In Anti & Politica, Esteri, Libertarismo

DI LUIGI CORTINOVIS

Gli Stati Uniti sono sull’orlo del fallimento economico, ma ci sono ancora buontemponi a cui interessa di più avanzare proposte “politically correct”, all’insegna dello Stato etico, l’ultima frontiera delle democrazie di regime.

“Togliere i bimbi obesi ai propri genitori. E’ la proposta shock avanzata da alcuni ricercatori dell’Universtà di Harvard (noto covo “liberal”), che chiedono il ricorso al pugno di ferro contro un fenomeno che negli Usa dilaga sempre di più. I dati ufficiali, almeno quelli del Centro di prevenzione e controllo delle malattie, dicono che negli ultimi vent’anni negli USA il numero delle persone obese è aumentato drammaticamente. E a soffrire di questa patologia sarebbe oramai il 17% dei bambini”.

E allora? Solo l’idea che lo Stato possa decidere di togliere un figlio ad una famiglia per questioni di “ciccia” fa accapponare la pelle, almeno così dovrebbe essere per chi ha realmente a cuore le libertà individuali.

Chiunque di voi legga questo articolo deve sapere che molte più probabilità di essere stirato attraversando la strada davanti a casa che di crepare per colpa di un po’ di grasso. Aspettiamo qualche professore che chieda allo Stato di vietarci di uscire di casa!

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

Mi diranno, ma lo Stato vuole proteggere i tuoi figli! Pensa che buoncuore! Lo stesso buoncuore che ci mette quando per proteggerli mi manda come carne da macello in qualche guerra?

Qui non passa giorno che qualche idiota, più etico degli altri, se ne esce con pensate ridicole per il nostro bene. Si facesse i cazzi suoi ogni tanto no? Il fatto che esista un rischio non legittima di per sé alcun proibizionismo. Il principio di precauzione è una coglionata galattica, utile a qualche amico degli amici per vietare qualcosa a qualcuno che magari è suo concorrente.

Ha giustamente scritto Mingardi: “Lo Stato non proibisce alla gente di fare bunji-jumping, di gettarsi col paracadute, di cimentarsi col kickboxing”. E quando regolamente queste attività esse proliferano nell’illegalità.

Ora, che qualche scienziato da strapazzo – quelli che la “junk-Science” la frequentano da prezzolati – voglia decidere per un padre ed una madre naturali sa proprio di Gestapo. Dovete voi a scegliere, non lo Stato, soprattutto quando c’è di mezzo il futuro di vostro figlio.

Recommended Posts
Showing 12 comments
  • Luca M.
    Rispondi

    li vuole in peso forma perchè obesi non pssono mandarli al macello nelle varie guerre in giro per il mondo

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    C’è un costume che accompagna la storia dell’umanità. Situazioni fuori controllo con qualcuno che si arroga il dovere di controllarle, pur sapendo intimamente dell’inutilità del suo agire. Vi ripropongo un mio vecchio articolo, fuori tema nei fatti ed in linea nella sostanza. Da meditare.

    Polveri sottili ed altre amenità
    Un tempo io consideravo la chiusura al traffico delle città una idiozia tecnica e mi arrabattavo nel cercar di spiegare ad altri che il provvedimento è senza senso. La terra è sferica ed i fluidi, acqua ed atmosfera, si spostano continuamente per effetto della rotazione e del diverso irraggiamento del sole nei diversi luoghi. E’ quindi facile che dopo la pioggia noi ci si ritrovi, in Veneto, non in Sicilia, le auto coperte dalla sabbia rossa del Sahara trasportata dal vento ed al tempo di Cernobil, le correnti d’aria trasportarono fin da noi, dalla lontana Ucraina, una nube di metalli “pesanti”. L’Arpav che è, per ora, un grande laboratorio tecnico degno di rispetto, dichiara che la chiusura delle città al traffico è un provvedimento senza senso. Umberto Veronesi, che io considero altrettanto “tecnicamente” degno di fiducia, sostiene che il benzene è sì cancerogeno, ma non lo smog, e che le “famigerate” polveri sottili possono dar luogo ad affezioni delle vie respiratorie a chi sia già debilitato o ne sia predisposto, ma non a tumori; e del resto, Ginevra, che è la città meno inquinata al mondo, senza ciminiere nel raggio di 300 Km, ha la stessa incidenza di tumori di Milano. Chiudere allora al traffico alcune strade per spostare tutta la circolazione qualche chilometro più in là, senza opporre tanti bei vigili muniti di ventagli a contrastare le correnti d’aria che vanno dove la Fisica le comanda, è, non inutile, ma semplicemente demenziale.
    Così demenziale che per molto tempo mi chiesi come potessero non capirlo e mi crucciavo per questo.
    Poi infine capii, e scoprii che il tonto che non capiva, ero invece io.
    Il problema non va esaminato con le leggi della Fisica, della Chimica o della Medicina, ma con quelle del Potere.
    Per essere ora capito, semplifico ed invito ad esaminare una società primitiva.
    Avviene in essa qualche cosa di insolito, un fulmine si abbatte su una capanna ed incenerisce gli occupanti, ma potrebbe essere una epidemia di tifo, una frana…
    I componenti della tribù corrono dal capo, quello panzone con la sveglia al collo e gli ossicini di pollo nel naso, per intenderci.
    Costui del fenomeno avvenuto, non ne capisce nulla, come tutti gli altri, del resto.
    Ma lui è il Capo e tutti guardano a lui e si attendono delle decisioni. Del resto la parola “decidere” viene dal latino e significa “togliere via”. Il Capo deve togliere via i dubbi ai componenti del villaggio, deve farlo se vuol continuare a lavorar poco e mangiare tanto, ad essere il “panzone” che ho appena detto, ché se questi dubbi non è capace di toglierli via lui, si fa avanti qualcun altro a dare certezze ed a spodestarlo.
    Allora, dovendo prendere una decisione e non essendo in grado di capire perché quel fulmine si sia abbattuto proprio su quella capanna e se altri fulmini lo seguiranno, cosa provochi la cacarella o perché la montagna sia franata, egli “toglie via i dubbi” ai sottoposti con decisioni che a noi così lontani nel tempo e nello spazio, paiono tutte “demenziali”, ma demenziali non sono se esaminate nell’esigenza del panzone di “assicurare”, di “dare certezze”, di mantenere il suo Potere.
    Noi ci consideriamo civilizzati, ma della nostra grande tribù fanno parte tanti panzoni che mangiano di più e lavorano di meno perché sanno “togliere via” i dubbi e dare certezze alla gente, anche su fatti di cui non ne capiscono nulla.
    <>
    E questo vale per tutte le paure e tutte le certezze che ci vengono spacciate (anche questa dell’obesità).
    Caro lettore, io penso che tu non sia, né più intelligente, né più cretino di tanti altri e ti invito ad usare sempre la tua di testa, per essere tu il “panzone” di te stesso.

    Roberto Porcù

    • Maximus
      Rispondi

      Milano è la capitale di queste deficientate pseudoambientaliste : ma ora che il Mitico Pisapia è stato eletto penso che non vedremo più le MAMME ANTISMOG

      .Intanto il biglietto aumenta del 50 % , tanto per favorire l’ uso dei bus.

      Allego qui sotto un mio vecchio post.

      Il petrolio sta finendo.

      Certo non finirà dall’ oggi al domani ma costerà sempre di più estrarlo e raffinarlo.

      Estrarre un barile di petrolio negli Stati Uniti o in Canada può costare fino a 50 dollari.

      Estrarre un barile di petrolio in Iraq costa al massimo 5 dollari.

      Inoltre anche la qualità non è la stessa :ad esempio il petrolio del Venezuela ( Petrolio pesante ) , è pessimo in quanto contiene molto Zolfo ed i costi di raffinazione sono molto più alti rispetto a quelli del petrolio libico ( Petrolio leggero ).

      Gli Stati Uniti d’ America sono il paese più dipendente dal petrolio che esista al mondo : consumano ogni giorno 20 milioni di barili sugli 80 prodotti.

      Nonostante abbiano solo il 5 % della popolazione mondiale consumano ben il 25 % del petrolio disponibile.

      Non solo hanno bisogno di tanto petrolio ma hanno anche la necessità di averlo ad un prezzo basso , altrimenti tutta la loro economia si blocca.

      Gli Stati Uniti quindi , per potersi appropriare a buon mercato delle scorte residue , si sono dovuti inventare due palle colossali.

      Prima balla : la colpa dell’attentato dell’ 11 settembre 2001 è stata affibbiata a Bin Laden ( Non a caso amico e collega di Bush ) e grazie alla lotta al terrorismo si sono invasi Afghanistan , Iraq e adesso Libia.

      Seconda Balla : il riscaldamento globale secondo il quale la CO 2 prodotta dal petrolio , cambierebbe il clima del pianeta.

