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pensioniDI MICHELE LIATI

“Dal 2008, in 6 anni, un pensionato italiano ha perso 1.419 euro di potere d’acquisto” dice Confesercenti… è vero?

Niente da dire sulla tassazione delinquente del nostro paese, ma non è un problema che riguarda solo i pensionati.
La notizia invece della perdita del potere di acquisto sembra alquanto strana, dato che gli assegni pensionistici vengono rivalutati in base all’inflazione – solo con Monti, e solo per alcune categorie, mi pare che queste rivalutazioni siano state “congelate” – quindi se le pensioni perdono potere di acquisto, il meccanismo di rivalutazione deve essere inadeguato.
Innanzitutto, come al solito, notizie di questo tipo sono ben povere di informazioni su come siano stati ottenuti questi dati: a partire da quali numeri? da che fonti? non si sa.
Si dice “in 6 anni”.. quindi fino ad oggi, 2014. Beati quelli di Confesercenti che possono disporre dei dati sulle dichiarazioni dei pensionati fino al 2013, noi purtroppo dobbiamo accontentarci di quelli ufficiali che arrivano solo fino al 2012.
Ma vediamo se in base a questi i numeri di confesercenti sono corretti.

I reddito medio di un pensionato nel 2008 era di 17.170, dal 2008 al 2012 (comprendendo anche il 2008, per prudenza) c’è stata un inflazione globale del 12% circa (ammesso che i numeri riguardo all’inflazione abbiano qualche senso e possano dirci veramente se un certo reddito perda “potere d’acquisto”).
Per poter mantenere lo stesso potere di acquisto il reddito del 2008 doveva diventare nel 2012 di 19.230 euro. Nel 2008 invece il reddito medio di un pensionato era di 18.670 euro, con una perdita di circa 560 euro.
I numeri di confesercenti sono quindi corretti, dato che loro forse dispongono di “dati aggiornatissimi” e sconosciuti a noi comuni mortali?
Quasi.. infatti i redditi di un pensionato NON SONO costituiti solo da redditi pensionistici, ovviamente: un pensionato può (ancora) avere redditi da lavoro, redditi da capitale, da affitti, etc..
Prendiamo quindi solo i redditi di pensione e facciamo lo stesso calcolo fatto prima.
Nel 2008 erano di 13.940 euro, per avere lo stesso potere di acquisto questo reddito avrebbe dovuto diventare di 15.613 euro, invece era di 15.780, con un guadagno di 167 euro.

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Sembrerebbe che il meccanismo di rivalutazione delle pensioni, in media, abbia funzionato.

Stando ai numeri, quello che hanno perso i pensionati in potere d’acquisto deriva dai redditi non pensionistici, come per molti altri comuni mortali.

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Showing 5 comments
  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    “Nel 2008 erano di 15.613 euro, per avere lo stesso potere d’acquisto questo reddito avrebbe dovuto diventare di 15.613 euro”. O il mio cervello è del tutto onnubilato dal processo di senescenza – il che non è affatto da escludersi – o in questa affermazione c’è qualcosa che non quadra. Anche perché, di là dal dato aritmetico evidentemente errato, se una cosa rimane uguale a se stessa non “diventa”, semplicemente “è”: qui si confonde Parmenide con Eraclito…

    • LucaF.
      Rispondi

      @ Carlo Butti
      C’era infatti un errore di trascrizione nei dati numerici forniti nell’articolo. Il refuso sul dato del 2008 è stato ora corretto (non era 15.613 ma 13.940 euro).

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    Grazie Luca!

  • Renzo Riva
    Rispondi

    .
    La resistenza della famiglia verrà travolta quando i pensionati col vecchio regime diminuiranno fino al punto di non ritorno.
    Di questo i cattolici si guardano bene dal dirlo a voce chiara e alta.
    Sono troppo intenti al saccheggio quotidiano per mezzo dei tentacolari terminali in tutti i gangli istituzionali e in combutta con la parte”avversa”.
    Expo e Cnv insegnano e di MPS nessuno fiata.
    .
    Sai di cosa vivono le famiglie italiane?
    .
    Nella maggioranza dei casi di uno stipendio statale e parastatale
    come nella vecchia URSS.
    .
    Quel regime è imploso.
    Quello italiano esploderà?
    .

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non mi fido di confesercenti e dei numeri che pubblica.

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