. Dopo aver avvisato i vertici ieri, lo faccio oggi in modo pubblico, perché ho trascinato molte persone in questo movimento e mi sento in dovere di spiegare loro le ragioni della mia scelta. Io credo nella trasparenza, anche in queste scelte. 

Non mi dimetto certo perché sono in disaccordo con le proposte di Fare. Sono fiero della campagna elettorale che è stata fatta e ringrazio Oscar Giannino, Michele Boldrin, e tutti quanti per l’enorme sforzo che vi hanno dedicato. Credo fermamente nelle idee che abbiamo portato avanti insieme. Ma ho sempre pensato che anche le idee più sane abbiano bisogno di gambe sane. Finora, con tutte le difficoltà e tutti gli errori di un movimento nato in fretta, Fare aveva realizzato un piccolo miracolo, selezionando per lo più liste di persone brave e pulite. Grazie alla difficoltà della battaglia solitaria, gli arrivisti si erano concentrati principalmente altrove. 

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Ma scegliere persone brave non basta. Per cambiare l’Italia c’è bisogno anche di rigore nel metodo: onestà, trasparenza, ed accountability, che significa che tutti, a qualsiasi livello, devono rendere conto agli altri del proprio operato. Purtroppo negli ultimi giorni mi sono reso conto che questi tre principi non sempre si applicano al vertice di Fare. Dopo aver provato, per quattro giorni, a fare di tutto per cambiare le cose, non mi resta che una via di uscita: dimettermi. 

I fatti sono i seguenti. Quattro giorni fa, per caso, ho scoperto che Oscar Giannino ha mentito in televisione sulle sue credenziali accademiche, dichiarando di avere un Master alla mia università 
(http://tinyurl.com/bksptrf) anche se non era vero. Anche la sua biografia presso l’Istituto Bruno Leoni ora prontamente rimossa (http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?Codice=0000002280&level1=2165&nome=Oscar+Giannino ) riportava credenziali accademiche molto specifiche e, a quanto mi risulta, false. Questo è un fatto grave, soprattutto per un partito che predica la meritocrazia, la trasparenza, e l’onestà. Ciononostante, il fatto per me ancora più grave è come questo brutto episodio è stato gestito. In una organizzazione che predica meritocrazia, trasparenza, ed onestà, la prima reazione avrebbe dovuta essere una spiegazione di Giannino ai dirigenti del partito, seguita da un chiarimento al pubblico. Invece Oscar si è rifiutato, nonostante io glielo abbia chiesto in ginocchio. 

In un’Italia in cui ogni giorno un amministratore delegato o un politico finiscono in galera per corruzione, una bugia in televisione può sembrare un errore veniale. Per me non lo è: rompe il rapporto fiduciario tra cittadini e rappresentanti politici. Gli italiani sono alla disperata ricerca di leader politici di cui potersi fidare. Ma come possono fidarsi di un candidato leader che mente sulle proprie credenziali accademiche? In aggiunta, tollerare queste falsità mina alla base la credibilità di un movimento. Nessuna organizzazione e nessun partito possono essere completamente esenti dal rischio di disonestà e corruzione. L’unico modo per proteggersi è una politica di tolleranza zero che cominci fin dai vertici. In questo caso, purtroppo, Fare ha fallito. 

Per fortuna Fare non è solo Oscar Giannino. Ci sono decine di migliaia di attivisti fantastici che stanno lavorando sodo per cambiare l’Italia. Il mio cuore è con loro. Fare rimane la proposta politica migliore in questo momento molto difficile. Per questo voterò Fare. Ma, lo farò turandomi il naso, come il meno peggio, non con la passione con cui finora avevo abbracciato questo progetto. 

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Mi auguro che dopo le elezioni Fare si trasformi, come promesso, in un partito democratico, in cui tutti, a cominciare dal leader, siano accountable delle loro azioni e ci sia tolleranza zero per certi atteggiamenti. Solo così Fare potrà evitare di degenerare nel solito marciume politico italiano. Anche la Lega e Forza Italia erano cominciate con grandi ideali: guardate come sono finite. Speriamo che a Fare non tocchi la stessa sorte”.

di Luigi Zingales, dal Facebook: http://www.facebook.com/luigi.zingales/posts/580212578657688

QUI IL VIDEO DI REPUBBLICA CON L’INTERVISTA

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Showing 26 comments
  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Non lo avrei votato perchè non voto, però sono dispiaciuto.

