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Dalle colonne del Corriere della Sera di oggi, il Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo informa di aver scritto ai Ministri della Salute e dell’Ambiente per formulare un decreto a tre firme, con l’obiettivo di vietare gli organismi geneticamente modificati. “Ricordiamo al Ministro che un simile decreto riporta alla mente quello voluto nel marzo 2010 dai Ministri Zaia, Prestigiacomo e Fazio che si rivelò un totale fallimento per il Governo, ha dichiarato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. Quindici mesi dopo infatti il TAR del Lazio condannò il Ministero delle politiche agricole a risarcire con 2.000 euro il Vicepresidente di Futuragra Silvano Dalla Libera, per avergli impedito di coltivare sementi OGM nei suoi terreni nonostante una sentenza del Consiglio di Stato avesse riconosciuto il suo diritto. Dalla Libera sta ancora aspettando il pagamento dei danni: a questo punto comprendiamo che la nostra politica oltre a non rispettare le sentenze europee non rispetta nemmeno quelle italiane”.
“E’ necessario avviare da subito un confronto serio con tutte le parti che tenga conto anche delle esigenze degli agricoltori che vogliono accedere all’innovazione. Il Ministro rischia di porre le premesse per una procedura di infrazione contro l’Italia che sarebbe pagata da tutti i cittadini, ha proseguito Campagnolo. La Commissione europea si è già espressa in questo senso: non è possibile sottoporre ad autorizzazione nazionale le varietà che sono regolarmente iscritte nel catalogo comune europeo, OGM compresi”.
“L’innovazione in agricoltura è basilare per la sopravvivenza del nostro settore, non può essere fermata e le norme europee garantiscono ormai la libertà di scelta agli agricoltori. Questi sono dati di fatto che valgono pienamente anche nel nostro Paese, ha concluso Campagnolo. La realtà dei fatti non può più essere occultata dai pregiudizi e dall’ignoranza colpevole: a chiederlo sono gli agricoltori, come dimostra un sondaggio Demoskopea del 2009 che ha messo in luce che il 53% sarebbe disposto da subito a seminare mais OGM, ma anche i consumatori, come è emerso da un’indagine ISPO dello scorso novembre secondo cui il 52% dei cittadini prenderebbe in considerazione la possibilità di acquistare prodotti alimentari contenenti OGM a determinate condizioni”.

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