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INCIDENTE_AUTODI LUIGI POSSENTI

In un Paese che mostra ”segnali di incipiente demotorizzazione”, cala l’appeal delle quattro ruote tra i giovani, di cui solo uno su sei comprerebbe un’auto avendo la disponibilita’ economica, mentre si diffondono modalita’ di trasporto alternative, piu’ economiche, come la bici. E’ questo il quadro che emerge dal Rapporto Automotive 2013, una ricerca a livello europeo da AlixPartners, i cui risultati sono stati illustrati questo pomeriggio a Roma nel corso della manifestazione Missione Mobilita’. Lo studio registra la contrazione del parco auto circolante, con il 2012 che ha visto per la prima volta un saldo negativo tra nuove immatricolazioni e radiazioni (-38.000 veicoli).

Nonostante cio’, in Italia la concentrazione di vetture per abitante resta tra le piu’ alte d’Europa, 608 ogni mille abitanti contro una media europea di 497. Alla base della tendenza alla ‘demotorizzazione’ c’e’ il fattore economico, con la minore disponibilita’ di spesa, l’aumento della pressione fiscale e dei costi di gestione dell’auto, che in Europa sono cresciuti in media del 4,5% passando da 3.278 a 3.425 euro annui, mentre il prezzo del carburante e’ salito del 16%. Ma a influire e’ anche il minore appeal dell’auto, soprattutto tra i giovani. Se avesse a disposizione 30mila euro, solo il 16% dei 18-29enni comprerebbe un’auto nuova. Il 36,2% si concederebbe una vacanza da sogno e il 27,6% li conserverebbe sul proprio conto bancario. La conseguenza e’ che in Italia le vendite di bici hanno superato quelle di auto, sebbene il paese, con 440 velocipedi ogni mille abitanti, mantenga una delle percentuali europee piu’ basse di diffusione (sono 1.010 nei Paesi Bassi e 900 in Germania). E sebbene solo il 5% degli italiani consideri la bici il mezzo principale di trasporto, l’uso dell’auto si riduce passando dalle dalle 5,1 volte a settimana del 2010 alle 4,4 del 2012, sostituito dalle due ruote e dai mezzi pubblici. A contrarsi non sono solo l’acquisto e l’uso delle auto, ma anche la loro produzione. Dal 2000 al 2012 i principali Paesi europei, ad eccezione della Germania (+16%), hanno registrato una notevole riduzione nella produzione di volumi: – 13% in Gran Bretagna, -34% in Spagna, -37% in Francia e -50% in Belgio, fino al -62% dell’Italia.

Senza soldi è difficile aver voglia di comprare qualcosa. L’assuefazione alla povertà avanza…

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Showing 18 comments
  • harry
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    Non vi siete accorti che sono già spariti i motorini????

    • firmato winston diaz
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      harry: Non vi siete accorti che sono già spariti i motorini????

      Casco, targa, assicurazione, revisione, tassa di possesso: vent’anni fa (il paradiso) non esisteva NULLA di tutto cio’. C’era solo la tassa di circolazione (bollo), che dovevi pagare annualmente solo se circolavi per le strade (costava l’equivalente di una decina di euro di oggi).
      Poi abbiamo voluto diventare la caricatura dei tedeschi.

      • firmato winston diaz
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        E l’italia non ha piu’ nemmeno una industria motociclistica

    • fabio
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      concordo con chi qui fa presente i costi: da ragazzo mi comprai un malaguti fifty semplicemente dando soldi in cambio della consegna del libretto di circolazione! niente registrazioni, niente tasse, niente targa. Assicurazione modesta. Era l’epoca del califfone, fatto dai carcerati, del ciao e sì piaggio.

      Poi arrivò la targa, che ancora potevi portarti appresso da motorino a motorino. l’assicurazione cominciava a rincarare perché le auto non si vendevano e questo era un modo di condizionare la scelta dei ragazzi.
      Poi la targa diventò, come per le auto, non dell’autista ma del veicolo, l’assicurazione col di bonus in malus arrivò alle stelle, e di auto se ne vendevano sempre meno nonostante l’uccisione del mercato delle due ruote coi costi troppo alti.

  • Libertario antistatalista
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    Meglio così , anche se questi dati mi sembrano un pò forzati : comunque la bici , almeno in città , è senza dubbio meglio dell’auto in quanto strumento di libertà e responsabilità , mentre l’auto è uno dei simboli più noti della falsa libertà data dallo statalismo , non a caso le prime auto popolari furono diffuse nella Germania nazionlsocialista dallo stato e le industrie automobilistiche (Fiat ad es ) sono sempre state sostenute dallo stato .