  • Ilaria
    Rispondi

    La biografia di giannino sulla pagina dell’Istituto Bruno Leoni c’è ancora: il link è sbagliato.
    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?Codice=0000002344&level1=2165&nome=Oscar+Giannino

    E l’Ansa di ieri riportava l’affermazione di Giannino sul presunto master:
    GIANNINO, MAI PRESO UN MASTER ALLA CHICAGO BOOTH (ANSA) – MATERA, 17 FEB – ”Mai preso un master alla Chicago Booth”. Lo ha detto oggi a Matera il leader di Fare, Oscar Giannino.

    mah..

  • Claudia
    Rispondi

    “Per questo voterò Fare. Ma, lo farò turandomi il naso, come il meno peggio, non con la passione con cui finora avevo abbracciato questo progetto. ”

    errata corrige: Per questo voterò Fare, ma lo farò turandomi il naso, come il meno peggio, non con la passione con cui finora avevo abbracciato questo progetto.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      auguri Claudia

  • Parla come Mangi
    Rispondi

    Il mercato “libero” venerato da costoro, deciderà di dovrà rimanere e chi lasciare e non si lascierà condizionare da beghe di quartiere o da medaglie farlocche sul petto, unico segno di distinguo degli ammaestrati sfornati dalle scuole dei fanatici americanoidi

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Chi si loda,si imbroda.
    Non so se Giannetto abbia il master suddetto.
    Di certo non ha la necessaria confidenza e dimestichezza con le idee della scuola austriaca di economia.
    Ecco perchè non lo ritengo un liberale affidabile, ma compromissorio,debole.
    Ed ecco perchè non avrà il mio voto.

    • Rorschach
      Rispondi

      No vabbé dai… Io credo la scuola austriaca sia un modello di nicchia anche al livello accademico, dove (almeno in teoria politica e filosofia morale) non fa parte di discussioni mainstream, ma é sostenuta da un limitato gruppo di teorici. Che ora abbia addirittura influenze pragmatiche nella vita politica reale mi sembra davvero improbabile, cosí come il fatto che uno debba scegliere i propri candidati sulla base della adesione ad un modello di questo tipo.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Per quanto sia comprensibile la polemica sull’onestà e la veridicità di ciò che si afferma, è comunque curioso che un esponente dell’unico movimento che propone l’abolizione del valore legale del titolo di studio si dimetta proprio a causa di un (presunto) titolo di studio.
    Non vorrei mai che a Zingales sia stato proposto qualche ruolo nel prossimo governo Bersani-Monti e/o nel successivo governo Renzi…

  • Anthem
    Rispondi

    Che figuretta Giannino! Il video è chiaro. Questo la dice lunga sulla tipologia di chi abbraccia la politica: palloni gonfiati con gravi problemi di stima personale! Chi copia le tesi, chi compra la laurea, chi gonfia il curriculum…E noi dobbiamo essere governati da questi tipi.

    Rimasi un po’ male quando lessi la notizia che Giannino non aveva nemmeno risposto alla richiesta di un incontro proposto da Leonardo Facco.
    EMMENOMALE!!!! NON C’ENTRA PER NULLA CON LUI, ALTRA PERSONA, ALTRA STOFFA.

  • LucaF.
    Rispondi

    Dunque esistono dei Napoleoni anche tra i capoccia di FARE-FiD; la meritocrazia, la trasparenza e l’onestà è stata già fermata…
    L’abolizione del valore legale del titolo di studio non implica in ogni caso l’attribuzione fantasiosa di percorsi di studio e competenze non attestate o possedute.
    Il candidato premier di FARE-FiD ha mentito pubblicamente agli elettori e ai suoi militanti sul suo CV.
    Dato che si considera differente da Berlusconi e da altri politicanti e dato che ama citare ad esempio gli Usa tragga esempio da quanto avviene oltreoceano quando un candidato politico viene scoperto mentire.

    • Marco Tizzi
      Rispondi

      Non volevo dire che contasse poco la menzona di Giannino. E’ grossa e la pagherà cara.
      D’altra parte, però, mi pare strano che venga fuori proprio ora e che a tirarla fuori sia proprio chi aveva scritto il programma economico di Renzi, proprio nello stesso giorno in cui dovrebbe scoppiare lo scandalo delle foto e delle riprese tarocche del PD in piazza Duomo, che invece è notizia ovviamente occultata.
      Insomma: possibile che Zingales non avesse letto prima il CV di Giannino? Ha fondato un partito con uno che manco sapeva cosa aveva fatto nella vita?
      Quanto meno curioso.

      Dopo che il progetto “Forza Evasori” è naufragato avevo comunque deciso di non andare a votare, ma non mi dispiaceva Giannino in parlamento, anche solo come curiosità: circo è e circo resta, ma almeno qualche saltinbanco nuovo.

