In Anti & Politica

LuparaDI FUNNYKING*

Il tema della delocalizzazione è sempre trattato in senso geografico, io stesso ho preso la decisione di andarmene dall’Italia per lavorare e prosperare in Svizzera (almeno farò del mio meglio). In realtà c’è un altro tipo di delocalizzazione, altrettanto difficile e costosa,  rispetto a quella geografica.

Ovvero, diventare criminali. Affiliarsi ad una qualche organizzazione malavitosa.

Le grandi organizzazioni criminali sono associazioni di uomini e donne i quali sottoscrivono un patto di fedeltà ad un ordinamento diverso dallo Stato in cambio di protezione, mutuo soccorso e privilegi economici e sociali. Il presupposto economico per il buon funzionamento di una organizzazione criminale è l’agire sul mercato libero, cioè libero dalle leggi dello stato, le quali vengono ignorate, eluse e violate. Il conflitto con Lo Stato che ne scaturisce è uno dei  costi per l’organizzazione , il bilancio fra costi (compreso il conflitto con  lo Stato) e benefici rispetto ad una vita “regolare” rappresenta la convenienza per ognuno di diventare affiliato oppure no.

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La miseria causata dall’inadeguatezza, la corruzione e la cialtronaggine diffusa della classe dirigente politica e imprenditoriale italiana è un potente motore di delocalizzazione dalla legalità, specie nelle regioni del Sud. Ovvero pezzi di Italia dove un imprenditore “regolare” deve affrontare:

  • Enormi carenze infrastrutturali, difficoltà (ulteriori)  nell’ottenere credito, ZERO aiuti dalle istituzioni (anzi extracosti dovuti al politico/burocrate di turno per lavorare)
  • Una diffusa cultura storica dell’illegalità e un funzionamento della giustizia civile di gran lunga peggiore rispetto alla ridicola media italiana. Dunque nessuna certezza del diritto

A questi fattori si aggiunge il consueto agire dello Stato nei confronti di tutti i produttori di ricchezza netta in Italia.

Non è difficile dunque immaginare che oltre al flusso di benestanti e imprenditori del centro nord che si sottraggono allo Stato Italiano delocalizzndo le loro attività e se stessi in zone del pianeta quanto meno “normali”*, ci sia un altro flusso di cittadini che decide di delocalizzare la propria vita e le proprie attività al di fuori della legalità.

La frontiera sono i codici delle leggi dello Stato, civile, penale e tributaria.

Si badi bene, non sto parlando di “picciotti” con al massimo la terza media o persone nate e cresciute in contesti degradati- Ma proprio di cittadini con patrimonio, coraggio e spirito di impresa che decidono di non credere più nello Stato Italiano ma che vogliono (o devono) continuare a vivere e prosperarci dentro.

Immagino che questo post sollevi il solito vespaio, però io non faccio alcuna fatica ad immaginare tante brave persone che decidono  di diventare ex brave persone per evitare di morire di Stato, specie chi non ha l’opportunità o le capacità specifiche per tentare la fortuna all’estero. Si può votare con i piedi, ma si può votare anche con le azioni. In entrambi i casi c’è da valutare un rapporto fra opportunità, costi e benefici.

Farei molta attenzione alla situazione sociale del Sud Italia se fossi al governo.

Siate Consapevoli, siate preparati

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*(si normali, meglio non scambiare l’inferno fiscale italiano come la “normalità” e non dimenticasi che “normale” è una società che tutela la libertà e il diritto di proprietà di ciascuno)

p.s. no. Non mi occupo di questo tipo di delocalizzazione, non ho idea di come si faccia ne sono in contatto con professionisti e consulenti esperti nella materia, ma osservo la ottima salute di alcune particolari organizzazioni italiane in questi anni di crisi.

 

*Link alla fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/delocalizzarsi-dalla-legalita.html

 

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Mostrati 2 commenti
  • myself
    Rispondi

    Sì, ma non facciamo confusione con attività illegali ma compatibili con l’etica libertaria (come il commercio di stupefacenti, la prostituzione, giustizia privata…) e attività illegali e incompatibili con l’etica libertaria (furto, estorsione, truffa…).

  • leo
    Rispondi

    Scusate, ma Funnyking, è percaso quello del sito di analisi finanziaria, dove scrivono che il M5s è “macchiavellicamente” libertario e Rothbardiano??…. No perchè io, da meridionale, non ci trovo niente di libertario con il guadagnare libertà fuggendo dallo stato per finire sotto l’ombrello protettivo di un’organizzazione malavitosa….. che tra l’altro, non è mai stato nelle loro intenzioni, il fine di sottrarsi allo stato, come questo ignorante di funnyking e tanti altri credono. Semmai, sin dagli albori della camorra per esempio, si può notare come queste organizzazioni si siano poste come intermediari… tra lo stato ed i cittadini… anzi andavano a sommarsi come avviene oggi… cioè imposte più pizzo. La polizia borbonica, agli inizi dell’800 pare che avesse una stretta collaborazione col la camorra napoletana, per tenere a bada la popolazione dei quartieri più “vivaci” di Napoli. Allora era solo un fenomeno di quartiere, ma si badi bene che dopo l’unità, l’aumento dell’imposizione fiscale, unito all’aumento della burocrazia sabauda con tutte le sue folli regolamentazioni, hanno indotto una probabile saldatura, tra i vari capiquartiere ed il brigantaggio, con intenti insurrezionali. Quindi lo stato di sofferenza attuale del sud è direttamente collegabile a quei tempi. Ma volendo ricapitolare l’esatta equazione è +burocrazia+leggi+oppressione+sovrastruttura statale=mafia&contrabbando. Questo ovunque ovviamente.

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