In Anti & Politica, Economia

scuolaDI LEONARDO FACCO

Ieri, la mia attenzione è stata attirata da due notizie, entrambe aventi attinenza con i dipendenti pubblici, implacabile manodopera dello Stato ladro, in servizio permanente per favorire il declino di questo paese.

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Una era sul Manifesto, questa: “La cura neo-thatcheriana ai costi dello Stato inizia a produrre i suoi effetti: dal 2006 al 2011 i dipendenti pubblici sono passati da 3.627.139 a 3.396.810. Oltre 230mila persone hanno smesso di lavorare per lo stato negli ultimi cinque anni”. Ovviamente, al netto della citazione divertentissima della “Lady di Ferro” (qualcuno dovrebbe spiegare ai reduci di Stalin che la spesa pubblica in Italia ha continuato a lievitare), i numeri esposti non tengono conto della pletora di impiegati che sono assunti dal parastato, ovvero dalle decine di migliaia di aziende partecipate, dagli enti sussidiati, dalle pseudo-associazioni di volontariato che vivono di prebende estorte ai contribuenti, nonché dei vari consulenti a piripicchio che ottengono migliaia di euro per incarichi inutili. Quando si cerca di capire quanti siano realmente coloro che vivono di Stato, si finisce sempre con l’imbattersi in una sequela infinita di numeri, perché non è mai dato sapere con certezza chi “magna la pagnotta” a spese dei “productivos”. Le cronache ci raccontano quotidianamente di qualche finto ente privato, cooperativa (tipo il Manifesto), associazione dedita alla canasta, centro studi o fondazione che stanno in piedi grazie ai “soldi degli altri”.

L’altra notizia stava sul Gazzettino: Assenze ingiustificate anche di sei ore in una giornata lavorativa di otto. Finte missioni, shopping, visite al mercato settimanale e mille altre occupazioni. Tutto pur di non lavorare. Sono 101, su un totale di 115, i dipendenti assenteisti della sede di Rovigo della Regione Veneto”. Due giorni fa, più o meno per gli stessi motivi, a Reggio Calabria ne hanno impacchettati 17 e ne hanno messi sotto inchiesta un altro centinaio.

Non ho simpatia per i “travet della burocrazia”, credo di averlo spiegato in più di un’occasione,anche perché oltre a non produrre ricchezza alcuna, il loro lavoro è inutile (qualora fosse utile ci penserebbe il mercato a far incontrare domanda ed offerta) ed è solo d’intralcio a chi ha in animo di intraprendere un’attività.

Il dipendente pubblico, inoltre, rappresenta il“simbolo dello Stato” per antonomasia (ecco perché piace tanto a quelli del Manifesto). Più sono più lo Stato irrompe nelle nostre vite, controllandoci, costringendoci a trasformarci in sudditi da spennare, perché è il controllo, il monopolio della forza, che giustifica l’esistenza stessa dello statale. Sosteneva Max Nordau che “l’orgia di regolamentazione e il protocollismo non danno alla vita dell’individuo una garanzia maggiore di quella che dà la barbarie con tutta la sua assenza di regolamentazione”. In Italia, siamo al “mandarinismo”, altro che civiltà, al punto che i dipendenti pubblici sono spesso organizzati in dinastie: il figlio di, il cugino di, il nipote di ottengono un posto di lavoro per cooptazione familiare, alla faccia dei ridicoli concorsi con valore legale e marca da bollo.

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Più il sistema pubblico è presente, ed invasivo, nelle nostre vite e più siamo immersi in una sottospecie di “Kampuchea Democratica”. Come spiegava Nietzsche verso la fine del Diciannovesimo secolo, “Il socialismo ambisce a una pienezza di potere statale, quale solo qualche volta il dispotismo ha avuta, anzi esso supera di gran lunga ogni forma analoga del passato, perché aspira espressamente all’annientamento dell’individuo”. E per farlo ha bisogno di milioni di girapollici a tradimento, ironia della sorte pagati dalle loro stesse vittime sacrificali. Ci trattano come fossimo dei Fantozzi e pretendono pure che gli si dica… “Come è umano lei…”

 

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Mostrati 28 commenti
  • fabio
    Rispondi

    Non hanno nulla da fare in ufficio e restarci è alienante e deprimente.
    Se proprio ci restano, fanno danni perché sono incarichi fatti apposta per dare fastidio, rallentare e complicare cose altrimenti semplici.
    Benvengano gli assenteisti.