  • alexzanda
    Rispondi

    ciao Marco,
    sono d’accordo con te, questa storia della defezione di zingales per motivi di balle sul CV di giannino non mi convince, non mi ha mai convinto fin dall’inizio.
    non ho visto le dichiarazioni incriminate di giannino, sui cv postati potrebbero esserci tante spiegazioni, ma io non credo che zingales sia un puro, uno che scrive il programma economico di renzi non è un liberista, ma un arrivista che cerca la barca giusta per essere traghettato al governo, mucchetti style.
    quanto a giannino probabilmente ha fatto una cazzata gigante, ma mai come quella di essersi mischiato con questa gente come appunto zingales, montezemolo o altri liberisti marca pd

    • Marco Tizzi
      Rispondi

      Ciao Alex,

      sì, sento puzza di bruciato. Possibile anche che cominci a girare qualche sondaggio con il M5S a numeri stellari e che si cominci a progettare un Monti II (o Draghi I) con dentro tutti perché Bersani e Monti non bastano.
      Se così fosse Giannino era da sacrificare.

      Ripeto quello che tu già sai: non gli perdonerò mai di aver creato un movimento fighetto ed elitario in un momento in cui servivano guerrieri con la bava alla bocca. Facco sarebbe stato un ottimo compagno.
      Magari in parlamento non ci entravano lo stesso, ma lì fuori potevano fare un bel macello.
      Un’occasione persa, forse. O forse un’occasione in più per rendersi conto che tanto dallo Stato la soluzione non arriva e dall’Unione Repubbliche Socialiste Europee tanto meno: come al solito s’ha da sfancularli e cavarsela da soli.

      Comunque queste elezioni resteranno un circo esilarante per chi ha occhi per guardare con il dovuto distacco e il necessario cinismo.

      • jimmy
        Rispondi

        Egregio Tizzi, complimenti per le analisi lucide, ma ormai le analisi non bastano più.
        Sfancularli e cavarsela da soli? D’accordo, ma concretamente cosa propone?
        Fino a ieri sera c’era FiD, inadeguato ma era un inizio, almeno si poteva provare, noi liberisti avremmo dovuto partecipare e sostenere, ma forse è ancora troppo presto per il liberismo (tutto, non solo quello spurio di Giannino-Zingales-Boldrin, ma anche quello culturale di Carbone, quello entomofilo di Rebuffo e quello transgenico di Facco).
        Adesso non c’è più nemmeno FiD. Prenderà poco, e non sapremo mai se per colpa sua o per colpa delle cazzate di Giannino.
        Un circo esilarante? Se Lei possiede distacco e cinismo, e se la sente di ridere, buon per Lei, La invidio.
        Io sono cinico ma non mi viene da ridere. Vedo gente anziana che arranca e soffre dopo una vita di sacrifici. Vedo giovani lasciati nell’ignoranza e nonostante ciò disperati: andranno nei call-center o staranno disoccupati a vita.
        La colpa è degli statalisti che hanno occupato tutto?
        No egregio Tizzi, troppo comodo.
        La colpa è mia, liberista da strapazzo che non sono capace di costruire nessuna alternativa allo statalismo dilagante.
        Tanti siti paralleli, tante analisi tutte fondatissime, tanti post con parolacce ed insulti contro questo e contro quello, tanti bei programmi liberisti ed ultra-ultra-liberisti, tanti propositi di rifondare tutto come si deve.
        L’unica cosa (concreta ma inutile) che mi è rimasta è votare. E non mi si venga a dire che serviva anche andare a Bologna: oggi si partecipa con i siti, non con i treni.
        Fra sei giorni avrò bersani-monti-vendola-grillini, e forse anche prodi.
        Per me, è un tragico fallimento, perché lo pagheranno le persone più indifese.
        Lei rida pure, se ritiene.

        • Marco Tizzi
          Rispondi

          Sono una anarchico individualista, lo sono sempre stato, sempre lo sarò. Non un liberista. Per me lo Stato non deve esistere e non può esistere uno Stato buono.
          Cosa faccio in merito?
          Provo, nel mio piccolo, a spiegare i miei punti di vista a tutti. E mi ingegno su quale sia il modo per fuggire il più possibile dai miei aguzzini.

          E rido, certo, perché sono anni che predico che questo sistema non funziona e non può funzionare, non si riforma e non si può rifondare, può solo saltare in aria ed essere ricostituito. Perché chi crede che un sistema con mezzo milione di regole possa essere riformato è un illuso: servirebbero 100 anni di un anti-parlamento che non fa altro che cancellare leggi.

