In Anti & Politica, Libertarismo

IOSPARODI MAURO GARGAGLIONE

C’è una scuola di pensiero la quale afferma che per quanto gli esseri umani possano venire aggrediti, conculcati, coartati, schiavizzati, imprigionati, spaventati, troveranno sempre il modo di realizzare cose e scambiarle col prossimo, in cambio di cose realizzate da altri.  Questa scuola ritiene che ciò faccia parte della natura umana. 

Se è vero, e credo che lo sia, significa anche che il coartare, aggredire, schiavizzare, imprigionare, derubare, fa parte della natura umana allo stesso modo. Per questo l’autodifesa deve essere considerata un diritto. 

Chiunque neghi questo diritto, sta negando una caratteristica positiva e non violenta dell’animo umano, perché sta negando all’individuo la possibilità di difenderla. Consapevole o meno, si sta schierando dalla parte dei violenti. 

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Il sostegno al diritto di autodifesa, non può mancare nella valigetta concettuale di ogni autentico sostenitore della Libertà. Naturalmente non è affatto escluso che le persone appaltino a qualche organizzazione il compito ad essere difese, anzi, è più che ovvio.

Non si sta certo immaginando un mondo di vecchiette che aprono la porta di casa con la doppietta spianata perché non possono rivolgersi alla Polizia.
Si sta solo ipotizzando una comunità in cui ciascuno ha il diritto, se lo desidera, di essere armato. Potrebbe capitare come in Svizzera, dove il 44% dei cittadini possiede un’arma e il tasso di omicidi con armi da fuoco è il più basso di tutte le nazioni dell’occidente.

Speak softly and carry a big stick!

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Showing 6 comments
  • Albert Nextein
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    Gargaglione dice bene.
    Ci tolgono le nostre libertà, e ci impediscono di difenderci in primis dalle loro porcate.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Un momento. Non paragoniamo la Svizzera con l’Italia. In Svizzera non ti entrano in casa per derubarti, lo stato non ti chiede il pizzo, i cittadini sono più o meno contenti del loro stipendio e di come vengono spesi i soldi delle tasse. Se diamo in mano al 40% degli italiani un’arma da fuoco, significa che almeno dieci milioni di italiani sarebbero armati. Ammettiamo che di questi dieci milioni, la metà sia incazzata. Sarebbero circa cinque milioni di potenziali ribelli. Se fossi un rappresentante dello stato mi guarderei bene dal permettere una cosa simile. Mica sono scemi quelli.

    • Mauro Gargaglione
      Rispondi

      Esattamente così caro Sigismondo.

      Un’invasione di miserabili clandestini costretti a delinquere per campare o un’etnia di zingari svaligiatori di abitazioni private, non sono certamente una minaccia per lo stato, che infatti fa poco o nulla per contrastarli (anzi li invita a venire, basta sentire le esternazioni della Boldrini e, ahimè, quelle del peggior Papa da due secoli a questa parte).

      Sono i milioni di cittadini che devono vivere disarmati e impauriti. Impauriti perchè devono desiderare più stato, disarmati perchè è difficile confiscare il 70% di guadagni e risparmi ad un popolo armato.

  • Pedante
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    Condivido tutti i punti espressi nell’articolo, ma ne aggiungerei un altro. Come credo insinui S.d.T., non tutti i popoli hanno lo stesso controllo degli impulsi, lo stesso livello di testosterone. Questa realtà si vede nelle differenze dei tassi di omicidi tra città americane con diverse demografie; Portland non è Chicago, e non è per l’abbondanza o meno delle armi.

  • Pedante
    Rispondi

    Ora come ora molte vecchiette (e vecchietti) si barricano in casa e non aprono quasi a nessuno. Ben vengano le porte aperte e la fine dell’autoincercerazione domiciliare.

  • Pedante
    Rispondi

    Prendendo spunto dal commento di Mauro Garaglione, i gruppi di minoranza sono due volte avvantagiate, in primo luogo dalla lassità dello Stato nel far rispettare le leggi a prescindere dalla political correctness, in secondo luogo dalle distinte strutture sociali delle minoranze etniche. Nell’autodifesa contano anche i numeri, e i rom, per esempio, vantano famiglie estese e legami di sangue fortissimi. Di fronte a un esteso gruppo familiare ostile, la prototipica famiglia nucleare dell’Europa (settentrionale in particolare) è vulnerabile, ma lo Stato si oppone a qualsiasi iniziativa cittadina per la difesa di gruppo (le ronde, ecc.).

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