      Ergo nuove tasse sui carburanti : ma solo per quei coglioni Europei dato che gli USA non hanno firmato il Protocollo di Kyoto ed i paesi in ” Via di sviluppo ” ne sono esclusi.

      I Cinesi ad esempio , ne sono esclusi : tutto ciò è funzionale alla economia USA dato che se i Cinesi ( ma anche indiani , brasiliani ecc ) dovessero pagare queste Carbon Tax , le merci che produrrebbero sarebbero assai meno convenienti e il giochino della Globalizzazione andrebbe a puttane.

      La vendita delle quote o diritti ad inquinare non sono altro che la trasposizione in chiave moderna della vendita delle indulgenze praticate dalla chiesa cattolica qualche secolo fa e che determinò lo scisma della cristianità , ad opera dei soliti tedeschi cattivoni , ai quali da secoli , si cerca di far pagare i vizi e gli sfizi delle nazioni terrone del sud Europa , Italia in primis

      Nulla di nuovo , se ci riflettete.

      In passato la società era teo-cratica ed il popolo credeva a qualsiasi stronzata detta dai preti ( Camice nero ).

      Oggi la società è tecno-cratica ed il popolo crede a qualsiasi stronzata detta dagli scienziati ( Camice bianco ).

      Nel 1500 i pretazzi dicevano : sei un peccatore ( e chi non lo è ? ) quindi se vuoi migliorare le tue condizioni di vita nell ‘ ALDILA’ , PAGA !

      Nel 2011 gli scienziati dicono sei un inquinatore ( e chi non lo è ? ) quindi se vuoi migliorare le tue condizioni di vita nell’ALDIQUA’, PAGA !

      Per far credere alla popolazione la grande palla del riscaldamento globale si sono spesi milioni di dollari per finanziare professori universitari , fondazioni come quelle di Al Gore , registi per girare documentari ecc.

      Di recente un gruppo di hacker è riuscito ad impadronirsi e a divulgare una serie di e – mail di professori universitari che si consigliavano tra loro su come taroccare i dati in loro possesso sul riscaldamento globale.

      Il denaro non è un problema per questi signori dato che lo creano e lo controllano a loro piacimento tramite le banche.

      Questi signori appartenenti al clero moderno , quello degli scienziati e tecnocrati , hanno creato e diffuso il nuovo dogma del 2000 : il riscaldamento globale.

      Il clero , se ci pensate , ha sempre collegato un fenomeno naturale che si verificherebbe comunque ai peccati dell’ uomo ,lucrandoci sopra una cospicua tassa.( Terremoti , Eclissi , Alluvioni ecc. )

      Esempio : il terremoto ha distrutto un paese . Arrivavano i pretazzi e dicevano : ” Tutto ciò è accaduto perchè vi siete allontanati da Dio ! Siete andati troppe volte a puttane , siete diventati per metà dei culattacchioni e Dio vi ha punito !

      Quindi da oggi PAGARE E RIGARE DRITTO !

      Oggi gli scientisti ( gli scienziati sono altra cosa )non vi dicono che il riscaldamento globale è un fenomeno naturale e non vi ricordano che è già avvenuto altre volte : 4 Glaciazioni ( raffreddamento ) e 4 periodi interglaciali ( riscaldamento ).

      Dare la colpa all’ uomo di tutto ciò è ridicolo in quanto l’ uomo non esisteva ancora : ma quando , con l’ Illuminismo e l Umanesimo si toglie Dio dal centro dell’ universo e ci si mette l’ uomo ….tutto torna !

      Un tempo si diceva : ” Piove che Dio la manda ! ”

      Oggi si può tranquillamente dire ” Piove , ma sei tu che la mandi , quindi… vedi di smetterla ! Piantala di consumare petrolio ! ”

      La cosa più divertente e che questi bastardi non vi dicono che non è solo la terra che si sta riscaldando ma anche Giove , Saturno , Plutone e tutti i pianeti del sistema solare che NON SONO ABITATI DALL’ UOMO !

      Ciò è dovuto ad un aumento della attività solare che , come è noto , non è costante ma subisce periodiche variazioni.

      Il sole è quindi responsabile dell’ aumento della temperatura di TUTTI i pianeti del sistema solare.

      Questi dati sono disponibili in rete per chiunque voglia consultarli.

      Il Mistero Buffo è presto svelato : la terra e d il sistema solare si stà riscaldando ma la ” colpa ” è del SOLE , il caro e vecchio DIO SOLE delle antiche civiltà che innocentemente ha per primo garantito generosi afflussi di potere e di denaro nelle tasche dei pretazzi dell’ antichità .( Vedi il film Apocalypto di Mel Gibson ).

      Quella del riscaldamento globale dunque non è altro che la versione moderna di una delle PALLE PIU’ ANTICHE DEL MONDO.

      E voi coglioni ci cascate ancora !!!!!!

      • Stefano
        Rispondi

        I due commenti che precedono il mio sono entrambi molto significativi ed utili.
        Per tentare, e sottolineo tentare, di far vedere come stanno in realtà le cose.
        Dell’ideologia verde, terroristica e filopauperista, ho una paura fottuta.
        Mi vedo già le pattuglie di monnezzopolizia che viene a rovistarti nel secchio e enl vasino
        per vedere se per caso hai trovato il modo per sgarrare.
        Un po’ come quei finanzieri che “conosco” che fanno lotta al contrabbando principalmente per spartirsi le merci sequestrate (mi hanno offerto un bel portatile, ho declinato l’offerta anche perché temo che poi me lo possano sequestrare. Loro).

        A parte tutto, volevo chiedere a Maximus se può indicare i link per trovare gli storici delle temperature dei pianeti del sistema solare. Ero già convintamente al corrente che il riscaldamento globale di origine antropica fosse una vaccata. Che fosse dovuto all’attività solare anche. Ma non ho mai pensato di andare a controllare le temperature dei pianeti vicini. Questo è un vero colpo di genio, quello che ci voleva.

        • Maximus
          Rispondi

          Ti posso dire di aver trovato la notizia sul sito di Maurizio Blondet : è un articolo di almeno 3 anni fa . Se lo trovo lo segnalo.

          Indipendentemente dalle ragioni scientifiche però , le tasse sulla CO2 sono da rigettare semplicemente perchè inutili e volte a far chiudere le imprese e che siano idiote lo dimostra il fatto che sia gli USA che la CINA le hanno rifiutate . E non si tratta proprio di due nazioni coglione , al contrario della Unione Europea che misura il raggio di curvatura delle banane.

  • Maximus
    Rispondi

    ECCO UN ARTICOLO IMPORTANTE.

    I «global warmer» beccati: falsavano i dati
    Maurizio Blondet 21 Novembre 2008

    L’ottobre scorso è stato l’ottobre più caldo della storia: l’informazione viene dal serissimo Goddard Intitute for Space Studies (GISS).

    Come dubitarne? Il GISS è una costola della NASA. E lo dirige James Hansen, il climatologo che affianca Al Gore nei suoi allarmi sull’effetto-serra da eccesso di attività umana, e dunque sulla presunta necessità di aderire ai costosi protocolli di Kyoto, onde abbassare le emissioni di CO2. Era l’ennesima conferma che il riscaldamento globale esiste, e che il colpevole è l’uomo.

    Solo che altri enti di controllo climatico – il GISS è uno dei quattro più importanti del mondo, che registra i rilevamenti di temperature provenienti da stazioni sparse in tutto il pianeta – segnalavano un ottobre freddino.

    La National Oceanic and Atmospheric Administration americana ha enumerato, ad ottobre, 63 nevicate locali e ha posto l’ottobre 2008 al 70° posto, come tepore, fra gli ultimi 114 ottobri negli scorsi 114 anni.

    Le autorità meteo cinesi segnalavano «la peggiore nevicata della storia» in Tibet. Altri centri meteo hanno notificato nevicate fuori stagione dalle Alpi alla Nuova Zelanda.

    Peggio: i rilevamenti satellitari mostravano un ottobre lievemente più freddo del normale, secondo una tendenza di lento raffreddamento cominciata dal 1998.

    Come mai la NASA diceva il contrario?

    Due noti scettici scientifici, i matematici canadesi Steve McIntyre e Anthony Watts (ciascuno di loro ha un blog specializzato nello sfatare il mito del global warming, «Climate Audit» e «Watts up with that»), hanno controllato uno per uno i dati delle centinaia di stazioni da cui il GISS riceve le rilevazioni, ed hanno notato una cosa stranissima: tutte le temperature anormalmente alte erano state registrate in Russia, la più estesa nazione del pianeta. E non solo alte, ma addirittura fuori scala, inverosimili.

    Peggio: le temperature russe di ottobre, stazione per stazione, erano identiche a quelle rilasciate dai russi nel mese di settembre, che ovviamente è molto più caldo (nella vasta Russia, le temperature scendono rapide in autunno). Anche i dati dell’Irlanda erano quelli di settembre, non di ottobre.

    Insomma, i profeti del riscaldamento globale avevano «riciclato» i dati del tiepido settembre. Forse un banale errore?