    Il problema del pubblico impiego è che esiste il pubblico impiego.

    Dovrebbero essere dimissionati oggi stesso TUTTI, lavorano o nullafacenti, vecchi o giovani, meritevoli o criminali…. semplicemente non dovrebbero esistere posti blindati illicenziabili e non dovrebbero esistere fornitori in monopolio legale di servizi (protezione,giustizia, trasporti, sanità, ecc…)

  • federico
    Rispondi

    Ancora articoli in stile Berlusconi..che puntano il dito sul buco nero del vicino.
    Bisognerebbe chiedere a questo ignorante leonardofaccoeditore con questo movimento Libertario che ricorda tanto striscioni da stadio in stile “meno male che Silvio c’è” a quanto ammonta il debito aggregato della tanto cara UK in stile Tatcher.

    Se non erro è uno dei primi paesi per indebitamento a seguire il Giappone.
    Allora mi chiedo..ma non vi divertireste di più allo Stadio a fare il tifo per il nulla?

    Qualcuno parla che il problema è il pubblico impiego. Mi chiedo cosa fareste se a fianco a voi ci fosse una bella aziendina che vi fa concorrenza in nero..tanto a che serve la guardia di Finanza?
    tanto con il liberismo funziona tutto no? provate a spendere i vostri guadagni sopra un giacimento minerario negli States che vediamo quanto vale la vostra panzanata “la proprietà è un diritto naturale”..

    ma quanto siete bassi, a livello dei Leghisti..gente “autoestinta”

    • Michela Scognamiglio
      Rispondi

      CONDIVIDO ASSOLUTAMENTE!

      • Michela Scognamiglio
        Rispondi

        Naturalmente, condivido il commento fatto da Federico, non certo il contenuto assolutamente superficiale e demagogico dell’articolo.

    • G.I. Jonah
      Rispondi

      Federico, spero tu abbia viaggiato in vita tua.
      Probabilmente hai preso l’areo, molto probabilmente hai volato Ryanair.

      Hai volato Ryanair perchè costa molto meno rispetto ad una compagnia di bandiera.

      Se oggi i poveri possono viaggiare ringrazia insieme a me la Thatcher che non ha permesso ad Aer Lingus (compagnia di bandiera irlandese) di schiacciare sul nascere Ryanair.

      Questa è una briciola di quello che il mercato può fare per le persone.

    • Fabio
      Rispondi

      davvero non riuscite a capire che “nero” non dovrebbe aver alcun significato?
      che tasse non dovrebbero esisterne? che se TU vuoi un servizio TE lo procuri, TE lo valuti e TE lo paghi ??

      Possibile siete così ciechi, Federico e Michela e la massa pecorona incapace di pensare da soli, ed indottrinati da non vedere che polizia, carabinieri, la guardia di finanza, forze armate, sono il braccio armato della mafia chiamata Stato che ha preso in ostaggio la società civile disarmata?

    • myself
      Rispondi

      @federico
      “Mi chiedo cosa fareste se a fianco a voi ci fosse una bella aziendina che vi fa concorrenza in nero..tanto a che serve la guardia di Finanza?
      tanto con il liberismo funziona tutto no?”

      Ah, incredibile. Se una azienda A va male perchè un’altra azienda B gli fa concorrenza in nero tu credi che la colpa sia di B e che lo Stato debba venire a mettere le cose a posto. Un liberale invece sa bene che la colpa è dello Stato che obbliga A a pagare troppe tasse.

      • nico
        Rispondi

        Il sig. Federico, preso a schiaffi dallo Stato, è appagato se vede prendere a schiaffi altra gente, non se riceve meno schiaffi anche lui.

