In Anti & Politica, Esteri

cleggDI MATTEO CORSINI

“Anche il mio partito vuole arrivare al pareggio di bilancio, ma intende farlo in modo molto diverso dai Tories, soprattutto aumentando le tasse per i ricchi. Non è giusto che a subire i sacrifici siano i poveri che dipendono dai sussidi”. (N. Clegg)

Nick Clegg è leader del partito liberaldemocratico che appoggia il governo inglese guidato da David Cameron. Il quale si starebbe apprestando a tagliare spesa per la somma equivalente di 30 miliardi di euro (per intenderci, quella che in Italia nella migliore delle ipotesi verrebbe tagliata in tre anni, e quasi sicuramente non lo sarà), per ridurre il deficit pubblico. Secondo Clegg sarebbe il caso di aumentare le tasse per i ricchi, perché “non è giusto che a subire i sacrifici siano i poveri che dipendono dai sussidi”.

Al contrario, io credo che non sia giusto che qualcuno percepisca dei sussidi da parte dello Stato. Non sono contrario in linea di principio ai sussidi, purché essi siano erogati volontariamente da soggetti privati (probabilmente sarebbe più appropriato definirle donazioni). Nel caso dei sussidi statali manca il fondamentale elemento della volontarietà, sostituito dall’imposizione operata tramite il fisco. Se un reddito è stato percepito senza violare la proprietà altrui, e quindi è frutto di scambi volontari, trovo ingiusto che i Clegg di questo mondo invochino l’utilizzo del randello fiscale contro i ricchi per redistribuire la ricchezza a favore dei poveri.

Tra l’altro, anche nel caso in cui i redditi derivassero da violazione di proprietà altrui non sarebbe il fisco lo strumento da utilizzare per fare giustizia. Capisco che Clegg per mestiere debba prendere voti da chi percepisce sussidi e che le sue parole abbiano grande consenso tra i tanti sostenitori della “solidarietà con i soldi altrui” e sui mezzi di comunicazione, ma questo non cambia la realtà dei fatti: la vera ingiustizia è privare il legittimo proprietario di una parte del reddito che gli appartiene, non ridurre o togliere il sussidio a chi quel reddito non lo ha prodotto.

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Mostrati 11 commenti
  • Carlo
    Rispondi

    La filosofia del vostro Movimento, applicabile o meno, e’ comunque troppo distante dal pensiero comune.

    Credo che il 99% di chi legge per caso queste pagine resta stordito e fugge via.

    Oltretutto, a mio avviso, buona parte del popolo con busta paga (5/6 degli occupati) ignora in gran parte il meccanismo della tassazione progressiva sul reddito, ritenendo che un industriale (seppur onesto) paghi le tasse come un normale cittadino.
    Quindi sarebbe “ora che egli versi di più per il sostegno sociale” (come se già non lo facesse in modo più che proporzionato).

    Bisognerebbe dunque togliere un po’ di ignoranza alle masse in materia fiscale, prima che possano comprendere almeno la logica di un articolo come questo.

    Poi c’e’ anche la piaga dell’invidia sociale, la strumentalizzazione politica, ideologica, e cosi’ via.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Commento il suo molto pertinente. Buona giornata.

    • jimmy
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      @ Carlo, che predice: “Credo che il 99% di chi legge per caso queste pagine resta stordito e fugge via”.
      Beh, se l’1% che ci rimane è come questo renato.drg che da qualche settimana sta sproloquiando così tanto e così male da non meritarsi nemmeno risposte…
      Personalmente, preferisco il 99%.

  • renato.drg
    Rispondi

    le tasse le devono pagare i ricchi, quelli tanto ricchi che hanno enormi quantità immobiliari.E’ giusto che le paghino,perchè se si toglie la tassazione sugli immobili succede che i ricchi non pagano nulla o quasi.Meglio le tasse sugli immobili esoprattutto ai super ricchi che riversarle tutte sul lavoro, perchè con le tasse sul lavoro chi ci rimette è il lavoro.