    McIntyre ha segnalato l’errore al GISS per e-mail.

    «Nessuna risposta», racconta: «Ma un’ora più tardi, il sito del GISS ha cancellato i dati che aveva postato» (1). Ma non basta.

    Dapprima, il GISS di Al Gore ha cercato di compensare per le temperature russe che aveva dovuto abbassare, annunciando di avere scoperto un nuovo «punto caldo» nell’Artico; subito smentito dai due scettici canadesi, perchè i satelliti mostrano, ad ottobre, che la banchisa artica si sta ricongelando con una rapidità senza precedenti dopo lo scioglimento estivo, al punto che è il 30% più estesa dell’ottobre 2007.

    Poi, lo stesso GISS s’è scusato dicendo che aveva ottenuto i dati sulla Russia da «un altro ente, sulla cui qualità non ha modo di esercitare in proprio un controllo».

    Quest’altro ente è il NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration: il cui portavoce, Scott Smullens, s’è affrettato a comunicare irritato che il suo ente rileva solo le temperature nel territorio americano (per questo si chiama «national») e non ha mai rilevato quelle in Russia.

    Insomma il GISS ha falsato i dati e, una volta scoperto, si è scusato con nuove falsità, che hanno aggravato la sua posizione. L’ammissione che l’istituto prende dati da altri enti sulla cui «qualità» non garantisce è particolarmente grave, perchè sui dati del GISS si basa l’ente dell’ONU creato ad hoc per agitare l’allarme-clima, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

    Come si ricorderà, l’IPCC ha adottato come proprio il Rapporto Stern, elaborato da sir Nicholas Stern (che come climatologo è zero, ma è dirigente della Banca Mondiale e limpida testa di Katz), il quale raccomanda di spendere l’1% del PIL mondiale in abbattimento dei gas-serra, altrimenti dovremo spenderne dal 5% al 20% entro il 2050 per il costo delle catastrofi, alluvioni innalzamento dei mari, tifoni, eccetera che l’ineluttabile riscaldamento provocherà.

    A questo scopo, ovviamente, occorrerà un governo mondiale dei banchieri, di Stern e di Katz, che disciplini l’economia planetaria e la controlli con i complicati metodi di compra-vendita di diritti all’inquinamento, proclamati a Kyoto. Con grossi profitti per il sistema finanziario speculativo, che commercerà in quei «diritti» come obbligazioni.

    Il Rapporto Stern è stato commissionato dal governo britannico; lo presentò al mondo Tony Blair; tutti i media l’hanno preso per oro colato, visto che veniva da così autorevoli poteri forti. E i media citano sempre più volentieri i dati del GISS, proprio perchè sono generalmente più alti e allarmanti di quelli forniti dagli altri tre enti meteo di cui si fida l’ONU; ora risulta che il GISS fornisce dati di cui non controlla la veridicità, e anzi fornisce i dati di settembre come fossero di ottobre.

    Il dottor Hansen, direttore del GISS e primo consulente del profeta Al Gore, premiato col Nobel per il suo documentario allarmistico sul clima (quando si dice i poteri forti…) è già stato beccato una volta a mentire, e proprio dai due blogger canadesi.

    Nel 2007 aveva pubblicato le temperature rilevate al suolo in USA nel decennio 1990, sostenendo che erano le più alte mai registrate a memoria d’uomo; è stato facile a McIntyre e Watts dimostrare che le temperature americane più alte erano state rilevate nel decennio 1930. Quindi, che non esiste un progressivo riscaldamento, come fanno credere Al Gore, la Banca Mondiale e la Massoneria che parla dall’ONU o da Londra. Aggiungiamo l’Unione Europea, che vuole imporre le costose misure anti-effetto-serra alle industrie del Vecchio Continente nel pieno della crisi economica.

    Ma questa menzogna, naturalmente, non impedirà ai «grandi» media di continuare a citare, al bisogno, i dati del GISS o del Rapporto Stern, o dell’IPCC. Senza dire che alla presidenza dell’IPCC è stato messo un dottor Rajendra Pachauri, un indiano che gira il mondo a tenere conferenze dove prova che la temperature mondiale sale vertiginosamente, fidando sui dati di Hansen; perchè lui, Pachauri, non è un climatologo ma un ex-ingegnere ferroviario, misteriosamente elevato a quel posto dell’ONU.

    In realtà, aumentano i climatologi veri che cominciano a sospettare che le variazioni climatiche siano collegate all’attività del Sole; più precisamente, in relazione alla quantità delle macchie solari, che influenzano la quantità di raggi cosmici che colpiscono la Terra, e che a loro volta influenzano la formazione di nubi (2).

    Insomma è la natura, non l’industria umana, a provocare riscaldamenti e raffreddamenti periodici; e i riscaldamenti sono stati – nei secoli passati – periodi di abbondanza e fioritura agricola, non delle catastrofi.

    Sono piuttosto i periodi di raffreddamento a provocare fame, pestilenze e guerre, come nella piccola età glaciale del ‘500.

    Negli ultimi anni l’attività solare è stata quasi zero; adesso pare che il ciclo ricominci, ma molto debolmente, situazione associata in passato con il raffreddamento climatico.

    Se questo si verificherà, la crisi finanziaria in corso (questa sì provocata dall’uomo, o meglio dai banchieri) sarà aggravata dal calo della produzione agricola.

  • Maximus
    Rispondi

    LEGGETE ANCHE QUESTO !

    Censura globale sul «Climategate»
    Maurizio Blondet 25 Novembre 2009

    I media italiani non ne parlano già più; quelli inglesi e americani, il meno possibile. Ma hanno dovuto dare un nome allo scandalo, la cui dimensione cresce di giorno in giorno: «Climategate». Lo scandalo degli scienziati ed accademici che, in e-mail fra loro, ammettono di falsare i dati per confermare la teoria del «Riscaldamento Globale provocato dall’uomo».

    Diversi lettori (sono stati i primi a segnalarmi il fatto) conoscono già i particolari. Degli hackers benemeriti hanno rubato, e rivelato al pubblico, 160 megabites di e-mail dai server della Climatic Research Unit (CRU) della East Anglia University, la centrale «scientifica» principale dell’ideologia del Global Warming.

    Mail ghiottissime (1). I globalisti parlano continuamente di come hanno manipolato, falsificato, sottratto files, e nascosto informazioni sulle temperature. Il professor Phil Jones, capo del CRU, scrive al professor Michael E. Mann, climatologo della Pennsylvania University su come attuare il «trucco (trick) di aggiungere le temperature ad ogni serie (di dati) per nascondere il declino».

    Il declino, cioè, delle temperature. Che smentiscono la teoria, o meglio l’ideologia degli allarmisti: il riscaldamento globale non c’è, e loro lo sanno.

    Jones ordina ai corrispondenti di cancellare i dati che smentiscono l’ideologia: «Non diamo agli scettici qualcosa su cui divertirsi!», scrive. Kevin Trenberth, un altro cosiddetto scienziato, ammettendo che i loro modelli computeristici sono fallimentari: «Il fatto è che non possiamo dare conto dell’assenza di riscaldamento, per ora… i dati pubblicati da CERES in agosto 2009 mostrano che ci dovrebbe essere ancora più riscaldamento, ma i dati sono sicuramente sbagliati. Il nostro sistema di osservazioni è inadeguato».

    Il professor Mann ribatte che non è la verità che conta: «Come sappiamo tutti, qui non si tratta di stabilire la verità, ma di (prepararsi a) respingere accuse in modo plausibile».

    Si accordano su come sottrarsi alla revisione di altri scienziati (Peer review); congiurano per far espellere gli scienziati scettici dalle organizzazioni professionali, di come censurarli, di come impedir loro di parlare.

    Tom Wigley, altro professore, dice: «Se pensiamo che Saiers è nel campo degli scettici dell’effetto-serra, allora se possiamo raccogliere prove documentali di questo, possiamo rivolgerci ai canali dell’AGU per farlo cacciare».

    Jones dice ai suoi corrispondenti e congiurati: «Un paio di persone mi stanno scocciando perchè renda pubblici i dati delle stazioni di rilevamento del CRU: non dite a nessuno che la Gran Bretagna ha una legge sulla libertà d’informazione», ossia che obbliga a rendere noti i dati scientifici. Del resto, dice, «L’IPCC è un’organizzazione internazionale, sicchè è al disopra di ogni legge sulla libertà d’informazione».

    Ecco il punto. L’IPCC è l’Intergovernmental Panel on Climate Change, un organo formato dall’ONU appunto per «comprovare», e debitamente allarmare l’opinione pubblica, sul riscaldamento globale. Un organo «autorevolissimo», come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, fonte d’informazione primaria ed oggettiva secondo i giornalisti, ma anche per i politici, i governi, ed altri esperti ignari. A rafforzarne l’autorevolezza, i poteri forti transnazionali hanno assegnato nel 2007 all’IPCC il Nobel.