  • Rispondi

    @Federico Erri!!! Il debito pubblico del Regno Unito è di circa il 60% del PIL.

    Per quanto riguarda l’aziendina che fa concorrenza in nero, in un mondo libertario non esisterebbe in quanto non ci sarebbero imposte sui redditi quindi non esisterebbe il concetto di nero.

    Forse è meglio che ti trasferisci nella Korea del Nord, la si che ti troveresti a casa!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie, avrei risposto così ;-)

  • Giovanni
    Rispondi

    @Federico:
    il suo esempio mi sembra totalmente incorretto. Come dire la Mafia impone il pizzo e come faresti tu a campare semza la Mafia che controlla che anche il tuo vicino debba pagare il pizzo per non farti concorrenza sleale.
    C’è un concetto di fondo che non riesco mai a comprendere: l’impreditore, il datore di lavoro è sempre visto come persona cattiva, assolutamente interessata al profitto economico, sempre pronta ad aprofittare dei poveri e santi dipendenti.
    Io credo molto nella buona volontà e, in un certo senso che non ho tempo di approfondire qui, nella “bontà” dell’uomo. Anche perchè, ipotizzando che le persone siano “cattive”, perchè la gestione dello stato fatto o comunque eletto da persone “cattive” dovrebbe essere invece buona.

  • Giuseppe
    Rispondi

    Probabilmente sia Federico che Michela sono dipendenti statali, o comunque hanno qualche parente stretto che è statale, perchè io non ho mai sentito un imprenditore parlare come loro.
    Io, da libertario, ho commesso spesso l’errore di discutere con degli statali e dire che non sta bene che lo stipendio venga loro assicurato sia che lavorino sia, come accade più spesso, che stiano in ufficio a cazzeggiare. Inoltre ho spiegato che il loro stipendio viene pagato con soldi sporchi, soldi che lo stato (lettera minuscola) sottrae alle persone che producono e rischiano.
    Gli statali non rinunceranno al loro stile di vita (vivere alle spalle degli altri). Siamo noi privati che dobbiamo coalizzarci e preparare la resistenza fiscale.

  • federico
    Rispondi

    Caro Giuseppe ho appena concluso la giornata da operaio non cadere in banalità del genere.
    William sogna il mondo libertario della scuola Austriaca che oggi son spuntate 40milia tonnellate di materiale tossico di scarto in A4 da smaltire a carico della collettività. Immagino che non servano nemmeno società di controllo brevetti o regole ambientali tutto si autoregolamenta compresa la malavita organizzata.
    Ho parlato di debito aggregato e chiediti come mai gli Inglesi hanno la Tripla A.
    http://finanzanostop.finanza.com/2012/01/22/paradossi-della-crisi-la-gran-bretagna-e-il-paese-piu-indebitato-del-mondo-ma-ha-la-tripla-a/

    Ricordo che Ryanair aveva stipulato ad esempio con l’aeroporto di Verona 24 euro a passeggero di incentivi per 5 anni. Ma come il liberismo in stile Tatcher mi chiede gli incentivi? E il movimento libertario cosa fa non si ribella?
    Come si possa ancora credere alle favole non so..ma immagino con pochi ragionamenti e poca informazione.