    Neanche io sono d’accordo ai sussidi, lo Stato dovrebbe utilizzare quei soldi per creare direttamente lavoro e formazione remunerata.

    • depaoli.fabrizio@liberi.it
      Rispondi

      Lo stato non potrà MAI sostituirsi con successo al mercato libero, lo stato non è nemmeno in grado di soffiarsi il naso.
      Stati totalitari hanno già ampiamente dimostrato il loro fallimento economico, oltre che la loro evidente tirannia, e non mi riferisco solo all’urss, stesso discorso per la Germania nazista, capita a proposito quest’articolo:
      http://vonmises.it/2014/01/22/fame-e-keynesismo-militare-lezioni-dalla-germania-nazista/

      Quindi ancor prima di decidere a chi sia meglio rubare ricchezza (è una battuta ovviamente) sarebbe ora di capire che un sistema stato così potente non potrà mai funzionare.
      Sarebbe utile capirlo subito però, perché stiamo andando proprio in quella direzione, e l’ennesima dimostrazione del fallimento statale è purtroppo già percepibile sulla nostra pelle.

      • renato.drg
        Rispondi

        Lo stato nazista da un punto di vista economico HA MESSO IN PRATICA LA RICETTA KEYNESIANA e ha tirato fuori la germania DA UNA SITUAZIONE DI POVERTA’ assoluta in cui era caduta dopo che l’austerity liberista deflattivaaveva sostituito la inflazione post guerra.E la disoccupazione in cui era caduta la germania era enorme.
        Il ministro dell’economia nazista che non ricordo il nome ma era di origine ebrea e poi si è dimesso perchè non era d’accordo con la guerra, tale ministro aveva aumentato il deficit e aveva messo in atto un imponente impresa di lavori pubblici che andavano dalle autostrade , le auto ( la volkswagen è nata con il nazismo)fino ad arrivare al riarmo per volere di hitler ma questo dopo diversi anni.Nei primissimi anni non c’era solo il riarmo ma anche altre opere o imprese pubbliche che hanno quasi eliminato la disoccupazione. Il militarismo è stata una volontà di hitler ma quei soldi potevano essere spesi per altre cose utili e avrebbe comunque avuto lo stesso effetto: diminuire la disoccupazione.Il nazismo dei primi anni è stata una dimostrazione di come il keynesismo ha successo ed è l’unico modo per far convivere il pubblico col privato.

        • depaoli.fabrizio@liberi.it
          Rispondi

          Hai capito il senso dell’articolo che ho postato?
          Io credo di sì. Il problema è che un talebano statalista come te non lo ammetterebbe mai altrimenti non avrebbe più ragione di esistere.
          Riporto una frase di quell’articolo che mi sembra il sunto perfetto:
          “Senza la creazione di vera ricchezza, tutto ciò che un posto di lavoro può comportare per un uomo è il passaggio da affamato e disoccupato ad affamato e occupato.”
          Vogliamo aggiungere qualcosa?
          Da cosa doveva riprendersi la Germania?
          Dall’iperinflazione dell’altra guerra, ah beh.. anomalia del monetarismo sfrenato che tu auspichi, complimenti!
          Tu prendi uno che non sa nuotare, non gli insegni, lo butti in acqua, e quando questo poveraccio agitandosi come un forsennato riesce ad emergere e prendere una brevissima boccata d’aria, tu sei lì pronto a gridare: “sìii, funzionava…, ha respirato per una frazione di secondo…, EVVIVA!!..”, il “successo” di quella frazione di secondo lo porti come dimostrazione della validità della tua teoria, e poco importa se il poveraccio poco dopo muore annegato, tu sei riuscito a dimostrare che per una frazione di secondo ha respirato. Fantastico! Un successone!
          Cosa stai dimostrando? Che quando uno stato ha la possibilità di rubare ricchezza può sputtanarla in due modi: guerre o mantenere fannulloni che però votano (socialismo), …di quei quattro stronzi che invece lavorano per crearla, in fondo… chissenefrega, stato uber alles!

