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MuroDI STEFANO MAGNI

La commissione Giustizia del Senato ha approvato l’emendamento che riforma l’articolo 414 del Codice penale e rende reato il negazionismo di crimini contro l’umanità e di genocidio. La formulazione del comma 4 dell’articolo 414 del codice penale è modificata con questo testo: “Fuori dei casi di cui all’articolo 302 (istigazione a delinquere, ndr), se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo, crimini di genocidio, crimini contro l’umanità o crimini di guerra, la pena è aumentata della metà.

La stessa pena si applica a chi nega l’esistenza di crimini di genocidio o contro l’umanità”. La pena prevista per il negazionismo è la reclusione fino a cinque anni. In caso di apologia e istigazione a delinquere negli stessi casi si prevede un’aggravante che la porta fino a sette anni e mezzo. Primo firmatario Casson (Pd), lo hanno sottoscritto Caliendo (Pdl), D’Ascola (Pdl), Giarrusso (M5S), Cappelletti (M5S), Barani (Gal), Cirinnà (Pd), Lumia (Pd), De Cristofaro (Sel) e Albertini (Sc).

Questa riforma, se applicata in modo coerente nell’Italia di oggi, produrrebbe risultati quantomeno “interessanti”. Finirà in galera chi negherà o ridimensionerà i crimini del nazismo, anche solo nelle conversazioni su Facebook? Il riferimento al social network non è casuale, perché chi scrive, nei giorni in cui si doveva decidere sulla sepoltura di Priebke, ha visto passare di tutto sulla sua bacheca.

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Ha visto definire “un obbrobrio giuridico” il Processo di Norimberga, che giudicò i crimini dei nazisti. Ha visto definire Priebke un “soldato leale” che “obbediva agli ordini”. E tutto ciò non è stato scritto da naziskin, ma da persone normali che votano Pdl (partito firmatario dell’emendamento). Sono “apologie” punibili col carcere? O libertà di espressione? Il Movimento 5 Stelle, che ha firmato l’emendamento, ha almeno un esponente che definisce l’11 settembre un “lavoro interno”, un auto-attentato pianificato dalla Cia.

La “pena si applica a chi nega l’esistenza di crimini di genocidio o contro l’umanità”: in questo caso viene negata l’esistenza di un crimine commesso da Al Qaeda, attribuendolo ad un complotto in base ad un ragionamento totalmente sprovvisto di prove, ma pieno di “deduzioni” e “ipotesi”, esattamente lo stesso metodo seguito dai negazionisti dell’Olocausto nazista.

Secondo un sondaggio di tre anni fa, circa un quarto degli italiani crede alla teoria del complotto sull’11 settembre, definita propriamente, da più di un giornalista, come “negazionismo in tempo reale”. Arrestiamo un quarto degli italiani? Più di un esponente del Pd e di Sel ha platealmente elogiato, o quantomeno giustificato, l’azione dei terroristi suicidi palestinesi contro Israele. Hamas e Hezbollah agiscono secondo una logica dichiaratamente genocida.

Vogliono uccidere quanti più ebrei possono, esattamente come i nazisti a suo tempo. Andiamo a riprendere le frasi pronunciate da tutti i deputati a favore di questa forma di terrorismo, i giustificazionismi, i distinguo fra “ali politiche” e “ali militari” dei movimenti terroristi? Quanta gente dovrebbe finire in carcere, secondo la nuova legge? Sia il Pd che Sel sono partiti direttamente discendenti dal Pci di Togliatti, fedelissimo di Stalin.

I crimini del dittatore sovietico ammontano a circa 20 milioni di morti in appena un trentennio. I crimini dei regimi comunisti, nelle loro tre varianti principali (stalinisti, titoisti, maoisti) ammontano a circa 100 milioni di morti. Tuttora, però, citare questa cifra è un tabù, proprio da coloro che votano e militano nei partiti della sinistra post-comunista. Parlare dei gulag è tuttora considerato come un “pregiudizio” anti-comunista, da “caccia alle streghe”.

