In Anti & Politica, Economia

letta-UEDI MATTEO CORSINI

“Il presidente Letta e il suo Governo sanno che questo è l’interesse del Paese e che su questo possono avere il sostegno delle forze economico-sociali dalle quali già nei mesi passati è venuto un importante contributo e con le quali sono iniziate ieri le consultazioni. Quelle che non piacciono ai liberisti libertari e ai politici movimentisti”. (A. Quadrio Curzio)

Da qualche mese a questa parte le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e delle imprese vanno sostenendo con maggiore insistenza che sia necessario abbassare il cosiddetto cuneo fiscale, ossia quell’importo che separa la retribuzione netta percepita dal lavoratore dal costo lordo a carico del datore di lavoro. Non stupisce, quindi, che chi, come Alberto Quadrio Curzio, scrive editoriali sul giornale di Confindustria, perori la causa dell’editore del quotidiano che ospita i suoi articoli. Non sarò certo io a essere contrario alla riduzione del cuneo fiscale (anzi); il problema è che per porre in essere tale riduzione i sindacati sono contrari ad altre riduzioni di tasse, e sarebbero anzi favorevoli ad appesantirne altre (tipicamente su coloro che considerano “ricchi”).

L’unico punto che divide Confindustria e i tre principali sindacati pare essere l’aumento dell’Iva (peraltro già scattato): agli imprenditori va bene, ai Cgil-Cisl-Uil no. Quadrio Curzio sostiene che la sua posizione (per meglio dire: di coloro che ospitano i suoi articoli) corrisponda al tanto famoso “interesse del Paese”, e che Letta e il suo governo sappiano che “possono avere il sostegno delle forze economico-sociali”. Dopodiché fa l’elogio della cosiddetta concertazione, una pratica a mio avviso sciagurata inaugurata vent’anni fa ed espressione del peggior istinto di conservazione del corporativismo che ingessa l’Italia. Da libertario (ma non politico movimentista), sono tra coloro a cui risulta indigesta l’idea che qualcuno pretenda di stabilire in un numero sempre crescente di ambiti dell’esistenza di un individuo cosa costui debba fare e come farlo (estorcendogli pure denaro per questo).

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Che, poi, lo faccia “concertando” con corporazioni che pretendono a loro volta di rappresentare anche chi non è tra i loro iscritti, mi risulta ancora più indigesto. Sarei quindi contrario alla concertazione anche se avesse portato grandi benefici all’economia italiana. Cosa che, peraltro, non mi sembra riscontrabile.

P.S.: Non mi pare che la riduzione del cuneo fiscale previsto legge di stabilità fornirà un beneficio tangibile ai destinatari del provvedimento.

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Showing 3 comments
  • Liberty Defined
    Rispondi

    A proposito di interesse del paese o del famigerato bene comune mi permetto di prendere in prestito una frase dall’ultimo libro di Leonardo Facco «La mia patria è la mia famiglia, la mia nazione sono le persone con cui mi trovo bene, al di là di ogni frontiera»

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Ma davvero Letta ha pronunciato la parola “libertari”?
    La vera notizia sarebbe che ne conoscesse il significato.

    • Enrico
      Rispondi

      Pollice su.

      Enrico
      —————————————
      pulgarias.wordpress.com

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