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lorenzinDI MATTEO CORSINI

“E’ stata estesa la legge Sirchia alle scuole con il divieto di fumo per dare un segnale molto forte al fatto che la scuola è un luogo di formazione e educazione”. (B. Lorenzin)

Dopo tre mesi di governo, alla sua prima esperienza come ministro, Beatrice Lorenzin, esponente del liberalissimo Pdl (sic!), doveva evidentemente sentire la necessità di dare agli italiani un segno tangibile della sua attività al ministero della salute.

Ecco, quindi, che ha avuto l’idea di proibire il fumo (comprese le sigarette elettroniche) a scuola, anche nei cortili. Prendendo la parola alla conferenza stampa successiva al consiglio dei ministri che ha preso questa storica decisione, Lorenzin ha affermato orgogliosa che il divieto serve per “dare un segnale molto forte al fatto che la scuola è un luogo di formazione e educazione”.

Come avevo fatto a non arrivarci?!? Il problema della scuola italiana sono gli insegnanti o gli studenti che fumano una sigaretta durante l’intervallo o prima di entrare a scuola. Adesso che viene proibito il fumo l’Italia balzerà senza dubbio in testa alle classifiche dei test Pisa. Tempo fa, quando commentai le iniziative del sindaco di New York che intendeva proibire il fumo nei parchi e imporre il divieto di esporre sigarette nei punti vendita, pensai tra me e me che prima o poi qualche idea altrettanto balzana sarebbe venuta anche a un ministro in Italia. E’ bastato aspettare qualche mese.

Tra l’altro, Lorenzin ha voluto fare le cose in grande. Non si è limitata a proibire il fumo anche nei cortili delle scuole, bensì ha previsto l’istituzione di “corsi formativi per i padroni di cani” per “evitare aggressioni a terzi e bocconi avvelenati”. Chi, come il sottoscritto, ha sempre avuto cani, si prepari dunque a tornare sui banchi di scuola. Fortuna che non sono un fumatore…

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Mostrati 11 commenti
  • Stefano Nobile
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    Io la penso così:

    https://www.youtube.com/watch?v=JCNO_ZAHfR8

    (poco da dire, questa è da candidare al premio Nobel: l’hanno fatta ministra solo perché è fotogenica)

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      Se l’hanno fatta ministro perchè è fotogenica, abbiamo fatto un passo avanti. In passato diventavano ministro per altri generi di qualità e capacità.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Scuola luogo di formazione e di educazione. Vero. Formazione di abili idioti ed educazione al servilismo. La ministra è indubbiamente coerente. Basta interpretare correttamente le sue parole.

  • Liberty Defined
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    Sempre più simili alla Nord Korea, una scuola che deve “educare” è spaventosa

    • Vincenzo
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      E che cosa dovrebbe fare? Istruire gente adatta alle aziende, immagino.

  • Albert Nextein
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    Non mi piace.
    Mi pare una superficiale mestierante politica.
    Un personaggio di terza o quarta fila.

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Se ci riesce, tra tutti i ministri me ne tira fuori uno che non rispecchi questo giudizio?
      Capisco Letta che ha dovuto applicare scrupolosamente il Cencelli,… ma almeno scegliere qualcuno con un certo spessore…
      Ma d’altronde se guardiamo all’intero panorama politico nessuno escluso mi sembrano un gran bel stormo di felici anitre starnazzanti in una palude di liquame.

  • Dexter
    Rispondi

    Sarei curioso di sapere se la De Girolamo e la Lorenzin sanno le protagoniste della nuova Forza Italia 2.0 in previsione della futura rivoluzione liberale….

    • Liberty Defined
      Rispondi

      se la futura “rivoluzione liberale” sarà come quella 1.0, c’è poco da aspettarsi…. Tante parole, pochi fatti e niente nella direzione del libero mercato

  • Lorenzo s.
    Rispondi

    A parte le poche volte in cui i genitori vanno a ricevimento dai professori, il divieto riguarda esclusivamente le persone che lavorano all’interno della scuola, ovvero i dipendenti pubblici. Quindi

    C H I S S E N E F R E G A !

    non spendo parole di solidarietà a chi ruba il frutto del mio lavoro.

    • sav
      Rispondi

      Mah, un divieto illiberale, insensato e di matrice nazi-salutista rimane tale, indipendentemente dalla qualifica lavorativa dei destinatari. Poi il divieto verrebbe esteso anche agli studenti…

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