    • pippo pg
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      Le prime auto a larga diffusione sono state le ford T soprannominata lizle negli Stati Uniti nel 1908 quindi molto prima del maggiolino di hitler il quale tentò di scimmiottare il successo del prodotto americano (frutto però di iniziativa privata) commissonando all’ing. Ferdinad Porsche la Volkswagen che tuttavia non potè essere messa in produzione se non alla fine della guerra.
      Anche Mussolini chiese alla Fiat di produrre la 500 “topolino” sempre per imitare la motorizzazione di massa statunitenze. La Topolino in effetti venne prodotta dal 1936 e per l’epoca era una machinetta ottima ma falli totalmente nell’intento per cui era stata progettata, solo un numeroristrettissimo di persone all’epoca in Italia poteva anche solo sognare di possedere un’auto benchè utilitaria
      Da alcuni calcoli fatti comunque anche l’operaio tedesco degli anni 30 non avrebbe potuto mai comprare una Volkswagen se non a costo di sforzi economici sovrumani.Oggi l’operaio tedesco si può comprare una Mercedes classe E perchè gli sforzi sovrumani li stiamo facendo noi.
      Oltre alla prima utilitaria vera ford inventò anche un nuovo concetto di organizzazione della organizzazione industriale che permise una riduzione dei costi significativa nella produzione in serie. Infine harry Ford pagava bene i suoi dipendenti che ovviamente erano dei reali “produttori di ricchezza”. Questi potevano acquistare le vetture che producevano e tante altre cose facendo così girare l’economia.
      Il mezzo di trasporto privato auto moto camper ecc… non è affatto simbolo di statalismo anzi è l’esatto opposto il tuo veicolo non è altro che un tuo spazio privato che ti segue ovunque una specie di micro regno viaggiante in cui tu eserciti pieni poteri ma che ti da anche delle responsabilità, quindi credo che sia abbastanza diseducativo che i giovani rinuncino a possederne uno . A parte il sopracitato esempio della germania degli anni 30, in genere i regimi piu sono autoritari più operano restrizioni al trasporto privato ( come del resto all’informazione). nell’ex urss si producevano quantita smisurate di armi avanzate ma per ottenere un’auto ( sarebbe più corretto dire una bagnarola a 4 ruote) si doveva aspettare 8\10 anni ammesso e non concesso che si disponesse del denaro per pagarle, infatti oltre che essere pattumiere semoventi erano pure care per le tasche del cittadino sovietico medio. Comunque il calo del mercato è probabilmente dovuto a tanti fattori concomitanti.
      Il primo è quello più ovvio,quello che vale per tutti i paesi. Ci sono meno soldi la gente si fa durare i mezzi di più e comunque la qualità media dei materiali e delle lavorazioni migliorata ha permesso di aumentare la vita operativa dei veicoli.
      Il secondo è che il mercato ( almeno in Italia) è stato “drogato” dagli incentivi che hanno concentrato la domanda in un lasso temporale ridotto, tali incentivi sono stati prorogati ma hanno esaurito la loro forza di spingere il mercato. In altri paesi europei si è agito diversamente, si è semplicemente eliminato il bollo. con il denaro risparmiato in 10 anni di bollo non pagato si arriva più o meno alla cifra che si ha con gli “econcentivi” , tuttavia vi è una maggiore equità di trattamento perchè usufruisce dello sconto anche chi non ha la possibilità di comprare il veicolo nel lasso di tempo in cui gli incentivi sono in vigore o chi lo fatto poco prima .
      Il terzo motivo è che quello che lascia più amarezza.un certo numero di persone sicuramente non agiate ha rinunciato tra le altre cose al proprio diritto di muoversi liberamente e quello che mi incazzare è che alcuni sedicenti supermen della pedivella se ne compiacciano.

      • firmato winston diaz
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        “persone sicuramente non agiate ha rinunciato tra le altre cose al proprio diritto di muoversi liberamente e quello che mi incazzare è che alcuni sedicenti supermen della pedivella se ne compiacciano”

        sono le stesse persone: peraltro per scoprire, chi ha la fortuna di poter fare a meno delle quattro ruote per necessita’ ineluttabili (lavoro o semplicemente portare a fare trattamenti e visite persone anziane e molto malate o a scuola i figli), che bici=assolutaliberta’, per il momento… ma solo finche’ siamo in pochi ad usarla, i sedicenti “amici della bicicletta”, dalle mie parti, si mettono gia’ su’ una targhetta tipo ciclomotore…… non ho parole per descriverli.

