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contanteliberoDI REDAZIONE

ORDINE DEL GIORNO PER IL CONTANTE LIBERO: I RISPARMI NON SONO DELLE BANCHE MA DEI RISPARMIATORI. PER NON FARE LA FINE DI CIPRO

Premesso che:

in nessun paese al mondo, nemmeno nelle peggiori dittature, è stato eliminato o compresso fino all’intollerabile l’utilizzo del denaro contante.

L’Italia rischia di diventare il primo esperimento in cui viene istituito il completo controllo sulla vita dei cittadini attraverso le transazioni e lo scambio di denaro.

Tenuto conto che:

dall’impulso di alcuni cittadini che non vogliamo vivere in un tale incubo illiberale è nata l’iniziativa “Contante libero” volta ad affermare l’esigenza di chiedere il rispetto e la difesa della libera circolazione della banconote come presidio di libertà e strumento di crescita economica.

Porre limiti severi alla circolazione e all’utilizzo del denaro contante, infatti, è un’azione spregevole e sbagliata a prescindere da chi la propone.

Posto che:

l’Iniziativa “Contante Libero” non ha colore politico e vuole raccogliere l’adesione di tutti i cittadini che non vogliono diventare un “estratto conto” a disposizione di banchieri, politici e burocrati.

Rilevato che:

le recenti vicende che hanno interessato Cipro e i suoi cittadini dimostrano come il potere costituito utilizza i dati trattati dalle Istituzioni bancarie per calibrare, all’occorrenza, un prelievo forzoso dai conti correnti dei cittadini ove gli stessi hanno accantonato i propri risparmi.

Dato atto che:

i risparmi sono di proprietà di chi li ha realizzati e sono già stati assoggettati a tassazione nel momento in cui sono stati prodotti come reddito.

Considerato che:

l’art. 42, comma 2, della Costituzione italiana stabilisce che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti;

l’art. 47 della Costituzione italiana, tra l’altro, sancisce solennemente che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Ritenuto che:

l’iniziativa www.contantelibero.it ha pubblicato un manifesto con il seguente testo:

La tecnologia come mezzo di controllo sociale per imporre, attraverso una continua induzione di paure ed ansie, moduli di pensiero e comportamenti umani totalmente spersonalizzati, asserviti e ideologizzati. Obbiettivo finale: annichilire qualsiasi sentire, agire e pensare che possa essere veramente alternativo e concorrente. In sintesi, annichilire la libertà.

Questo è il pericolo su cui ci ammonisce il celebre romanzo “1984” di George Orwell. Ciò nondimeno, in questi anni di crisi tale pericolo non è lontano da un suo pieno concretizzarsi. Buona parte della società civile e dell’opinione pubblica sembra non voler vedere questo mostro che cresce; lentamente e apaticamente essa sta lasciando la propria libertà nelle mani di un’entità manipolatrice dai tratti allo stesso tempo oligarchici e collettivistici.

Se vogliamo difendere la libertà (la nostra libertà) dobbiamo innanzitutto scrollarci di dosso l’apatia e prendere coscienza del nostro potere. Per far questo è necessario “educarci alla libertà” processo che in primo luogo implica il comprendere e il saper confutare rigorosamente la logica antirazionale propugnata dai nemici della libertà.

E’ nel suddetto contesto che va inserita “la battaglia per la difesa dell’utilizzo del denaro contante”. Una battaglia la cui finalità, pertanto, non consiste nel rivendicare la supremazia in termini assoluti di uno strumento di pagamento su un altro (banconote versus mezzi elettronici), bensì nel riaffermare il diritto delle persone di scegliere liberamente il modo che ritengono migliore di portare a termine i loro scambi economici.

Come tutti sanno nel nostro Paese la soglia al di sotto della quale è possibile utilizzare denaro contante per effettuare pagamenti tra privati o privati e società od amministrazioni non bancarie è stata recentemente abbassata fino all’attuale limite di 1000 €.

Nonostante ciò, qualcuno non ancora sazio di prescrivere restrizioni alle libertà individuali continua a richiedere l’implementazione di ulteriori “stratagemmi” per disincentivare e ridurre ancor di più gli spazi d’uso del contante, con l’intento più o meno esplicito e consapevole di giungere in un futuro alla totale, o pressoché totale, soppressione di questa modalità di pagamento, affermando contemporaneamente il dominio artificiale della moneta elettronica.