  • jimmy
    Rispondi

    Ho idee e convinzioni liberiste, che riconosco nella teoria austriaca (in attesa che essa venga attuata in una nazione qualsiasi).
    Ma sono sempre pronto a modificare le mie opinioni, per abbracciare un’idea che almeno sembri più ragionevole e fondata.
    Sarà per questo che, quando leggo i commenti di visitatori palesemente statalisti (o almeno non-liberisti), li leggo sempre con molta attenzione.
    Ma nonostante la mia buona propensione verso le idee dissonanti dalle mie, non c’è mai uno statalista che riesca non solo a convincermi, ma nemmeno ad indurmi ad almeno riflettere sulle sue opinioni.
    Quelle stataliste sono sempre opinioni davvero inaccettabili, contraddette dalla realtà e dalle conseguenze amaramente drammatiche, se non tragiche.
    Oggi è il turno di Federico e Michela: li ringrazio della loro interessante partecipazione, ma avrei gradito che avessero avanzato un qualche argomento, un qualsiasi spunto per puntellare la teoria (secondo me insostenibile) della necessità per una società moderna e felice dei servizi pubblici forniti dallo stato attraverso suoi dipendenti.
    Federico e Michela invece non ci hanno aiutato in nulla: qualche piccolo insulto di ignorante e demagogo a Facco (mi sembra davvero curioso dare dell’ignorante a Facco), qualche accusa di pochi ragionamenti e poca informazione, qualche vagheggiamento su debiti UK, rifiuti in A4 e berlusconismo (che non guasta mai).
    Tutto qui, il contributo di Federico e Michela, che comunque invito a partecipare alle discussioni di questo sito sempre più spesso, e magari si portino anche qualche amico più convincente di loro.
    Il settore pubblico italiano (ed europeo, ed occidentale) è un cancro che sta uccidendo le società moderne, come già estinse quelle antiche.
    Purtroppo, come tutti i cancri, esso è prodotto dallo stesso organismo, per cui esso è geneticamente “incurabile”.
    Non c’è nemmeno bisogno di studi, di statistiche, di teorie: è talmente evidente che non si può confutare in alcun modo.
    Se invece Federico e Michela (o chi altri) se la sentono di confutare, prego si accomodino.
    Io li ascolterò con attenzione.

  • federico
    Rispondi

    Jimmy anche tu nel corto circuito del liberismo. Aspetteremo il giorno in cui si realizzerà il sogno di un mondo fatto di essenza imprenditoriale in cui verrai totalmente fornito di servizi dalle strade agli oleodotti,dalle scuole agli ospedali.
    Ripeto che lavoro per un’azienda chimica e sono figlio di operai e fatico senza problemi 40-45 ore a settimana. Con questo non significa che ami pagare tasse ma arrivare al sogno estremo irrealizzabile lo trovo demenziale.

    In quanto al mercato liberista spiace constatare l’ottusità profonda che si ostina a non vedere un mondo globalizzato ma completamente monopolizzato dai grandi colossi che con golpe governativi si stanno spartendo la torta strozzando le piccole medio imprese. Stiamo pagando lo Stato, le Multinazionali. i debiti privati di altri paesi, l’illibero mercato deciso a suon di eserciti.

    Se volete un articolo con piccola critica costruttiva allo stile austriaco eccola:

    http://ugobardi.blogspot.it/2013/04/lera-delle-conseguenze.html

  • Liberalista
    Rispondi

    “un mondo globalizzato ma completamente monopolizzato dai grandi colossi che con golpe governativi si stanno spartendo la torta strozzando le piccole medio imprese. Stiamo pagando lo Stato, le Multinazionali. i debiti privati di altri paesi, l’illibero mercato deciso a suon di eserciti.”

    Federico, quello che hai descritto ti sembra l’applicazione del libero mercato, ovvero del libero scambio tra persone consenzienti?
    Non ti sembra invece di aver descritto il sistema misto in cui viviamo, quello in cui il potere politico è capace di golpe (l’hai scritto giustamente tu), di far pagare i debiti fatti da altri ai cittadini non consenzienti e incolpevoli, all’economia sotto l’egida di politica ed eserciti. Cosa c’è di libero in tutto questo?
    Ti rendi conto che il libertarismo sostiene il contrario di quello che tu gli attribuisci?

    • federico
      Rispondi

      amico Liberalista se la Cina controlla il 97% delle “terre rare” non è colpa mia. La teoria va abbandonata. Capite la distanza ideologica da quella reale?
      Il movimento sostiene o no un prodotto di una multinazionale?

      Jimmy è bello il programma politico in 4 righe.

      Credo che queste 4 regole siano brillanti semplicemente perchè non tengono conto della complessità sociale e dei suoi eventi, degli eventi naturali e dei rischi incalcolabili. Degli istinti di noi bestie e degli errori umani.
      Non a caso parli di Svizzera e Singapore, 2 staterelli intoccabili centri di scambio finanziario internazionale e paradisi fiscali.

