In Economia, Esteri, Primo Piano

DI MATTEO CORSINI

“Io e mia moglie Robin Wells recentemente siamo stati a cena con Margaret Ray e Dave Anderson, gli autori di un eccellente adattamento del nostro manuale “Economics in Modules”. Di fronte a una bottiglia di vino abbiamo discusso delle varie questioni legate agli sforzi per spiegare la scienza economica, e tutti eravamo d’accordo sul fatto che l’economia monetaria è l’aspetto che più di tutti confonde, e addirittura fa arrabbiare, la gente.

A quanto sembra c’è qualcosa, nella moneta, che fa perdere a molte persone il lume della ragione: succede più spesso negli ambienti della destra oltranzista, ma in certi casi capita anche a sinistra. Ma perché la moneta ha questo potere? Non ho una spiegazione bell’e pronta, ma posso fare una considerazione: l’economia monetaria è intrinsecamente legata alle imperfezioni del mercato. In un mondo privo di attriti, dove le informazioni sono pienamente disponibili e i calcoli non comportano costi, non avremmo bisogno di moneta e non avrebbe importanza come sono catalogati i prezzi. Avremmo semplicemente dei mercati completi, secondo il modello di Arrow-Debreu, per qualsiasi cosa, e tutti i prezzi sarebbero in equilibrio.

La teoria monetaria – e la politica monetaria – consistono dunque nel fare i conti con un mondo imperfetto e conflittuale. La politica giusta quindi è cercare di capire come ridurre i costi di questi conflitti e di queste imperfezioni: un tasso di cambio fluttuante può essere una buona idea (e quanto sembra saggio oggi Milton Friedman!) per affrontare il dato di fatto che è difficile cambiare i prezzi nominali. Da dove nasce allora tanta furia? Sospetto che la ragione sia che un certo tipo di persone vuole più purezza di quella che il mondo reale è disposto a fornire. Vogliono credere nei mercati perfetti, capaci di fornire risultati perfetti se solo lo Stato non si mettesse di traverso. E quindi vogliono credere che anche la moneta potrebbe essere perfetta se solo la si togliesse dalle mani dell’uomo e la si rendesse bella come l’oro (letteralmente). E se fate notare loro che non è così che funziona, che la moneta è una convenzione sociale che serve a fare i conti con un mondo imperfetto, e che fare i conti con un mondo imperfetto a volte vuole dire che le Banche centrali devono prendere misure eccezionali, allora perdono le staffe.” (P. Krugman)

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Quando ho letto questo pezzo di Paul Krugman, che ho riportato per intero, non ho pensato subito a cosa scrivere in merito alle sue farneticazioni sulla teoria monetaria, bensì a cosa sia successo a quella cena. E ho fatto diverse ipotesi.

Forse Krugman non regge l’alcol, o forse lo regge ma di bottiglie di vino su quel tavolo ce ne sono state molte più di una. Oppure i coniugi Krugman e i loro commensali hanno deciso di rilassarsi fumando qualche sigaretta “truccata” dopo cena.

Ho fatto queste ipotesi perché neppure da Krugman mi aspettavo di leggere delle simili sciocchezze, in circostanze normali. Devo ammettere, però, che probabilmente in tutti questi anni ho sottovalutato i suoi limiti.

Krugman sostiene che “a quanto sembra c’è qualcosa, nella moneta, che fa perdere a molte persone il lume della ragione”; che “l’economia monetaria è intrinsecamente legata alle imperfezioni del mercato”; e che “in un mondo privo di attriti, dove le informazioni sono pienamente disponibili e i calcoli non comportano costi, non avremmo bisogno di moneta e non avrebbe importanza come sono catalogati i prezzi”. Prosegue sostenendo che, non essendo il mondo perfetto, “la politica giusta quindi è… un tasso di cambio fluttuante… per affrontare il dato di fatto che è difficile cambiare i prezzi nominali”. Poi, in un crescendo di stupidaggini, scrive che “un certo tipo di persone vuole più purezza di quella che il mondo reale è disposto a fornire. Vogliono credere nei mercati perfetti, capaci di fornire risultati perfetti se solo lo Stato non si mettesse di traverso” e sancisce che “la moneta è una convenzione sociale che serve a fare i conti con un mondo imperfetto, e che fare i conti con un mondo imperfetto a volte vuole dire che le Banche centrali devono prendere misure eccezionali”.