A supporto della bontà della loro tesi, i promotori ed i sostenitori della cosiddetta lotta al contante adducono il fatto che tutto ciò sia pensato e studiato al fine di ottenere gradi maggiori di benessere generale, equità, progresso, giustizia sociale.

La verità, tuttavia, è assolutamente un’altra: la lotta contro l’utilizzo del denaro contante non annovera alcuno scopo nobile e le argomentazioni a suo sostegno sono pure mistificazioni della realtà oggettiva. L’unico vero obbiettivo di questa crociata consiste nel proteggere e consolidare il potere, le prebende e l’influenza di quella variegata casta di soggetti improduttivi che vivono e prosperano soltanto a scapito del lavoro altrui.

Con il pretesto di perseguire buoni propositi si vuole soltanto fare razzia dei diritti naturali dei più inermi.

Alcune menzogne da smascherare

La lotta al contante in quanto strumento fondamentale per combattere l’evasione fiscale.

Questa è l’argomentazione principale che viene usata da chi si prodiga per avere una società senza contante. Ad una prima analisi questa giustificazione sembrerebbe inattaccabile; tuttavia, mediante una disamina più attenta e approfondita si scopre che il grosso dell’evasione fiscale non ruota affatto attorno l’utilizzo del denaro contante, ma riguarda invece transazioni decisamente più sofisticate.

I fenomeni evasivi/elusivi numericamente più rilevanti, quali l’occultamento di ricavi e compensi o l’indebita deduzione dei costi, vengono, infatti, messi in atto con l’impiego di strutture e comportamenti fittizi che prescindono dall’uso del contante e dall’obbligo di avvalersi del canale bancario per rendere le operazioni tracciabili.

BORINDiffondere l’idea che la maniera più efficace per contrastare l’evasione fiscale risieda nella lotta al contante significa, dunque, pubblicizzare volutamente un erroneo convincimento. L’evasione si combatte mettendo a punto un quadro normativo stabile e facilmente comprensibile, tagliando il numero degli adempimenti, instaurando un rapporto di fiducia tra il Fisco e il contribuente e riducendo in maniera sistematica e ragionevole la pressione fiscale tramite un preventivo calo della spesa e dell’inefficienza pubblica.

A fronte delle sopraccitate misure, l’eliminazione del contante non serve praticamente a nulla se non a privare milioni di cittadini (il popolo minuto) dell’unico formidabile strumento di “dissenso di massa” che essi possono avere a loro disposizione per non essere sopraffatti da inique regole e politiche fiscali.

La lotta al contante non incide direttamente sulla libertà e le abitudini delle persone.

Affermazione semplicemente senza senso. Restringendo le possibilità per gli agenti economici di scegliere come metodo di pagamento ciò che essi considerano più adeguato, si va ad incidere per forza di cose direttamente sulla libertà e le abitudini delle persone.

Contante strumento scomodo ed obsoleto.

L’esperienza sostiene l’esatto contrario. Nella quotidianità solamente l’impiego del contante permette ad alcune transazioni di essere portate a termine in maniera celere e quindi proficua. Di conseguenza, eliminando o riducendo ancor più drasticamente questa modalità di pagamento, si introdurranno necessariamente in più parti del sistema economico rimarchevoli inefficienze che, in ultima analisi, avranno il demerito di rendere maggiormente complicata la vita delle persone.

La lotta al contante è decisiva anche nella lotta ai furti e alle rapine.

«Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza».

Basterebbe citare questo famoso aforisma di Benjamin Franklin, uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America, per dimostrare l’illegittima sussistenza di questo assunto. Ma, poiché è necessario essere veritieri fino in fondo, si deve anche constatare come l’eliminazione del contante non rappresenti sicuramente la panacea contro furti e rapine. Clonazione di bancomat e di carte di credito, manipolazione di conti bancari, furto d’identità o anche le incresciose aggressioni alle abitazioni dei cittadini sono tutti esempi di fenomeni criminali sui quali la lotta al contante non può avere di certo un’incidenza decisiva.

La lotta al contante è una vera e propria battaglia di civiltà.