      Non mi faccio rappresentare, ho semplicemente letto qualche libro sull’insostenibilità economica odierna ed è realtà.
      Possiamo parlare di James Howard. Ne puoi parlare tranquillamente con qualsiasi imprenditore i costi sulle materie prime esplodono. Se le materie prime scarseggiano il libero mercato lo si può scordare. Ne sanno qualcosa in Arabia Saudita.

      Convertire il mondo odierno a questi 10 principi è da mondo fantastico. Io lo definisco con il termine “vivere con gioia armonia e trasparenza” ma sappiamo benissimo che spiegare a tutto il mondo un unico concetto è impossibile.
      Parliamo di un passato e di un presente molto lontano da queste mentalità e che ci riserva disastri continui.
      Basti pensare alla bonifica di un canale dei petroli come a Marghera, litorale veneto..quale impresa privata di un ipotetico libero mercato si assumerebbe i rischi e le perdite di una simile impresa? Basterà il minimo Stato a garantire la tutela ambientale e sanitaria? Chi difenderà i pescatori dopo le perdite delle coltivazioni? Con quali costi alla collettività? Con quale trasparenza vista la complessità dell’operazione?
      Siamo sicuri che tutti vogliano un programma politico trasparente? Svizzera e Singapore comprese?

      Dobbiamo fare con quello che abbiamo non con quello che vorremmo..e quello che abbiamo ad oggi è un bel groppone. Per quanto possa vivere la mia intimità nella più rosea delle previsioni so perfettamente con in ogni momento il nostro habitat e la nostra civiltà accumulano scarto e materia tossica.
      Da che mondo è mondo..qui è tutto un gran casino c’è poco da fare..riordinare un disastro simile per un uomo è impossibile. All’universo basta un attimo.
      La complessità di questa società ” avanzata ” è da tempo al capolinea.

      http://ugobardi.blogspot.it/2011/12/diciamocelo-forte-e-chiaro-questa-crisi.html

      Qualcuno scherza con bonifiche e scorie tossiche riesumando i documentari con i sub e i pesci rossi tra i relitti del mare..ma il boomerang sta tornando indietro

      http://lezioniamericaneblog.wordpress.com/2012/11/01/lunga-vita-allamerica-il-calo-dellaspettativa-di-vita-negli-stati-uniti/

