In Anti & Politica

DI GIUSEPPE SANDRO MELA*

Il Garante delle Micro PMI ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri la sua Relazione annuale, dalla quale si evince che nel corso del 2012 hanno chiuso 365,000 imprese.

Elemento caratteristico della Relazione «e’ rappresentato dalla mancanza di una vera e propria ”terapia d’urto” in materia di semplificazioni.»

 «A questo riguardo, tante le proposte per eliminare inutili passaggi burocratici

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 «L’aspetto piu’ critico rimane quello dei tempi di attuazione delle misure che spesso, per diventare operative richiedono l’emanazione di regolamenti che allungano oltre misura i tempi. A questo riguardo e’ emblematica la vicenda dei pagamenti dei debiti della P.A

  «Se non si riattiva al piu’ presto il volano della domanda interna, il depauperamento imprenditoriale rischia di divenire difficilmente recuperabile».

 

Anche se fossero tutte aziende singole, sarebbero 365,000 che hanno cessato di lavorare, generare reddito e quindi gettito fiscale. Senza tener conto del danno inferto ai fornitori, che vedono così ridursi il proprio fatturato, e, conseguentemente, reddito e gettito fiscale. Disgraziatamente, il numero delle persone coinvolto è decisamente molto maggiore.

Non solo, un’azienda in vita può sempre essere suscettibile di ampliamento, con conseguente incremento del reddito, del gettito fiscale e dell’occupazione.

Riprendendo le parole del garante, avrebbero potuto essere sufficienti semplificazioni con eliminazione di «inutili passaggi burocratici», ossia operazioni a costo zero per la Collettività.

Così come se le pubbliche amministrazioni avessero onorato i debiti contratti con i fornitori.

Sarebbe stato sufficiente il volerlo fare.

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  ASCA. 2013-02-20. Pmi: Garante, nel 2012 hanno chiuso 365 mila imprese.

(ASCA) – Roma, 19 feb – 365.000 imprese, prevalentemente piccole e piccolissime che hanno chiuso nel 2012 (il numero piu’ alto negli ultimi anni se si esclude il 2009); ma anche 523 contratti di rete che coinvolgono 2.800 aziende, molte Pmi che si affacciano per la prima volta nei mercati internazionali e che utilizzano il commercio elettronico: sono alcuni degli elementi che emergono dalla Relazione che il Garante delle Micro PMI ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri.

All’esame della Relazione, 71 delle piu’ significative misure varate lo scorso anno dal Governo e dal Parlamento a favore delle micro piccole e medie imprese. Luci ed ombre nelle valutazioni del Garante e delle Associazioni imprenditoriali. L’aspetto piu’ critico rimane quello dei tempi di attuazione delle misure che spesso, per diventare operative richiedono l’emanazione di regolamenti che allungano oltre misura i tempi. A questo riguardo e’ emblematica la vicenda dei pagamenti dei debiti della P.A.

L’altro elemento critico su cui si sofferma a lungo la Relazione e’ rappresentato dalla mancanza di una vera e propria ”terapia d’urto” in materia di semplificazioni. A questo riguardo, tante le proposte per eliminare inutili passaggi burocratici. Tra le linee prioritarie per sostenere le MicroPMI, la Relazione sottolinea le agevolazioni fiscali per le reti di impresa per gli investimenti e l’innovazione; l’ampliamento della compensazione tra crediti e debiti verso l’erario; la riduzione del costo dell’energia per i consorzi di piccole imprese. Infine per sostenere le imprese che hanno necessita’ di investire si ripropone uno strumento agevolato per l’acquisto o il leasing di macchine utensili e di produzione.

Ma soprattutto la Relazione richiama l’esigenza di una diversa politica europea: ”Con una domanda debole – sostiene il Garante – pure le misure introdotte per fronteggiare le emergenze, abbattere le barriere, creare ambienti piu’ favorevoli, valorizzare le capacita’ delle imprese, difficilmente producono effetti significativi (anche al netto dei tanti ritardi applicativi). Se non si riattiva al piu’ presto il volano della domanda interna, il depauperamento imprenditoriale rischia di divenire difficilmente recuperabile poiche’, da solo, l’export – peraltro messo a rischio da un euro forte – non puo’ trascinare tutta la nostra economia. Se l’Unione Europea tardera’ a intraprendere politiche forti di crescita, sara’ arduo venire fuori rapidamente dalla recessione” conclude il Garante.

red/did/

 

*Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2013/02/garante-delle-micro-pmi-nel-2012-hanno-chiuso-365000-imprese.html

 

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Commenti
  • Rispondi

    Temo che bisognerà toccare fondo con la gente che muore di fame prima che la gente capisca che “TANSTAAFL” e che l’attuale percorso è insostenibile.

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