Alcuni si spingono a definire addirittura la lotta al contante come una vera e propria battaglia di civiltà, dando sostanzialmente origine ad una nuova forma di polilogismo (Il polilogismo è la dottrina che nega l’uniformità della struttura logica della mente umana): da una parte c’è chi ripudiando l’utilizzo del denaro contante ha sposato la cultura della legalità, dall’altra parte c’è chi non ripudiando tale utilizzo ha deciso di porsi, almeno teoricamente, al di fuori di questa cultura.

Questa presa di posizione è soltanto un grezzo espediente per evitare qualsiasi confronto approfondito, critica o discussione sul merito. Trattasi di falso razionalismo utile a nascondere l’irragionevolezza e l’illogicità di una tesi. Non avendo a proprio sostegno argomentazioni davvero valide, l’esercito della lotta al contante sposta la sua lotta sul terreno della pura ideologia allontanandosi così in maniera intenzionale dalla realtà delle cose.

Dinanzi ad un atteggiamento del genere si può comprendere appieno la posizione di chi ostinatamente porta avanti la crociata contro il contante: trovandosi nell’impossibilità di avere l’avallo della verità scientifica, tenta scorrettamente di plagiare la mente dei propri interlocutori

«Chi cerca di realizzare il paradiso in terra, sta in effetti preparando per gli altri un molto rispettabile inferno» (Paul Claudel)

“Eliminare il contante rappresenterebbe un atto di spoliazione dei nostri diritti alla libertà”.

La progressiva eliminazione del contante e la simultanea imposizione dall’alto della moneta elettronica alimenta il potere arbitrario e discrezionale delle élites politiche e finanziarie. Il costante consolidamento di questo potere è da ritenersi estremamente pericoloso poiché sottende, in conclusione, l’indotta accettazione di una società dalle caratteristiche distopiche dove l’uomo non è concepito come fine, bensì come mero mezzo.

Per impedire tutto ciò bisogna iniziare a far sentire il nostro grido di disapprovazione.

Tutti ciò premesso e considerato

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAORLE

esprime

condivisione verso le considerazioni riportate in premessa

condivide

e sottoscrive il manifesto di www.contantelibero.it sopra riportato quale utile strumento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni rispetto alla difesa della libera circolazione della banconote come presidio di libertà e strumento di crescita economica,

manifesta

la preoccupazione che l’Italia possa di diventare il primo esperimento in cui viene istituito il completo controllo sulla vita dei cittadini attraverso le transazioni e lo scambio di denaro e

impegna il Sindaco e la Giunta Comunale

a trasmettere la presente deliberazione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Regione Veneto nonché al Presidente del Consiglio Regionale del Veneto.

Gruppo Consiliare

Lista Civica Alessandro Borin

Alessandro Borin

Marco Favaro

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Showing 5 comments
  • federico

    non ho nemmeno letto l’articolo. Ma mi chiedo: se le banconote vengono stampate da una banca privata..possono o non possono fare quello che vogliono?
    Di quale libertà stiamo parlando?
    Pochissimi volti hanno voluto andare a monte delle cause di questa schiavitù.
    Tantissimo dormono,buona ronfata

    • Domenico

      Al di là della questione di banche centrali come enti privati (?) o pubblici, che cmq in soldoni sempre stessa cosa è, il problema è il monopolio della moneta non chi lo gestisce (se è un privato o un politico farebbe danni lo stesso).
      La risposta alla tua domanda è NO: non possono fare quello che vogliono perché l’iperinflazione nuocerebbe anche a loro, quindi arriva sempre il momento in cui non potendo più stamparsi i loro soldi hanno bisogno di racimulare quelli degli altri.

  • Fabio

    splendide parole, ma mi chiedo… quando decideranno il sequestro del 30% della liquidità dei non residenti, cosa potrà fare questa petizione? avrà ascolto? Potrà obbligare gli sportelli bancari a restare aperti per permettere ai clienti di ritirare i fondi, quando magari anche le agenzie non ne avranno che piccole quantità a disposizione?

    E quando avremo la moneta elettronica obbligatoria per tutto e tutti, quindi senza nenche l’impiccio della carta/moneta a rallentare l’esproprio?

    • Borderline Keroro

      l’oro e l’argento esistono per questo.
      Svuotate il conto.

      • fabio

        concordo!
        in effetti la mia domanda scaturisce proprio dal mio scetticismo verso queste iniziative che sono parte del meccanismo del potere “democratico”: proprio per la sua natura, come potrà mai combattere davvero il potere da cui proviene la propria legittimità?

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