In Anti & Politica, Esteri, Libertarismo

di Leonardo Facco

Non serve una legge per praticare ciò che è un proprio diritto. Non serve un politico idiota che sponsorizzi chissà quale legge: la disubbidienza civile è, e rimane, la strada maestra per poter agire da persone libere.

Quel vento che la primavera araba ha soffiato su tutto il Meditarraneo del Sud – dove non è stata scartata neppure l’opzione della rivolta violenta, vedasi Egitto, Tunisia e Libia – è ben lungi dal placarsi. Anzi, nelle ultime settimane sembra essere arrivato a soffiare anche in Arabia Saudita, dove una legislazione coranica liberticida nega persino la parità fra uomini e donne.

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Le protagoniste di questa nuova ribellione patentata sono le donne saudite. Dalla stampa: “Stanche di vedersi negati i propri diritti (non possono votare, nè scegliersi il marito) hanno deciso di iniziare una rivolta che, dalle piccole cose, possa portare alla conquista della libertà tout court. Il primo passo è dunque arrivato con l’iniziativa “Io guiderò”, una manifestazione tenutasi il 17 giugno scorso, una manifestazione in cui le donne di tutta l’Arabia Saudita sono invitate a mettersi al volante e a sfidare la legge che impone alle donne il divieto di guidare”. E loro, quelle del gentil sesso, lo hanno fatto, fregandosene della “legislazione” e postando su youtube il loro gesto.

Come già accaduto per le rivolte tunisine ed egiziane, l’organizzazione della protesta è passata dal web: Twitter e Facebook, ovvero da quella Rete che ai Brunetta non piace tanto, sono stati invasi dal tam tam delle donne saudite che rivendicano il diritto di mettersi al volante di un’automobile e di spostarsi autonomamente.

Sconvolgente no? Chiedono solo di poter guidare, così come qualcuno in Italia chiede solo di poter seminare mais autorizzato dall’Unione europea sui propri terreni.

Ancora dai giornali online: “Siamo nel 2011 e stiamo ancora discutendo su questo insignificante diritto – hanno scritto su Twitter le promotrici della “Women2drivecampaign” -. Ora vedremo cosa succederà dopo il 17 giugno, ma una cosa è certa: se il governo deciderà la strada della repressione, apparirà a tutto il mondo eccessivamente irragionevole e duro. Se invece permetterà alle signore di guidare, cadrà la barriera della paura di fronte a questo e ad altri divieti”.

Esatto, la barriera della paura che in Arabia riguarda la guida di un’auto per le donne, mentre nell’Occidente “democratico” può riguardare il diritto a suicidarsi, piuttosto che quello di difendere il frutto del proprio lavoro.

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La disobbedienza civile è una forma di lotta politica, attuata da un singolo individuo o più spesso da un gruppo di persone, che comporta la consapevole violazione di una precisa norma di legge, considerata particolarmente ingiusta, violazione che però si svolge pubblicamente, in modo da rendere evidenti a tutti e immediatamente operative le sanzioni previste dalla legge stessa.

Gandhi ha liberato dal giogo inglese un intero paese. Io mi accontenterei di vedere liberato me stesso dalla protervia e dall’arroganza dell’arbitrarietà della politica italiana, della casta di delinquenti che governa (opposizione compresa) questo Stato criminale!

DONNE ARABE AL VOLANTE, LA PROTESTA DEL 17 GIUGNO 2011

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Showing 2 comments
  • luciano
    Rispondi

    Disobbedienza civile per togliere acqua dal mare dove nuotano i milioni di mangiapane ( e caviale ) a tradimento sulle nostre spalle.
    “La democrazia è una specie di religione,è l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari.
    Smettiamo di fare i somari.

  • luciano
    Rispondi

    Disobbedienza civile per togliere acqua dal mare dove nuotano i milioni di mangiapane ( e caviale ) a tradimento sulle nostre spalle.
    “La democrazia è una specie di religione,è l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari.
    Smettiamo di fare i somari.

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