          Sparisci idiota, vai a provocare altrove.

        • toto
          Rispondi

          Il keynesismo funziona sempre all’inizio, il problema è che poi porta alla bancarotta, stiamo vedendo oggi gli effetti di decenni di becero socialismo keynesiano.
          Questo problema non lo ebbero in ermania perchè Hitler piuttosto che il WELLFARE STATE scelse il WARFARE STATE (scusa la terminologia rothbardiana).
          Allo stato (indipendentemente che questo sia un imperatore, un re, un duca, un faraone, un papa, o un segretario di partito) non importa un fico secco di ”lavoratori” e ”formazione remunerata”. Lo stato è una persona o al massimo ristretto gruppo di persone, il loro lavoro consiste nel far passare interessi personali per interessi di tutti, più la massa bei creduloni ci casca più lo stato viene ritenuto efficiente. Probabilmente il tedesco medio (previo lavaggio del cervello da parte di scuola, mass media, intellettuali statalisti, ecc.) era convinto che Hitler fosse un grande perchè aveva ridistribuito ai tedeschi ariani i beni dei tedeschi di religione ebraica, colpevoli di essere troppo ricchi.) ll nazismo è l’esempio lampante delle mostruosità a cui può portare il socialismo, poichè come disse Etienne della Boetè:…”va considerata una tremenda sventura essere soggetti ad un signore di cui non si può mai dire con certezza se sarà buono poiché è sempre in suo potere essere malvagio secondo il proprio arbitrio”.

          • renato.drg

            Mi sa che non sapete come vano le cose: da almeno 30 anni la ideologia liberista la si insegna nei corsi di studio di economia OVUNQUE e i termini del liberismo che sono del tutto assurdi: parità bilancio, surplus bilancio o abbattimento del debito pubblico, privatizzazione delle banche….sono entrati nella cultura comune purtroppo. Si sta compiendo il programma politico del liberismo da 40 anni.Hanno cominciato dagli stati uniti e dagli anni 90 anche in Italia.In keynesismo è finito negli anni 70.
            Mi spieghi come fa uno stato a fare bancarotta? UNO STATO sovrano cioè che stampa la propria moneta NON può fare bancarotta e anche se la facesse sarebbe un evento puramente simbolico perchè sarebbe l’azzeramento del proprio debito pubblico, ossia si schiaccia sul computer della banca centrale reset e il debito pubblico torna magicamente a zero e si ricomincia astampare monera e a fare la spesa pubblica che serve: creare posti di lavoro ecc ecc.Altrimenti dovrebbe essere invaso da tutte le nazioni coi ha venduto titoli di stato.Vi immaginate gli Stati Uniti invasi dalla Cina? Direi proprio di no.Anche se uno stato facesse defaul e i titoli di stato venduti fossero carta straccia, le nazioni estere esattamente il giorno stesso o il giorno dopo in cui lo stato facesse defaul comincrebbero a comprare nuovamente titoli di stato della nazione che ha fatto default.Come è successo per l’Argentina.

  • FrancescoL
    Rispondi

    si questo renato ha male interpretato il pensiero libertario sulla liberalizzazione di tutte le droghe. Noi non auspichiamo che uno si droghi, semplicemente cosa ingerisce sono fatti suoi. Renato sta usando tutte le droghe che riesce a trovare contemporaneamente… Per cortesia la smetta di dire tutte queste cazzate marxiste

    • Christian
      Rispondi

      Bellissima e azzeccata, ho riso per dieci minuti.
      Un consiglio, visto che il contributo di Renato alla discussione è pari a 0 ignoratelo, io non lo leggo neanche più, tanto ripete in modo ossessivo sempre gli stessi concetti. In passato ci sono stati alcuni (me ne ricordo uno in particolare) che avevano opinioni molto distanti dalla maggioranza di questo sito ma erano coerenti e competenti e portavano spunti molto interessanti.

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