Ma quei crimini sono documentati dagli stessi regimi che li hanno commessi. Sono documentati anche i crimini commessi dai partigiani stalinisti in Italia, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma chi ne parla (da ultimo, Giampaolo Pansa) subisce la gogna intellettuale. Sbattiamo in galera tutti i negazionisti dei crimini del comunismo? Questa riforma del codice penale lo renderebbe possibile. Sappiamo, dunque, che ora esiste una legge contro il negazionismo.

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E che non verrà mai realmente applicata. Al massimo finirà dentro qualche storico filo-nazista, qualche naziskin, qualche esponente di partiti di estrema destra. Per loro non ci sarà pietà. Ma per tutti gli altri negazionismi, possiamo starne certi, non vi sarà giustizia alcuna. Sarà punito severamente chi negherà l’Olocausto di 70 anni fa, ma chi tiferà per i movimenti terroristi che vogliono ripetere l’Olocausto oggi potrà continuare a far carriera. “Ipocrisia” è il termine che balza in mente per definire questa nuova norma. Ma non basta.

L’Italia ha un problema serio: troppi partiti e movimenti che si richiamano a ideologie totalitarie e anti-democratiche. Troppi libri di storia che hanno dato un’idea distorta, ideologica, del nostro passato recente, caricando sul nazismo tutte le colpe del ‘900 e nascondendo completamente i dolori subiti da chi era sottomesso al comunismo, in un terzo del nostro pianeta, per più di mezzo secolo.

Troppe apologie e giustificazioni per movimenti terroristi e genocidi che combattono contro Israele e gli Stati Uniti. In questo brodo culturale è letteralmente impossibile parlare di “negazionismo”. In questo contesto, una nuova legge è perfettamente inutile perché inapplicabile. Serve, piuttosto, una nuova educazione, che serva almeno per le prossime generazioni, lontana dalle distorsioni ideologiche e politiche. Servono libri di storia che ammettano e riportino tutti i crimini del ‘900, non solo quelli commessi a destra. Serve una chiara comprensione del totalitarismo, lo Stato assoluto portato alle sue estreme conseguenze, assassino di decine di milioni di persone.

TRATTO DA http://www.opinione.it

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Mostrati 22 commenti
  • lorenzo s.
    Rispondi

    Morto Priebke, il parlamento lo commemora con una legge nazista.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      :-) (y)

  • Giuseppe
    Rispondi

    E’ incredibile il livello a cui siamo giunti. Non si è più liberi di pensare. Ma perchè vengono presentate, discusse e approvate queste leggi? Certo, una spiegazione potrebbe derivare dallo scarso spessore morale e culturale dei politici nostrani attuali; d’altronde per fare carriera politica in Italia servono furbizia e mancanza di scrupoli, non certo intelligenza e cultura.
    Ma a parte questo c’è dell’altro: stiamo andando verso una deriva autoritaria. Vogliono abituarci a non pensare, o almeno a non pensare ad alta voce, e lo fanno con una legge dopo l’altra. Un pò come le tasse: si da alla gente il tempo di abituarsi ad una prima che ne arrivi un’altra.
    Per quanto mi riguarda, e nonostante questa legge idiota, io continuerò ad ascoltare chi la pensa diversamente da me, anche se è un negazionista.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Attenzione. I negazionisti, per lo meno quelli seri, non criticano il genocidio, ma le modalità ed i numeri del genocidio. La legge non dice che va messo in galera chi sostiene che gli ebrei sono stati ammazzati con metodi diversi dalla camere a gas, né fissa un limite inferiore delle vittime. Cioè, se dico che il genocidio non è mai esistito, vado in galera, ma se dico che la maggior parte degli ebrei è morta di stenti nei campi di concentramento no. Idem se dico che gli ebrei morti sono stati tre milioni invece di cinque milioni. La legge è volutamente poco chiara in modo da applicarla per i nemici ed interpretarla per gli amici. In ogni caso, si tratta di una legge a favore dei negazionisti. Perchè molte persone si chiederanno come mai una verità deve essere imposta per legge. Le verità o sono autoevidenti o sono dimostrabili in maniera inoppugnabile. Imporle per legge fa venire il sopetto che non siano verità. E questo sospetto verrà a molti. In ogni caso, prepariamoci ad una legge che prevede la galera per chi è contro l’EU o contro lo stato.