    Il CRU della East Anglia University lavora a tempo pieno per l’IPCC. Ed ora sappiamo che fornisce dati deliberatamente falsificati, per provare un riscaldamento globale inesistente.

    Dall’IPCC è uscito nel 2006 il Rapporto Stern (2), un tomo di 700 pagine compilato dall’economista ebreo-britannico Sir Nicholas Stern e pagato e propagandato dal governo di Tony Blair (ecco perchè lo volevano presidente d’Europa), che descriveva scenari catastrofici se non venivano imposte tasse draconiane internazionali sull’inquinamento e sui gas-serra. I livelli del mare che si alzavano di sei metri, ingiottendo città costiere, mancanza d’acqua, siccità, carestie: il rimedio era un governo mondiale dell’economia, la crescita zero, il commercio dei «diritti d’inquinamento» secondo i protocolli di Kyoto – un grande business del fumo, a cui le banche d’affari affidavano le loro speranze di profitti miliardari.

    «Rapporto shoc: l’economia mondiale minacciata dal riscaldamento globale», strillava 24 Ore annunciando il rapporto Stern il 30 ottobre 2006. E continuava:

    «Se non verrà fatto nulla per arginare le attuali emissioni di Co2 i danni per l’economia globale equivarranno a una perdita complessiva del PIL del 20% pari all’impatto negativo delle due ultime guerre mondiali messe assieme. L’unico modo per fare fronte all’emergenza è sostenere costi equivalenti all’1% del PIL mondiale entro il 2050. Un esborso oneroso, ma tutto sommato modestissimo rispetto ai danni irreparabili che il pianeta sta correndo (…). Il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown ha peraltro inviato una lettera all’Unione europea chiedendo di dare massima priorità al tema ambientale e mettere in atto misure volte a ridurre le emissioni del 30% entro il 2020 e del 60% entro il fatidico 2050. Brown ha nominato oggi Al Gore, l’ex vice-presidente degli Stati Uniti sotto Bill Clinton, suo consigliere speciale in materia ambientale».

    Al Gore, un altro premio Nobel per il Fumo, nonchè fondatore di una finanziaria che si prepara a «generare miliardi di dollari agli investitori, fra cui lui stesso», vendendo «diritti d’inquinamento» ad aziende costrette a comprarli per produrre. Sono le aziende dell’economia reale, che verrebbero stroncate dalla spesa per risultare «verdi», a favore delle imprese che non inquinano perchè non producono niente di fisico.

    Il giornale della Confindustria non segnalava alcuna preoccupazione per la distruzione dell’industria europea, se i limiti alle emissioni suggeriti da Gordon Brown (meno 30% entro il 2020, meno 60% per il 2050) diventassero legge europea; riduzione del resto completamente inutile, perchè USA, Cina e India rigettano l’ordine di Kyoto.

    Ed oggi la stampa insabbia e copre l’enorme scandalo di una pseudo-scienza pagata per mentire da enti internazionali, a loro volta governati da potenze anonime e senza volto.

    Il perchè è evidente: dal 7 al 18 dicembre 2009 si terrà a Copenhagen la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP 15), un vertice mondiale in cui i crescita-zeristi, aiutati dagli «spontanei» movimenti ecologisti, cercheranno di imporre un ampliamento della Convenzione sui cambiamenti climatici e la firma di un nuovo accordo sul clima che dovrebbe succedere al Protocollo di Kyoto.

    Ora i globalisti possono contare sul presidente Obama, deciso ad imporre (agli altri) quelle misure distruttive dell’economia e di altri milioni di posti di lavoro, in piena depressione economica mondiale. E’ un passo essenziale verso il governo globale con la scusa del riscaldamento, e una nuova fonte di profitto per le banche d’affari transnazionali, che pagano e danno poltrone ai politici ben noti (in Italia, a Prodi e a Draghi) per i loro scopi.

    Bisogna che l’opinione pubblica non sappia. Che la cospirazione non venga svelata. Che i politici vadano a Copenhagen credendo, o facendo finta di credere, che le informazioni «scientifiche» fornite dall’IPCC sono oggettive, e non invece dei trucchi.

    Almeno ricordiamocelo, noi pochi. Ricordiamocelo la prossima volta che tirerannno fuori «il processo a Galileo» per pronunciare l’ennesima condanna contro «l’oscurantismo della Chiesa», che voleva bloccare il progresso, ed ostacolare la limpida verità della scienza. O quando derideranno gli aristotelici medievali, che non volevano credere al sistema copernicano.

    Oggi, è l’ideologia scientista che ci nutre di menzogne e falsità.

    Qui, viviamo senza difese sotto un oscurantismo massonico globale, modernissimo e forte di dati scientifici falsi, confezionati da scienziati senza un briciolo di moralità e mentitori volontari, animato da un satanico odio per l’umanità.

    Magari ci fosse un cardinal Bellarmino, ad ammonire questi «scienziati». E magari ci fosse ancora una Santa Inquisizione a «mostrare loro gli strumenti», come furono mostrati a Galileo.

    ——————————————————————————–

    1) Un più completo resoconto sulle mail dei cosiddetti scienziati del clima è sull’Examiner: http://www.examiner.com/x-25061-Climate-Change-Examiner~y2009m11d20-ClimateGate–Climate-centers-server-hacked-revealing-documents-and-emails
    2) Si veda Maurizio Blondet, «Contrordine: basta progresso», Effedieffe, 1 novembre 2006. Allora scrivevamo: «… ci si deve chiedere perchè il Rapporto Stern venga lanciato proprio adesso. Perché tutti i media lo amplificano con le stesse parole, come a un segnale convenuto. E perché a gestire le dure e grandiose misure economico-politiche che raccomanda si proponga Tony Blair, un leader in uscita, dal carisma esaurito, detestato dal suo popolo per la guerra in Iraq e l’asservimento alla Casa Bianca di Bush. Perché deve essere chiaro ciò che le politiche anti-climatiche raccomandate prevedono per l’intera umanità: l’arretramento pianificato dei livelli di vita, e la fine del capitalismo ultraliberista. La promessa d’abbondanza per tutti a basso prezzo, con cui il capitalismo ha attratto e ingannato l’umanità, viene rinnegata: adesso viene l’epoca dei sacrifici, della penuria, del razionamento. Invece della crescita senza limiti, la limitazione e il rallentamento. Anziché il ‘laissez faire’, il controllo razionato delle risorse. Invece del mercato, la gestione dirigista e autoritaria. Un programma autoritario su scala mondiale è forse quello che tenta i capi palesi ed occulti del sistema anglo-finanziario».

  • Maximus
    Rispondi

    E ANCHE QUESTO !

    Global warming e il Progetto globale
    Maurizio Blondet 09 Luglio 2009
    StampaE-mail
    Text size

    Si introduca qui l’epica figura di Boone T. Pickens, meritevole di passare alla storia fra i giganti del capitalismo terminale. Chi è costui?

    Pickens è un «ticoon» del settore energetico, grande promotore delle energie alternative che – come tutti sanno – ridurranno il riscaldamento globale. Ci crede tanto da aver investito, attraverso la sua azienda Media Power, 2 miliardi di dollari per la creazione della più grande impresa di turbine a vento del mondo, la «Texas Panhandle». A questo scopo, Pickens ha ordinato dalla General Electric 687 turbine a vento, quei mulini a pale ultra-moderni che producono (come tutti sanno) energia pulita e naturale.

    Pickens le ha volute giganti, le sue turbine: 400 piedi, come un palazzo di 30 piani. Da mettere in una area del Texas vasta 100 mila ettari, da lui appositamente affittata nella contea di Panhandle per ricavarne entro il 2014, come pubblicizzava, 4 mila megawatt, «abbastanza da illuminare un milione di case». Il business del secolo.

    Solo che – come ha spiegato in un’intervista all’AP – «quando ho cominciato a ricevere queste turbine, ho pensato… dico, nel mio garage non ci stanno, devo metterle da qualche altra parte».

    Ora Pickens sta cercando Paesi e contee in altri Stati, disposti ad accettare qualcuna delle 687 turbine da 120 metri che ha già ordinato (1).

    Il Texas è così grande da poter in teoria ospitare l’intera popolazione mondiale, ciascuna famiglia con la sua villetta. Eppure anche nell’immenso e semideserto Texas, il cosiddetto impatto ambientale delle turbine non passa tanto bene.

    Soprattutto, il genio dell’energia rinnovabile si è accorto (a ordinativi fatti) che parte del suo problema è che non esiste una rete di distribuzione che porti la sua elettricità dalla desolata contea di Panhandle al famoso milione di case da illuminare.

    Pickens dice di aver pensato di costruire il suo proprio sistema di distribuzione, ma che «ci sono dei problemi tecnici».

    Gli si può credere, e si può credere che il più tecnico dei problemi sia la mancanza di capitali per una nuova, gigantesca spesa.

