In Anti & Politica, Economia

PalleDI MATTEO CORSINI

“Il 2014 sarà l’anno della svolta, la ripresa si consoliderà, famiglie e imprese pagheranno meno tasse”. (F. Saccomanni)

Nelle ultime settimane pare che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, stia intensificando, assieme al presidente del Consiglio, lo sforzo per diffondere ottimismo in Italia. Peccato che entrambi utilizzino il metodo Goebbels, nel senso che stanno ripetendo bugie su bugie, evidentemente convinti che a forza di ripeterle esse diventeranno verità (quanto meno nella percezione dei più). Saccomanni non è neppure particolarmente accorto, dato che pochi giorni prima della fine del 2013 aveva sostenuto che la tassazione sulla prima casa fosse stata abolita, salvo “un piccolo onere” a fine anno, mentre il primo consiglio dei ministri del 2014 si appresta ad aumentare l’aliquota massima della Tasi (una delle nuove tasse sulla casa, appunto) che i comuni potranno applicare già quest’anno. E nonostante questo sia un dato difficilmente controvertibile, Saccomanni continua a ripetere che il 2014 “sarà l’anno della svolta” e che “famiglie e imprese pagheranno meno tasse”. Qualcosa mi dice che questo refrain continuerà anche nei prossimi mesi, sempre che il governo non giunga al capolinea. A tale proposito, Saccomanni mette le mani avanti: perché tutto vada a gonfie vele è fondamentale la “stabilità politica”.

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In altre parole, è fondamentale che questo governo che in otto mesi ha prodotto molto fumo (che nessun fumatore vorrebbe fumare, peraltro) e nessun arrosto resti al posto suo. Altrimenti addio ripresa e calo delle tasse. Nessuno nega che l’instabilità politica abbia conseguenze negative, soprattutto in termini di costo del debito pubblico, ma ho l’impressione che gli esponenti di questo governo (come già faceva Monti) utilizzino un po’ troppo lo spauracchio dell’aumento dello spread tra BTP e Bund tedeschi come polizza sull’allungamento della propria permanenza al potere. Così come intestano a se stessi i meriti dei recenti cali dello spread stesso. Fra un anno, se questo governo sarà ancora in carica, vedremo quanto si sarà consolidata la ripresa. In questo caso non si può dire che quella di Saccomanni (che da tempo prevede una crescita del Pil dell’1.1 per cento nel 2014 e quasi del 2 per cento nel 2015) sia una bugia, dato che il futuro è imprevedibile. Certamente si tratta di un’ipotesi molto ottimistica. E sarà pur vero, come diceva Tonino Guerra in uno spot pubblicitario, che “l’ottimismo è il profumo della vita”, ma anche il profumo, quando è troppo, diventa fastidioso.

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Showing 2 comments
  • Stefano Nobile
    Rispondi

    è vero, questi fanno un sacco di fumo.
    Bruciamoli vivi così almeno qualcosa d’arrosto ci sarà.

  • gastone
    Rispondi

    tonino guerra era ottimista..poi e morto,
    se non sbaglio pure un’altro ottimista, tale schioppa,
    era ottimista sulle tasse, è morto.

    se fosse una epidemia possiamo sperare, perchè sti cazzoni
    del governo sono tutti ottimisti.

    l’ottimismo è il profumo del governo.

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