In Anti & Politica, Libertarismo

libericomuniDI MAURO GARGAGLIONE

E’ ammissibile prendere con la forza la roba di altri?
E’ giusto stampare soldi quando ne hai bisogno.
E’ giusto che il tuo parcheggiatore affitti ad altri la tua auto parcheggiata perchè sa che tanto non ti serve per una settimana?
E’ corretto mettere sotto processo qualcuno anche se nessuno ha denunciato di aver subito un danno?
E’ giusto impedire che due persone consenzienti decidano di scambiare beni e servizi attraverso la moneta che preferiscono?

Queste domande sembrano ovvie, e altrettanto ovvie dovrebbero essere le risposte. Purtroppo non è così. Se queste domande le rivolgiamo ad un individuo, costui difficilmente avrà difficoltà a rispondere. Se però sostituiamo il termine Stato a uno dei due attori, troveremo che le risposte non sono così ovvie.

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Il famoso detto popolare dice che il diavolo si nasconde nei dettagli. In questo caso i dettagli sono il “sì … ma” oppure il “no … ma”. Intendo dire che quando un principio è generalmente accettato dalle persone che lo ritengono valido, ma viene messo in discussione se uno degli attori è lo Stato, allora qualcosa non funziona.

Il manifesto dei Liberi Comuni d’Italia, raccoglie una serie punti sui quali NON si ammettono deroghe da parte delle istituzioni pubbliche.
E’ il tentativo di formulare un programma più possibile nella direzione di un ideale di Libertà che è stato tradito da partiti, filosofie politiche e teorie economiche etichettate sotto la forma di “liberalismo”.

Nessuno di questi partiti liberali sta avendo successo nelle democrazie di massa. Quando i popoli sono stati governati da istituzioni autenticamente liberali lo sono stati per un periodo limitato che è passato ormai da molto tempo.Negli Stati Uniti di Obama, dell’insegnamento dei Padri Fondatori è rimasto assai poco.
Ci sono stati alcuni leader politici che si sono richiamati a quei valori anche in anni recenti, ma sono riusciti solo imporre una pausa temporanea, lunga un paio di legislature al massimo, in cui lo scivolamento di quei valori verso l’oblio è sembrato rallentare.

Io, e coloro che la pensano come me, siamo convinti che i predicatori del liberalismo attuale non hanno e non potranno mai avere che pochissimo seguito proprio perchè sono venuti a patti con i concetti di libertà individuale richiamati nelle domande iniziali.

Ne sono venuti a patti nel nome di un malinteso “realismo” che ha confuso le menti di coloro che sentono che qualcosa non torna e quindi, piuttosto, si rifugiano in un disperato cinismo e disincanto. Il non voto è una manifestazione di questo, che si traduce nel condurre una vita da “fuggitivo” oppure da solitario “sognatore”, non si sa bene che.
Mi richiamano coloro che pretendono dalla Chiesa di scendere a patti con i principi fondanti del Cattolicesimo perchè non sono realistici e moderni. E’ un bel guaio se pare cascarci anche l’attuale Papa. Ma non essendo credente, lascio ad altri questa discussione.

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I principi del manifesto dei Liberi Comuni d’Italia, non sono da capire, perchè sono autoevidenti. Sono da accettare o da rifiutare.
Se li si accettano, si accetta anche l’assioma che sta in capo a tutto.

Non esiste alcun essere vivente di natura umana che, in forza della violenza o del voto democratico, avrà mai la legittimità di privare un individuo della sua libertà se non ha fatto del male ad altri, o la sua proprietà privata, se accumulata onestamente da sé o da chi gliel’ha trasmessa.

http://libericomuni.altervista.org/Manifesto%20LCI.pdf

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Showing 2 comments
  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Principi autoevidenti, ma purtroppo l’intelligenza è aristocratica, la stupidità di massa. Sarà un caso che il pensiero e la prassi dei liberali si siano andati sempre più corrompendo dopo il connubio fra liberalismo e democrazia? Sarà un caso che la bandiera della libertà abbia sempre avuto un sigillo aristocratico (Pericle, Catone Uticense, Vittorio Alfieri, Alexis de Tocqueville…)? Ecco perché rimango profondamente pessimista. Fra libertà e sicurezza(magari soltanto apparente) il volgo sceglie la sicurezza, anche a costo di legarsi mani e piedi a un padrone.

  • gastone
    Rispondi

    ..tutto vero ma la democrazia è il lasciapassare politico che autorizza il desiderio individuale alle ricchezze degli altri, un titolo legale per avere quanto non si è in grado di ottenere con le proprie capacità.
    in sostanza siamo in un gigantesco gambling morale di cui non si vede l’uscita se non attraverso quella strettissima fessura della coscienza individuale.

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