    Isomma ha cancellato il grande progetto, ed ora cerca di partecipare a programmi di mulini meno ciclopici, dove piazzare un po’ delle sue turbine a vento. Forse in Canada, forse nel Midwest.

    Pickens merita di passare alla storia come la smentita vivente del dogma primario del liberismo: che il privato sa meglio dell’impresa pubblica come investire i suoi capitali, perchè si lascia dirigere dal «mercato» e dalla sua mano invisibile, che è infallibile.

    Ma le cose non sono così semplicistiche. Pickens, dopotutto, non è cretino come sembra. Apprendiamo che ha speso 60 milioni di dollari in pubblicità e incontri in tutto il Paese «nello sforzo di indurre lo Stato, e i governi locali, a sussidiare il suo progetto».

    Dunque Pickens appare non come ardimentoso campione del «privato», ma come la non inedita figura dell’imprenditore privato con soldi pubblici. Qui infatti non è il «mercato» che gli ha ispirato il progetto, ma il dirigismo che il capitalismo, giunto allo stato terminale, detta agli Stati. Ossia le produzioni inefficienti di energia, sussidiate col denaro pubblico.

    Perchè questa è la sola cosa certa che esce dal G-8: non regole certe e severe per gli avventurieri finanziari che hanno provocato il collasso economico planetario, non una risposta all’ondata di disoccupazione globale che ci attende prossimamente, bensì l’obbligo globale di aumentare la quota delle energie cosiddette «rinnovabili», alternative o pulite. Con la scusa della riduzione delle emissioni.

    Di fatto, la finanza pretende adesso che gli Stati intervengano nell’economia, ma che intervengano nella direzione voluta dal capitalismo terminale. Ossia «imponendo» le nuove tecnologie del futuro.

    I poteri forti si ricordano bene che fu la rivoluzione telecom (computer più internet e comunicazioni satellitari) ad alimentare l’ultimo boom più o meno sano, sul quale hanno creato le loro bolle finanziarie e i loro profitti. Ora puntano sul nuovo business delle energie rinnovabili, per le quali si crea un mercato a forza di terrorismo sul riscaldamento globale e della fine del petrolio.

    Se c’è una innovazione tecnologica che promette di concorrere con la grande rivoluzione passata dell’elettronica, sono in realtà le nanotecnologie, con tutti i rischi relativi all’uso di materiali in particelle sub-microscopiche, capaci di superare la barriera ematica e cerebrale.

    Per qualche ragione che sarà chiara dopo, però, i poteri forti hanno scelto le energie alternative. E precisamente il fotovoltaico e i mulini a vento hi-tech.

    Per capire che questi metodi non sono efficienti, non bisogna essere un tecnico. Basta vedere che essi ricevono sussidi pubblici: vuol dire che l’energia che producono costa molte volte più dell’energia prodotta da petrolio, carbone e nucleare.

    Il fatto viene nascosto. Un recente articolo sul Corriere (del 26 giugno) esultava: «Il colonnello Gheddafi ha parlato con l’amministratore delegato dell’ENI Paolo Scaroni per coprire di pannelli solari perte del deserto libico meridionale: energia a basso costo per i Paesi confinanti più poveri!».

    Energia a basso costo?! E’ energia ad alto costo, tant’è vero che per convincere a produrla l’Italia (il Paese più generoso in Europa in questo settore) paga un sussidio di 36-49 centesimi al chilowattora. Ciò «incoraggia molti investitori a venire da noi» con le loro macchinette e i loro pannelli, dice il Corriere, ed è facile vedere perchè: c’è un business per i pannelli fotovoltaici tedeschi (estremamente inefficienti) e per i mulini General Electric. Un business pagato dallo Stato.

    Il liberismo ideologico è sempre stato contrario ai sussidi che abbassano artificialmente i prezzi di una merce o di un servizio. E’ contrario al pane a prezzi inferiori a quelli di mercato che alcuni Paesi praticano per non far morire di fame i loro poveri; è ostile al biglietto del tram o del treno che non copre i costi, è contrarissimo a sussidiare un’industria europea aeronautica, o qualunque altra industria. E’ il «mercato», proclama, che deve stabilire quali prodotti convengono, con la libera concorrenza, eccetera, eccetera.

    Stranamente, il liberismo fa un’eccezione in un solo caso: per le energie alternative, esige sussidi (2). Li pretende.

    Perchè?

    Perchè c’è il riscaldamento globale, dicono questi filantropi; e siccome il riscaldamento globale che fa morire gli orsi polari è causato dall’uomo (sicuro, sicuro), bisogna obbligare le economie di tutti i Paesi a «tagliare le emissioni». Da qui il protocollo di Kyoto del ’97. Da qui l’obbligo posto dalla Unione europea detto «20-20-20», ossia di «tagliare le emissioni» di carbonio del 20% entro il 2020. Da qui le imposizioni che stanno uscendo fuori dal G-8, fra gli applausi degli ecologisti, e che metteranno una palla al piede forse letale per centinaia di industrie.

    Ora, anche se fosse vero che sono le emissioni delle ciminiere a provocare il global warming, bisognerebbe dire che la crisi economica prodotta dalla finanza sta già offrendo la triste soluzione: con una produzione calata del 35% (un calo mai visto dal 1930), le terribili emissioni saranno ridotte del pari, migliaia di ciminiere resteranno spente e perciò amiche dell’ambiente.

    Invece, anche questo calo non basta, per i filantropi: esigono delle leggi globali contro «l’inquinamento», lo esigono dai capi di Stato e di governo.

    E’ tutto già deciso, come ha scritto il Telegraph: «Saranno annunciati piani dettagliati per espandere l’energia rinnovabile di dieci volte e per tagliare le emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta in meno di un decennio» (3).

    L’Inghilterra ricava solo l’1,5% della sua energia dalle fonti cosiddette rinnovabili, sole e vento. Ma volontaristicamente, dirigisticamente, obbedendo come sempre ai signori della finanza, la vuol portare al 30% entro il 2020, soprattutto con mulini a vento in Scozia.

    Lo Stato più ostile al dirigismo per quanto riguarda i «mercati finanziari», che vuole liberi e selvaggi, in questo settore ha già un piano esattamente simile ai piani quinquennali sovietici.

    «Ed Miliband, il segretario all’Energia e al Cambiamento Climatico (sic) renderà pubblico un Libro Bianco che dettaglierà i modi per cui le emissioni sarannno ridotte almeno del 34%, e una “Strategia per l’Energia Rinnovabile” per accrescere l’uso delle energie rinnovabili al 15% del totale della produzione energetica britannica. Lord Mandelson, il segretario all’Economia, lancerà una “Low Carbon Industrial Strategy” con cui il governo creerà 400 mila nuovi posti di lavoro nelle industrie ambientali entro otto anni, e trasformerà l’intera economia cambiando completamente il nostro panorama industriale, e il modo in cui tutti noi lavoriamo e consumiamo».

    In Inghilterra 400 mila nuovi posti di lavoro, si prega di crederlo, sono pura e semplice propaganda. Bisognerebbe sapere quanti posti di lavoro saranno distrutti dalle pesantissime regole ambientali (che getteranno fuori mercato centinaia di imprese, industriali ma anche agricole), e se i 400 mila ipotetici basteranno a compensare i posti perduti dal dirigismo «sostenibile». In Spagna, prima delle classe nell’economia «verde», per ogni posto creato da questo settore ne sono scomparsi 2,2 negli altri (4).

    Dunque Londra pratica il dirigismo – una politica economica scelta dallo Stato e non dal mercato – per l’economia «verde». La rivoluzione economico-energetica sarà imposta per legge.

    «La pubblicazione del piano», continua il Telegraph, «sarà seguita da una Legge sull’Energia, che sarà inclusa nel prossimo discorso della regina, per promuovere la tecnologia per rimuovere il biossido di carbonio dalle emissioni delle centrali a carbone; nuove centrali verranno vietate se non li adottano».

    Si tratta di «promuovere» una tecnologia, per ora inefficiente e inefficace. La differenza col vecchio dirigismo fascista sta tutta qui: quello, identificava le punte di eccellenza del Paese, e le promuoveva e le proteggeva (coi dazi e i sussidi) per scopi di autosufficienza e di progresso. Questi, lo fanno per un altro scopo. E danno sussidi.

    «La strategia comprende piani dettagliati per sussidi, grazie a cui le famiglie e le imprese che installano impianti di energia rinnovabile potranno vendere la energia che producono in eccesso in termini favorevoli, misura che ha stimolato la rapida crescita dell’energia solare in Germania», scrive entusiatsta il Telegraph. Non dice che i sussidi saranno pagati dai contribuenti, i quali subiranno due volte: pagheranno più cara meno energia prodotta, e perderanno molte attività economiche datrici di lavoro.

    Il piano imposto è un programma di austerità a livello globale. E’ la decrescita diretta dai miliardari.

