In Libertarismo, Varie

ROTHBARDDI REDAZIONE

Se pensate che l’antistatalismo dei liberali sia eccessivo, evidentemente non conoscete la dottrina libertaria e Murray N. Rothbard, la sua guida intellettuale. In confronto a Rothbard, i liberali sono dei moderati. Secondo Rothbard lo Stato non esiste in quanto tale: parole come “Stato” e “società” sono illusioni verbali, semplici metafore, non entità reali.

Lo Stato è soltanto un’associazione di individui che hanno concordato tra loro di farsi chiamare in tal modo. Questi uomini e queste donne si sono posti l’obiettivo di esercitare il monopolio legale della violenza e dell’estorsione di fondi.

Murray Rothbard afferma tutto ciò con un gran sorriso, come se si trattasse di ovvietà ben note., logicamente concatenate. Rothbard insegna economia all’università di Las Vegas. In realtà Las Vegas non è nota per la sua università, che tuttavia esiste davvero, soffocata dai casinò…

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Mostrati 5 commenti
  • Pedante
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    Buona l’intervista con Rothbard. Credo tuttavia che la sua posizione sull’immigrazione sia più articolata. Che lo Stato si sia rivelato un’inefficace guardia frontaliera non significa che in un regime di immigrazione privata/sponsorizzata si assisterebbe a grandi flussi di immigrati.

    Non mi risulta inoltre che Rothbard abbia mai negato l’esistenza della società, la quale era da sempre l’antitesi dello Stato. Le sue stesse parole «in proporzione a quanto i libertari si saranno organizzati per denunciare la flessibile strategia statale, e per sostituirsi allo Stato dopo la sua caduta» accennano alla realtà e la necessita di azione collettiva. Che non sia però coercitiva.

    • Guglielmo Piombini
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      In questa intervista Rothbard accenna solo al fatto che l’immigrazione non deve essere regolata dalla polizia secondo astrusi e complessi regolamenti burocratici, ma dal mercato.

      Se un immigrato trova qualcuno che gli dà un lavoro e qualcun altro che gli dà un appartamento in affitto, non sembra giusto che lo Stato vieti queste transazioni e non lo faccia entrare, o gli chieda centinaia di documenti, visti e permessi di soggiorno.

      Questo non vuol dire che l’immigrazione deve essere completamente libera, ma che deve essere regolata soprattutto dai proprietari o dai quasi-proprietari di una certa area, in maniera preferibilmente decentralizzata.

      Questo è ciò che avviene nelle gated communities, le città private americane.

  • Pedante
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    C’è un refuso nell’articolo che va corretto:
    Muray Rothbard.

  • FrancescoL
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    “Ma il processo − non lasciamoci trarre in inganno − sarà lungo e difficile. Lo Stato è abile nel difendere i propri interessi; la “mafia” sa cambiare strategia e discorso, se necessario. Negli anni ’50 «i burocrati cercavano di rubare il più possibile in nome della pianificazione centralizzata dell’economia». Poiché nessuno vi crede più, hanno trovato un argomento di ricambio: «la redistribuzione e la giustizia sociale». Un altro cambiamento della strategia dello Stato: «L’imposta sul reddito viene contestata? Non importa, lo Stato l’abbassa e la sostituisce con un’altra imposta, più discreta e molto più produttiva: l’IVA».”

  • Pedante
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    @ Guglielmo Piombini:
    Sono d’accordo, sempre ci le spese dell’integrazione siano interamente sostenute dagli sponsor, non ho nessun problema con l’immigrazione.

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