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ricchezzaDI MAURO GARGAGLIONE

Leonardo da Vinci, forse il più grande genio della storia dell’Umanità, arrivò a un passo dal realizzare il deltaplano che avrebbe consentito all’uomo di volare con cinque secoli d’anticipo. Nonostante il suo genio però, non avrebbe mai potuto arrivarci perché non aveva capito il “principio della portanza”, per lui il volo era una questione di agitare le ali come gli uccelli.

Se non si capisce il principio che la ricchezza viene prodotta SOLO dallo scambio volontario tra le persone, e che i compiti dello stato devono essere quelli che VOLONTARIAMENTE le persone delegano e sono disposti a finanziare (le tasse su base volontaria come in Svizzera), il deltaplano, per usare la similitudine leonardesca, non si può inventare.

Se non si capisce il principio che lo stato non vive producendo ricchezza ma consumando quella che viene prodotta dai privati (i quali sono in grado di realizzare il 90% delle funzioni dello stato in modo più efficiente e meno costoso, l’altro 10% si riferisce a cose che non sono interessati a fare), il deltaplano non si può inventare.

Una volta capito il principio poi, possiamo parlare di materiale delle ali, di colori, di forma, di estensione, cioè, nel nostro caso, di pensioni, istruzione, sanità, ordine pubblico, giustizia, etc etc.

I principi non sono né facili né difficili, sono ciò che dà forma alla realtà e funzionano SEMPRE, se tenti di violentarli ottieni i disastri che vedi. Ma se non li capisci non puoi rimediare, puoi solo agitarti ancora di più e affondare.

Siccome non c’è verso di risalire nonostante i “provvedimenti per la crescita, la produttività, il lavoro, bla bla” è ovvio che il principio di chi produce ricchezza e chi invece la brucia, non è affatto chiaro. E si continua ad affondare.

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Commenti
  • fabrizio
    Rispondi

    Per un libertario non serve una rivoluzione,basta non sostenerlo.
    Vale solo per pochi.

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