      http://www.tankerenemy.com/2011/07/crolla-laspettativa-di-vita-sana.html

      http://ugobardi.blogspot.it/2011/02/quanto-vivono-veramente-gli-italiani.html

  • jimmy
    Rispondi

    Federico, grazie della risposta (che mi onora molto) ed ammirazione per la tua estrazione operaia (io sono figlio di contadini, macellai, costruttori e ferrovieri).
    Ho letto anche il contributo da te postato, ma credo che la tua scelta sia stata infelice: perché ti fai rappresentare dai discorsi di altri, per quanto qualificati? Anche io potrei indirizzarti a contributi di tanti liberisti più eloquenti di me, ma non ne ho bisogno: le mie idee sono talmente basiche e lampanti (quasi banali) che non hanno bisogno delle voci grosse dei cattedratici come fai tu.
    Peraltro, il Bardi raggruppa e stronca le teorie neoliberiste, neo-conservatoriste, anarco-capitaliste ed austriaca, ma senza offrire alcun fondamento né confutazione rigorosa delle sue stroncature.
    Né tu né Bardi avete compreso granché del liberalismo austriaco: esso consiste nella affermazione di preminenza della azione umana (cioè della intelligenza ed umanità della singola persona e del suo agire quotidiano) su ogni altro elemento-soggetto della società civile.
    Tale teoria si traduce nella proposta dello stato minimo, che deve fare quelle pochissime cose che i singoli cittadini non possono fare: difesa, ordine pubblico, legislazione, rappresentanza estera e poco altro.
    Tutto il resto viene esercitato da imprese e famiglie, con minore o maggiore efficienza e successo a secondo delle capacità del singolo soggetto, che tu ed io potremo scegliere a nostra convenienza.
    Una legislazione anch’essa minima ed efficiente (sono sufficienti 12-15 testi unici annualmente revisionati dai cittadini liberamente partecipanti, non c’è bisogno di nessun politico) regola la convivenza civile e tutela le materie che giustamente ti stanno tanto a cuore: difesa dell’ambiente, protezione dei deboli, istruzione, salute, previdenza, etc.
    Lo stato minimo necessita di pochissimo denaro (secondo me, non più di 165 miliardi annui per fare bene le stesse cose che adesso si fanno poco e male), quindi la tassazione è bassa ed equa: nulla per chi esercita una attività individuale, all’incirca il 10% degli utili per chi esercita una attività societaria.
    Cosa può darci lo stato minimo?
    Moneta sana (quale che sia, euro o lira non importa) e tassi di interesse decisi dal mercato.
    Protezione totale (sanitaria e civile) degli under 15 anni ed over 65 anni.
    Istruzione efficiente e gratuita fino ai 25 anni.
    Valorizzazione, incremento e protezione dell’immenso patrimonio culturale.
    Giustizia rapida ed efficiente.
    Partecipazione massiccia dei cittadini attraverso volontariato, apprendistato, legislazione e senati di vigilanza ad ogni livello.
    Accoglienza incondizionata dell’immigrazione (salvo esigenze di sicurezza alias braccialetto).
    Se vuoi i dettagli, vai su RischioCalcolato.com e clicca su Programma Politico, troverai un progetto abbastanza completo e giustificato.
    Però ti avviso: con lo stato minimo, non ci sono più favoritismi per nessuno: non solo le grandi imprese che giustamente ti scandalizzano, ma anche tu ed io dovremo darci da fare e competere contro chiunque, perché tutti i mercati saranno completamente liberati da qualsiasi regolamento, compreso quello del lavoro.
    Questa, in estrema sintesi, è la ricetta libertaria (più o meno) austriaca.
    Dove viene applicata (in parte Svizzera e Singapore, forse anche Korea del Sud), sembra che funzioni abbastanza bene.
    Adesso toccherebbe a te: qual è la tua ricetta per la felicità (ma basta anche la serenità)?
    NOTA ai libertari più bravi/informati di me: se ho commesso errori e/o lacune nella esposizione della teoria austriaca e sue applicazioni, prego di apportare le doverose correzioni/integrazioni.

  • Daniele
    Rispondi

    Quando vedo imbecilli della domenica parlare di liberalismo come dell’ultima partita del Milan o (peggio) come una fede religiosa verso cui non bisogna fare critiche francamente non so che pensare.
    Chi crede ancora al potere miracoloso del libero mercato e della mano invisibile, francamente, non sa di che cazzo sta parlando.

    • fabio
      Rispondi

      invece te si?

    • Liberty Defined
      Rispondi

      Di sucuro lo statalismo ha portato l’itagglia nella posizione di oggi. Bisognerebbe sapere di cosa si parla prima di aprire bocca a sproposito solo per insultare. Abbiamo sperimentato solo il dirigismo, per avere il libero mercato che odi tanto in primo luogo non dovrebbero esserci banche centrali….

  • jimmy
    Rispondi

    Per Daniele del 11 novembre 2013:
    Lei confonde le discussioni sulle partite del milan con le dispute su una teoria socio-economica (il liberalismo – l’azione umana – il libero arbitrio) antica di settecento anni (scolastica spagnola) e mai validamente confutata da nessuno.
    E’ evidente che le sue parolacce tentano di coprire questa sua incapacità.
    Si metta a studiare con sacrificio ed umiltà, dopo il secondo libro serio sarà un liberista fervente anche Lei, glielo assicuro.
    Sennò, torni pure alle partite del milan, non sentiremo la sua mancanza.