    E’ evidentemente in atto una volontà superiore, elaborata nei circoli riservati (Bilderberg, Council on Foreign Relations) a cui i governi stanno obbedendo. E il fatto che vi obbedisca lo Stato britannico – primo nel cavalcare le peggiori creatività finanziarie, che ricava l’8% del PIL dalle attività della City – che fra i tanti difetti non hanno quello di usare ciminiere inquinanti – dovrebbe indurre qualche sospetto.

    Ciò è in apparenza così contrario ai dogmi del liberismo di mercato di Adam Smith, da rendere urgente una domanda: perchè lo fanno?

    Ben 31 mila scienziati hanno firmato un documento (riprodoto qui sotto) in cui sostengono che «non ci sono prove convincenti» che il cambiamento climatico è prodotto dall’industria umana.

    ——————————————————————————–

    ——————————————————————————–

    Si sta formando il consenso scientifico secondo cui i cambiamenti del clima dipendono in gran parte dal vapor acqueo (un gas serra molto più efficace del biossido di carbonio, e prodotto dagli oceani) e da fenomeni cosmici come l’attività del Sole (fra parentesi, le macchie solari sono tornate a farsi vive dopo anni).

    Dal 2006 ad oggi, la temperatura globale è persino scesa di 0,39 gradi C° (http://www.climatedepot.com/a/1799/Global-temperatures-have-plunged-74degF-since-Gore-released-An-Inconvenient-Truth).

    Avanzano scoperte che possono davvero produrre energia in modo efficiente, come questa che simula la capacità della clorofilla di convertire la luce solare in energia (http://refreshingnews9.blogspot.com/2009/06/first-step-towards-converting-solar.html).

    Ma questo tipo di conclusioni e ricerche non interessano a lorsignori. Essi pretendono che l’economia del mondo venga interamente cambiata per renderla adatta – a forza di sussidi – a produrre energia rinnovabile. E in questo sforzo, pretendono che alcune industrie siano «aiutate» ed altre (magari più promettenti o semplici) no.

    Sì al fotovoltaico e ai LED, no a tutte le soluzioni a tecnologia matura già esistenti o facilmente adottabili.

    Nel pieno di una crisi apocalittica, prendono provvedimenti che sono di per sè depressivi, in quanto aggravano i costi della produzione. Come mai?

    Forse la risposta è contenuta nelle opere di Robert Heilbroner (1919-2005): un miliardario filosofo di cui probabilmente non avete mai sentito parlare.

    Un vero insider, un ispiratore di quei circoli altissimi dove si prendono le decisioni. Di ricca famiglia ebreo-tedesca, Heilbroner diresse per gli Stati Uniti in guerra l’Ufficio di Controllo dei prezzi, una delle più potenti centrali riservate del dirigismo bellico; divenne poi banchiere, ma trovò il suo approdo nella New School for Social Research: una università privata molto appartata, che dal 1933 sorge nel lussuoso Greenwich Village, riccamente finanziata dai Rockefeller e da Hiram Halle (un altro miliardario ebreo del petrolio), e il cui presidente è il senatore e candidato presidenziale Bob Kerry.

    Che cosa fa la New School of Social Reserach?

    Essenzialmente, è la roccaforte segreta del vecchio «marxismo critico» della Scuola di Francoforte (Adorno, Horkheimer, Marcuse), che coniuga col pragmatismo americano (Dewey), e si sforza di adattarlo alle mutate condizioni economiche (5). E’ per così dire l’ala «sinistra» del mondialismo ebraico-americano, quello che negli anni 50-70 predicava e imponeva la «pianificazione» delle economie occidentali, posizione in Italia tenuta dai repubblicani di Giorgio La Malfa.

    In questa «scuola», Heilbroner rappresenta da sinistra quel che, a destra, Leo Strauss rappresentò nella scuola di Chicago, frequentata da neocon: il maestro segreto, l’ispiratore dietro le quinte.

    Heilbroner è stato un materialista storico sui generis. Il suo massimo libro, che ha venduto 4 milioni di copie da quando è apparso nel ‘53, si chiama «Worldly Philosophers»: sono biografie dei filosofi che si occupano «del mondo di qua», in polemica opposizione ad ogni pensiero metafisico o spiritualista. Ovviamente, Marx, Freud, Marcuse, Adorno, eccetera.

    Heilbroner si considerava il più essenziale «filosofo dell’aldiquà», e sosteneve l’economia di piano centralizzata alla sovietica. Il centralismo era per lui la strada più diretta al governo globale; il capitalismo invece, disperdendo i centri decisionali e abbandonandoli alla spontaneità di milioni di privati, era meno efficace allo scopo.

    Si capisce che questo «pensiero» abbia conosciuto una eclisse nel folle ventennio del liberismo selvaggio, dominato dalla Scuola di Chicago in economia con Milton Friedman, e in politica da Strauss. Heilbroner stesso lo ammise in un importante articolo che pubblicò sul New Yorker il 10 settembre 1990, dal titolo «Reflections after Communism».

    Bisogna ammettere, scriveva, che «il capitalismo organizza gli affari materiali dell’umanità meglio che il socialismo». Ma ci sono ancora speranze: il capitalismo (come dice Marx) sbocca sempre in grandi monopoli, e dunque in nuovo socialismo. Basta resistere e operare nell’ombra per accelerare questo esito.

    Come?

    Noi global-socialisti superstiti, diceva Heilbroner, dobbiamo nasconderci dietro il movimento ecologista, promuoverlo e rafforzarlo.

    L’ambientalismo resta la maschera con cui i socialisti possono ancora farsi ascoltare dai politici e dall’opinione pubblica. Ed è il mezzo migliore per imporre una pianificazione centrale dell’economia a livello planetario.

    Ecco un sunto dell’articolo:

    «… Il socialismo rischia di non essere più una forza importante di cambiamento, adesso che il comunismo è finito. Ma un altro modo di guardare al socialismo è (guardare) alla società che deve emergere se l’umanità ha da affrontare il peso ecologico che la crescita economica pone all’ambiente. Da questa prospettiva, uno sguardo lungo post-comunista mira oltre il capitalismo, ad un mondo ancora inesplorato che prenderà forma e si solidificherà prima di ricevere un nome» (6).

    Non è avvenuto questo, negli ultimi anni?

    I protocolli di Kyoto sono il risultato di questa nuova ideologia che, prima ancora di avere un nome, è stata imposta a livello globale. Il G-8, con la sua proposta di riduzione delle emissioni di un assurdo 50-80% entro il 2050, non fa che obbedire alle indicazioni di Heilbroner e al suo «sguardo lungo».

    C’era Bush che si opponeva; adesso c’è Obama che accetta i tagli al carbonio secondo il verbo di Kyoto: la compra-vendita di «diritti d’inquinamento», grande «mercato» per la finanza speculativa, purchè venga imposto dall’alto…

    Dopo la «destra» di Strauss, comincia un nuovo esperimento di ingegneria sociale, austerità e decrescita guidato dal sistema finanziario: la «sinistra» di Heilbroner. La mira è sempre la solita: il governo mondiale sotto l’economia pianificata dai banchieri.

    Il signor Pickens che non sa dove mettere i suoi 687 mulini a vento, dopotutto, non è un fesso. Ha solo agito in modo precipitoso. Dovrà aspettare un po’ prima che su di lui comincino a piovere i sussidi. Ma arriveranno.

    Vedete già come i media applaudono al G-8; vedete già gli ecologisti a strillare che non basta, che bisogna tagliare di più, chiudere più fabbriche, spegnere più ciminiere. Etero-diretti di sguardo corto, o pagati?

    ——————————————————————————–

    1) «T. Boone Pickens call-off massive Texas wind farm», CNBC, 7 luglio 2009.
    2) Si noti che questi poteri hanno sempre fatto mancare i finanziamenti alla tecnologia di fusione nucleare controllata, che punta ad ottenere energie pulite, ma alte e concentrate e dunque utili allo sviluppo industriale. In generale, ogni soluzione di risparmio energetico sensata e a basso costo è stata contrastata. Anni fa la Fiat propose un co-generatore domestico di modesta tecnologia: un apparecchio grande come una caldaia a gas, che produceva non solo acqua calda ma elettricità sufficiente per un appartamento, grazie a un piccolo motore d’auto diesel. Era economico ed ecologico, perchè un simile apparecchio in ogni casa risparmiava la notevole dispersione di energia lungo le vaste reti elettriche. Il progetto fu liquidato dai grandi produttori di elettricità.
    3) Geoffrey Lean, ««Green revolution’ could create 400,000 jobs, claim ministers «, Telegraph, 4 luglio 2009.
    4) «The high cost of green jobs», Worldnet Daily, 2 luglio 2009. L’economista Gabriel Calzaza, docente all’Università Juan Carlos di Madrid, ha condotto una ricerca dal titolo «Study of the effects on employment of public aid to renewable energy sources». Dopo aver spiegato che «nessun altro Paese del mondo più della Spagna ha dato più ampio sostegno (pubblico) alla produzione di elettricità per mezzo di risorse rinnovabili», il professor Calzaza dimostra che nove posti di lavoro sono stati persi per ogni quattro creati dai sussidi pubblici al rinnovabile.
    5) La New School ha ospitato durante la guerra e dato una cattedra a Jacques Maritain e a Claude Lévi-Strauss, che hanno introdotto in USA il pensiero «alternativo» francese di Foucault, Derrida e Deleuze. Fatto significativo, per influenzare gli stati d’animo delle masse con apposite suggestioni collettive indotte dal cinema, questa strana università ha creato un «laboratorio di drammaturgia» (Dramatic Workshop), diretto dall’ebreo tedesco Erwin Piscator, che ha formato attori famosi come Marlon Brando, Ben Gazzara, Tony Curtis, e scrittori come Tennessee Williams.
    6) Qui un abstract del saggio di Heilbroner: http://www.newyorker.com/archive/1990/09/10/1990_09_10_091_TNY_CARDS_000357236

  • Maximus
    Rispondi

    ALTRO ARTICOLO.

