In Anti & Politica, Economia

Ayn_RandDI MATTEO CORSINI

“Esistono tre tipi di economisti: gli economisti di professione di sinistra, gli economisti di professione di destra, gli economisti di destra di professione. Allora, direte voi, deve esserci un quarto tipo, gli economisti di sinistra di professione. Invece no: non ci sono abbastanza soldi a sinistra, quindi non ci sono abbastanza pennivendoli pronti a dire qualsiasi cosa per compiacere il loro schieramento… Nella pratica, gli “svitati” di sinistra non hanno mai giocato un ruolo significativo nella politica americana, mentre quelli di destra sempre… Il massimo esperto di politica economica del Partito repubblicano, Paul Ryan (in realtà non ne capisce assolutamente nulla, ma non andate a dirlo in giro), ricava le sue idee sulla politica monetaria dal personaggio di un romanzo di Ayn Rand” (P. Krugman)

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Con il suo solito stile “rigoroso”, Paul Krugman distribuisce la patente di deficiente a chi la pensa diversamente da lui. Ovviamente si tratta di gente che lui considera a tutti gli effetti come avversari politici, ossia i repubblicani. E’ curioso notare come Krugman riesca a essere più partisan di quanto potrebbe esserlo un congressman del partito democratico parlando dei repubblicani. Tanto per essere chiari, per Krugman gli “economisti di professione di destra” sono quelli che, pur appoggiando i repubblicani o non essendo dichiaratamente democratici, sono keynesiani (magari soft). Il che, peraltro, è abbastanza attinente alla realtà, dato che i repubblicani non hanno alcuna reale ostilità verso il “big government”: semplicemente preferiscono alimentare capitoli di spesa diversi da quelli preferiti dai democratici. I primi preferiscono le spese militari, i secondi il welfare state. Suppongo che Krugman considererebbe se stesso un “economista di professione di sinistra”, ma il fatto è che da diversi anni a questa parte passa più tempo a scrivere articoli e post nei quali dà dei deficienti a chi la pensa diversamente da lui piuttosto che occuparsi di economia in senso stretto (peraltro, probabilmente è meglio così). Tuttavia, che a sinistra non ci siano abbastanza soldi e quindi pennivendoli è una totale stupidaggine: basta passare un po’ di tempo in rete per rendersi conto che entrambe le cose sono prive di fondamento. E il fatto stesso che Krugman consideri pennivendoli solo quelli non di sinistra è già un ottimo indizio per farlo rientrare tra gli economisti del quarto tipo.

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Showing 6 comments
  • Stefano Nobile
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    mah, farsi dare del deficiente da Krugman per me è come una medaglia d’oro al valore.

  • Albert Nextein
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    Krugman è sopravvalutato, ora che è in vita,solo ed unicamente perché le sue fregnacce servono alla grande a stati e governi ladri, con la complicità attiva delle banche centrali e commerciali.

    Dopo il default che , prima o poi, ci sarà, e dopo che se ne sarà andato al creatore perderà la sovrastima attuale, e se ne ricorderanno solo per denunciarne l’incompetenza e la malafede.

  • leo
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    Economisti razza cialtrona e prezzolata, almeno quelli che il mainstream ci propina: in america a sinistra c’è Krugman e a destra Feldstein…. In Italia le cose ovviamente non stanno meglio: scrivono sulla carta stampata di Debenedetti quelli di sinistra e quelli di destra sulla carta igienica berlusconiana, sempre se vogliamo applicare lo schema Krugmaniano all’Italia, le cose stanno più o meno così. Krugman disco rotto di banalità e minkiate… che gran cazzaro, se non si facesse il pizzetto, apparirebbe per quel chè… noi al sud li chiamiamo “babbascioni”…..

  • mauro
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    A proposito di quel comico di Paul Krugman premio in onore di Alfred Nobel istituito dalla Banca Centrale Svedese (!!! e voi che siete i grandi lottatori contro le banche USA…osannate un premio fatto e voluto dalla Banca Centrale più americana d’Europa!??) nel 1969, dato quasi sempre ai teorici in voga nell’amministrazione USA (quella stessa del NSA; delle guerre in tutto il mondo…???!!!) cito dal blog del FQ: E’ vero tuttavia che alcuni economisti accademici a fine carriera, con più tempo da dedicare alle loro passioni di chi deve far quadrare i bilanci, si cimentano in pubblico con la bassa cucina politica. Il caso più illustre è Paul Krugman, insignito del prestigioso premio intitolato alla memoria di Alfred Nobel.
    Siamo partiti dalle cause della crisi attuale. Quali ricette propugnava Krugman non nel 2008, ma nel 2002 quando imperversava la prima crisi del nuovo secolo con lo scoppio della bolla di società internet (le dotcom, per gli addetti ai lavori) esacerbata successivamente dall’11 settembre? Soffermiamoci sul suo editoriale del 2 agosto 2002 in cui dava consigli all’allora Presidente della FedAlan Greenspan. Per chi non avesse dimestichezza con l’inglese, traduco il passo saliente:
    “Il punto basilare è che la recessione del 2001 non è stata una frenata tipica del periodo postbellico, causata quando una Fed intenta a combattere l’inflazione aumenta i tassi di interesse, e messa a termine facilmente attraverso una scossa agli acquisti di case e al consumo privato appena la Fed abbassa di nuovo i tassi. Questa è stata una recessione in stile anteguerra, un risveglio [traumatico] da esuberanza irrazionale. Per combattere questa recessione alla Fed occorre più che una scossa; occorre un’impennata nella spesa delle famiglie per controbilanciare i moribondi investimenti delle imprese. E per ottenere ciò, come spiegato da Paul McCulley di Pimco [uno dei più grandi gestori finanziari del globo NdA], Alan Greenspan deve creare una bolla immobiliare che rimpiazzi la bolla del Nasdaq”.
    In sintesi, Krugman suggeriva attraverso una politica monetaria estremamente aggressiva (in soldoni attraverso la finanza allegra danzata al suono della presse nella Zecca) di risolvere il problema della bolla dotcom con un’altra bolla. Il che è puntualmente avvento. Anzi per non farsi mancare nulla, la Fed cui l’editoriale era diretto, pensò bene di aggiungervi anche un’impennata nel debito delle famiglie per sostenere i consumi (i Cinesi ringraziarono commossi).

  • Pedante
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    Krugman: Bevete Pepsi che la Coca-Cola vi fa male!

  • Marco
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    Krugman è solo un pezzo di merda in malafede che prima propugna idee che, dopo la loro applicazione, causano la crisi attuale, e poi fa di tutto per far dimenticare alla gente di aver detto quelle cose, e infine riprende a dire le stesse cazzate di prima, perchè tanto nel frattempo lui e la sua cricca avevano sparso la voce che la crisi era colpa del “libero mercato”.
    SENZA DIGNITA’

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