          “Dall’ordine involontario nasce lo scontento, padre del disordine e progenitore della ghigliottina.
          Le società autoritarie sono come chi pattina sul ghiaccio: meccanicamente abili e precise, ma precarie.
          Sotto la fragile crosta della civiltà si agita freddo il caos.
          E in certi posti il ghiaccio è pericolosamente sottile.
          Quando l’autorità si sentirà calzata dal caos, ricorrerà agli espedienti più turpi per salvaguardare il suo ordine apparente.
          Ma sarà sempre un ordine senza giustizia, senza amore ne libertà, che non potrà impedire a lungo che il mondo precipiti nel pandemonio.
          L’autorità concede solo due ruoli: torturatore o torturato. Trasforma la gente in abulici manichini pieni d’odio e di paura, mentre la cultura piomba nell’abisso.
          L’autorità distorce anche l’educazione dei loro figli, fa del loro amore una lotta.
          Il crollo dell’autorità fa tremare la chiesa, la scuola, la camera da letto e il consiglio di amministrazione. Tutto è disordine!
          Libertà ed uguaglianza non sono lussi superflui. Senza di esse, non ci vuole molto prima che l’ordine sprofondi in abissi inimagginabili.” (A. Moore, “V per Vendetta”)

  • Rorschach
    Rispondi

    Il fatto che Zingales abbia aspettato fino a 4 giorni dalle elezioni per tirar fuori questa storia puó di certo indurre a chiedersi il perché. Ma, a parte tutto, quello che colpisce é il fatto che per una simile baggianata ora si rischia di compromettere il lavoro di tanta gente che senza un euro di finanziamento pubblico é riuscita a portare in piazza migliaia di persone, a riempire sale, a comparire su tutti i giornali, ad attirare l´attenzione della casta, ecc…. Calcolando che tutto questo é stato fatto con un programma liberista, sembra un piccolo miracolo per il nostro Paese. Ora grazie a questa baggianata della biografia posticcia si rischia di consegnare gli indecisi nelle braccia di Silvio e compagnia cantante, che giá invitano Oscar alle dimissioni facendo i moralisti. Dopo di che, non accorgersi che in rete gira una bibliografia posticcia é un errore che dimostra ingenuitá. Sostenere di avere un Master in piú a Chicago é una cosa incompresibile, anche perché non interessa a nessuno, né pompa il curriculum nel momento in cui una persona segue una carriera che non c´entra nulla con l´accademia.

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Mi fa piacere di non essere il solo a non appassionarmi a schifose tattiche politiche, qualsiasi esse siano.
    Io credo che non abbia nessun senso cercare di appoggiare o frenare nessuno dei partiti o movimenti che si apprestano ad essere votati perché tanto si distruggeranno da soli, il giocattolo si romperà da solo.
    Quindi non ha senso cercare di distruggere quella gente con le loro “regole del gioco”, pensiamo piuttosto a crescere noi, un pensiero indistruttibile nessuno lo può distruggere, può solo crescere. Non siamo impazienti, più si andrà nella merda e più coloro che si interrogheranno sul perché, troveranno spiegazioni e logica nel pensiero Austriaco, si renderanno conto che non ci sono soluzioni per uscirne dalla merda, ma troveranno un’ottima soluzione per non entrarci un’altra volta. A questo bisogna tendere, al dopo.
    Questo periodo storico lo considero un momento magico, una grande opportunità per l’evoluzione dell’uomo.
    Anche coloro che non pensano per ragionamento ma solo per associazione, possono vedere dai fatti il fallimento del sistema attuale e vedere con i propri occhi il fatto. Vedere, di sicuro aiuta di più che immaginare con un ragionamento.
    Io sono ottimista, …comunque vadano le cose.
    Un saluto .

  • Domenico
    Rispondi

    Adesso è spuntato anche l’audio dove afferma per intero il titolo del presunto master:
    https://www.youtube.com/watch?v=a_v5cARq5qE

    Resta il fatto che Giannino nel difendersi ha anche detto che lui appartenendo a quella scuola economica (di Chicago) ha creato confusione in merito.
    Ma come? ma non era quello che si considerava un marginalista austriaco???
    http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=862:loscar-marginalista-austriaco&catid=33:il-biscotto-del-mattino&Itemid=194

    Ha ragione Francesco Carbone in quest’ultimo link che ho postato, quello di Giannino in questi ultimi tempi è stato un mostrare sì la faccia tosta, ma per opportunismo.

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