In Economia, Varie

monete_oroLETTI PER VOI

E’ a tutti gli effetti possibile che il governo Usa e ipoteticamente l’Unione Europea abbiano gia’ deciso una confisca dell’oro.

Stando alle previsioni di un gruppo di analisti Usa, il governo americano e le autorita’ europee avrebbero gia’ studiato un piano da implementare in coincidenza con un prezzo specifico.

La maggiore minaccia per gli investimenti in oro e argento non e’ rappresentata dalle speculazioni aggressive dei maggiori fondi mondiali, come si sarebbe portati a pensare, bensi’ dai governi di Usa ed Europa, che potrebbero ritirarlo dalle tasche dei cittadini piu’ benestanti.

Finora i dibattiti su una simile eventualita’ “estrema” non sono mancati, ma si sono fermati all’assunzione che il pericolo e’ comunque lontano nel tempo, come qualcosa che va preso in considerazione, indubbiamente, ma in futuro.

I migliori consulenti finanziari al mondo adducono due motivazioni alla loro tesi, secondo cui l’oro non sara’ confiscato presto. In primis, perche’ significherebbe che il governo riconosce il grande valore che ha il metallo prezioso, rivedendo la sua posizione ufficiale. In secondo luogo, il fatto che le autorita’ incontrerebbero una resistenza molto piu’ feroce rispetto a quella che incontrarono nel 1933.

Il riferimento e’ all’anno in cui Franklin Roosevelt, appena insediatosi alla Casa Bianca, creo’ il famigerato Emergency Banking Act, misura d’emergenza per far uscire l’America dalla crisi finanziaria, con la quale veniva imposto che tutto l’oro detenuto dai cittadini (esclusa la gioielleria personale) venisse consegnato alle banche.

Felice di vedere che i pochi “ricchi cattivi” vengano finalmente puniti, da una parte, ma al contempo preoccupati dall’idea che il governo sia in grado di compiere una sorta di furto – e di tale portata – con la forza, nella paura che loro potrebbero essere i prossimi della lista, come ci insegnano i momenti di panico a Cipro, successivi alla minaccia dell’imposizione di un prelievo forzoso per tutti i correntisti.

TRATTO DA: http://www.articolotre.com

Post suggeriti
Mostrati 16 commenti
  • Stefano Nobile
    Rispondi

    poi la gente mi chiede “ma perché non devo comprare oro attraverso la banca? Se non ho niente da nascondere, non ho nulla da temere”
    Vero, lo diceva anche Goebbels “chi non ha niente da nascondere non ha nulla da temere”

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Guardate che le voci messe in giro da questi articoli servono a spostare artatamente gli investimenti del momento in modo da trarne vantaggi competitivi. In altre parole, sono gli speculatori di professione che vi prendono per il culo.

  • francesco
    Rispondi

    Alla fine dell’articolo si dice: “preoccupati dall’idea che il governo sia in grado di compiere una sorta di furto – e di tale portata – con la forza” I governi rubano costantemente e con la forza, non a caso si chiama imposizione fiscale. Chi si meravglia dove a vissuto fino ad oggi?

  • giuliana
    Rispondi

    l’oro si compra anche in monete e non attraverso le banche

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Nessuno qua dentro e’ sfiorato dall’idea che se l’oro divenisse unico mezzo di pagamento, nel momento in cui si accumulasse in abbastanza tasche che non lo spendono (i paperon de paperoni, per intenderci) l’economia risulterebbe bloccata, e che o si abbandona il gold standard e chi ha oro se lo ficca nel sedere, oppure glielo si confisca?
    L’ora andava bene come mezzo di scambio quando le merci scambiate costituivano una minima frazione delle merci usate, e quando la quasi totalita’ degli scambi avveniva localmente attraverso baratto (6 uova per un chilo di farina, per intendersi, ottimo sistema finche’ tutta la popolazione vive in campagna, e in citta’ a fare le teorie economiche vive il 5 per cento della popolazione, cosa che accadeva in una certa misura fino al tempo dei nostri bisnonni, che quasi tutti, pur essendoci il gold standard, una moneta d’oro credo non l’abbiano mai vista).

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      immagino che i Paperoni vivano mangiando oro.
      Comunque, perché tu sappia, l’oro è stato scelto come moneta spontaneamente.
      Ma nulla impedisce di effettuare scambi basati sull’argento, sul palladio, sul rame, sulla kryptonite o sulla cacca.
      Non è questione di ancorare la valuta all’oro, il problema è avere una valuta NON svalutabile a piacimento da coloro che hanno in mano la stampante dei soldi.
      E sai chi sono quelli che ce l’hanno in mano? I Paperoni di cui parlavi prima.
      Ora, non ti ha mai nemmeno sfiorato il dubbio che se per loro fosse più comodo il gold standard non lo avrebbero fatto abolire?
      Stammi buo’ paisa’.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        Infatti attualmente la moneta piu’ usata e’ nei cds e nei derivati, paisa’.