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Se avere il lume della ragione significa ragionare come Krugman, ritengo sia molto meglio essere completamente folli. Leggendolo, appare evidente che si occupa (tra le altre cose) di moneta da decenni, senza sapere cosa sia la moneta e perché l’uomo, interagendo e scambiando beni con i suoi simili, abbia iniziato a usare determinati beni come mezzi generali si scambio.

L’economia monetaria è intrinsecamente legata al mercato, non alle imperfezioni del mercato. La constatazione che, invece di cercare la totale autosufficienza, conveniva (e spesso era indispensabile) specializzarsi nella produzione di determinati beni e soddisfare i propri bisogni mediante scambi con altri uomini, ha gettato le basi da un lato per la divisione del lavoro e, dall’altro, per lo sviluppo processo di mercato. Ed è stato, poi, per ovviare agli inconvenienti del baratto che si è gradualmente passati all’utilizzo di beni che erano adatti a fungere da contropartita in tute le transazioni.

Se si afferma che basterebbe avere “informazioni pienamente disponibili” per poter fare a meno della moneta significa che non si è capito nulla né di cosa è la moneta, né di cosa è il mercato. Senza la moneta i calcoli dovrebbero essere fatti in riferimento alle innumerevoli combinazioni di valori dei singoli beni in rapporto a tutti gli altri.

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Se, poi, si afferma che oltre a non aver bisogno di moneta, “non avrebbe importanza come sono catalogati i prezzi”, penso si debba concludere che si ritiene che i prezzi non siano necessari e allora si dovrebbe spiegare come potrebbe funzionare l’economia senza prezzi. Ludwig von Mises spiegò già nel 1920 l’impossibilità del funzionamento del sistema economico in assenza dei prezzi, occupandosi del modello socialista e prevedendone l’implosione.

Chi è contrario alla statalizzazione della moneta e alla sua manipolazione da parte delle banche centrali non ritiene, al contrario di quello che afferma Krugman, che la moneta andrebbe tolta “dalle mani dell’uomo”. Al contrario, gliela si dovrebbe restituire.

Per il resto, che il mondo non sia proprio perfetto nessuno ne dubita: come spiegare, altrimenti che Krugman fa il professore di economia e ha pure vinto il premio Nobel?

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Showing 5 comments
  • Caber
    Rispondi

    “a quanto sembra c’è qualcosa, nella moneta, che fa perdere a molte persone il lume della ragione”

    per me significa che ha usato 100$ arrotolati per sniffare…

    quanto al merito del pezzo penso si commenti da solo…

  • Maciknight
    Rispondi

    Sono patetici e maldestri tentativi di difendere le proprie rendite da posizione, più si rende complessa, complicata, opaca, incomprensibile, la materia ai non addetti ai lavori, e più aumentano le possibilità di permanere al potere, pur non avendo alcuna qualità e merito per esserci

  • Stefano
    Rispondi

    E’ da qualche anno che sospetto che anche il Nobel sia diventato una barzelletta.
    Krugman è una conferma vivente che ho ragione.
    Ragazzi, piantatela di mettergli gli acidi nelle bottiglie di vino.

    • Brillat-Savarin
      Rispondi

      se gli avessero messo gli acidi, forse avrebbe sparato meno cazzate questo inqualificabile soggetto

  • Piero Vern
    Rispondi

    Non aveva fumato né bevuto nulla, Krugman è sopravvalutatissimo. Un annetto fa quelli del Mises fecero un articolo elencando alcune sciocchezze clamorose dette da Krugman, ma proprio sciocchezze che cozzavano contro la logica più elementare e il buon senso. Ma poi, ci stupiamo della logica di un keynesiano? Di uno appartenente a una scuola di pensiero che ritiene, ad esempio, che una guerra faccia bene all’occupazione di un paese?

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