    • Liberty Defined
      Rispondi

      tra l’altro grande stagione del milan

  • Zioru
    Rispondi

    Scusate, sono nuovo ma mi sono divertito a leggere i Vs commenti. Una sola domanda, ma perchè non è possibile immaginare un sistema in cui statalismo e liberismo possano convivere? In effetti non sarebbe difficile, basterebbe che ognuno rispettasse i propri confini . Non è possibile teorizzare un collaborare di due sistemi anzichè il continuo inutile scontro? Per esempio, basterebbe applicare ai dipendenti statali e ai privati le stesse rcondizioni contrattuali, visto che sono entrambi lavoratori, perchè aver regole diverse?

    • MovLib
      Rispondi

      Lo Stato ed il suo desiderio di potere sono sempre in espansione.
      Appena vedono un business privato che gli fa concorrenza ed ha successo, fanno subito la legge per ridimensionare, opppsss per “regolare”.

      La convivenza è praticamente impossibile. I fatti storici lo dimostrano.

    • fabio
      Rispondi

      come hachiarito Frédéric Bastiat, hai due tipi di regole, le dittatoriali (o fasciste o comuniste o stataliste, cioè calate dall’alto contro la volontà dei protagonisti) ele contrattuali (quelle scaturite dalla contrattazione tra i protagonisti)

      in Libero Mercato in Libera Condorrenza non avrai la seconda classe di regole, con lo Stato la prima.

      E’ l’essenza stessa dello Stato, è il suo modo di essere e non ne ha altri: aggredire gli altri cercando di regolamentare imponendo l’idea del pianificatore burocrate di merda statale e statalista.
      Mentre un libertario afferma Fai quel che vuoi della tua proprietà privata senza aggredire gli altri (apri o chiudi l’attività agli orari che vuoi, licenzia o assumi a piacimento, non pagare le tasse ma scegli TU quali servizi usare e pagare) lo Stato ed i parassiti dicono che tutto il territorio è cosa loro, rivendicandone la fantomatica Unità Nazionale, e non vedono l’ora di mettere le mani sui TUOI soldi, e per fare questo ti saccheggiano riempiendoti di tasse con la scusa dei servizi (scuola, sanità,sicurezza,strade, ecc..) , che tu non sapresti scegliere e neanche devi scegliere perché se non li vuoi te qualcuno li vuole ma non li può pagare (orfano e vedova).

      ovviamente i cosidetti servizi esistono a prescindere e NONOSTANTE lo Stato, non grazie ad esso ed alla marea di parassiti pubblici con la montagna di soldi che ci costano, immane zavorra, armata ad ogni livello e monopolista della violenza, che affoga la società civile.

  • zioru
    Rispondi

    Non diciamo su scemenze, che libero mercato e la libera concorrenza significhi libertà è un’affermazione ridicola. Potrei fare migliaia di esempi dove chi ha vinto non era affatto il migliore, ma solo il più forte, e se qualcuno dei liberisti vuol provare a scontrarsi son una multinazionale, accomodatevi, che ci facciamo due risate. Lo stesso dicasi di migliaia di piccoli negozi che sono stati spianati dalla GDO, e non perchè peggiori, ma solo perchè come disse qualcuno, Davide vince le battaglie, ma Golia vince le guerre. In quanto alla tasse, smettetela di dire sciocchezze,le tasse troppo alte non sono un danno per l’imprenditore, ma sopratutto per il CONSUMATORE FINALE, cioè per la società tutta, perchè alla fine è lui che paga tutto il conto. http://www.laforzamotrice.it/?p=758

    • LibertyDefined
      Rispondi

      @zioru Dicci dove hai visto il libero mercato che ci andiamo subito.. La grande distribuzione se offre una scelta più ampia a minor prezzo è giusto che venga preferita dal consumatore, che può quindi spendere meno. Hai le idee confuse per usare un eufemismo. I piccoli negozi sopravvivono se offrono prodoti di miglior qualità (di nicchia) e altri servizi tipo la consegna a domicilio o magari anche il contatto diretto del titolare con la clientela. Quanto alle tasse mi sembri uno di quelli che dice: Basta che facciano male ai ricchi e vanno sempre bene! (tipo fassina sull’esenzione sotto i 12k € annui che non faceva male ai “ricchi”)

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