    • lorenzo s.
      Rispondi

      “Imporle per legge fa venire il sopetto che non siano verità. E questo sospetto verrà a molti.”

      Concordo pienamente anche perché l’ho sempre pensato.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Un bel picco di ipocrisia.
    Quell’ipocrisia formale che , col tempo , diventa sostanza.

  • SANDRO GIBELLINI
    Rispondi

    BRAVO, STEFANO MAGNI! COMPLIMENTI PER L’ ARTICOLO.

  • Liberty Defined
    Rispondi

    legge sul negazionismo, legge sul femminicidio, legge sull’omofobia, mai una legge che legalizzi la libertà. Bel paese di Merda che è l’italia.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    La legge sul negazionismo, come tutte le leggi che colpiscono le opinioni anche se non si traducono in azioni violente, è una legge fascista, da codice Rocco. E’ paradossale voler combattere il fascismo servendosi di leggi fasciste….

  • gastone
    Rispondi

    l’italia è un paese che non c’è, è irriformabile.
    chi sarà costretto a restare per interessi e affetti sarà bene si prepari a ospitare un “amico fidato” in casa

  • W la Libertà
    Rispondi

    Quindi se io dico che Giulio Cesare non ha compiuto un genocidio in Gallia, o che gli uomini di Spartaco non sono stati crocifissi lungo la Via Appia, o che i Popoli del Mare non hanno invaso e sterminato la popolazione egiziana; mi faccio 5 anni di carcere?

    Che schifo l’Italia, è proprio un paese di merda

    • lorenzo s.
      Rispondi

      400.000 Galli sterminati (l’ho letto qualche anno fa su Focus)
      Altri tempi, si dirà.

  • Pedante
    Rispondi

    Dà un’idea su quanto deve essere forte la lobby armena in questo paese.

  • Pedante
    Rispondi

    Non negherò mai più lo Holodomor, né parlerò dei suoi aspetti etnici.

  • Pedante
    Rispondi

    Bisogna ringraziare i poteri forti che hanno lasciato impunibile il dubitare dello sbarco dell’uomo sulla Luna.

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Io nego che il socialismo sia un crimine contro l’umanità.

    È una provocazione ovviamente, voglio solo vedere se mi mettono in galera.

  • Pedante
    Rispondi

    Magari rendessero pubblica anche una classifica delle vittime dei genocidi, quelle di serie A, e quelle di serie B.

  • Marco
    Rispondi

    Concordo con tutto quanto scrive Magni e con quello che avete detto finora.
    Purtroppo in tutta Europa si sta affermando l’idea che la maggioranza delle persone ha il diritto, in quanto tale, di schiacciare chi non è d’accordo con loro e ciò non vale solo per l’aggressione alla proprietà ma ormai anche per la libertà di pensiero.E la cosa tragica è che tutto ciò avviene in un assordante silenzio.
    Per concludere: VIVA GLI USA CON IL LORO PRIMO EMENDAMENTO (almeno finchè non introdurranno anche lì il reato di negazionismo della grandezza di Obama)

  • Pedante
    Rispondi

    @ Marco:
    L’assordante silenzio ha a che vedere con la titolarità dei media. Pure negli USA la stampa alternativa disposta a toccare questo argomento eretico è davvero minuscola. Le ripercussioni non devono essere necessariamente penali perché la gente ci pensi due volte prima di avvicinarvisi (Joe Sobran, per esempio).

  • Marco
    Rispondi

    @ Pedante:
    hai detto una cosa sacrosanta, pero’ condannare addirittura alla galera rappresenta una differenza in ogni caso non da poco

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