    • firmato winston diaz
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      probabilmente senza il volano dell’automobile non avremmo avuto nemmeno la parvenza del formidabile sviluppo economico del dopoguerra: l’automobile ha letteralmente trasformato l’orografia dei paesi in cui si e’ diffusa, oltre allo stile di vita in senso enormemente piu’ dispendioso. Ora che quel volano si e’ esaurito, in quanto le trasformazioni sono compiute, l’economia ristagna.

  • federico
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    Un bel articolo con una zappa nei piedi nel finale.
    Per me una persona del ceto medio che spende 30 mila euro per un inutilissimo inquinante Suv è da considerarsi in seguito appartenente al ceto povero. Soprattutto culturalmente.

    Senza andare lontano e ritornando a temi come parassitismo e sussistenzialismo, c’è da ricordare che il mercato dell’immobile vive da qualche decennio di incentivi “privati” chiamati “mutuo” “finanziamento” “prestito”

    Se il tempo medio di rateizzazione era di 10 anni oggi siamo arrivati alla futurista insostenibile illusione dei 20-30 anni. I nuovi Subprime made in EU. Che genereranno ulteriore impoverimento oltre che il già confermato sciocco baratto di futuri rendimenti infiniti ovvero il semplice “campo di terra” (ricordiamolo Lombardia 117mila mq al giorno cementificati), a perdite presenti finite. Bastino da esempio le speculazioni spagnole turche brasiliane arabe russe e cinesi.

    Benvenuti nella giungla, ora i poveri privati chiederanno il conto ai cittadini con il salvataggio delle banche per i loro mirabili “progressi” borsistici. Una supplica di Bini Smaghi.

    Stiamo schiantando al suolo.
    Della serie fan più danni 4 imprese private che 200 forestali a pane e vino in Calabria. Se è questo il generare ricchezza..godetevi lo spettacolo.
    Forse il mercato dell’auto riprenderà con gli operai serbi da 300 euro al mese quando una Fiat 500 costerà 3 mila euro. Per il resto tutta fuffa.

    Albert in quanto a spendere i soldi ho investito 40 mila euro in ristrutturazione e non mi ha ancora arrestato nessuno. Ho una WPolo che ha compiuto 10anni con 75mila km. Vado al lavoro in bicicletta (7km) come in vacanza (anche 600km)e sto molto meglio di altri che si cibano di scatolette, si acculturano su Sky e annaspano per cambiare il treno di gomme da 17 assicurazione inclusa.
    Forse gli italiani,ormai tardi a mio avviso..stanno imparando la matematica basilare.

    • firmato winston diaz
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      federico: “ricordiamolo Lombardia 117mila mq al giorno cementificati”

      Mmh, scommettiamo che quei 117.000 mq sono in gran parte passaggi burocratici dal catasto dei terreni a quello urbano?
      Per informazione di tutti, un appezzamento di terra con il relativo immobile di abitazione se e’ di proprieta’ di un contadino in attivita’ e’ accatastato come terreno agricolo (fabbricato compreso).
      Quando il contadino non e’ piu’ in attivita’, questo privilegio (tassazione pressocche’ inesistente) viene meno, e l’immobile con la sua terra diventa d’ufficio fabbricato urbano, con imu, tares, tia, tarsu corrispondenti.
      Scommetto che nelle statistiche questo semplice passaggio di categoria catastale e relativo livello di tassazione (i comuni vanno a caccia continuamente di immobili che non sono piu’ di proprieta’ di contadini) diventa “CEMENTIFICAZIONE” (e pretesto per ulteriore aumento di tassazione – che FESSI che sono gli italiani, si fregano da soli…)

      • federico
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        guarda che qui scrivono ” campi coltivati prati e boschi”..

        forse non hai mai assistito ad uno sbancamento a fine industriale. A 20 anni lavorai per un’impresa edile e a Musile di Piave vidi un meraviglioso prato spazzato da un capannone da 10mila mq per il recupero dei motori frigoriferi. L’impresa edile in cui lavorava mio padre è fallita e il titolare dei terreni compreso il progettista sono indagati per dirottamento fondi europei. Oltre l’attività mai partita, la perdita di una resa agricola per sempre. Casi così ve ne sono a migliaia. Pagheremo caro.

