In Anti & Politica, Economia

elogio_fiscaleDI MAURO GARGAGLIONE

Il suffisso “crazia” deriva dal greco antico Kratos (o Cratos) che nella mitologia è la personificazione della potenza, del potere, del dominio. Esempi: meritocrazia, dominio dei meritevoli, democrazia, potere del popolo, teocrazia, di dio o degli dei (attraverso la casta dei religiosi).

Il prefisso “buro” deriva dal francese bureau, ufficio (o persona che svolge l’ufficio, cioè il compito).

Oggi noi dobbiamo vivere e lavorare per alimentare la buro-crazia statale sempre più numerosa e lo facciamo per mezzo del prelievo fiscale coatto sui frutti del nostro lavoro.
Questa è l’essenza dello Stato moderno di derivazione francese post rivoluzionaria (infatti bureau, non è un caso, è una parola francese). Burocrazia: dominio dei funzionari d’ufficio.
Comandano loro. Chiunque votiate, che vi rechiate a votare oppure no. La battaglia quindi non si combatte col voto o il non voto, si combatte con l’evasione fiscale.

Ma non si vince neanche con quella perché non ci saranno mai abbastanza evasori per affamare i burocrati di Stato che hanno persone armate a difenderle.

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Per sconfiggerli occorre che le persone smettano di produrre ricchezza, cioè che l’economia collassi del tutto. A quel punto lo Stato burocratico, se vorrà sopravvivere, dovrà interrompere il prelievo coatto di una ricchezza che non si produce più e cominciare col lavoro coatto.

Di certo non accetterà senza reagire la sua morte per inedia.

Questo percorso spaventoso è quello che è stato imboccato dalla democrazia di massa e dalla sua acritica adorazione, e dimostra che essa è completamente inutile se viene intesa come sinonimo di libertà.

Recent Posts
Showing 4 comments
  • Fabrizio de Paoli
    Rispondi

    Pienamente d’accordo.
    Il voto col portafoglio è l’unico che viene preso in considerazione. È il voto utile.

    Sullo smettere di produrre ricchezza, non saprei. Io son più dell’idea di promuovere ed allargare il circuito parallelo, farlo partire dal dipendente ed estenderlo via via a salire verso le aziende sempre più grandi innescando un circolo virtuoso.
    Se guardiamo bene è un po’ quello che sta già succedendo.
    Le imprese sane lo possono fare, uscire dai circuiti bancari, tornare al contante, ripristinare un rapporto di fiducia cliente/fornitore solo con chi ha ben chiaro l’obbiettivo di affamare la bestia.
    Si parte dal basso, da piccole azioni come chiedere al panettiere di NON VOLERE lo scontrino spiegandogli il perché, e funziona, io da qualche anno mi sono autoimposto questo tipo di comportamento ed ora godo di rispetto e fiducia da parte di chi mi conosce.
    Persino mia moglie, che inizialmente provava un imbarazzo formale, ora si è persuasa che debba diventare la normalità.
    È un problema culturale, ci vuole tempo, perseveranza e pazienza ma quando si arriva ad una visione più libertaria questo atteggiamento diventa irreversibile.

    Nel momento in cui si agisce in quel senso non si può più essere pessimisti, si diventa automaticamente ottimisti.
    L’importante è agire, anche solo facendo piccole cose, ma farle.
    Un saluto .

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non sono d’accordo sul fatto che non ci saranno mai abbastanza protestatari fiscali per affamare lo stato.
    Fai un semplice conto sul 10% di protestatari.
    Ti sembra poco se il totale incassato dal fisco si riducesse di un 10%?
    Si tratta di miliardi ben fitti.
    Quanto al lavoro , esso è già in qualche modo ed in una buona percentuale coatto.
    Basta valutare quanto dell’utile aziendale o dei ricavi viene confiscato annualmente.
    Lo stato teme la riduzione del bottino fiscale.
    Altrimenti perché insegnano nelle scuole l’amor patrio, l’educazione civica, e poi intruppano la gente con leggi che legano le mani anche al mago Silvan?
    Perché tutti i politici e i governi mentono?
    Perché banche centrali e commerciali mentono e collaborano con stati e governi?
    Perché temono che la gente, aprendo gli occhi, si regoli di conseguenza e faccia l’unica cosa sensata, il non versare più un centesimo al fisco succeda quel che succeda.

    Io attendo sempre con curiosità i dati sugli introiti fiscali statali.
    Più della spesa.
    E ugualmente fanno i governi e la politica.
    Guardano com’è il serbatoio della loro benzina.

  • Pitocco
    Rispondi

    Ai tempi di Rumor in cui fu ministro dell’Agricoltura un mio parente, che era stato suo compagno di università, e che ricopriva una carica istituzionale di un ente pubblico, aveva la necessità di un’approvazione per un progetto (pubblico). Corse a Roma per poter chiarire alcuni intoppi che si erano creati nel percorso burocratico e all’appuntamento fissato da mesi trovò il segretario di Rumor ad accoglierlo che, scusandosi per l’assenza del ministro fece di tutto per farsi dire da questo parente il motivo della sua visita. Il parente dovette desistere perché alla fine delle insistenze si sentì dire semplicemente: «Vede, il ministro è fuori, oggi, e domani è probabile che nemmeno venga rieletto, dica pure a me di quanto ha bisogno, io ci sarò sempre, oggi ed anche domani.»
    E parliamo di decenni fa. La burocrazia, o meglio la plutocrazia, è quel cancro irresponsabile che si autoalimenta proprio per la posizione inamovibile che in decenni ha assunto grazie alle leggi liberticide a favore però del pubblico impiego.
    Basterebbe una singola legge, o se vuoi un semplice decreto: « Art. 1: tutti gli impiegati ed appartenente alle pubbliche amministrazioni dello stato, regioni provincie e comuni, nonché di tutti gli enti partecipati dallo stato anche solo parzialmente sono parificati alle leggi del settore privato.»

  • Alessandro COLLA
    Rispondi

    Anch’io dico ad alcuni negozianti di non battermi lo scontrino ma loro mi rispondono che lo devono fare, alcuni anche che sia giusto farlo. Sono in troppi a non voler affamare la bestia.

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search