    Riscaldamento globale?

    Maurizio Blondet 24 Marzo 2008

    L’ultimo Stato ad essere alluvionato, in queste ore, è l’Arkansas (1). Ampie zone dell’Ohio, il sud dell’Illinois e grandi spazi del Missouri sono già sott’acqua da una settimana. Detroit è sepolta sotto la neve, a marzo: non ha visto nevicate così, in questa stagione, dal 1920 (2).

    Ora il NOAA, l’ente meteo degli Stati Uniti, lancia l’allarme di possibili imminenti alluvioni lungo il bacino del Mississippi, del fiume Ohio, del basso Missouri, in Pennsylvania e New Jersey, nel New York State, in tutto il New England, e persino in parti dell’arido West, fra cui il desertico Colorado (3). Il motivo?

    «Eccezionali nevicate invernali unite alle recenti pesanti piogge» spiegano i comunicati dell’ente meteo: «Lo strato nevoso in aree dello Stato di New York e New England è di oltre 30 centimetri superiore al normale per questo periodo dell’anno; su certe montagne del Colorado e dell’Idaho
    la coltre nevosa contiene il 150-200% di acqua in più della media», che, sul punto di sciogliersi, «porta ad una possibilità di alluvioni superiore al normale».

    Anche nel West «le nevicate sono state superiori al normale quest’inverno», anche se là la condizione di aridità diminuisce il rischio di alluvioni disastrose; «la portata dei fiumi migliorerà parecchio rispetto all’anno scorso». Stavamo parlando di riscaldamento globale causato dalle emissioni industriali?

    Al contrario: «Se si prende il 1998 come punto di partenza, c’è stato un raffreddamento della terra. Se si prende come punto di partenza il 2002, il clima è in un plateau. Non è certo ciò che ci si doveva aspettare se è il CO2 a cambiare le temperature, perché i livelli di CO2 hanno continuato a crescere, ma le temperature di fatto sono scese negli ultimi dieci anni». Lo ha detto Jennifer Marohashi, biologa australiana, senior fellow dell’Institute of Public Affairs di Montreal, in una interessante intervista alla ABC Radio Nationa (4).

    Da dieci anni la temperature scende, mentre le emissioni carboniose di origine umana salgono. «Su questo non ci sono vedute contrastanti fra gli scienziati», ha aggiunto la biologa. «Di fatto l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate change) ha riconosciuto la cosa: ha ammesso che negli ultimi otto anni, in questo secolo, la temperatura è ‘piatta’, nonostante i livelli di CO2 siano continuamente crescenti. Ciò che dovrebbe far salire le temperature. E’ qualcosa di inatteso, ma non viene discusso».

    Ci sono solo delle ipotesi su questo fenomeno imprevisto dai modelli matematici: «Il capo dell’IPCC ipotizza che siano in gioco fattori naturali che compensano l’effetto-serra prodotto dal CO2, che è quello che dicono da sempre gli scettici dell’effetto-serra». Nell’ambiente scientifico «si è parlato molto dell’influenza del Sole, se andiamo verso un periodo di meno intensa attività solare, e se questo contribuisca all’attuale raffreddamento». Attuale raffreddamento, non riscaldamento.

    I dati più sorprendenti vengono dal satellite «Aqua», lanciato dalla NASA soltanto nel 2002, che raccoglie dati non solo sulle temperature terrestri, ma sulla formazioni nuvolose e il vapor d’acqua. «I modelli che usiamo attualmente», spiega la Marohasy, «sono basati sull’idea che quando il CO2 crescente produce l’effetto-serra, aumenta anche il vapor acqueo nell’atmosfera, intensificando il riscaldamento. I dati del satellite ‘Aqua’ mostrano che avviene l’esatto contrario, ossia che quando (l’effetto serra) produce un aumento del riscaldamento, l’aumento del vapor d’acqua di fatto limitano l’effetto serra, lo compensano, con l’effetto di contrastare il riscaldamento anziché intensificarlo».

    «Queste scoperte (del satellite Aqua) non sono messe in discussione dai meteorologi; solo, fanno fatica a ‘digerirle’. Penso che presto riconosceranno che i modelli su cui si basano hanno bisogno di una completa revisione, e che i nuovi modelli mostreranno un minore influsso dell’anidride carbonica nel riscaldamento». Secondo la biologa, la comunità metereologica mondiale cambierà i suoi paradigmi entro sei mesi.

    Intervista istruttiva per molti versi. Mostra come la «comunità scientifica» si basi oggi totalitariamente su modelli computerizzati di previsione e proiezione elaborati da essa stessa e sia renitente a revisionarli quando fatti e scoperte nuove li smentiscono. Perché su quei modelli (e non sui fatti reali scientificamente accertati) gli scienziati e i tecnocrati politici hanno fondato una sorta di «ortodossia», che hanno imposto ideologicamente all’opinione pubblica. Questo è molti tipico della nostra epoca virtualistica.

    Anche la speculazione nelle Borse si basa su «modelli matematici» che pretendono di prevedere i movimenti dei mercati e che – come abbiamo visto nel collasso dei subprime – non riescono a coglierne le «irregolarità», e gli imprevisti. Anche le guerre americane sono tutte basate su una totale fiducia nei computer e nei modelli previsionali, che pretendono di prevenire le mosse del nemico, ossia gli atti più imprevedibili che siano mai stati. Ossia che un tempo era riconosciuto come il campo dell’incerto per essenza, affidato all’intuizione dei grandi strateghi o alla loro fortuna.

    Come sceglie i suoi generali?, fu chiesto a Napoleone, e lui: «Fortunati». Oggi, si presume che i computer – che possono solo tracciare «regolarità» – siano in grado di sostituire Napoleone o azzerare gli incerti della sorte, azzerando l’improbabile. Tutto ciò non ha ovviamente a che fare con la scienza di tipo galileiano, di cui gli scienziati si proclamano seguaci (l’abbiamo visto quando hanno negato a Ratzinger l’accesso alla Sapienza), bensì con una nuova specie di oscurantismo ultra-scientifico, alimentato da modelli matematici e dalla cieca fiducia nei computer.

    E le decisioni politiche che vengono prese e imposte sono fantasticamente, fantascientificamente oscurantiste: dai macchinosamente irrealizzabili protocolli di Kyoto ai costosi progetti per «catturare il CO» dalle centrali a carbone e petrolio e dalle fabbriche, e iniettarlo nel sottosuolo onde non contribuisca all’effetto-serra, fino alle angosce paranoico-ambientaliste. E’ tutto un nuovo sistema di credenze scientiste che in qualche modo incitano le ansie apocalittiche, che ha sostituito la fede d’un tempo – quella che riconosceva l’imprevedibilità come un dato ineliminabile del vivere, e per questo volgeva preghiere all’Onnipotente.

    Il movente più o meno conscio di queste credenze instaurate è appunto di eliminare, con le irregolarità, Dio stesso o almeno il bisogno di Lui. La nuova ortodossia è causa ed effetto della totale secolarizzazione, e la causa di un arretramento persino scientifico dell’umanità? Certo essa viene nutrita di sogni che non sono i miti delle età religiose, ma menzogne.

    Un editoriale del giornale The Australian, nel commentare le scoperte del satellite Aqua, ha commentato: «Ogni evento climatico che possa rafforzare l’ortodossia del riscaldamento globale viene gridato in prima pagina. Ma un fatto come questo, ossia che il riscaldamento globale s’è fermato da dieci anni, non viene mai riportato. Il che, diciamolo, è straordinario».

    ——————————————————————————–

    1) Jon Gambrell, «Forecasters warn of flooding in Arkansas», Associated Press, 24 marzo 2008.
    2) «Whitest Easter in Detroit in decades», Associated Press, 22 marzo 2008.
    3) «Current major flooding in US a sign of things to come, says NOAA», Science Daily, 23 marzo 2008.
    4) Christopher Pearson, «Climate facts to warm to», The Australian, 22 marzo 2008.