    • Domenico
      Rispondi

      Niente Gold Standard, la moneta deve essere scelta dal mercato ed attualmente è l’oro la scelta.
      Se l’oro dovesse scarseggiare si userebbe altro. La moneta è una necessità non svanirà mai. Se qualcuno l’accumula e non la spende renderà questa moneta rara ed anche magari difficilmente accettata come moneta corrente in una data economia, lasciando strada al altre forme di moneta.
      Intanto si elimina il vero male, il monopolio della moneta, di poterne erogare quanta se ne vuole e di essere gli unici per legge a poterlo fare.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        “La moneta è una necessità non svanirà mai”

        infatti attualmente e’ nella maggior parte nei derivati e nei cds

    • Michele
      Rispondi

      @winston diaz

      quello che tu temi è impossibile.
      le leggi dell’economia semplicemente lo impediscono.
      man mano che più persone decidono di accumulare oro accade semplicemente che l’oro aumenta di valore e quindi ad un certo punto varrà così tanto che le persone lo vorranno spendere piuttosto che accumularlo. quindi ci sarà sempre oro a disposizione per gli scambi.

      si chiama “utilità marginale” nel caso tu voglia andarla a cercare su un libro di testo.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        @michele
        il pincipio di utilita’ marginale dice esattamente il contrario.
        Quella che stai richiamando tu e’ eventualmente la legge di gresham, cioe’ che la moneta cattiva scaccia la moneta buona, essendo la cattiva usata negli scambi in quanto quella buona e’ tesaurizzata.
        Che non credo sia quello che vuoi dimostrare.

  • Maciknight
    Rispondi

    L’oro è sempre stata l’unica vera moneta accettata universalmente anche in paesi lontanissimi e con lingue reciproche incomprensibili, ma se pagavi in oro venivi accolto ovunque, anche nell’impenetrabile Giappone dei secoli scorsi. E’ tutt’altro che un mezzo anacronistico, ed è stato eliminato il gold standard proprio per poter abusare del mezzo monetario a scopi oligarchici e clientelari, quindi chi associa l’oro alla ricchezza di classe ed all’accumulo statico è fuori strada ed è lui anacronistico

  • fabio
    Rispondi

    è già accaduto e, disperati come sono, cercheranno purtroppo di ripetere il furto se calcolano che valga la candela.

    come al solito tocca non farsi trovare impreparati di fronte al signore dei ladri.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Alla fine vale la legge della forza, chi ha la forza detta le regole (trattandosi nella fattispecie di uomini e non di animali di norma trattasi di forza cerebrale, anche se a leggere tali blog queste certezze tentennano).

  • Fabio
    Rispondi

    meno male che messi in banca stanno al sicuro!!
    sappiamo bene che niente è al sicuro quando il parlamento si riunisce per legiferare sulle proprietà lasciate in custodia temporanea ai sudditi:

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/tesoretto-banca-etruria-1208514.html

    Il tesoretto di Banca Etruria
    Dopo BankItalia, l’istituto di credito è il più grande magazzino di metallo giallo in Italia. Ai clienti offriva un particolare conto soprannominato “oro vero”. Nei caveau una fortuna da 310 milioni di euro

    Gabriele Bertocchi – Mar, 29/12/2015 – 11:46

    Tra le preoccupazioni del pensionato Luigino D’Angelo, vittima del crac di Banca Etruria, ce n’è una diventata quasi un giallo: un lingotto d’oro di mille grammi puro al 999 per mille con tanto di timbro della London Good Delivery, raffineria tra le più quotate al mondo.

    L’irrimidiabile decisione dell’uomo sembra essere dovuta anche a questo. D’Angelo, in alcuni messaggi lasciati ai famigliari, si lamenta del fatto di non poter riavere il pezzo d’oro. Dalle verifiche fatte, come sostiene il Corriere della Sera, il lingotto sarebbe stato recuperato a metà settembre. Almeno così risulta dagli archivi della banca dato che dal momento in cui si acquista il pregiato massello si diventa automaticamente proprietari di un preciso lingotto, marchiato con un numero preciso di matricola. Per ognuno di essi si conosce tutta la vita. Quello del pensionato risulta acquistato nel dicembre 2012 e ritirato il 18 settembre. Purtroppo con una cospicua perdita di valore che va a gravare in conto capitale: 3 anni fa l’oro si aggirava attorno ai 1300 euro all’oncia. Quotazione che da settembre viaggia attorno ai mille. Come detto in precedenza , chiaramente un altro motivo di rammarico.

    Un giallo che risolto che svela un particolarissimo dettaglio su Banca Etruria: non è un caso che D’Angelo avesse un lingotto d’oro, e non è nemmeno l’unico. Etruria è anche conosciuta come “Banca dell’oro”. Titolo meritato: vari caveau super protetti vengono conservati 9 tonnellate e mezzo d’oro. Ma facciamo bene i conti. I clienti dell’istituto posseggono circa 3,5 tonnellate (più di 10 mila pezzi); una giacenza della stessa banca che si aggiora su una media giornaliera di 2 tonnellate e infine impiehi per il distretto industriale orafo per 4 tonnellate.

    Il controvalore sul mercato è un di circa 310 milioni di euro. Un vero e proprio tesoretto. La concentrazione di oro sparsa in caveau nascosti per tutta Arezzo è seconda solo a quella di BankItalia. Etruria è inoltre una delle poche banca autorizzate a vendere oro non lavorato, ovvero non trasformato in ninnoli, orologi o gioielli vari, da quando nel 2000 una legge ha permesso questo tipo di operazioni. Proprio per questa ragione ai clienti storici veniva offerto un conto conosciuto come “oro vero” che dava la possibilità di prendere un lingotto prezioso. Un business di cui Banca Etruria era ed è ancora leader.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    E’ interessante riprendere gli argomenti. Non capisco perché si sostenga che il marginalismo sosterrebbe il contrario delle preferenze dei consumatori e dei risparmiatori. O i testi di Menger e Walras non stanno lì per dimostrarlo?

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca