In Anti & Politica, Libertarismo

OLYMPUS DIGITAL CAMERADI MAURO GARGAGLIONE

I peggiori disastri che i ‘moderati’ hanno combinato nella storia politica dipendono dal fatto che essi hanno cercato di assorbire ‘moderatamente’ gli estremisti, di qualunque colore fossero.

Il moderato ‘sembra’ ragionevole, realista, saggio e misurato, purtroppo applica questo abito mentale in tutte le categorie del pensiero. Non può fare diversamente perché fa anche della moderazione una categoria di pensiero, invece che un metodo da applicare laddove è corretto che venga applicato. A un certo punto tratta con moderazione anche concetti che non si possono graduare perché sono on/off.

Inferno_ParadisoLibertà individuale, proprietà privata, diritto all’autodifesa, sono concetti come la gravidanza, non si può essere moderatamente incinta o ragionevolmente incinta. O si difendono senza se e senza ma, oppure li si combatte, magari senza rendersene conto, come succede a parecchi ‘moderati’ che non si rendono conto di attentare a questi diritti fondamentali.

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Direi che i moderati sono anche più pericolosi degli estremisti dichiarati. Questi ultimi si riconoscono immediatamente, quegli altri no. Ammettere un po’ di tasse, ammettere un po’ di compressione dei diritti individuali (chi prende più voti decide), ammettere una parziale deroga alla proprietà privata (esproprio per interesse pubblico), non fa che aprire un buchino sulla parete di calcestruzzo della diga. Il seguito sarà necessariamente una falla, poi una voragine e poi il disastro.

Non è possibile essere moderati nella difesa della Libertà.

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Mostrati 20 commenti
  • Giovanni Birindelli
    Rispondi

    Ottimo!

    • leonardofaccoeditore
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      Grazie maestro!

  • Fidenato Giorgio
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    Concordo al 1000%. I moderatini democristiani hanno lasciato crescere la mala pianta dei collettivisti socialisti e fascisti e ora ce li ritroviamo tra le palle ad ogni angolo della strada. E’ un po come con un bambino: se lo si lascia fare quello che si vuole da piccolo, questo crescerà in maniera sbagliata e quando avrà anche la forza fisica ti distruggerà. Fin dai piccoli episodi bisogna fargli capire che esiste un’etica e dei principi da rispettare. Quando è troppo grande, non sarà più possibile metterlo sulla buona strada!!!

    • Roberto
      Rispondi

      Verissimo.

      Però non dimentichiamo che la stessa concezione dell’economia dei democristiani veri e propri era basata su assurdità socialiste e fasciste ben evidenti già nel Codice di Camaldoli.

      Ad esempio la famosa frase del Codice “compresa la limitazione della proprietà dei beni non necessari” lascia aperta la strada a socialismo e fascismo visto che sia la misura della “limitazione” che la scelta dei “beni non necessari” sono lasciati all’arbitrio del parassita istituzionale di turno…

  • eridanio
    Rispondi

    totalmente on

  • jimmy
    Rispondi

    Mauro Gargaglione stronca il concetto stesso di moderazione (o moderatismo?) e si prende un’ovazione da Facco, da Birindelli, da Fidenato e da Eridanio (per adesso).

    Gargaglione esemplifica anche alcun comportamenti base del moderato: ammettere un pò di tasse, qualche compressione ai diritti individuali ed alla proprietà privata, etc. etc. Sembrano piccole falle, ed invece diventeranno necessariamente voragini (o almeno, così dice Gargaglione).

    Se fossi un banale puntiglioso, farei garbatamente notare che lo stesso Facco, nel suo Pentalogo (di un anno fa, non del secolo scorso) proponeva una tassazione flat del 10% più un’iva omnia del 5%.

    Quindi Gargaglione ipotizza che anche Facco sia uno di quei “pericolosi moderati”? Mi sembra difficile vedere in Facco un “pericoloso moderato” solo perché propone una tassa flat del 10%…

    Invece non sono un banale puntiglioso, piuttosto mi ritengo un rigoroso (che è anche peggio): sono cioè convinto che il movimento libertario sia ancora in una fase embrionale, perché non ha saputo/voluto ancora convergere su un programma concreto di misure che regolano la vita pubblica di una nazione liberal-qualcosa.

    Niente tasse, di nessun tipo né importo? Mettiamoci d’accordo e deliberiamolo nel nostro programma, e solo allora potremo appioppare del “pericoloso moderato” a chi, differentemente da noi, propone un 1% di tasse.

    Certo, c’è Mises, Hayeck, Rothbard, e ci sono i moderni DeSoto, Paul, ma tutto ciò è la teoria di base. Poi qualcuno (che poi saremmo noi) deve tradurlo in vita concreta, in azioni quotidiane da fare o da proibire (l’assassinio lo proibiremmo credo, ovvero riteniamo che sia una inaccettabile compressione della libertà personale di uccidere che non ci garba?)

    Fino alla definizione di un programma liberalqualcosa, posso anch’io affermare (e senza timore di smentita, non essendo nemmeno un’offesa) che Gargaglione è certamente un estremista…

    Sarei molto onorato di una replica di Gargaglione (che Facco chiama “maestro”).
    Nel caso, vorrebbe favorirmi di due risposte alle seguenti domande:
    a) perché i liberqualcosa italiani non producono un programma?
    b) Gargaglione è favorevole o contrario alla definizione di un programma?

    • eridanio
      Rispondi

      forse c’è ancora chi ha bisogno di lucidare i pomoli della teoria; forse la base teorica non ha ancora pervaso i cuori e le menti della maggioranza rispetto ai lodevoli tentativi d’inadeguata interpretazione. Capisco il senso dei suoi stimoli, ma quando si dice che :”(l’assassinio lo proibiremmo certo” emerge proprio il cuore della differenza d’approccio alla libertà.
      Non son qui ad insegnare nulla a nessuno. Parlo solo quel che io sento come mio rispetto alla libertà e la legge. Io non posso proibire l’omicidio. Io ritengo solo di confermare che l’omicidio è senza dubbio un fatto degno di sanzione perchè provoca un danno all’umanità sempre ed in ogni caso in senso generale ed astratto.
      Non è che mi debba garbare o meno. Non si tratta di compilare la lista delle leggi che ci garbano. L’omicidio per difesa della propria incolumità non è che al contrario mi possa garbare. Riconosco l’utilità di potersi difendere di fronte ad una violenza. Non è che lo andremmo a permettere con la legge.
      Anche trascrivere le Leggi, come le intende anche il grande Birindelli, è un processo totalmente senza precedenti di successo.
      Esistono tentativi, tracce più o meno estese di riuscita scoperta del diritto che secondo secondo il sentimento giuridico del tempo ha servito in maniera più o meno egregia l’interesse della cooperazione volontaria e pacifica degli uomini.

      Non esiste un monte Sinai dal quale ricevere, dopo adeguata attesa. tavole già scritte.

      Teniamo distinte pertanto le Leggi (quelle scoperte e non fabbricate con uno specifico fine) dalle norme, i decreti e le regole pratiche le prescrizioni che hanno fini specifici.

      Sono totalmente on con Gargaglione perchè, il contenuto era diretto ai principi e non alle ricette.

      Se vogliamo parlare di ricette, convenzioni, proposte concrete penso che ognuno abbia la propria collezione logica in testa, io tra l’altro ne potrei proporre una molto originale.
      Un principio del tipo:
      Chi viene eletto per amministrare non può fare le Leggi e chi viene eletto per fare le Leggi non può amministrare.

      Quando l’attuale sistema sarà liquefatto, nel tempo di mezzo, potrà accadere di tutto. Le proposte fioccheranno da ogni parte e con ogni consistenza. Quel che conterà in quel frangente sarà che chi meno si perderà nel definire i principi sui quali costruire il nuovo più tempo avrà per far percolare in strati sempre più ampi le idee su quel che già è stato consolidato.

      Quel che emergerà sarà quel che sarà stato più capace a vendersi, chi avrà meglio soddisfatto, nella contingenza, le istanze più diffuse a prescindere dalla bontà o validità dei principi sottostanti.
      Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per rendere i portatori delle istanze più diffuse anche più esigenti nei principi.
      Per quest’ultima attività non è necessario aspettare la liquefazione di nulla.

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Il “maestro” penso fosse riferito a Giovanni Birindelli, e mai epiteto fu meglio indirizzato.

    Le tasse? Quelle che sono d’accordo a pagare per un servizio che sono disposto a comprare, vanno benissimo.

    L’omicidio? Quello per legittima difesa o per difendere la mia proprietà o i miei cari lo ammetto, ammazzare chi ‘non mi garba’ è un’altra cosa.

    Programmi per ‘costruire’ una società che funziona? Boh, faccio fatica a ‘costruire’ la mia permanenza su questo pianeta, figuriamoci se mi attizzo all’idea di mettermi a ‘costruire’ le esistenze degli altri.

    E comunque, prima di mettersi a parlare di flat tax, di 10% o 25%, bisogna liquefare la prigione come quella in cui viviamo, che mette insieme parassiti e gente che lavora, obbligando questi ultimi a lavorare per mantenere i primi, anche fino al suicidio.

    Una volta liquefatta questa repubblica, i produttivi si mettono insieme ai produttivi, a quelli che considerano sacro il frutto del loro lavoro, a quelli che pensano che far soldi è la misura di quanto gli altri apprezzano quello che fai e te li danno volontariamente, a quelli che aiutano gli sfortunati (non che aiutano quelli che aiutano gli sfortunati), e decidono come meglio organizzarsi.

    Magari conservando di sana pianta il Codice Civile che disciplina la maggior parte delle questioni con buon senso, buttando nello sciacquone il diritto pubblico, e caso mai riscrivendone uno con 100 pagine al massimo (pure troppe).

    Poi eliminiamo anche la costituzione oppure ne riscriviamo una con pochissimi articoli che difenda i cittadini dallo stato e non i cittadini da sè stessi o lo stato dai cittadini.

    Per concludere, si parte dalla liquefazione di questa repubblica. Succederà, stanno finendo i soldi.

    • jimmy
      Rispondi

      Ringrazio Gargaglione ed Eridanio per l’attenzione e le risposte.

      Ma viene fuori che, moderati o estremisti, il vero punto è un altro.

      “Si parte dalla liquefazione di questa repubblica” dice Gargaglione ed Eridanio sembra dica più o meno lo stesso messaggio-auspicio (usa la stessa parola: liquefare).

      Davvero credete che la dissoluzione dell’attuale sistema politico-sociale lascerebbe spazio ad una età dell’oro o comunque ad un sistema almeno un pò migliore?

      Basterebbe la dissoluzione italiana? Cioè lo stato italiano si liquefa e tutti gli altri restano a guardare in rispettosa discrezione (compresi i creditori)? Non sarebbe meglio auspicare almeno la liquefazione europea/occidentale (i cinesi ed i russi sono un pò meno discreti)?

      Non vi sembra un pò utopistico, e persino elitario? Per tutti quelli che, per un motivo od un altro, non possono attivare la splendida “soluzione individuale” cosa prevedete? Nulla ovvero il sacrificio? Non mi pare una gran ricetta.

      Avete qualche precedente storico da citare e di cui auspicare la ripetizione?

      Quale sistema socio-politico è crollato/tramontato per essere sostituito da uno molto più efficiente ed umano come noi libertari lo aneliamo?

      Stanno finendo i soldi, quindi fra poco succederà? Ci sono almeno una ventina di nazioni (le ultime, Congo, Ciad, Guinea, etc) dove i soldi sono finiti da 50 anni (se mai c’erano stati), e si trascinano in una agonia senza fine, con gli aiuti della comunità internazionale. Non è che andrebbe a finire così anche in italia?

      Non vi viene mai il dubbio terribile che noi libertari (mi ci metto anch’io), nel nostro splendido e distante isolamento, possiamo essere tacciati di vigliaccheria e di essere i primi e più efficaci fiancheggiatori dello statalismo che spadroneggia incontrastato e sempre di più?

      Chiedo troppo se auspico una risposta a queste domande da chiunque si senta libertario (comprendo che Gargaglione si sia un pò stufato delle mie querule polemiche)?

      Firmato Winston Diaz che osserva in silenzio ma sdegnato dalla sua torre d’avorio, vorrebbe gentilmente dare il suo contributo alla questione?

    • Fabio
      Rispondi

      Concordo con Mauro.

      riguardo l’omicidio vi propongo queste righe che mi hanno fatto riflettere parecchio per la delicatezza dell’argomento, per la violenza che comporta il dare morte seppur per legittima difesa, per la differenza che c’è tra chi vuole uccidere e chi vuole difendere, chi ama la morte e chiamala vita.

      • Fabio
        Rispondi

        … Un terrorista sta per uccidere venti persone in un ristorante. Se fanno saltare in aria la sua macchina, tre innocenti moriranno. Cosa dovrebbero fare?

        Le condizioni per le uccisioni mirate sono quattro: che l’arresto sia impraticabile, che gli obiettivi siano combattenti, che il governo approvi l’operazione e che ci siano poche vittime civili.

        E’ assolutamente gravoso e straziante il lavoro dei reparti speciali che difendono la società: uccidere. E se non uccidono, un bus esploderà e allora diciassette bambini saranno uccisi.

        Si è fissato a 3,14 il numero “accettabile” di vittime civili per ogni terrorista. Sono state annullate metà delle operazioni per il rischio di un alto numero di vittime civili.

        Quando l’esercito ne lascia a terra soltanto una è un bilancio tutto sommato positivo per i duri standard dell’antiterrorismo.

  • Giuseppe
    Rispondi

    Io penso che, pur continuando a credere nei principi libertari senza se e senza ma, bisogna fare i conti con la realtà. La realtà ci porta al confronto con gli altri, e in questo confronto una certa dose di diplomazia, e quindi di “moderazione”, è necessaria.
    Ogni volta che io mi sono trovato a discutere di questi argomenti con altre persone, ed esponevo il mio punto di vista libertario “puro”, la gente mi prendeva per pazzo e non stava più a sentirmi.
    Allora ho cambiato atteggiamento. Pur continuando a ripetere, per principio, che le tasse sono un furto legalizzato, adesso propongo una eliminazione progressiva delle tasse, specificando quelle da cui partire.
    Non propongo di revocare il posto fisso a tutti i parassiti statali perchè darebbe inattuabile, però voglio che vengano bloccate le assunzioni nel pubblico, perchè solo così potranno diminuire le tasse e quei pochi dipendenti pubblici rimasti cominceranno a lavorare davvero.
    Propongo di eliminare gradualmente i servizi “offerti” dallo stato, lasciando per ultimo gli ospedali e la polizia. Solamente quando la gente si renderà conto che una società basata sull’iniziativa privata funziona meglio in tutti i settori, allora si convincerà che lo stesso vale anche per gli ospedali e la sicurezza.
    Quindi io direi: intransigenza nei fini e diplomazia nei mezzi.

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Jimmy mi fa una domanda interessante.

    Mi chiede se sono sicuro che dalla liquefazione dello stato italiano (limitiamoci a quello), verrà fuori un sistema di convivenza migliore. Risposta: non lo so. Anzi, per come la vedo io potrebbe essere più probabile che salti fuori qualcosa di peggiore. Del resto non mi aspetto scintille da un popolo che ha il copyright del fascismo.

    Però faccio un osservazione. Quanto è realistica l’aspettativa che il sistema Italia che conosciamo abbia in sè la capacità di autocoreggersi e autoriformarsi? La risposta la conoscete benissimo.

    E allora, perdonate il giochino (che poi tanto giochino non è), irrealistico per irrealistico preferisco spendermi per l’ideale libertario, o no?

  • Pedante
    Rispondi

    @ Winston Diaz:
    Il Congo è così per via dei congolesi. Un po’ di determinismo biologico ci vuole.

  • Pedante
    Rispondi

    Nella peggiore delle ipotesi, delle piccole mafie rivali sono da prefirire al monopolio mafioso.

  • Pedante
    Rispondi

    Gli interstizi tra mafie rivali offrono la possibilità se non la certezza di libertà individuale.

  • Liberty Defined
    Rispondi

    I veri etremisti sono coloro che ci “governano”, solo estremisti nella difesa dello statalismo e nel considerare chi non è d’accordo come un pazzo o più semplicemente un sociopatico… La libertà non è estrema per definizione perchè si origina con l’uomo e per il principio di non aggressione. I moderati ci hanno portato dove siamo consentendo al socialismo di prosperare

  • Silvia
    Rispondi

    Un consiglio, sigg. Facco e Marchi (quest’ultimo non credo): se non siete implicati totalmente col sig. Fidenato, vi consiglio di stare alla larga da questo “Signore”.
    Vedo grossi guai all’orizzonte per il paladino degli OGM e una folla di utenti e del personale sanitario e dell’Osmer del FVG inferociti, nel futuro prossimo venturo.
    Ma se lei sig. Marchi, sapeva qualcosa, ciò non la esime dall’aver preso in giro parecchi utenti dell’Indipendenza.
    Se fosse così: vergogna!

  • Silvia
    Rispondi

    Comunque, sig. Marchi, dato che non posso più scrivere sull’Indipendenza, per decisioni arbitrarie e faziose da parte di qualcuno in malafede:
    In bocca al lupo, direttore, glielo auguro con tutto il cuore; che la sua permanenza in Ospedale sia il piu breve possibile e così la sua guarigione.
    Stia bene!

  • marco cencetti
    Rispondi

    L’idea libertaria non può portare certo il paradiso in terra. Ma forse, è non é poco, é solo migliore di altre che ben conosciamo. A ben vedere é chiaro che un paradosso vi si nasconde. Infatti si pretende di disegnare una società e già questo é, a rigore, antilibertario.
    E’ come il “vietato vietare”.
    Comunque, da qualche parte si deve pur cominciare a costruire, no?

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