  • Maximus
    Rispondi

    Raffreddamento globale

    Maurizio Blondet 28 Febbraio 2008

    La Cina ha passato l’inverno più freddo del secolo.
    Il Nord America ha visto il più spesso strato di neve degli ultimi cinquant’anni, con punte in Wisconsin mai registrate da quando si tiene conto del fenomeno.
    Gelate record in Minnesota, freddo in Texas e Florida, come in Australia, Messico e Grecia. Baghdad ha visto cadere la prima neve della sua storia.
    E adesso, la conferma viene dalle quattro più importanti centrali che, sul pianeta, controllano la temperatura: il clima si raffredda (1).

    Il britannico Hadley Climate Research Unit, il GISS (Godard Institute for Space Studies) che appartiene alla NASA, lo UAH (University of Alabama Huntsville), il RSS (Remote Sensing System di Santa Mosa) hanno pubblicato i dati per gennaio 2008, e il responso convergente
    di questi istituti è: nell’anno scorso, le temperature sono calate precipitosamente.
    Secondo i loro dati, il raffreddamento prodottosi varia da 0,65 a 0.75 gradi centigradi.
    In un solo anno, è il più rapido cambiamento di temperatura mai registrato, sia in su o in giù della colonnina di mercurio.
    Qualcosa di inatteso e di inusuale.

    Secondo alcuni ricercatori il fenomeno sembra collegato alla forte riduzione dell’attività solare, ritenuta un fattore più potente dei gas serra nei cambiamenti climatici (2).
    Kenneth Tapping, che dirige la ricerche sul sole al National Research Council canadese, sostiene che la quiete anomala del Sole (la sparizione delle macchie solari) attualmente in corso avvenne anche 400 anni fa, e innescò quella che è ricordata come «la piccola glaciazione».
    Allora in certi inverni ghiacciò la Senna, e i ghiacciai della Norvegia avanzarono di cento metri l’anno, distruggendo abitati e coltivazioni.

    Lo storico Le Roy Ladurie ha appurato che in Linguadoca, «tra il 1495 e il 1555» fu «un solo grande inverno, del tutto simile a quello del 1506 dove ghiaccia tutto, il Rodano, gli olivi, il mare». Dal 1555 al 1563 «si susseguono cattivi raccolti, mentre l’epidemia del bestiame del 1562 impoverisce le campagne».
    Un cronista parigino annotò nel 1562: «Il tempo è stato così brutto che la povera gente non ha potuto raccogliere i grani… non si sapeva se fosse inverno o estate se non dalla lunghezza delle giornate».
    L’anno prima era gelato il lago di Costanza, vi si poteva pattinare.
    Tra il 1570 e il 1575 il prezzo della segale quadruplica in Germania e in mezza Europa del nord.
    Il Caspio si abbassa di livello.

    Oleg Sorokhtin, membro dell’Accademia Russa di Scienze Naturali, prevede anch’egli un forte raffreddamento dovuto alla ridotta attività solare: il minimo dell’attività dovrebbe essere raggiunto nel 2040, e gli effetti climatici, freddo e gelo, durare fino al 2100 o anche oltre.
    Altri scienziati ritengono che il fenomeno solare sia passeggero, e che presto ricomincerà
    a prevalere il riscaldamento da gas serra.

    C’è da sperare abbiano ragione gli ottimisti (o i pessimisti ecologici, che attribuiscono alle industrie umane i cambiamenti di clima): il freddo è più dannoso alla vita che il riscaldamento.
    Gli esseri viventi, tra cui le specie vegetali e animali che servono da nutrimento all’uomo, prosperano meglio a temperature mediamente più calde di quelle attuali.
    Il Medio Evo conobbe un «ottimo clima» (temperature uniformemente clementi) che coincise con un miglioramento della civiltà generale, aumento di disponibilità alimentare e perciò crescita demografica con conseguente nascita di nuove attività umane «agro-industriali»: in quell’epoca furono inventati e largamente applicati i mulini ad acqua, il basto per i buoi che consentì di affondare meglio gli aratri, il camino nelle case (sconosciuto ai romani, d esempio).

    La seguente piccola glaciazione coincise con carestie e – nel Nord Europa – con l’ossessione per la stregoneria e i roghi di streghe; fenomeno che ha forse ha che vedere con il consumo di granaglie inferiori o vecchie, spesso contaminate da muffe e funghi allucinogeni, e l’uso alimentare di erbe selvatiche spesso tossiche: tipico il «pain de la disette» il pane da carestia in Francia, fatto con ghiande ed erbe triturate; tali erbe potevano essere solanacee, come la datura stramonium (3) che producono ebbrezza e allucinazioni.
    La minore insolazione aumentò i casi di rachitismo e deformità.

    ——————————————————————————–

    1) Michael Asher, «Temperature monitors report wide scale global cooling», Daily Tech, 26 febbraio 2008.
    2) Michael Asher, «Solar activity diminishes: researchers predict another Ice Age», Daily Tech, 9 febbraio 2008.
    3) Lo stramonio (solanacea che nasce spontanea, preferibilmente su strame e feci, da cui il nome) fu la tipica «pianta delle streghe», spesso usata insieme a giusquiamo e belladonna, o a datura «tromba d’angelo», per i suoi effetti allucinogeni. Ma poteva essere anche ingerita casualmente da persone affamate, ridotte a nutrirsi di radici e vecce. I principi attivi di queste piante sono la scoopolamina, la iosciamina e l’atropina. L’ingestione di stramonio provoca distorsione delle capacità percettive e perdita del senso della realtà: l’intossicato può vedere persone che non sono presenti e parlare con loro. gli occhi diventano estremamente sensibili alla luce.
    Possono esserci reazioni di panico, cecità temporanea e follia.

  • Stefano
    Rispondi

    Maximus carissimo, non vorrai mica farci credere che i verdi ci stanno prendendo per il culo, vero?
    Non sono climatologo, non m’intendo d’inquinamenti vari, non sono, insomma, quello che si può definire un esperto.
    Però ho un difetto: non mi fido di questi superintelligentissimi.
    Anni fa, ricordo, ci raccontavano che a Milano c’era lo smog.
    I fiumi della Brianza, mi si diceva, erano pieni di strane schiume e i pesci, se li trovavi, erano di plastica.
    Idem in altri posti, dove trovavi corsi d’acqua multicolor (peccato che la TV fosse ancora in BN).
    E gli animali selvatici erano in via di sparizione.
    Bene.
    Verso la metà degli anni ’80 mi sono reso conto di come, invece, la situazione dell’ambiente fosse alquanto diversa. Non sentivo più parlare di smog e schiume, fiumi con acqua limpida (a dire il vero il Piave ogni tanto diventava più scuro se c’era scarsità d’acqua, però per il resto ha sempre avuto il più bel colore che abbia mai visto).
    In campagna di animali selvatici ne cominciavi a ritrovare: donnole, cigni, aironi, volpi, cinghiali, et alii.
    Bene.
    Ma nessun accenno da parte dei protettori dell’ambiente. Per loro l’ambiente è sempre più in condizioni precarie.
    Alla luce di quanto sopra, che sono in effetti osservazioni personali, mi sono reso conto di quante palle continuino a raccontarci giorno per giorno.
    E dei verdi ho la stessa stima che per la cacca di cane che ho pestato poco fa.
    Guarda Maximus che gli articoli che hai postato sono piuttosto interessanti! E ti ringrazio.

    P.S.: c’è anche un altro animale che con gli anni, purtroppo, s’è diffuso sempre più. Ma questo animale si diffonde sempre troppo, che ci sia inquinamento o che sia tutto pulito, continua a devastarci la vita.
    E’ il politico professionale.
    Essendone vietato l’avvelenamento, dovremmo trovare un predatore che ci permetta di condurre una lotta integrata contro questo tipo di parassita.

    • Maximus
      Rispondi

      I fiumi della Brianza erano veramente pieni di schiuma perchè li ho visti io da bambino ed era una cosa allucinante : poi però abbiamo costruito numerosi depuratori che , contrariamente a quelli del Sud , funzionano piuttosto bene ed i fiumi si sono lentamente disinquinati.

      Questi signori , non solo i verdi , continuano comunque a sbaritare per poterci guadagnare sopra , politicamente ed economicamente.

      Sono quasi certo che non vedremo pi le famose MAMME ANTISMOG sotto palazzo Marino a rompere i coglioni al sindaco dicendo che i loro TROIETTI ( I loro figli ) stanno morendo tutti di cancro al polmone.

      Mi sa che non vedremo neppure Drio Fo e Franca Rame a sparar cazzate sui medesimi argomenti.

      Ormai il sindaco è Pisapia e…. ” L’ aria è cambiata ! ”

      Comunque consulta i dati ARPA della regione Lombardia : scoprirai che a Milano TUTTI i parametri di inquinamento dell’ aria sono in calo da OLTRE 20 ANNI !

      E vaffanculo alle MAMME ANTISMOG !

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search