        Ritornando alla Lombardia con l’Expo hanno in progetto autostrade e tangenziali che taglieranno ulteriormente le proprietà terriere. Altra cattedrale al vento.

        http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/02/leta-cemento-docu-racconta-colata-lombardia/206260/

        “Solo negli ultimi 8 anni sono spariti oltre 43mila ettari di suolo agricolo”

        La realtà è molto pesante,chi predica formule economiche e speranze prive di fondamento è folle.

        • firmato winston diaz
          Rispondi

          d’altra parte la lombardia e’ una delle zone piu’ densamente popolate del mondo, 1 abitante ogni 2500mq, contando anche le zone montane inabitabili che vi sono abbondanti: fra abitazione, luoghi pubblici (strade ospedali scuole uffici) e luoghi di lavoro, con una densita’ cosi’, mi stupisce che possa esistere ancora qualche filo d’erba, anche incasermando tutti in grandi falansteri.

  • luca
    Rispondi

    Con le strade che abbiamo, non abbiamo bisogno di altre macchine. Anzi sono già troppe

  • firmato winston diaz
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    Bene!
    I tempi sono maturi per targa, bollo, assicurazione obbligatoria, casco, revisione, anche per le bici. Credete che sia uno scherzo?

  • Lorenzo s.
    Rispondi

    Lo stato con tasse, multe, e vincoli assurdi (come l’obbligo di catene nel bagagliaio) ci sta facendo passare la voglia di guidare. Anzi, credo che abbia castrato i giovani dalla voglia di possedere un auto.

  • virjilio
    Rispondi

    Questa per l’Occidente e soprattutto per l’Italia è una classica epoca della “decadenza” in cui etero e auto-colpevolizzazione aumentano mentre, in fondo, l’aspirazione alla libertà individuale decresce…che quando la pulsione per essa si manifesta se ne cerca giustificazione con caratteri moraleggianti o quasi religiosi, spesso rivolti contro altre libertà o a sfavore per libertà e indipendenza d’altri gruppi umani (un pò come le insurrezioni in quei Paesi dove si lotta contro la tirannia sventolando bandiere di fedi o ideologie altrettanto o più costrittive dei poteri combattuti). Ciò dipende da una sinergia di cause e la povertà può rivelarsi una di esse ma anche esserne effetto: la depressione dell’iniziativa personale, sfiducia e svalutazione per ogni concreta libera impresa e scelta e azione umana, da cui derivano la smanìa per regole, controlli e cavillose e asfissianti architetture legislative da “Grande Fratello” stile orwelliano, in unione ai presagi catastrofici sorti dal disprezzo per tecnologia e scienza, pure frutti d’una gran rifiuto per pensiero complesso, progetti e studio a favore dell’adesione a slogan e proteste fondate su rabbia (e insoddisfazione esistenziale) fine a sé stessa…o su motivazioni semplicistiche principalmente sentimentali. Atteggiamenti ovviamente fatali per ogni positivo processo economico. Basti, soprattutto in Italia, il misero epilogo del nucleare a seguito del “credo” solare (il Sole sempre esercitò un fascino mistico sulle popolazioni, il suo culto dominò ogni civiltà compresa quella del nostro impero romano): l’atomo è male, è la dannazione! Invece un pannello fotovoltaico sul tetto e l’energia fluirà gratuita, salvifica ed eterna per ognuno!…Col concomitante richiamo al ritorno alla “terra”, alla semplicità e purezza della verzura…all’amore per rape e carote “biologiche” (pure queste tipiche inclinazioni religiose: l’orto dei monasteri “ora et labora”…o d’altre comunità e sette più o meno cristiane)… E siamo rimasti fra le “potenze” che in termini energetico-economici stanno peggio. E poi tanto per non mancare d’autocontraddizione le stesse eco-organizzazioni promotrici di quanto sopra di tanto in tanto radunano masse di cittadini esasperati, nelle piazze, al motto di: <>?

    • fabio
      Rispondi

      intanto adesso chi produce deve aprirsi la partita iva, pure se l’eccedenza non va in rete nazionale!!
      Se la prenderanno coi fessi che hanno creduto alle cazzate stataliste.

  • federico
    Rispondi

    gli unici a cambiare auto sono i boccaloni degli Inglesi,non a caso i più indebitati nonostante le conclamate liberalizzazioni della Margaret.
    Un pugno di mosche ideologiche per nascondere che la loro vera fortuna è stato il petrolio del Nord e la supremazia a scapito degli altri paesi. A quanto pare dovranno cominciare a fare i conti.

    http://www.lastampa.it/2013/05/14/esteri/i-piu-indebitati-sulla-casa-gli-inglesi-anSqMqzpm2zmsgYGxHeO1K/pagina.html

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