In Anti & Politica

recessioneDI JOHN P. COCHRAN

Ecco la lista delle “cose da non fare” secondo Rothbard (pp. 19-20), con i miei commenti tra parentesi:

1. Prevenire o ritardare la liquidazione

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“Prestare denaro ad imprese traballanti, spingere le banche a prestare ulteriormente, ecc.” [Fatto. TARP, salvataggi e la politica della FED. Vedi John B. Taylor sul Wall Street Journal: “I tassi bassi fanno in modo che le banche rinnovino i prestiti non performanti piuttosto che eliminarli, mettendo sotto chiave gli asset non produttivi.”]

2. Inflazionare ulteriormente

“L’ulteriore inflazione blocca il calo necessario dei prezzi, ritardando così gli aggiustamenti e prolungando la depressione. L’ulteriore espansione del credito crea più investimenti improduttivi, che, a loro volta, dovranno essere liquidati in una depressione successiva. La politica del ‘denaro facile’ impedisce il ritorno del mercato a tassi di interesse più elevati.” [Fatto.]

3. Mantenere alti i saggi salariali

“Mantenere i salari artificialmente alti in una depressione assicura una disoccupazione di massa permanente. Inoltre in deflazione, quando i prezzi sono in calo, mantenere lo stesso tasso dei salari monetari significa che i salari reali sono stati spinti più alto. Di fronte al calo della domanda delle imprese, viene ulteriormente aggravato il problema della disoccupazione.”

4. Mantenere alti i prezzi

“Mantenere i prezzi al di sopra dei loro livelli di libero mercato creerà eccedenze ed evitarà un ritorno alla prosperità”. [I punti 3 e 4 sono entrambi i risultati diretti delle attuali azioni della FED, compreso il target dell’inflazione al 2%.]

5. Stimolare il consumo e scoraggiare il risparmio

“Abbiamo visto che un maggiore risparmio e meno consumo accelererebbe la ripresa; più consumi e meno risparmi aggravano ancora di più la carenza di capitale risparmiato. Il governo può incoraggiare il consumo mediante ‘buoni alimentari’ ed aiuti di pagamento. Il risparmio e gli investimenti possono essere scoraggiati attraverso tasse più alte, in particolare sulle imprese, sui ricchi e sugli immobili. Infatti, l’aumento delle imposte e la spesa pubblica scoraggeranno il risparmio e gli investimenti e stimoleranno i consumi, dal momento che la spesa pubblica è tutta consumi. Parte dei fondi privati sarebbero stati risparmiati e investiti; tutti i fondi governativi sono consumati. Qualsiasi aumento della dimensione del governo nell’economia, sposta il rapporto consumi-investimenti a favore dei consumi e prolunga la depressione.” [Il governo federale si è ampliato da un 18-20% ad un 23-25% sotto l’attuale amministrazione. Lo stimolo fiscale di Bush nel 2008 e quello di Obama nel 2009 hanno sostenuto i consumi rispetto agli investimenti.]

6. Sovvenzionare la disoccupazione

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“Qualsiasi sovvenzione alla disoccupazione (attraverso inennità di disoccupazione, aiuti, ecc.) la prolungherà a tempo indeterminato, e ritarderà il passaggio dei lavoratori nei campi dove i lavori sono disponibili.” [C’è bisogno di aggiungere altro?]

Rothbard (p. 21) sosteneva che queste erano “strategie radicate e preferite dal governo” e l’ultima parte de La Grande Depressione venne dedicata a mostrare come queste politiche furono adottate nel 1929-1933. La politica attuale ha seguito lo stesso percorso. Non dovremmo sorprenderci se il risultato è stato simile, se non abbastanza tragico. Non è ancora troppo tardi per cambiare strada, ma purtroppo tale azione, seppur possibile, non è probabile che avvenga e né vedremo le azioni positive raccomandate da Rothbard (p. 22) per accelerare la ripresa. Ridurre il ruolo del governo nell’economia e ridurre le tasse, in particolare quelle che pesano di più sul risparmio e sugli investimenti (come ho sostenuto in precedenza in “”Thoughts on Capital-Based Macroeconomics”, Part III“), sono le azioni corrette per affrontare il debito e la crisi.

Ancora una volta ci troviamo davanti alla “Crisi dell’Autorità,” alla voglia di azione e troppo spesso, come spiegato Pierre Lemieux, alla convinzione incontrastata che “Qualcuno in Carica[1] abbia la soluzione alle crisi. La politica corretta che il governo dovrebbe seguire durante la depressione è “Nessuno in Carica.” Il laissez-faire è quindi l’alternativa e previene anche le depressioni. Il denaro sonante e di libero mercato è l’alternativa al denaro del governo. Il laissez-faire e il denaro sonante dovrebbero sostituire il ciclo ricorrente di boom-bust, la depressione e la disoccupazione, con una crescita ed una prosperità sostenibile.

Traduzione di Francesco Simoncelli

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Commenti
  • matteo solbiati
    Rispondi

    Credo che si sia un poco esagerato con le definizioni totalitarie. Il TARP é stato il miglior intervento di politica economica dal dopoguerra ad oggi perché ha semplicemente salvato il mondo occidentale dal più disastroso e fulmineo default a catena. Inoltre ex-post considerazioni di modellistica macroeconomica sono sempre facili e trovano riscontro nella maggior parte dei casi che si vogliono rendere econometricamente “assimilabili” (ma chi mastica di econometria conosce tutti i limiti legati alla significatività della sua applicazione ai “casi estremi”).

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