In Anti & Politica, Economia

MOZZARELLADI STEFANO TONELLI

Ogni tanto è opportuno rivedere le proprie idee, fare un check delle proprie credenze. Ho vissuto gli ultimi 35 anni nella certezza che il socialismo fosse il male assoluto, il peggio che l’uomo potesse produrre, l’ideologia e il pensiero più dannosi.

Ebbene, mi rendo conto solo ora del mio errore, esiste qualcosa di ancora più disprezzabile e pericoloso del collettivismo socialista duro e puro: si tratta del Socialismo Light. Avete presente la mozzarella light? È uguale all’originale ma contiene il 10% di grassi in meno, praticamente un’inezia. Un minimo risparmio in termini di contenuto lipidico che però ha un prezzo molto alto. I procedimenti per la riduzione del grasso nella mozzarella potrebbero infatti avere effetti negativi superiori rispetto a quelli del normale grasso ‘sano’. Ma c’è di più. Il formaggio light è subdolo in quanto lascia passare un messaggio totalmente distorto: mangiane pure quanto vuoi, tanto è leggero!

I socialisti light fanno esattamente questo. Etichettandosi come liberali  propagandano idee socialiste e totalitarie che però incontrano bassa resistenza da parte dei normali anticorpi che difendono dal socialismo le menti degli esseri dotati di buon senso, questo proprio a causa del fatto che i messaggi non sono esplicitamente taggati come provenienti da socialisti dichiarati.

E quindi dagli con la lotta all’evasione fiscale, l’abolizione del contante, con lo Stato che deve incentivare questa o quella categoria economica, che deve provvedere, farsi carico, regolare, con la redistribuzione della ricchezza da chi la produce ha chi invece preferisce solo consumarla e, addirittura (e questa è l’ultima che mi è capitato di sentire, la goccia che ha fatto traboccare il vaso), con l’inasprimento dei controlli da parte dell’ispettorato del lavoro.

Come riconoscere allora i socialisti light? Facile, c’è una parola che loro, e solo loro, pronunciano spesso: “merito”. Chiunque parli di merito e meritocrazia è, di fatto, un socialista sotto mentite spoglie, uno che al giudizio del mercato preferisce quello di un burocrate che lui stesso, esplicitamente o meno, consapevolmente o meno, aspira a diventare. Impariamo a riconoscere e smascherare i socialisti light, hanno solo il 10% di socialismo in meno ma un potere distruttivo immenso.

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Showing 10 comments
  • luigi bandiera

    L’italia e’ uno stato KOMUNISTA. Punto. Stop.

    Ma non ci sono piu’ KOMUNISTI, dicono i piu’ komunisti di tutti ma “INVISIBILI all’OCCHIO UMANO”

    Mi scappa di sparare una frase vangelistica: R: …DAI FATTI LI RICONOSCERETE…

    Sarebbe molto semplice ma la mimetizzazione komunista (e di DX e di SX e di CNT) e’ veramente superlativa. E’ IPER nel camaleontarsi..!

    E’ da tanto che modestamente e indegnamente lo grido ai quattro venti: INUTILMENTE probabilmente.

    Inutilmente saranno tutti gli altri piu’ o meno autorevoli che in varie forme lo esternano.

    E torno sulla MASSA, MAI STATA SAPIENS, ANZI, DA SEMPRE IGNORANTE e PIU’ CE N’E’ e MEGLIO E’, per loro. E’ UNA RISORSA TANTO CHE LA VANNO A PRENDERE ALL’ESTERO chi con decreti del tipo MARE LORO, chi con il VOLEMOSE BEN..!!

    Poi e’ e sarebbe tutta una ripetizione di quello che scrivo da circa 30 anni.

    Per forza di cose devo concludere, si fa per dire, con una sola parola, deleteria purtroppo:

    SOCCOMBEREMO..!!

    PSM
    WSM

  • William

    Concordo con Albert bisogna essere folli a creare una start-up in Italia. Tutti gli altri stati europei hanno ambienti più ospitali alle imprese sia nuove che vecchie rispetto all’Italia.

    Aggiungerei all’utilizzo improprio da parte dei socialisti “Light” della parola “merito” anche di “equità”.

  • Andrea Azzini

    In Italia l’unica speranza di riconoscimento per i giovani è quella dello startupper, perché l’unica vera meritocrazia rimasta è il libero mercato. E il libero mercato (ma libero davvero) *è* un mezzo efficiente di selezione per merito.

    • Albert Nextein

      Non so se tu faccia parte dei giovani, attorno ai 25-30 anni.
      Se lo sei hai tempo, speranze, forza, prontezza, quantomeno.

      Temo che, start-up o no in italia diventeresti parte della schiera dei frustrati , a meno di nicchie assolutamente specifiche, speciali e lucrosissime.
      Avresti comunque il socio silente che reclama la sua parte costantemente senza apportare un tubo alla tua attività. Un occhiuto scrutatore della tua vita che in cambio del tuo tempo e dei tuoi soldi ti rompe solo le palle e ti crea tante difficoltà.

      Ti chiedo , appunto se sei un giovane, chi te lo fa fare di impelagarti nel “libero mercato” italiano?

      Se non sei un giovane, ti chiedo, consiglieresti davvero a giovani ambiziosi di fare impresa in italia?

  • Dino

    A me fa ridere che i socialisti usino spesso la parola “merito” e soprattutto “meritocrazia”.
    Praticamente se tu non sei capace di compiere l’azione per ottenere una cosa allora non devi ottenerla perché non la meriti.
    Ok, ma questo vuol anche dire che se ad esempio hai perso le mani e non trovi modo di ottenere cibo allora devi morire di fame perché il cibo non lo meriti, no? Alla faccia della solidarietà e del socialismo.

    Poi parlano di merito sempre in virtù di posti statali, e quando ne parlano a riguardo delle imprese private c’è da mettersi le mani nei capelli. Cioè io magari non posso scegliermi i dipendenti basandomi sui miei gusti personali e su come intendo fare impresa, ma dovrei sottostare al giudizio imposto dagli altri (i socialisti o chi per loro)?

    Bleargh.

  • Claudio H. G.

    Mi piace questo articolo, ma ammetto che mi ha spiazzato. Non ne sono sicuro ma penso di avere anch’io usato la parola “merito”, non mi ricordo quando, ma non potrei escluderlo, sicuramente l’ho letta spesso con favore, tutto questo perché io interpreto la parola “merito” come implicita del premio che il mercato da all’offerta migliore, o come sinonimo di più “meritoria”.
    Non so se linguisticamente sia scorretta la mia interpretazione, di sicuro c’è il potenziale di un equivoco visto che la parola “merito” può effettivamente essere usata dai burocrati per attribuire, secondo i loro arbitrari canoni, i meriti, e a questo non ci avevo mai fatto caso!

    • Salvatore Panza

      Condivido l’inquietudine di Claudio e anche l’equivoco di fondo da lui segnalato. La “sirena” del merito, inteso in senso fraudolento, ha ammaliato anche me. Fare “outing”, allora è un dovere. Faremo attenzione per la prossima volta….

  • Sigismondo di Treviri

    Chi è malato di socialismo è malato e basta. Non esistono ‘socialisti light’ come non esistono malati di cancro light. Il socialismo è un’ideologia che ha per obiettivo quello di rendere una parte degli uomini schiava di un’altra. I socialisti vogliono semplicemente stare dalla parte dei mantenuti e chi è mantenuto non si accontenta di poco. Vuole sempre di più. Pretende che chi produce produca soprattutto per mantenerlo e al produttore non devono rimanere altro che le briciole. E’ una forma di schiavitù moderna e ben congegnata. Lo schiavo dell’antica Roma sapeva di essere schiavo e sapeva anche perchè lo era diventato. Ma poteva anche affrancarsi dalla schiavitù. Il socialismo è invece quella forma di totale perversione mentale che produce una massa di schiavi che non sanno di esserlo e che anzi credono di vivere in una società giusta. Proprio perchè si illudono di vivere in una società giusta, equa e solidale non tenteranno mai di affrancarsi dalla schiavitù. Ci sono ovviamente eccezioni a questa regola: persone che si sono rese conto del giochetto e non ci stanno più. Ma sono eccezioni che in quanto tali, confermano purtropo la regola.

  • Albert Nextein

    I socialisti ipocriti e conformisti.
    Quelli modernizzati e rivisti alla luce dei continui fallimenti e dei costanti peggioramenti delle condizioni della gente comune.

    Quelli a la page, che stanno producendo lo sconquasso finale.

  • Mauro Gargaglione

    Da incorniciare!

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